“Trasparenti o delatori” QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 29 ottobre 2016 – Achille Colombo Clerici

Il presidente degli albergatori ha denunciato il grave fenomeno dell’evasione fiscale e del lavoro nero nel settore turistico.
“Il sommerso nel turismo prosegue indisturbato la propria corsa ed è giunto a livelli talmente di guardia da generare una minor sicurezza sociale e il dilagare indiscriminato dell’evasione fiscale e del lavoro in nero”.

Qualche giorno fa il presidente dei costruttori aveva sollevato la questione del ruolo delle imprese negli appalti e nei lavori all’interno dei cantieri.

Cosa succede, siamo di fronte all’inizio di una società di sicofanti? Non direi. Siamo di fronte ad una società allarmata e premuta in una morsa, tra la mancata crescita economica da un lato ed il carico fiscale e l’accerchiamento dell’economia in nero, dall’altra.
Una società in cui si sta generando un conflitto diretto, non mediato dallo Stato, tra chi è ligio alle leggi e chi sta alla macchia.

Una posizione assolutamente scomoda, la prima.

Chi è ligio alle leggi, affronta un maggior costo del lavoro, un maggior carico fiscale, un onere burocratico sempre più gravoso.

La crisi economica sta accentuando le contrastanti posizioni, tanto da far avvertire che al mancato contributo degli uni corrisponde un maggior onere dell’altro.

Ormai, non c’è più spazio sociale ed economico fra chi sgarra e chi è ligio alle leggi. La furberia dell’uno si risolve in modo diretto ed immediato nel danno per l’altro.

Succede anche che il fisco, per far cassa, trovi più facile e più comodo “fare le pulci” a chi è ligio, magari forzando l’interpretazione delle leggi, piuttosto che andare a scovare gli evasori.

Tutto questo non va bene.

Non vanno bene gli affitti in nero, ma non vanno bene, non diciamo gli affari malavitosi, che rappresentano la peggior iattura, ma nemmeno quelli legittimi, quando siano fiscalmente irregolari, di professionisti, di artigiani, di commercianti, di datori di lavoro domestico, di operatori finanziari, di costruttori, di operatori turistici, di agricoltori, di industriali e via dicendo.

Non vanno bene i regimi fiscali e le nicchie di privilegio, siano essi interni o internazionali.

Non va più bene una certa prassi applicativa delle leggi consistente nel chiudere un occhio di fronte all’irregolarità fiscale per realizzare una forma indiretta di redistribuzione della ricchezza.

La trasparenza è l’unica via per ottenere quell’equità che è condizione imprescindibile per iniziare un nuovo corso di responsabilità fiscale.

Non siamo ancora alla società dei sicofanti, ma se andiamo avanti di questo passo ci arriviamo presto.

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