Mons. Franco Buzzi, Prefetto Biblioteca Ambrosiana e pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia – Intervista sul 500° Anniversario Riforma Protestante, Viaggio del Papa a Lund in Svezia – Radio Vaticana – Fabio Colagrande

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Alla vigilia del viaggio di Papa Francesco a Lund per le celebrazioni del 500° della Riforma protestante

Un esempio di superamento del conflitto

Intervista radiofonica di Radio Vaticana al pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e a monsignor Franco Buzzi, XXV prefetto della Biblioteca Ambrosiana

Testo di Fabio Colagrande e per l’ascolto di Radio Vaticana

“Le Chiese luterane hanno sempre celebrato i centenari della Riforma. In passato queste manifestazioni si sono svolte ‘contro’ la Chiesa cattolica, o hanno assunto un carattere nazionale. Nel 2017, però, per la prima volta si è aperta la possibilità di celebrare questo anniversario in un clima di dialogo. La Federazione luterana mondiale ha lavorato tanto in questa direzione e oggi l’apertura di queste celebrazioni in Svezia, alla presenza di Papa Francesco, è un bellissimo segno che sottolinea questo impegno”. A ricordarlo ai microfoni di Radio Vaticana, alla vigilia del viaggio di Francesco a Lund per le celebrazioni del 500° della Riforma protestante, è il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Torino.

“La presenza del Papa a queste celebrazioni acquista un significato particolare non solo all’interno del mondo ecclesiale luterano ma anche al di fuori. Il segretario generale della Federazione luterana mondiale, Martin Junge, ha detto giustamente che la celebrazione congiunta è un buon esempio di come si possano superare i conflitti, soprattutto in un mondo lacerato da scontri e guerre. E’ un’importante testimonianza comune, per un futuro basato sul dialogo”.

Non si celebra la divisione

“La grande novità di questo centenario è che si tratta del primo a essere celebrato in epoca ecumenica”, spiega mons. Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, tra i fondatori dell’Accademia di studi luterani in Italia (Asli), studioso della stagione della Riforma. “La celebrazione congiunta rappresenta un passo in avanti formidabile perché così si sottrae la figura di Lutero a una prospettiva ecclesiale legata solo alla nazione tedesca. Si riconoscono così l’universalità e la grandezza del modo di pensare di Lutero, in modo che siano condivise in parte anche dalla Chiesa cattolica. Celebrare insieme l’anniversario significa sottrarre al particolarismo l’evento della Riforma e prenderlo sul serio, uscendo da quella mentalità conflittuale, basata semplicemente sulla contrapposizione, per accogliere tutto ciò che di bello, di buono e di vero possiamo condividere insieme”. “Va sottolineato che andando in Svezia il Papa non celebra la divisione, ma la volontà di riunione che significa superamento di una mentalità basata sullo scontro polemico. Scontro che purtroppo ha visto per cinque secoli cattolici e luterani, contrapporsi, quasi alla cieca, con tanto di teologia controversistica, sulla base di tesi precostituite, con l’unico scopo di affermare il contrario dell’altro. Credo che andando al di là di certe tesi rigide, sia nell’ambito della controriforma che della cosiddetta ortodossia luterana stretta, ci si rende conto che nelle opere di Lutero ci sono ricchezze che sono spunti di fede e di dottrina profondamente cristiana che non possiamo in nessun modo trascurare”. “Quindi, il fatto che Francesco vada in Svezia per ricordare un evento doloroso ma soprattutto prospettare un futuro di gioia, pace, comunione e unione in tutto ciò che è condivisibile, mi sembra un evento straordinario”.

Progressi teologici

Quest’anno non si celebrano solo i 500 anni della Riforma, ma anche i 50 anni del dialogo ecumenico avviato fra cattolici e luterani con il Concilio. “Sicuramente il passo in avanti più importante in questo cammino – spiega il pastore Heiner Bludau – è stata la dichiarazione congiunta sulla giustificazione del 1999. Su questo tema fondamentale, che ha diviso le nostre chiese mezzo secolo fa, oggi c’è un consenso e questo è un punto forte raggiunto dal dialogo”. “A dividerci ancora, nonostante siano più le cose che ci uniscono, è il fatto che un luterano non possa partecipare all’Eucarestia cattolica. E anche se noi invitiamo i cattolici presenti alle nostre celebrazioni a partecipare all’Eucarestia per loro non è possibile. Noi ci auguriamo una certa apertura in questo senso, perché l’assenza di un’ospitalità eucaristica reciproca rappresenta un fatto doloroso”.

Apparteniamo al Corpo di Cristo

“L’avere riscoperto insieme che siamo d’accordo su San Paolo, capitolo terzo della Lettera ai Romani, è un punto di arrivo teologico importantissimo del dialogo con i luterani”, commenta mons. Buzzi. “Noi crediamo di essere giustificati per fede, indipendentemente dalle opere della legge. Noi tutti riceviamo la nostra salvezza dall’opera assolutamente gratuita di Cristo e riceviamo questa giustificazione come un dono continuo, rispetto al quale ogni tentativo di appropriazione significa anche una compromissione del dono. Si è capito che su questo siamo d’accordo e che ci sono sottolineature teologiche diverse ma non sono tali da poter abilitare i fratelli delle due confessioni diverse – luterani e cattolici – a scomunicarsi reciprocamente o ad accusarsi reciprocamente di eresia”. “La mia impressione – aggiunge Buzzi – è che il documento congiunto sulla giustificazione per fede sia, per così dire, passato sulla testa delle nostre comunità cristiane. Almeno qui in Italia, la presenza del luteranesimo non è così elevata. Però, poter approfondire e condividere tutto questo è un punto di partenza per una comunione più profonda. Tenendo conto che nel Battesimo noi tutti ci diciamo parte del Corpo di Cristo e quindi anche il concetto di Chiesa, a partire da questa definizione del Battesimo, dovrà essere considerato nella prosecuzione del dialogo”.

Opportunità per rendere visibile il cammino ecumenico

“Il viaggio del Papa in Svezia è davvero un’opportunità ecumenica perché rende visibili i passi fatti insieme in questi 50 anni”, conclude il pastore Bludau. “In Germania, ad esempio, vescovi cattolici e luterani si esprimono insieme, ormai da tempo, su questioni etiche. C’è una forte collaborazione tra parrocchie cattoliche e comunità luterane. Si tratta di realtà ancora poco conosciute e le celebrazioni di Lund e Malmö possono dare un’ulteriore spinta per incentivare il dialogo anche in altre regioni del mondo”.
“Per me – chiude mons. Buzzi – questo viaggio del Papa in Svezia è un’iniziativa benedetta dal Cielo. Lo vuole il Cielo che ci sia questa volontà di colloquio, d’intesa e di fraternità, visto che facciamo tutti parte dello stesso Corpo di Cristo, grazie alla Fede e al Battesimo e alla nostra vita che si svolge all’interno della Trinità, argomenti che Lutero non ha mai messo in discussione”.

Foto: Mons. Franco Buzzi con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Mons. Franco Buzzi 2

 

 

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