Archivio per dicembre 2016

Luigi Caccia Dominioni Commemorazione in Consiglio Comunale di Milano – Pubblicato da Centro Valle il 14 dicembre 2016

dicembre 14, 2016

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RICORDO
Sentite parole del presidente Lamberto Bertolè che ha letto uno scritto del sindaco Sala

Il consiglio comunale di Milano ha omaggiato Luigi Caccia Dominioni
Presenti i figli Lavinia, Daria e Antonio e una ristretta cerchia di parenti ed amici, tra i quali Achille Colombo Clerici

MORBEGNO – Luigi Caccia Dominioni, scomparso il 13 novembre scorso a pochi giorni dal compimento dei 103 anni è stato ricordato in consiglio comunale di Milano dal presidente Lamberto Bertolè: presenti i figli Lavinia, Daria e Antonio e una ristrettissima cerchia di parenti ed amici, tra i quali Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, accompagnato dalla moglie Giovanna. Bertolè ha letto parole di cordoglio del sindaco Giuseppe Sala; “Luigi Caccia Dominioni è stato per molti versi il migliore e il più rappresentativo architetto della Milano della ricostruzione. La città gli deve molto e soprattutto il fatto di essere punteggiata dalle sue architetture che hanno stabilito, dagli anni ’50 agli anni ’70, le qualità della sua eleganza. Sulla sua esperienza, Milano deve continuare a costruire se stessa, nel nome della bellezza e della qualità del vivere”. Luigi Caccia Dominioni è stato architetto, designer e urbanista italiano della storica famiglia nobile milanese originaria di Novara. Nato a Milano il 7 dicembre 1913, era figlio dell’avvocato Ambrogio, già sindaco di Morbegno, e di Maria Paravicini.
Visse la sua giovinezza nel cuore del capoluogo lombardo, nella casa di famiglia di piazza Sant’Ambrogio, luogo significativo anche per la sua carriera professionale. Laureatosi al Politecnico nel 1936, dopo tre anni esordisce con il rivoluzionario radioricevitore Phonola. Sospende la professione dal 1939 al 1943, per il servizio militare; rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e perciò deve fuggire in Svizzera. Dal 1945 riprende la sua attività di architetto, dapprima con i fratelli Livio e Pier Giacomo Castiglioni, poi, dal 1946, con proprio studio professionale.
Dal 1947 si dedica anche alla produzione di arredi e oggetti di design con, tra gli altri, l’architetto Ignazio Gardella lavora soprattutto a edifici di Milano e provincia. Nel 1972 il Comune di Milano gli conferisce la medaglia d’oro con la seguente motivazione: “Di antica famiglia milanese, opera da oltre un trentennio con genialità creativa e alto magistero di stile nella nostra città ed in Lombardia realizzando costruzioni ispirate ad una visione profondamente umana della vita, in rigoroso equilibrio tra rispetto della tradizione storica e fantasia innovatrice”.
Negli ultimi anni del secolo scorso prosegue la sua lunga attività a Milano firmando recuperi e riqualificazioni di edifici urbani esistenti e facendo nuove progettazioni come quelle presso il Campus Golgi del Politecnico di Milano e della sistemazione urbanistica di piazza S. Babila con l’inserimento della fontana e del verde. Da non dimenticare sono anche le precedenti sistemazioni del Teatro dei Filodrammatici e della Fontana di Largo Marinai d’Italia. Per ultimo, non in ordine cronologico, va ricordato l’edificio per opere parrocchiali realizzato in via Catena. Nel 2006 ha ricevuto il premio In.arch a Roma, nel 2009 alla reggia di Venaria a Torino il premio Compasso d’Oro, indetto dall’ADI, per la sua opera di Design e nel 2015 la Medaglia d’Oro alla carriera dalla Triennale di Milano.

Foto: INSIEME
Daria, Antonio, Lavinia Caccia Dominioni, Giovanna e Achille Colombo Clerici

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QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 10 dicembre 2016 – “Ridare all’Italia la giusta velocità” di Achille Colombo Clerici

dicembre 13, 2016

Fino a qualche anno fa, se avessi dovuto rispondere alla domanda di quale ordine avrei dato, disponendo in un quadro gerarchico i diversi poteri in campo, avrei risposto: Chiesa (un potere morale, ovviamente), Politica, Burocrazia, Finanza. Oggi risponderei: Finanza (a cominciare da quella internazionale) , Burocrazia (europea, in primis), Chiesa, Politica.
In vent’anni c’è stato un cambiamento culturale, istituzionale, socio-economico e politico, etico e spirituale, strisciante e progressivo senza che apparentemente ce ne siamo avveduti. Questo cambiamento sotterraneo e strisciante è la situazione di vero pericolo che stiamo vivendo. Perché non ci permette di reagire, di allertarci, di approntare le difese ed i rimedi, di avere parametro alcuno per formarci idee chiare sul nostro destino.
Anche a causa di decisori non all’altezza. Frequento da oltre vent’anni vari meeting internazionali sui temi dell’economia.  Posso dire che quasi mai, ascoltando i nostri leaders politici, ho riscontrato in qualcuno di essi la visione dello statista capace di delineare tratti del futuro per orientare la guida del proprio popolo. Ho trovato visioni politiche prevalentemente retrospettive, che guardano semmai fino all’oggi. Una politica miope e provinciale. E coll’andar del tempo, questo aspetto, lungi dal migliorare, peggiora.
E’ ciò che mi preoccupa nella politica italiana.  Il problema che abbiamo di fronte non è quello della sopravvivenza di una forza politica o dell’altra, ma quello della sopravvivenza del nostro Paese.

Un Paese a due o più velocità. C’è una parte d’Italia, nelle aree a sviluppo più dinamico, che sul piano economico riesce a  competere a livello internazionale e sarà in grado di rimanere agganciata all’Europa ed al mondo globalizzato; e c’è il resto del Paese che arranca.

C’è un Paese legale (i cui appartenenti affrontano sacrifici, impegni ed oneri) ed un Paese illegale (con l’evasione, la corruzione e la criminalità) in cui si opera in condizione di assoluta non-concorrenzialità.

C’è una economia che regge perché lavora con l’estero; ma rappresenta solo il 25 per cento del totale. Il resto soffre pesantemente la crisi economica.

In questa situazione, se non si introducono decisivi correttivi, il solco fra le diverse parti del Paese andrà sempre più aggravandosi fino a diventare un baratro.

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Luigi Caccia Dominioni architetto – Commemorazione in Consiglio Comunale di Milano nella seduta del 5 dicembre 2016

dicembre 6, 2016

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Commemorazione di Luigi Caccia Dominioni in Consiglio Comunale di Milano, tenuta dal presidente Lamberto Bertolè che ha letto un testo biografico redatto da Antonio Caccia Dominioni, figlio di Gigi, ed il messaggio del Sindaco Giuseppe Sala

COMMEMORATO LUIGI CACCIA DOMINIONI
PROTAGONISTA DELL’ARCHITETTURA E DEL DESIGN ITALIANI

Luigi Caccia Dominioni, scomparso il 13 novembre scorso a pochi giorni dal compimento di 103 anni (7 dicembre 2013) è stato ricordato in Consiglio comunale di Milano dal presidente Lamberto Bertolè: presenti i figli Lavinia, Daria e Antonio e una ristrettissima cerchia di parenti ed amici, tra i quali Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, accompagnato dalla moglie Giovanna.

Bertolè ha dato lettura delle seguenti parole di cordoglio del Sindaco Giuseppe Sala; “Luigi Caccia Dominioni è stato per molti versi il migliore e il più rappresentativo architetto della Milano della ricostruzione. La città gli deve molto e soprattutto il fatto di essere punteggiata dalle sue architetture che hanno stabilito, dagli anni ’50 agli anni ’70, le qualità della sua eleganza. Sulla sua esperienza, Milano deve continuare a costruire se stessa, nel nome della bellezza e della qualità del vivere”.

Luigi Caccia Dominioni è stato architetto, designer e urbanista italiano della storica famiglia nobile milanese originaria di Novara.

Nato a Milano il 7 dicembre 1913, era figlio dell’avvocato Ambrogio, già sindaco della città di Morbegno in Valtellina, e di Maria Paravicini. Visse la sua giovinezza nel cuore del capoluogo lombardo, nella casa di famiglia di piazza Sant’Ambrogio, luogo significativo anche per la sua carriera professionale.

Laureatosi al Politecnico nel 1936,  dopo tre anni esordisce con il rivoluzionario radioricevitore Phonola. Sospende la professione dal 1939 al 1943, per il servizio militare ; rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e perciò deve fuggire in Svizzera. Dal 1945 riprende la sua attività di architetto, dapprima con i fratelli Livio e Pier Giacomo Castiglioni, poi, dal 1946, con proprio studio professionale.

Dal 1947 si dedica anche alla produzione di arredi e oggetti di design con, tra gli altri, l’architetto Ignazio Gardella; lavora soprattutto a edifici di Milano e provincia: Casa Caccia Dominioni in piazza S.Ambrogio (1947/50);  Palazzo di Santa Maria alla Porta (1961); palazzo delle Cartiere Binda (1966); complesso residenziale a San Felice, con Vico Magistretti (1967/75); Chiesa di S.Biagio a Monza (1968) solo per citare alcuni esempi; ma anche in Valtellina, nelle province di Varese e Como, sul lago Maggiore nonché in Liguria e nella riviera francese.

Nel 1972 il Comune di Milano gli conferisce la medaglia d’oro con la seguente motivazione:

“Di antica famiglia milanese, opera da oltre un trentennio con genialità creativa e alto magistero di stile nella nostra città ed in Lombardia realizzando costruzioni ispirate ad una visione profondamente umana della vita, in rigoroso equilibrio tra rispetto della tradizione storica e fantasia innovatrice.”

Negli ultimi anni del secolo scorso prosegue la sua lunga attività in Milano firmando recuperi e riqualificazioni di edifici urbani esistenti e facendo nuove progettazioni come quelle presso il Campus Golgi del Politecnico di Milano e della sistemazione urbanistica di Piazza S. Babila con l’inserimento della Fontana e del Verde.

Da non dimenticare sono anche le precedenti sistemazioni del Teatro dei Filodrammatici e della Fontana di Largo Marinai d’Italia entrambe in collaborazione con lo scultore Francesco Somaini.

Per ultimo, non in ordine cronologico, va ricordato l’edificio per opere parrocchiali realizzato in via Catena, nelle immediate adiacenze di Palazzo Marino, riconosciuto come esemplare inserimento ambientale fra le preesistenze dello storico abside della Chiesa di S. Fedele e l’edificio moderno progettato dallo Studio BBPR, in piazza Meda.

Nel 2006 riceve il premio In.arch a Roma.
Nel 2009 riceve alla reggia di Venaria a Torino il Premio Compasso d’Oro, indetto dall’ADI, per la sua opera di Design.
Nel 2015 ha ricevuto la Medaglia d’Oro alla carriera dalla Triennale di Milano.”

Il presidente Bertolè ha quindi invitato i presenti ad un momento di raccoglimento nel ricordo. Di Luigi Caccia Dominioni.

Foto:
– da destra Daria, Antonio, Lavinia Caccia Dominioni, Giovanna e Achille Colombo Clerici
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– L’ aula di Consiglio Comunale di Milano ripresa durante la celebrazione
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Claudio De Albertis – Cordoglio per la morte – Condoglianze di Assoedilizia per la scomparsa

dicembre 5, 2016

CORDOGLIO DI ASSOEDILIZIA PER LA SCOMPARSA DI CLAUDIO DE ALBERTIS, COSTRUTTORE E PRESIDENTE DELLA ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA

Il presidente Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, i componenti il Consiglio Direttivo, il Segretario generale di Assoedilizia-Associazione della Proprietà Edilizia, consulenti e collaboratori, partecipano con profondo cordoglio al lutto per la scomparsa dell’ing. Claudio De Albertis, presidente di Ance-Associazione nazionale costruttori edili ricordandone l’impegno professionale e civile,  fino all’ultimo,  in rappresentanza degli interessi e dei valori della categoria imprenditoriale.

Foto:
– Claudio De Albertis ad un dibattito alla Camera dei Deputati con Achille Colombo Clerici
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“Il mattone salvadanaio” QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione ediz. 3 dicembre 2016 – Achille Colombo Clerici

dicembre 5, 2016

Si osserva una serie continua di trasformazioni che riguardano il territorio, la società, l’economia e la finanza, nonché il quadro del potere. Alla base di tali trasformazioni, il processo di defamiliarizzazione.

Sul piano sociale, altri soggetti hanno assunto rilevanza nello svolgimento dei compiti tradizionalmente svolti dalla famiglia. Ricordiamo fra questi compiti il mutuo aiuto, l’allevare, l’educare i figli e la loro formazione, il modulo di cooperazione lavorativa basilare; l’esser la famiglia la depositaria e la custode dei valori legati alla persona; la sede della memoria.

Sul piano economico, la famiglia, storicamente perno della organizzazione della società e della economia, va perdendo gradatamente il suo ruolo. C’è la tendenza a spostare la gestione del risparmio dalla famiglia al gestore intermediario finanziario, la casa – che è sempre stata il baluardo della economia della famiglia – non ne è più il salvadanaio.

Data la crisi di riferimenti, minare la casa come bene rifugio (gravandola, secondo una precisa richiesta dell’Europa e della comunità internazionale, di uno spropositato carico fiscale) ha significato minare la famiglia la cui economia si basava proprio sulla centralità della casa. Ha significato favorire la finanza, sacrificando l’economia reale.

Ma ha significato soprattutto far diventare economica quella che da noi, sino ad allora, era stata una crisi finanziaria.

La conseguenza più nefasta di questa deriva è rappresentata dalla perdita di fiducia nell’economia del nostro Paese che è ritenuta non essere in grado di garantire il mantenimento del valore degli immobili. E conseguentemente dal calo dei consumi e degli investimenti da parte delle famiglie stesse.

Ciò che occorre, dunque, è riportare nelle famiglie la fiducia nella economia e nel mercato. E’ una semplice questione di psicologia di massa che purtroppo i maxieconomisti non comprendono.  I grandi tecnici non sono mai dei grandi politici.

Torniamo dunque al primato della politica, iniziando tuttavia dalla sua rigenerazione sul piano etico.

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Mauro Parolini Regione Lombardia Assessore allo Sviluppo Economico – Incontro con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

dicembre 5, 2016

A s s o e d i l i z i a

Incontro tra il Presidente di Assoedilizia Colombo Clerici e l’Assessore allo Sviluppo Economico Mauro Parolini

SI RAFFORZANO I RAPPORTI TRA MONDO IMMOBILIARE E REGIONE LOMBARDIA

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e l’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Mauro Parolini si sono incontrati a Palazzo Lombardia per stabilire più stretti rapporti di collaborazione in vista di interventi comuni per lo sviluppo di attività legate al mondo immobiliare ed imprenditoriale. All’incontro erano presenti Paola Negroni, della direzione generale Sviluppo Economico e Nicoletta Borloni, responsabile della segreteria dell’ Assessorato.

Sono stati esaminati i progetti dell’Assessorato attualmente in cantiere – fondati su risorse proprie ed anche con il contributo della Commissione Europea – e gettate le basi per ulteriori iniziative, tra le quali un evento pubblico nella prossima primavera.

A Colombo Clerici, che sottolineava la volontà dei proprietari e del mondo cui è riferimento di operare per il progresso del territorio, nella convinzione che, “laddove ci sono una buona qualità di vita ed un buon contesto urbano si può contare su una valorizzazione del patrimonio edilizio”, Parolini ha risposto: “Vogliamo che il patrimonio immobiliare non sia mai un peso per la proprietà e per gli operatori, ma che rappresenti sempre una giusta opportunità”.

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Corpo Consolare di Milano e della Lombardia – Annuale Premio di fine Anno 2016 – Società del Giardino Palazzo Spinola – Prefetto Alessandro Marangoni

dicembre 2, 2016

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Il prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il ministro plenipotenziario Riccardo Guariglia, il giudice componente del Csm Fabio Roja, il sovrintendente al Teatro alla Scala di Milano Alexander Pereira, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano Remo Danovi, la stilista Alberta Ferretti

RICONOSCIMENTO DEL CORPO CONSOLARE AGLI “AMBASCIATORI DI ITALIANITA’”

Colombo Clerici: “Fondamentale per Milano, come per New York, l’apporto multinazionale”

Con 116 rappresentanze consolari a Milano, il capoluogo della Lombardia, la più internazionale delle città italiane, ha conquistato il primato mondiale prima detenuto da New York. Un dato sottolineato con soddisfazione alla tradizionale premiazione del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia svoltasi alla Società del Giardino di Milano, palazzo Spinola, in occasione del conferimento di un riconoscimento speciale a cinque italiani che si sono distinti per il loro impegno nella promozione dell’immagine dell’Italia all’estero e per la particolare collaborazione con il Corpo Consolare.

I riconoscimenti, presentati dal giornalista Cesare Cadeo, sono stati conferiti alla presenza di Walid Haidar, Console generale del Libano e decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, di Anna Scavuzzo vicesindaco di Milano, Raffaele Cattaneo in rappresentanza della Regione Lombardia, di Patrizia Signorini, vice decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia.

Notevole il livello del parterre con molti esponenti del Corpo Consolare e rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il questore di Milano Antonio De Iesu, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia Gustavo Cioppa, il Direttore della Banca d’Italia di Milano Giuseppe Sopranzetti, del mondo economico,    imprenditoriale, sociale e culturale, militare, fra i quali: Antonio Pennino, Giulio Molossi, Cesare Castelbarco Albani, Sergio Dompe’, Salvatore Carrubba, Claudia Buccellati, Umberto Paolucci, Arturo Artom, Mario Colasurdo, Gianvico Maria Camisasca, Daniela Javarone, Giuseppe Barranco di Valdivieso, Camillo De Milato, Giovanni Bozzetti.

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, ha così ha commentato l’evento:
“Milano vive da protagonista la scena economica italiana e internazionale. Perché la città, imprenditoriale e produttiva, è una vera e propria metropoli multietnica, luogo di scambio di culture e di costumi diversi, autentico fattore propulsivo dello sviluppo, proprio come avviene per New York. Senza tale apporto, ogni civiltà, ogni economia, ogni futuro si inaridisce”.

Gli stranieri a Milano rappresentano una importante e vitale componente della città: non soltanto da un punto di vista economico, ma anche culturale considerato che sono oltre 60 gli istituti culturali di Paesi esteri presenti in città.

Si inserisce pienamente in una regione che produce 130 mld di PIL e annovera quasi un milione di imprese e che ha visto con Expo  confermarsi il destino internazionale di Milano e della Lombardia.

Il premio annuale del Corpo Consolare è assegnato ogni anno ad autorità civili, militari, istituzionali, oltre che a personalità del mondo della cultura, dell’economia e della società civile che hanno dato un contributo fondamentale all’apertura dell’Italia al mondo.
L’impegno di questi ambasciatori dell’italianità, unito al fondamentale operato di tutto il personale diplomatico contribuisce quotidianamente a far luce sulle eccellenze del Paese ed a creare relazioni commerciali e culturali indispensabili per fare sistema in un mondo sempre più globale.

Relazioni e rapporti che sono determinanti per l’ulteriore proiezione in campo internazionale di Milano e della sua regione.

Il prefetto Marangoni ha interpretato il pensiero di tutti ringraziando il Corpo Consolare per la collaborazione offerta ogni qualvolta si presenti la necessità: “E’ un privilegio – ha concluso – lavorare con voi trasformando l’amicizia in autentica fratellanza”.

Foto:

– Alessandro Marangoni con Achille Colombo Clerici
Achille Colombo Clerici con il Prefetto Alessandro Marangoni

– Gustavo Cioppa, Achille Colombo Clerici, Alessandro Marangoni
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– Raffaele Cattaneo con Achille Colombo Clerici
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– Remo Danovi con Achille Colombo Clerici
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– Antonio De Iesu con Achille Colombo Clerici
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Perizia anticrolli – Regolamento edilizio Comune di Milano – Libero del 30 Novembre 2016

dicembre 1, 2016

LIBERO del 30 novembre 2016

I vincoli del regolamento edilizio di Palazzo Marino
Perizia anti-crolli obbligatoria
Conto da 10mila euro a edificio

Il Comune di Milano ha deciso di rendere obbligatorio il certificato di idoneità statica dei fabbricati più vecchi: 26 mila edifici privati e mille comunali che hanno più di 50 anni d’età che, in molti casi, non sono mai stati revisionati a fondo, per verificare che la costruzione dell’epoca o le successive modifiche siano ancora in regola e sicure.

Milano è la prima città italiana a prevedere una verifica di questo genere.

Andrea E. Cappelli  

I vincoli del regolamento edilizio di Palazzo Marino Perizia anticrolli

Conto da 10mila euro per ciascun palazzo.
Collaudi statici su 26mila edifici costruiti da oltre 50 anni.

Il Comune: garantire la sicurezza. Critiche da Assoedilizia

Un piano per la tutela e messa in sicurezza degli edifici storici di Milano. E’ quanto previsto dall’amministrazione comunale (coadiuvata dall’Ordine degli Ingegneri di Milano) che nei prossimi anni verificherà lo stato dei fabbricali ultimati da oltre 50 anni o che raggiungeranno il mezzo secolo entro il 2019 al fine di rilasciare il Certificato di idoneità statica (Cis), reso obbligatorio dal nuovo regolamento edilizio. Entro il 2024 toccherà anche ai palazzi collaudati da più di 50 anni.
Prima sarà fatta un’analisi qualitativa della struttura e, nel caso non presentasse condizioni critiche per la sicurezza degli inquilini, si procederà con l’emissione del Cis. In caso contrario, verranno approntate opere di consolidamento necessarie alla sua conservazione.

Durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi ieri a Palazzo Marino l’assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran ha annunciato che saranno circa 26mila gli edifici privati sottoposti alle verifiche, contro i mille di proprietà comunale.

“Si tratta di una misura importante, volta a preservare il patrimonio edilizio esistente e a garantire l’agibilità e sicurezza degli stessi”, ha precisato l’assessore. Al momento è impossibile sapere a quanto ammonterà il costo delle operazioni: una stima è stata effettuata da Achille Colombo Clerici (presidente Assoedilizia), critico nei confronti dell’iniziativa: “In linea di massima, se i collaudi venissero fatti in maniera rigorosa, con prove di carico sugli edifici, è ipotizzabile un costo di 10mila euro a palazzo (il che si tradurrebbe in 260milioni per il privato e 10 milioni per il pubblico) ma un calcolo preciso ora è impossibile. Noi questa norma l’abbiamo impugnata davanti al Tar», puntualizza Colombo Clerici, «perché è un’attività imposta dal pubblico al privato che andrebbe regolamentata per legge: non esiste precedente in Italia per una cosa di questo tipo”.

La stima di Assoediliza comporterebbe una spesa di circa 830 euro a famiglia circa. Tra i dati positivi potrebbe esserci l’ottenimento della detrazione fiscale per le spese del Cis, strumento che andrebbe a rinforzare l’impatto e i risultati di eco e sisma bonus: non vi è però nulla di certo; la misura è stata inserita nella Legge di Bilancio, ragion per cui dovremo attendere la sua approvazione. “Milano è la prima città d’Italia a introdurre tale provvedimento, il che la pone all’avanguardia sulla strada della riqualificazione urbana e della sicurezza”, ha affermato il deputato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera. A trame giovamento sarebbe anche il progetto Casa Italia (nel 2016 son previsti investimenti per 29,2 miliardi e 436mila occupati tra diretti e indotto): “Casa Italia vuole introdurre nel Paese una cultura della prevenzione, affinché si investa sulla sicurezza del patrimonio costruito”, ha spiegato il prof. Alessandro Balducci del Politecnico di Milano (ex assessore all’Urbanistica). “Come dice Renzo Piano, non si può continuare a passare di emergenza in emergenza, ci vuole un investimento pluridecennale per salvaguardare il prezioso patrimonio storico e paesaggistico che possediamo.
L’iniziativa del Comune di Milano va in questa direzione ed è quindi un esempio che speriamo possa essere imitato da molti altri comuni”.

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Non esistono precedenti, la norma l’abbiamo impugnata al Tar
Colombo Clerici Assoedilizia

LA NORMA
Regolamento edilizio del Comune di Milano
Certificato di idoneità statica obbligatorio per i palazzi costruiti prima del 1969
Da verificare 26mila palazzi entro il 2019
Costo certificato: fino a 10mila euro a palazzo

DUE LIVELLI DI INDAGINI
1) Analisi del fabbricato
2) Indagini sperimentali per definire opere di rinforzo se si riscontrano problemi

*Per gli edifici collaudati da più di 50 anni il certificato di idoneità statica è obbligatorio entro il 2024

Foto: Achille Colombo Clerici

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