Madre di Cecilia – Luogo in Milano dove si svolge l’episodio – Promessi Sposi cap. 34° – Achille Colombo Clerici alla Società del Giardino

Dove il Manzoni colloca la “soglia di uno di quegli usci” ?

Alla Società del Giardino il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, nel corso di una conversazione su Milano, cala nella città di oggi l’immagine della madre di Cecilia, una tra le più potenti e tra le più tremende di tutta la letteratura italiana.

“Pochissimi tra gli studiosi del Manzoni si sono posti la curiosità di sapere in quale angolo della nostra città il Manzoni collochi quella famosa “soglia di una di quegli usci”.
Il prefetto dell’Ambrosiana Angelo Paredi, don Cesare Angelini e pochi altri.

Eppure si tratta di un episodio storicamente avvenuto, descritto fedelmente da Federico Borromeo nel “De Pestilentia” cap. ottavo “De miserandis casibus” pubblicato per la prima volta nel 1932 dal dottore dell’Ambrosiana don Agostino Saba.

Nella descrizione fatta dal Manzoni nel romanzo (cap.  34°) l’Autore accompagna Renzo nel percorso alla ricerca di Lucia presso la casa di Don Ferrante e di Donna Prassede.

…Renzo si tiene sulla “mancina”. Costeggia il palazzo ora del Corriere della Sera, poi passa a fianco del tumbun, oltrepassa la chiesa di S. Marco, svolta a sinistra. Pochi passi, attraversa il ponte Marcellino (dal nome di un appartenente alla famiglia Ajroldi) ed imbocca la via Borgonuovo.  “In fondo alla via”, ma quasi all’inizio diciamo noi, perché quella via è un dog leg, secondo la definizione golfistica, (cioè una via storta come lo sono a Milano tutte le vie di impronta romana e medioevale, permettevano di scantonare e sottrarsi ai colpi di archibugio, mentre le vie di Milano di impronta napoleonica o asburgica sono tutte diritte e perpendicolari) Renzo incontra il nostro “navigatore satellitare”. Un prete “in funzion di prete” (dal farsetto che indossava) che, tenendolo un po’ a distanza con un bastoncino da passeggio puntato a terra quasi a tenerlo lontano, gli indica l’itinerario con il criterio del percorso più breve e cioè con il criterio dell’ipotenusa e non dei due cateti.

Cosi Renzo prosegue fino a percorrere tutta la via Borgonuovo.
Arriva all’incrocio di Croce Rossa (Carrobbio di Porta Nuova, chiesa di S. Anastasia, ora s. Francesco di Paola). Fin qui la descrizione del percorso fatta dal Manzoni.
Poi l’Autore continua il racconto, lasciando all’intuizione del lettore di immaginare il percorso che Renzo sta compiendo.

Renzo imbocca l’attuale via Montenapoleone, la contrada del Monte verso la contrada S.Andrea.
(Non avrebbe avuto senso svoltare né a sinistra, né a destra: in un caso sarebbe tornato indietro, nell’altro si sarebbe diretto verso il Duomo. Ma allora il navigatore gli avrebbe indicata da percorrere direttamente la via Brera).

Renzo percorre dunque per un certo tratto la via Montenapoleone, sinché arrivato all’incrocio con l’attuale via Verri, svoltato l’ angolo, s’imbatte nell’ immagine del carro dei monatti che raccolgono i morti. “Scendeva dalla soglia di uno di quegli usci e veniva verso il convoglio una donna…”.

Ecco dove stava la soglia di uno di quegli usci.

L’episodio più straziante e più poetico al tempo stesso di tutto il romanzo.”

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