Banca d’Italia di Milano – Convegno CIRGIS 20 Febbraio 2016 – Governatore Ignazio Visco – IEA informa

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Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Progetto CIRGIS

CORRUZIONE E COSTI SOCIALI

La corruzione pubblica e privata – che vede l’Italia sul triste podio dei Paesi europei più scorretti preceduta soltanto da Bulgaria e Grecia secondo le valutazioni di Transparency International – non soltanto incide nella vita di ogni cittadino e nella microeconomia delle imprese; ma anche sulla macroeconomia, essendo una causa della bassa crescita e della disoccupazione. Non solo.

Mina la coesione sociale – che negli altri Paesi è la base del vivere civile – alimenta la sfiducia nelle istituzioni, falsa la libera concorrenza tra le imprese, incide sulle scelte economiche, in particolare su quelle degli investitori esteri, porta alla convinzione che sia normale vivere in un Paese corrotto.
Occorrono investimenti nel capitale umano, nel capitale della conoscenza, nel capitale sociale al fine di ricreare quel clima di generale reciproca fiducia, solo generatore di coesione sociale.

Parla sempre forte e chiaro il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenuto a Milano sul progetto “Gli ambasciatori della cultura della legalità” della Fondazione CIRGIS che, rivolto a studenti delle classi superiori (circa 200), universitari e neolaureati (circa 20), prevede il coinvolgimento anche di un pubblico adulto, a partire dai familiari dei ragazzi, così come di avvocati, commercialisti, operatori del mondo della finanza e altri professionisti.

A 25 anni da Tangentopoli la corruzione si è affinata: se, allora, si basava su un giro vorticoso di mazzette che finivano da un lato ad alimentare i partiti e dall’altro a rimpinguare quasi sempre le tasche dei collettori – certe opere pubbliche potevano durare decenni per continuare la impropria funzione di bancomat – oggi si manifesta principalmente nell’assicurare un appalto, nel favorire una carriera, in una triangolazione difficile da accertare. Favorita in questo da leggi il cui effetto è quello di frenare l’azione riformatrice partita da Milano.

L’illegalità nelle sue diverse forme, dalla corruzione nell’esercizio di pubblici servizi alle violenze della criminalità organizzata, inoltre, impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo; così come la piaga del riciclaggio mina il corretto funzionamento dei mercati, costituendo il canale di trasmissione tra criminalità ed economia legale.
Corruzione, è stato detto, è sinonimo di putrefazione. A favorirla è anche la bulimia normativa, l’eccesso di burocrazia che induce ad elargire mazzette per aggirare gli ostacoli. Ma è anche questione di cultura. Secondo il CPI “corruption perception index”, se al Nord dell’Italia il dato di Transparency attribuisce un valore attorno al 40%, nel Sud e nelle Isole tocca il 55%. E non è un caso se l’Italia custodisce nelle patrie galere un numero di colletti bianchi pari a un decimo di quelli tedeschi.

Le ricette.  Educare fin dall’età scolastica; sfoltire leggi e normative in eccesso che costringono a ripetuti controlli e nel quale più facilmente si nascondono gli episodi di corruzione; istituire il conflitto di interessi tra corrotto e corruttore che oggi vengono perseguiti nella stessa maniera.

Se non cambia la mentalità, secondo la quale lo Stato è “altro”, non usciremo dalla sottocultura dell’illegalità, alla quale molti di noi si sono assuefatti. La corruzione è come il cancro: non esiste per combatterla la pillola miracolosa, ma la cura faticosa e costante di ogni giorno da praticare fin dall’età scolare.

Molti i giovani presenti i quali hanno posto interessanti quesiti.

I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Sopranzetti, direttore della Banca d’Italia sede di Milano; Luigi Rovelli, presidente emerito della Corte di Cassazione, che ha presieduto il convegno; Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia; Marina Tavassi, presidente della Corte d’Appello di Milano; Eugenio Fusco, sostituto Procuratore della Repubblica di Milano; Rosa Polizzi direttrice del progetto; Mauro Romano, ordinario di Economia Aziendale nelle Università di Foggia e Roma Tre; Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia; Giuseppe Aglialoro, Segretario generale internazionale CIRGIS.

Foto d’archivio: Giuseppe Sopranzetti con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

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