Ignazio Visco all’Università Bocconi – Bocconi nov. 2016 – Associazione Giorgio Ambrosoli – IEA informa

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Visco alla Giornata della Virtù Civile voluta dall’Associazione Giorgio Ambrosoli

BANCHE, QUALCHE PECORA NERA MA SOSTANZIALMENTE CORRETTE (E VIGILATE)

“In Italia la ripresa economica continua, ma stenta a rafforzarsi dopo una recessione che per durata e intensità è stata più grave di quella verificatasi negli anni trenta.

Contrariamente a quanto accaduto in altri paesi avanzati, tra il 2007 e il 2010 da noi la crisi non ha avuto origine nel sistema bancario. È stata accentuata innanzitutto da debolezze strutturali del sistema produttivo nazionale, in ritardo nell’adeguamento alla globalizzazione, al progresso tecnologico e ai mutamenti demografici, e dall’elevato peso del debito pubblico, che ha limitato i margini di manovra della politica di bilancio.

Dalla seconda metà del 2011, la crisi del debito sovrano ha determinato per le banche italiane un forte ridimensionamento della raccolta di fondi sui mercati internazionali e un corrispondente deterioramento delle condizioni di costo; in una fase di elevata instabilità finanziaria e di consolidamento dei conti pubblici, la contrazione del credito si è anch’essa riflessa sull’attività economica”.

E’ l’inizio della Lezione “Società civile, economia e rischio criminalità” svolta all’Università Bocconi di Milano dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla presenza del rettore Gianmario Verona, di Donato Masciandaro (Baffi Carefin) e di Umberto Ambrosoli (Associazione Civile Giorgio Ambrosoli) in occasione dell’edizione 2016 della Giornata della Virtù Civile, voluta a partire dal 2011 dall’Associazione Giorgio Ambrosoli, dedicata quest’anno a Giancarlo Siani, il giovane cronista del Mattino di Napoli ucciso nel 1985 dalla camorra.

Ciò ha contribuito a creare – ha continuato Visco –  una situazione di difficoltà in alcune banche, in un sistema creditizio complessivo comunque solido, che hanno scelto la via di operazioni azzardate che Banca d’Italia ha denunciato, rafforzando l’attività di controllo.

Si tratta, tra l’altro, di erogazioni del credito anomale che hanno determinato l’aumento dei rischi dovuti alla concentrazione delle esposizioni, per singolo cliente o per settore di attività economica, in particolare nel comparto immobiliare, senza  che la concentrazione delle esposizioni fosse adeguatamente bilanciata dai controlli interni che devono normalmente caratterizzare la funzionalità organizzativa delle banche.

Tali casi ed altri di comportamenti irregolari nei confronti della clientela, portati alla luce dall’attività ispettiva della Banca d’Italia e prontamente comunicati, nel doveroso riserbo, all’autorità giudiziaria, hanno evidenziato un circolo vizioso di commistione di interessi tra esponenti bancari e clienti finanziati, spesso celato attraverso il ricorso a società di comodo.

Aggiungendo che al decadimento dei profili tecnici e alla rimozione dei responsabili delle condotte irregolari, determinata dall’intervento della vigilanza, non sempre hanno fatto seguito tempestive iniziative di ristrutturazione.

Negli ultimi quattro anni – ha aggiunto Visco – la Banca d’Italia, nell’ambito della collaborazione con le altre istituzioni, ha inoltrato alle autorità inquirenti oltre 800 segnalazioni, ricordando inoltre che le comunicazioni e le richieste di informazioni ricevute nell’ambito di procedimenti giudiziari sono state quasi 2.000.

Nello stesso periodo le perizie e le consulenze prestate dai dipendenti dell’Istituto alla magistratura nell’ambito di procedimenti in corso sono state 270, a esse vanno aggiunte quelle prestate dai dipendenti addetti in via continuativa ai nuclei creati a Milano e Roma in costante contatto con le rispettive Procure.

Rimane fondamentale la collaborazione della clientela affinché abusi e irregolarità vengano tempestivamente segnalati.

Foto archivio: Umberto Ambrosoli con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Umberto Ambrosoli

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