QN Quotidiano Nazionale – Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 14 gennaio 2017 – “Riconquistare la fiducia perduta” Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

Aumenta la capacità di spesa degli italiani, ma parallelamente non crescono le spese per consumi e per l’acquisto di beni durevoli e si riducono gli investimenti diretti.

Lo conferma ancora l’Istat che traduce in cifre e dati netti e crudi il comportamento dei connazionali. Nel terzo trimestre del 2016 si è registrato un incremento del potere d`acquisto delle famiglie, ovvero del reddito reale (dell’1,8% su base annua) e il reddito disponibile è salito dell`1,9%. Ciononostante i consumi sono rimasti sostanzialmente stabili e, fatto forse ancora più emblematico, la stagnazione ha riguardato gli investimenti nel mattone.

Infatti il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (rapporto tra investimenti e reddito lordo) nel terzo trimestre 2016 è stato pari al 5,9%, risultando invariato rispetto, sia al trimestre precedente, sia al corrispondente trimestre del 2015.

Cosa vuol dire? Gli italiani sensibili alla grande incertezza economica – derivante anche da una certa sfiducia politica – che stiamo vivendo, diventano sempre più “risparmiatori di denaro”, rimandando al futuro gli acquisti. A conferma, la propensione al risparmio risulta in crescita dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015, tanto che i depositi bancari delle famiglie sono in continuo aumento.

In confronto ad altri Paesi, le famiglie italiane sono in media piuttosto ricche rispetto al Pil prodotto, ma una larga parte delle attività, ovvero quasi i due terzi del totale (quota che aumenta sensibilmente ai livelli inferiori di reddito) è detenuto in forma di immobili. Ogni penalizzazione di questa ricchezza causata, come sta avvenendo, dalla crisi del mercato generata a sua volta da una tassazione abnorme, impoverisce le famiglie e quindi le spinge a risparmiare, a non spendere, a rimandare ad un futuro che appaia più affidabile. In conclusione, scarsità di spese e di investimenti e nessuna ripresa economica.

E’ un circolo vizioso dal quale dobbiamo assolutamente uscire.

Poiché l’investimento del risparmio in immobili ha avuto sempre storicamente un ruolo primario nella economia delle famiglie, è lì che bisogna intervenire ricostituendo quel clima di fiducia che è condizione imprescindibile per il rilancio del mercato e quindi, alla fine, delle spese delle famiglie.

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