Referendum Costituzionale: le ragioni del SI’ e le ragioni del NO Dibattito in Assoedilizia

Il dibattito sul referendum costituzionale promosso da Assoedilizia con l’adesione di Aspesi e Fiabci

ACCADEMICI E POLITICI DEI DUE FRONTI SPIEGANO LE RAGIONI DEL SI’ E LE RAGIONI DEL NO

A meno di due settimane dal referendum costituzionale di cui sentiamo parlare da mesi quello che doveva essere un civile confronto sul merito della riforma della Costituzione si è trasformato in uno scontro aspro e irrazionale nel quale si sta imponendo uno schema rudimentale che di profondo smuove solo lo sconcerto: uno scontro che appare sempre più come un plebiscito pro o contro il Governo.

Il mondo immobiliare che coinvolge decine di milioni di cittadini-elettori – Assoedilizia con Aspesi e Fiabci – si è sentito in dovere di riportare il dibattito sui giusti binari del merito chiamando a confrontarsi nelle sale di via Meravigli a Milano accademici e politici schierati su fronti opposti: Maria Elisa D’Amico, Ordinario in Diritto Costituzionale Università degli Studi di Milano; Franco Mirabelli, Senatore della Repubblica; Gaetano Quagliariello, Senatore della Repubblica. Con l’intervento di Enrico De Mita, professore emerito dell’Università Cattolica di Milano.

Si è trattato di un confronto improntato ad una grande civiltà anche se duro nei contenuti – incentrato esclusivamente sulle ragioni del sì e sulle ragioni del no – che il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici  ha condotto con fermezza e sobrietà.

Nella sua presentazione ha detto: “Domenica 4 dicembre 2016, dalle 7 alle 23 – ha esordito nella presentazione che ha tracciato i binari del dibattito cui hanno partecipato centinaia di persone – gli italiani andranno ad esprimere il loro voto per approvare o respingere la riforma della Carta costituzionale promossa dal Governo”.

Proseguendo:

La riforma è chiamata anche “legge Boschi”, dal nome del ministro per le riforme costituzionali ed i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, che ha firmato la proposta di riforma insieme al presidente del Consiglio del Ministri, Matteo Renzi.

La legge di revisione implica modifiche rilevanti all’assetto degli organi-istituzioni del nostro Stato (come il superamento del bicameralismo perfetto o paritario e la riforma del titolo V che regolamenta i rapporti tra Stato e Regioni) ed è stata approvata tre volte da Camera e Senato (due volte con lo stesso testo), ma senza che sia stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti in ciascuna delle due Camere.

In tal caso, come previsto dall’articolo 138 della costituzione, qualora ne facciano richiesta un quinto di una Camera o 500.000 elettori o 5 Consigli regionali, si impone il referendum costituzionale.

Ed i Deputati, in numero superiore al quinto dei componenti la Camera, hanno richiesto il referendum: 166 Deputati, (i rappresentanti di Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana) hanno presentato le firme per chiedere la consultazione popolare referendaria.

E siamo dunque al referendum. Un referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, che a differenza di quello abrogativo, non prevede un quorum: la validità della consultazione, cioè, non dipende da quanti voteranno. Il risultato sarà valido qualunque sia la partecipazione al voto. Ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente dal fatto che abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto al voto.

Il procedimento di approvazione della legge è iniziato nell’aprile del 2014 con un testo che, nel corso della discussione in aula, è stato modificato, sia dalla Camera, sia dal Senato. La riforma riguarda più di un terzo degli articoli della Costituzione (47 su 139) ed è la più vasta dal 1948, quando la Carta costituzionale italiana è entrata in vigore.
Il quesito referendario che verrà stampato sulle schede elettorali recita: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  88 del 15 aprile 2016?”.

Questo referendum è un evento di fondamentale importanza nella vita politica del Paese perché, come si può facilmente intuire, la decisione condizionerà la vita degli italiani nei prossimi anni, se non nei prossimi decenni.

Il dibattito ha dato vita a due schieramenti trasversali, alle categorie economiche, ai ceti sociali e culturali ed all’elettorato stesso dei partiti; ed i sostenitori dell’una o dell’altra delle due posizioni si fronteggiano da mesi nelle piazze e sui mezzi di comunicazione magnificando ognuno le proprie tesi e ragioni e criticando quelle degli avversari.

Per tutti questi motivi Assoedilizia – come è tradizione in occasione delle grandi scelte elettorali, nazionali o locali (con l’adesione di Aspesi-Associazione nazionale tra società di promozione e di sviluppo immobiliare e di Fiabci-sezione italiana della federazione internazionale delle professioni immobiliari) – ha promosso l’odierno dibattito per offrire elementi conoscitivi e di giudizio utili a consentire la ponderata e consapevole scelta di ognuno, al di sopra delle parti attraverso il parere di illustri rappresentanti dei due fronti, che ringraziamo vivamente per il loro prezioso apporto.”

Foto

– Gaetano Quagliariello con Achille Colombo Clerici
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– Franco Mirabelli con Achille Colombo Clerici
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– Enrico De Mita con Colombo Clerici
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– da sin. Maria Elisa D’Amico, Mirabelli, Colombo Clerici, Quagliariello
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