“Quanto è difficile affittare a turisti” Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 22 ottobre 2016 – Achille Colombo Clerici

La legge n.27/2015 della Regione Lombardia, si inserisce nel vuoto della legislazione nazionale creato dalla sentenza della Corte Costituzionale 80/2012 che ha dichiarato l’illegittimità di molte norme del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79. La questione è di rilevanza generale poiché la Lombardia è antesignana rispetto allo Stato, come è avvenuto in materia urbanistica ed energetica ad esempio con i contabilizzatori di calore sui termosifoni.
Questa legge, nel disciplinare le attività turistiche, vi include le “case ed appartamenti per vacanze”; categoria questa nella quale sono ricompresi gli appartamenti di privati cittadini che anche solo occasionalmente affittano le loro case per finalità turistiche.

Siffatta inclusione è del tutto irragionevole dal punto di vista economico – dal momento che è evidente che chi affitta, magari solo per un mese all’anno, intende, non svolgere un’attività turistica, ma mettere a frutto il suo bene – e rappresenta una invasione della competenza statale in materia di diritto civile.

Su tale linea, la legge Lombarda impone impropriamente degli obblighi al proprietario dell’immobile e ne sanziona le violazioni come si trattasse di attività imprenditoriale.

Per poter procedere alla stipula del contratto occorre una comunicazione preventiva al Comune, pena una sanzione da 2 mila a 20 mila euro.

Viene introdotto l’obbligo di esporre i prezzi in due lingue straniere, di comunicare le presenze alla pubblica sicurezza, l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa a favore dei clienti per la responsabilità civile, l’obbligo di comunicare l’interruzione o la cessazione dell’attività.

Restrizione ancor più rilevante per i proprietari è contenuta nel regolamento di attuazione della legge regionale, approvato lo scorso agosto dove, non solo si ribadisce la soggezione a questa disciplina anche delle locazioni per finalità turistiche svolte da privati non imprenditori ed anche occasionali, ma si indicano i “requisiti minimi obbligatori” degli appartamenti per vacanze giungendo fino a precisare quanti strofinacci debbono essere presenti in cucina.

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