Archivio per febbraio 2017

QN, Quotidiano Nazionale, Il Giorno ed. del 18.02.2017 “Il rischio di essere un Paese analfabeta” di Achille Colombo Clerici

febbraio 20, 2017

Secondo il noto linguista italiano Tullio De Mauro, recentemente scomparso, oltre la metà degli italiani (secondo altre stime addirittura il 70/80%) comprende in maniera basilare solo le nozioni che loro giungono dai mezzi di informazione, tra questi quasi esclusivamente dalla televisione.

Sono i cosiddetti “analfabeti funzionali” perché hanno perduto la funzione del comprendere e spesso non se ne rendono conto.  Lavorano, votano, comprano, vivono percependo solo sprazzi, avulsi dal contesto, di quanto udito o letto; incapaci di valutare testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità.

Gli analfabeti funzionali possono essere soggetti a intimidazione sociale, a rischi per la salute, a varie forme di stress, a bassi guadagni ed altre insidie associate alla loro inabilità. La correlazione tra crimine ed analfabetismo funzionale è ben nota.

Perché il fenomeno che ci pone, assieme alla Spagna, in vetta alla poco lusinghiera classifica mondiale dei Paesi “analfabeti”?

Certo, la percentuale dei laureati in Italia è poco più della metà di quella dei paesi più sviluppati; certo l’abuso del tweet che abitua ad utilizzare poche centinaia di parole non aiuta a sviluppare concetti appena complessi; certo la scuola non appare in grado di arginare il decadimento della nostra lingua (è di pochi giorni fa l’accorato allarme in tal senso di seicento docenti al governo). Si aggiungono l’esasperato provincialismo italiano di scimmiottare gli americani – portatori di una “cultura giovane” – adottandone parole e gergo; e l’abitudine dei politici a parlare alla pancia e non alla testa degli elettori.

Ma è anche vero che è sempre più difficile capire.

Data la crescente tecnicalità delle questioni manca sempre qualche tassello cognitivo ai fini della piena comprensione dei fenomeni.

La maggior parte non fa nemmeno lo sforzo di approfondire per avere l’esatta cognizione di ciò che legge. Ma anche chi volesse approfondire non riesce nemmeno a farlo perché gli manca sempre qualche aspetto tecnico.

C’è anche un difetto di informazione, perché molto spesso chi riferisce dà per scontata una conoscenza di informazioni-quadro che viceversa non sussiste.

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Carlo Maria Martini 90° anniversario compleanno – celebrazioni per il genetliaco – Casa della Carità: il ricordo

febbraio 16, 2017

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Da oggi Milano ricorda degnamente il suo padre spirituale

TRE GIORNI DI OMAGGIO A CARLO MARIA MARTINI

Il 15 febbraio del 1927 nasceva a Torino Carlo Maria Martini, gesuita, biblista, arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, gli anni del crollo morale della città e del suo riscatto. Si celebra degnamente il 90° genetliaco: sabato e domenica una serie di iniziative dal titolo “Io ci sono” promosse dalla Fondazione che da lui prende il nome: incontro pubblico con Scola, terzo volume dell’Opera Omnia, lancio dell’Archivio digitale e dell’operazione “Call for documents”, una mostra, un concerto e una Messa.

“Il Cardinale Carlo Maria Martini – ricorda il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici –  è nella storia di Milano e la sua figura richiama quella di altri illustri predecessori, da Sant’Ambrogio a San Carlo Borromeo. In ventitrè anni di guida morale e spirituale, e non solo, della più grande diocesi del mondo si è conquistati la stima profonda, la sincera ammirazione e il grande affetto di credenti e non credenti. Nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di poterlo incontrare in parecchie occasioni e di conoscerlo, credo in modo più autentico, al di là di una conoscenza superficiale e casuale. Conservo di lui un ricco epistolario. Mi ha nominato, nei primi anni ottanta, componente il Consiglio Pastorale della Diocesi di Milano”.

Ma sin dal 15, giorno della nascita, si è tenuta l’intitolazione del Museo diocesano a Martini, che fortemente lo volle e lo inaugurò con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 5 novembre 2001 , alla presenza del cardinale Angelo Scola. Pure il 15 è stato ricordato alla Casa della Carità da lui voluta nel 2002 prima di lasciare l’Arcidiocesi  (Martini, che decise di donare agli “sprovveduti” l’eredità dell’imprenditore Angelo Abriani) con un video di archivio che contiene le affettuose parole pronunciate per l’inaugurazione della sede nel 2004.

“La Casa della carità – ha detto il presidente don Virginio Colmegna – deve tutto a Carlo Maria Martini. Per questo ogni giorno cerchiamo di far rivivere il suo messaggio nel lavoro e nel modo di essere della Fondazione: luogo di ospitalità, di gratuità, di sapienza e, come amava dire lui stesso, di eccedenza della carità”.

Presentati presso la sede della Fondazione, gli eventi prenderanno avvio la mattina di sabato 18 febbraio, alle 10, all’Auditorium San Fedele, con l’intervento di apertura del cardinale Scola. L’incontro – intitolato “Giustizia, etica e politica nella città” – avrà il carattere di un reading e, per l’occasione, verrà presentato il terzo dei 10 volumi dell’Opera Omnia, unitamente a due importanti novità: l’Archivio digitale “Carlo Maria Martini” (per ora verranno pubblicati documenti dei primi 4 anni di episcopato, dal 1980 al 1984) e il rinnovato sito www.fondazionecarlomariamartini.it, online dal 18 febbraio.

Con l’Archivio digitale saranno a disposizione 204 files audio di discorsi e interventi del Cardinale, circa 6.500 immagini digitali di testi e fotografie, 20 delle videointerviste realizzate dalla Fondazione, come ha illustrato Chiara Daniele, coordinatrice del Progetto Archivio, definito “una porta di ingresso nell’officina martiniana”.

Il reading è pensato come un percorso che articola brani, audio originali e gallerie di immagini del Cardinale, testimonianze dal vivo e interviste video inedite a suoi collaboratori e ad altre personalità. Verrà approfondito, in particolare, il pensiero di Martini sulla città, sui temi della convivenza sociale e dell’etica politica, con un focus sui primi anni del suo episcopato. Nella mattinata verranno proiettati alcuni spezzoni delle oltre trenta videointerviste realizzate nell’ambito del Progetto Archivio: tra gli intervistati, Enzo Bianchi, Franco Giulio Brambilla, Massimo Cacciari, Renato Corti, Umberto Eco, Maris Martini, Gustavo Zagrebelsky.

Sempre sabato 18 febbraio pomeriggio, nella Sala Ricci della Fondazione San Fedele prenderà avvio una Call for documents che proseguirà nei mesi successivi: chiunque potrà portare ricordi sotto forma di documenti cartacei, fotografie, files digitali o altro, per contribuire alla costruzione dell’Archivio Martini (i materiali verranno digitalizzati e restituiti). Un archivio “aperto” e in progress cui tutti possono contribuire – «Voi c’eravate?», lo slogan – per arricchire il quale, un giorno alla settimana ci si potrà recare presso il San Fedele per portare propri contributi documentali.

Ancora sabato 18, alle 16, verrà inaugurata la mostra “Connessioni luminose” dell’israeliano Shay Frisch, a cura di Andrea Dall’Asta SJ e Dorothee Mack (visitabile fino al 25 marzo). Promossa da San Fedele Arte con il Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, la rassegna è concepita secondo uno spirito ecumenico, nella prospettiva martiniana.

Domenica 19 febbraio in Sala Ricci proseguirà la raccolta di documenti, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, mentre alle 17, nella chiesa di San Fedele, il Coro da Camera di Varese diretto da Gabriele Conti eseguirà il concerto «Salmi per Carlo Maria Martini», con musiche di Desprez, Monteverdi, Scarlatti e Mendelssohn; padre Bartolomeo Sorge proporrà una riflessione introduttiva. Infine, alle 19, verrà celebrata la Santa Messa in ricordo presieduta da monsignor Franco Agnesi, Vescovo ausiliare, Vicario episcopale e a lungo stretto collaboratore dell’allora Arcivescovo.

Tra le iniziative editoriali, infine, interessante la collana sulle meditazioni bibliche di Martini in 10 volumi, che dal 16 febbraio usciranno in abbinamento a Famiglia Cristiana.

Foto archivio: Don Virginio Colmegna con Achille Colombo Clerici pres. IEA

Achille Colombo Clerici e don Virginio Colmegna

 

 

Banca d’Italia di Milano, “I convegni” – “Fare impresa oggi: sviluppo sostenibile e competitività” – febbraio 2017

febbraio 14, 2017

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Convegno su “Fare impresa oggi: sviluppo sostenibile e competitività” alla Banca d’Italia di Milano

L’INSOSTENIBILE ISOLAMENTO DELL’IMPRENDITORE IN CRISI

Fare impresa oggi impone scelte mirate e tempestive: sia degli strumenti idonei a favorirne lo sviluppo ed a sostenerne la competitività, sia delle misure utili ad affrontarne la crisi eventuale. L’impresa non disponibile a confrontarsi con le nuove sfide che la tecnologia e la globalizzazione impongono, ovvero non preparata ad affrontare la crisi eventuale tempestivamente e con strumenti idonei, è destinata inevitabilmente a soccombere.
E’ il messaggio di fondo venuto ieri dalla Banca d’Italia di Milano dove si è svolto il convegno “Impresa oggi: sviluppo sostenibile e competitività-Nuove opportunità e irrisolte criticità per il finanziamento delle imprese in stato di crisi”. Ma non è cosa facile per l’imprenditore stretto tra problemi di credito, burocrazia, normative comunitarie e in diversi casi anche di malavita organizzata. E alla fine, se le cose vanno male, c’è il totale isolamento. Tanto che, è stato detto durante i lavori, “fare gli imprenditori in Italia è da folli”.
Ma qualcosa si sta muovendo. Le recenti riforme della legge fallimentare sono finalizzate a tutelare il “bene impresa” privilegiando una soluzione concordata della crisi. Poiché in tale contesto il rapporto tra l’impresa in difficoltà e il sistema bancario assume rilievo determinante, il legislatore ha introdotto nuove norme che, potenzialmente, favoriscono l’accesso a finanziamenti prededucibili “funzionali a urgenti necessità relative all’esercizio dell’attività aziendale”. La fruizione di tali opportunità, che il legislatore ha inteso offrire all’impresa in crisi per consentirne il tempestivo e proficuo accesso alle procedure concorsuali alternative al fallimento, trova però un ostacolo molto spesso insormontabile nella normativa regolamentare comunitaria.
L’incontro ha avuto lo scopo di mettere a fuoco sia gli aspetti propositivi dello sviluppo e della competitività sia le criticità del “fare impresa oggi”. Con riferimento alle criticità, il convegno ha presentato un’iniziativa recentemente adottata dalla Regione Siciliana per promuovere azioni di contrasto alla crisi d’impresa coordinate tra tutti i soggetti istituzionali, finanziari e professionali che a diverso titolo sono chiamati a occuparsene.
I saluti istituzionali sono stati portati da Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia assieme a Marcella Caradonna, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano, Laura Jannotta, Presidente Unione Nazionale delle Camere Civili e Remo Danovi, Presidente Ordine degli Avvocati di Milano. Ad aprire i lavori Massimo Garavaglia, Assessore Regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione della Regione Lombardia e Mariella Lo Bello, Assessore Regionale alle Attività Produttive della Regione Sicilia. Moderatore Alberto Morino, avvocato e componente del Comitato Scientifico del Centro Studi dell’Avvocatura Italiana, Coordinatore della “Commissione paritetica permanente per il coordinamento delle iniziative di contrasto alla crisi d’impresa” della Regione Sicilia.
Relatori Alessandro Ortis, Presidente emerito dell’Autorità per l’energia e co-presidente Commissione Economia e Sviluppo della PAM (Assemblea Parlamentare del Mediterraneo), Elena Frascaroli Santi, già ordinario di Diritto fallimentare presso l’Università di Bologna. Ha trattato il tema “aziende e sistema bancario: sinergie e strumenti di investimento nel quadro europeo” Antonio La Lumia di Lumia & Associati Studio Legale di Milano.

Foto d’archivio:
Giuseppe Sopranzetti con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

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Immigrazione. Tutto quello che dovremmo sapere – Libro di Giuseppe Valditara, Gian Carlo Blangiardo, Gianandrea Gaiani; Presentazione all’Hotel Cavalieri di Milano

febbraio 13, 2017

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Libro controcorrente di Valditara, Blangiardo, Gaiani
IMMIGRAZIONE. TUTTO QUELLO CHE DOVREMMO SAPERE

Non è facile andare controcorrente, specialmente in Italia. Interessante perciò il libro “Immigrazione. Tutto quello che dovremmo sapere” (88 pagg., 10 euro, Aracne Editrice) scritto a sei mani da Giuseppe Valditara, Gian Carlo Blangiardo e Gianandrea Gaiani, presentato a Milano da Matteo Salvini, leader della Lega, Norman Gobbi, consigliere di Stato del Canton Ticino, Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia, moderatore Marcello Foa, giornalista e scrittore.

L’immigrazione è una delle questioni cruciali nel mondo sviluppato che sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea per i forti contrasti che suscita nell’opinione pubblica divisa tra accoglienza e respingimento. Guerre e miseria in Africa e Medio Oriente causate da interventi militari di grandi e medie potenze hanno generato un fenomeno che non sembra possibile controllare. Certo dal caos qualche Paese extraeuropeo, qualche potere forte, ci guadagna.

Quali sono i rischi e quali sono i vantaggi, quali i problemi che suscita e quali i falsi miti collegati all’immigrazione? La risposta viene sulla base di dati e cifre (“Non è un libro da tifosi” ha precisato Salvini) elaborati da studiosi ed esperti quali Valditara, professore ordinario di Diritto privato romano all’Università degli Studi di Torino; Blangiardo, professore ordinario di Demografia all’Università degli Studi di Milano Bicocca; Gaiani, giornalista, direttore responsabile di “Analisi Difesa”.

Esiste un’immigrazione positiva e una negativa e sul modello dell’antica Roma viene proposta una distinzione fra un’immigrazione utile, che va incoraggiata, e una che rischia di disintegrare le nostre società, che pertanto va contrastata.

Alcune tesi del libro. Si dice che l’immigrazione serve a rimpiazzare, con nuove nascite il declino demografico nel Vecchio Continente. Non è vero. In Italia nel 2006 le famiglie di immigrati registravano un tasso di natalità di 2,5 (ottimale è 2 per pareggiare nascite e decessi), sceso però nel 2015 a 1,9. Si dice che i contributi versati dagli immigrati regolari servono a pagare in parte le pensioni degli italiani; ma si tratta solo di un prestito, l’Inps dovrà comunque corrispondere le pensioni a chi ha versato. Si dice dall’Africa giungono soltanto i disperati; è parzialmente vero, partono anche rappresentanti del ceto medio, laureati e diplomati, tanto che i vescovi cattolici locali denunciano allarmati l’impoverimento culturale e gestionale che colpisce i rispettivi Paesi. E’ piuttosto l’immagine – falsa, come ben sappiamo –  dell’Europa ricca e felice che attrae tanti giovani africani e mediorientali con gioia delle multinazionali che vedono accrescere il numero di consumatori. E sull’integrazione, dati allarmanti: in Francia il 50% degli immigrati la rifiuta,

E ancora. La Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati afferma che non vanno accolti quelli che arrivano utilizzando canali criminali, come le bande di scafisti.

Il volume, in sostanza, affronta il problema con uno sguardo alla storia, un’attenzione alla demografia e una prospettiva strategica. Non si occupa solo di dati spesso allarmanti, ma anche di fornire soluzioni per governare un fenomeno che sarà sempre più decisivo per il destino delle generazioni presenti e future.

Foto archivio:
Giuseppe Valditara con il pres. IEA Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Giuseppe Valditara (2)

 

 

 

Panettone d’Oro 2017 Premio alla Virtù Civica XVIII Edizione – Teatro dell’Arte Triennale di Milano

febbraio 13, 2017

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Edizione 2017 del Premio alla Virtù Civica “Panettone d’Oro”

IL GRAZIE DELLA GRANDE MILANO AI SUOI EROI DI TUTTI I GIORNI

Con l’edizione 2017 il Premio milanese alla Virtù Civica “Panettone d’Oro” ha raggiunto la maggiore età e la sua maggiore diffusione da quando è stato istituito a metà degli anni ’90 dal Coordinamento Comitati Milanesi, da Assoedilizia, da Amici di Milano e Comieco cui si sono aggiunti City Angels, Legambiente, Sao, Ciessevi, Amsa – Gruppo A2A.

Il riconoscimento, patrocinato dal Comune di Milano e dai Comuni della Città metropolitana, è destinato a chi, con un comportamento costante nel tempo, abbia manifestato una concreta rispondenza ai principi del vivere civico. Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, rispetto reciproco, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevoli le persone del premio.

Questi spesso misconosciuti eroi di tutti i giorni – persone e associazioni – hanno ricevuto il “grazie” della Grande Milano al Teatro dell’Arte della Triennale affollato da centinaia di cittadini e da rappresentanti delle istituzioni.

Come ha ricordato aprendo le premiazioni Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano.
Siamo tra i fondatori e presenti in questa manifestazione da 18 anni, perché crediamo nella validità di un riconoscimento pubblico dei valori che oggi qui vengono premiati: valori fondanti della nostra società.
“A Siena non c’è solo l’MPS, ma c’è Palazzo Pubblico, dove nel 1300 Ambrogio Lorenzetti affrescò L’Allegoria del Buon Governo che si raggiunge con il contributo dei cittadini migliori. Nel cartiglio l’iscrizione, che può ritenersi il vero manifesto dell’intero umanesimo, reca il monito: “non abbiate paura”.  Oggi viviamo un periodo di paure e di insicurezza – del terrorismo, del futuro incerto, delle crisi economica e di identità. Il messaggio che viene da questa sala è: non dobbiamo avere paura perché possiamo contare su tante persone che fanno della solidarietà e della fraternità un modello di vita esempio per tutti”.

La semplice cerimonia, condotta con simpatica verve da Matteo Campese speaker di Radio Zeta, ha visto conduttore, come da tradizione, Carlo Montalbetti direttore di Comieco, fondatore ed anima del Premio. I saluti istituzionali: per l’Arma dei Carabinieri è intervenuto il col. Canio Giuseppe La Gala, Comandante provinciale di Milano, per la Città Metropolitana il sindaco di Arese Michela Palestra e per il Comune di Milano l’assessore alla Partecipazione e Cittadinanza attiva Lorenzo Lipparini, ed il Direttore Generale del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Fiorenzo Galli.

Giangiacomo Schiavi, editorialista del Corriere della Sera e scrittore, ha svolto la prolusione. “Se siamo ancora in piedi e se siamo, nonostante tutto, convinti di potercela fare, di uscire dalle sabbie mobili della crisi – ha detto – è perché c’è un Paese come questo, davanti a noi, stamattina, che si attiva per tamponare le voragini lasciate dallo Stato inadempiente. È il Paese che dice ‘dipende da noi’, che crede nella possibilità di cambiare in meglio le cose anche con i piccoli gesti, e grandi gesti come la spontanea risposta dei milanesi ai devastatori del giorno dell’inaugurazione di Expo, scesi in strada per ripulire e riparare i danni. L’unico gesto rivoluzionario oggi è fare qualcosa per gli altri, ha scritto il sociologo Bauman, e oggi se ne premiano alcuni campioni”.
Dopo l’intervento di Emilia Rio di Amsa Gruppo A2A, il via al Premio che quest’anno si è tinto di rosa, ben 18 il numero di donne insignite del riconoscimento. A consegnare i premi, oltre alle persone citate, Ippolito Calvi di Bergolo, Amici di Milano; Jole Garuti, Associazione Sao; Ivan Nissoli, Ciessevi; Mario Furlan, City Angels; Barbara Meggetto, Legambiente.
Premio Panettone d’Oro – Tessie Acuna, Bruno Andreoni, Barbara Bertani, Guerino Biscaro, Anna Bossi, Ida Canclini, Lidia Casti, Giuliana Ferrari Caimi, Antonio Gamba, Lucia Guerri, Silvia Intra, Nina Monteleone, Bill Niada, Donatella Pavan, Graziano Polese.
Attestati di Virtù Civica – Stefania Aleni, Arianna Burloni, Cristina Cappelletti, Agnese Robustinelli, Rossella Ventricelli, Arianna Drago, Edoardo Fiorini, Angelo Gaccione, Palmiro Gattella, Alfredo Lunghi, Maria Majno, Angela Marchisio, Ostelio Poletto, Umberto Ursetta.
Menzione Speciale riservata a gruppi e associazioni – Amici della Piazza, Associazione di Promozione Sociale “La Rotonda”, Associazione Volontari Must, Barabba’s Clowns  Onlus, Circolo Legambiente “Il Gallo”, Compagnia Teatrale “I sempr’Alegher”, Effatà (Apriti) onlus, Il Sorriso nel Cuore onlus, NoLo Social District, Retake Milano onlus, Unione Femminile Nazionale.
Sono stati proiettati tre coinvolgenti spot sui temi attualissimi del bullismo e della violenza alle donne realizzati dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti- Fondazione Milano, direttrice Laura Zagordi.

Jole Garuti e Salvatore Crapanzano , Coordinamento Comitati Milanesi, hanno concluso i lavori con due appelli: che tutte le associazioni si mettano in rete per potenziare l’influenza di “buon governo” del territorio; e che le pubbliche amministrazioni siano meno diffidenti nei confronti di chi offre senza alcun secondo fine suggerimenti e capacità operative. Il Premio Virtù Civica ha ospitato, come sempre, la ricerca annuale Ipsos sul senso civico e la solidarietà dei milanesi.
L’indagine conferma un trend negativo degli ultimi anni nella percezione dei cittadini sul senso civico in continuo calo: il 51% dei milanesi percepisce una diminuzione del senso civico nella città, contro solo un 17% che invece ne avverte un aumento. E’ forse l’altro lato della medaglia della ripresa economica:  più successo e meno solidarietà?

È pensiero condiviso l’importanza dell’educazione e del buon esempio per diffondere e migliorare la cultura civica, rispetto a metodi sanzionatori e repressivi. Per quanto riguarda i comportamenti individuali ritenuti più gravi dal punto di vista civico, cresce la riprovazione per corruzione e evasione fiscale. Altrettanto importante tra i gesti più riprovevoli l’abbandono dei rifiuti in luogo pubblico e l’assentarsi dal lavoro per falsa malattia.

Essere parte di una grande realtà metropolitana piace ai cittadini. La costituzione dell’area metropolitana, che comprende Milano e tutti i comuni della provincia, risulta nettamente apprezzata dai milanesi che si dichiarano per il 71% d’accordo con la sua costituzione e, soprattutto, sentono di appartenervi per il 79%.

Guardando alla sola città di Milano, i cittadini evidenziano i passi avanti condotti dalla città, riconoscendo l’importante crescita tanto del centro, quanto delle periferie. Bicocca e Lambrate sono le periferie giudicate più dinamiche. Quarto Oggiaro e Corvetto rimangono, invece, le zone considerate più in difficoltà.

Nonostante rimanga la tematica che coinvolge e preoccupa maggiormente i cittadini, l’indagine Ipsos ha rilevato un netto miglioramento della percezione della sicurezza nella propria zona di residenza. Nel 2016 complessivamente solo il 60% dei milanesi si sentiva sicuro; oggi questa percezione arriva a due terzi dei cittadini, con una crescita sensibile di chi si sente molto sicuro, dato che è passato dal 18% dello scorso anno all’attuale 30%.

Questa percezione, che segnalava differenze sostanziali in riferimento alle zone della città, oggi si allinea: simile in centro e in periferia (66%), con una punta più elevata nelle zone semicentrali (71%).

Rilevante infine il dato sulla raccolta differenziata, chiaro indicatore di senso civico per l’88% dei milanesi, che la considerano una pratica quotidiana utile alla collettività e non solamente un comportamento per migliorare lo smaltimento dei rifiuti.

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Carlo Montalbetti
– Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo
– Achille Colombo Clerici con Mario Furlan

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Case, bene da rivalutare QN Il Giorno dell’11 febbraio 2017 – Achille Colombo Clerici

febbraio 13, 2017

La mina della crisi del mercato immobiliare, generata dalla politica fiscale praticata dalla fine del 2011, nel suo vagare, non ha ancora cessato di produrre danni alla nostra economia.

Prima ha generato il calo dei consumi, delle spese e degli investimenti, ponendo un serio ostacolo alla crescita economica del Paese.

Poi è finita nei bilanci delle banche producendo il calo del rating dei crediti ipotecari (che assommano complessivamente a oltre 360 miliardi) e quindi lo squilibrio dei bilanci bancari stessi e l’esplosione della questione dei npl.
Bad bank sì, bad bank no; fondi esteri in lizza per rilevare vantaggiosamente i npl a danno delle nostre banche; bail in, vicende fallimentari e cose di questo genere.

Di seguito, ha causato lo scasso dei fondi immobiliari nostrani in ordine alle cessioni che periodicamente gli stessi sono tenuti a compiere. Come dimostra il caso Poste italiane.

Adesso in via di riflusso invade il mercato di immobili venduti all’asta, generando crisi su crisi.

Dati i tempi di esaurimento delle pratiche, arrivano ora all’esito le procedure esecutive iniziate anni fa.

La durata delle procedure, dal pignoramento alla vendita all’asta, può variare da un minimo di 18-24 mesi ad un massimo di 15 anni ed oltre, con una media di 5-6 anni che costituisce la maggioranza dei casi.

Secondo i dati circolati a metà dello scorso mese, dunque, gli immobili in vendita all’asta in Italia hanno fatto registrare un aumento del 10% nel settore residenziale e del 21% nel settore turistico-ricettivo. Per le case le procedure in corso sono infatti 33.304 a fronte delle 30.215 rilevate a luglio 2016.

Il dato più severo emerge nel Mezzogiorno, ma poco meno della metà degli immobili residenziali in vendita si concentra al Nord,  mentre l’unica area in controtendenza è quella del Centro, meno 18%.

Dato comune ad alloggi e imprese, i beni pignorati riguardano proprietà economicamente minori: l’89% delle case all’asta, a livello nazionale, ha un prezzo inferiore ai 200mila euro, le strutture turistiche un prezzo inferiore al milione.

Il mercato d’altro canto continua a mostrare anomalie: aumenta il numero delle compravendite, ma i prezzi restano bassi, se non addirittura lievemente in reclino.

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Sole 24 Ore, Rubrica Assoedilizia “Leggi e Sentenze” ediz. del 7 febbraio 2017

febbraio 8, 2017

      A s s o e d i l i z i a

 

“Servizio idrico, illecita l’ingiunzione della società privata”
di Domenico Cigna

I Comuni, sempre più spesso, si consorziano e organizzano il servizio idrico costituendo società di diritto privato.

Queste divengono perciò i fornitori e gli interlocutori dei condomini per tutti i servizi legati all’acqua potabile. E, in questi tempi di diffuse difficoltà economiche, non è raro il contenzioso per mancati pagamenti delle bollette.

Un caso recentemente affrontato dal Tribunale di Milano e deciso con la sentenza n.12235 del 2016 è emblematico e particolarmente significativo.

Una Srl controllata da una holding in forma di Spa aveva emesso nei confronti di un condominio un’ingiunzione per bollette non pagate avvalendosi della cosiddetta “ingiunzione fiscale”, ossia di quel procedimento previsto dal Rd 39/1910 che consente agli enti pubblici di intimare ai loro debitori il pagamento di tributi senza ricorrere al procedimento ordinario di ingiunzione. Si tratta, in sostanza, di un atto amministrativo complesso che opera come accertamento del credito ma cumula anche le caratteristiche di forma e di efficacia di titolo esecutivo e di precetto.

L’opposizione del condominio è stata accolta e il decreto illegittimato, accertando un credito restitutorio a favore del condominio.

Secondo il Tribunale l’illegittimità del decreto deriva dal fatto che la società che gestisce il servizio idrico si era avvalsa della procedura di “ingiunzione fiscale” senza averne il potere.

Afferma il Tribunale che il disposto del Rd 696/1910 può essere utilizzato solo dallo «Stato, alcuni Fondi ed Enti Territoriali, o da altri enti pubblici, successivamente istituiti, indicati in leggi speciali con esclusione delle società, anche quelle a partecipazione pubblica, a causa della loro natura privatistica».

Nel caso concreto, la società in questione non risultava espressamente autorizzata da una successiva legge speciale.

Prosegue il Tribunale notando come anche «le società miste, aventi capitale sociale integralmente pubblico e incaricate in via esclusiva di gestire il servizio pubblico, sono soggetti distinti dallo Stato e dagli Enti Pubblici e sono prive del potere di autoaccertamento dei tributi e non possono giovarsi del procedimento di “ingiunzione tributaria”».
Quanto ai corrispettivi richiesti dalla società gestrice del servizio idrico, il Tribunale ha osservato che la tariffa del servizio idrico integrato, in tutte le sue componenti, come il corrispettivo di una prestazione commerciale complessa.

Spetta perciò al soggetto esercente dimostrare l’esistenza di un impianto di depurazione funzionante (principio già affermato dalla sentenza della Cassazione 14042/2013). Nel caso concreto, i servizi di depurazione non erano stati prestati e pertanto il Tribunale ha condannato al società alla restituzione di tutto quanto versato a tale titolo negli ultimi dieci anni.

In sostanza, gli importi richiesti da un esercente il servizio idrico sono dovuti se in quanto i singoli servizi (come depurazione e servizi di fognatura) siano stati effettivamente resi.

Foto: Achille Colombo Clerici Presidente Assoedilizia
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“Difendere l’Europa” Presentazione Libro di Pecchi, Piga, Truppo; Editore Vitale & Co – Guido Roberto Vitale – Società del Giardino Milano – IEA Informa

febbraio 7, 2017

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Presentato a Milano il volume di Pecchi, Piga, Truppo “Difendere l’Europa”, Editore Vitale & Co

UN ESERCITO COMUNE PER RIACCENDERE LO SPIRITO UNITARIO

Un esercito comune europeo quale elemento di coesione dell’Unione oggi in difficoltà come ieri avvenne con l’euro: è il messaggio lanciato alla presentazione del volume “Difendere l’Europa”, nuova iniziativa editoriale di Vitale & Co.

L’opera, con una introduzione scritta da Lucio Caracciolo, docente di Studi strategici presso la Luiss di Roma, è stata curata da Gustavo Piga (professore Ordinario di Economia Politica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Andrea Truppo (comandante del 20°Gruppo Addestramento Operativo), Lorenzo Pecchi (docente presso l’Università di Roma Tor Vergata).

Ricco di dati e tabelle che illustrano la situazione della difesa dei principali attori politici ed economici del mondo – Usa, Russia, Cina, eccetera –  il volume conduce a considerazioni geopolitiche di grande interesse.

La democrazia occidentale sta vivendo un momento difficile – Brexit, Trump, rivolta della classe media impaurita ed esacerbata da disoccupazione e disuguaglianze – che l’Europa, matrice di politiche di corto respiro, sta subendo.

La politica continentale sta ripetendo quanto è accaduto al sistema finanziario mondiale, vittima di miopia, con l’ansia dei profitti trimestrali.

Con la notevole aggravante che il risultato immediato, tipico degli speculatori, diventa un crimine se adottato da chi è chiamato a programmare per gli anni e i decenni a venire.

Tra i punti rilevanti emersi dalle relazioni, le positive conseguenze per l’economia e l’occupazione (tralasciando le considerazioni etiche) del forte settore della difesa che oggi in Europa investe  220 mld di euro e impiega 1.400.000 persone.

Molto poco comunque – e frazionato in tante iniziative nazionali – rispetto agli Usa che, per “mantenere la pace nel mondo”, investono 550 miliardi di dollari, più di tutti gli altri Paesi messi assieme.

Certo, un esercito comune europeo non è cosa facile da realizzare se si prescinde da una visione politica comune, appunto.

Quando il “nemico” era unico (l’Unione Sovietica) era facile trovare unità tra tutti i Paesi occidentali.

Oggi i focolai di tensione sono molteplici e riguardano di più alcuni Paesi, meno altri che non si sentono direttamente coinvolti.

Giganteggia comunque una considerazione di fondo.
L’Europa occidentale gode il periodo di pace più lungo della sua storia, oltre 70 anni, ad eccezione della “guerra umanitaria” nei Balcani (a confronto gli Stati Uniti, nello stesso periodo, sono stati senza guerre per pochi anni soltanto).  Ciò illude che la pace, come la democrazia, siano realtà acquisite e immutabili.

Non è così, anzi il caso Europa è un’eccezione.
Una difesa comune europea inoltre consentirebbe di avere una politica estera comune facendo del Vecchio Continente, che è il gigante economico del mondo, anche un gigante politico, riaccendendo lo spento motore europeista.

Diversamente subiremo, anziché contribuire a forgiarlo, il nuovo ordine mondiale che si sta profilando.

Relatori, oltre agli autori del libro:
– Guido Roberto Vitale (presidente della Vitale & Associati, consigliere d’amministrazione del Fai),
– Francesco Giavazzi (economista, editorialista Corriere della Sera),
– Angelo Panebianco (politologo, professore ordinario di Relazioni Internazionali all’Università di Bologna),
– Rudi Bogni (già amministratore delegato di Ubs private banking),
– Franco De Benedetti (imprenditore e politico).

Interventi, tra numerosi altri, di Mario Monti (senatore a vita ed ex presidente del Consiglio), Cesare Romiti (presidente della Fondazione Italia Cina), Sergio Romano (ambasciatore, docente, editorialista del “Corriere della Sera”).

Foto:
– Sergio Romano con il presidente IEA Achille Colombo Clerici
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QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 4 febbraio 2017 – “La voce dei popoli” Achille Colombo Clerici

febbraio 6, 2017

Il 2016 passerà alla storia come l’anno in cui i popoli hanno alzato la voce. Brexit, l’elezione di Donald Trump e il no al referendum italiano sono segnali che indicano la necessità di un cambio di passo nella gestione della cosa pubblica e delle diverse economie. In tale quadro si inserisce il profondo malessere dell’Europa che continua ad essere al centro dell’interesse degli economisti.

Riferiamo, a titolo accademico per l’autorevolezza della persona, il giudizio di Lord Mervyn King, ex governatore della Banca d’Inghilterra, di passaggio a Milano. L’ Eurozona – sostiene King – afflitta da gravi problemi dovrebbe essere smantellata per liberare i suoi membri più deboli da austerità incessante e livelli record di disoccupazione: se solo fosse possibile.  Nell’area dell’euro, i Paesi della periferia non possono fare assolutamente nulla per compensare l’austerità. E’ stato semplicemente chiesto loro di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di compensazione per i sacrifici che la richiesta comporta.

King ha affermato che non è la Gran Bretagna a lasciare l’Unione Europea, ma l’Unione Europea a lasciare la Gran Bretagna. Quando Margaret Thatcher si impegnò fortemente per l’adesione, la Comunità era completamente diversa da oggi. Il peccato originale sta nell’Euro il quale, invece di essere realizzato alla fine di un processo politico, economico e sociale di integrazione, è stato anticipato producendo danni enormi, primi fra tutti la disoccupazione e la depressione della domanda interna dei Paesi più deboli.
Questi non avrebbero altra scelta che tornare alle loro monete nazionali come l’unico modo per tracciare un percorso di ritorno alla crescita economica e alla piena occupazione. I benefici a lungo termine contano più dei costi a breve termine. E’ probabile che la disillusione popolare sulle politiche economiche dell’Ue porti alla disintegrazione della moneta unica, piuttosto che ad un altro passo per “completare” l’unione monetaria.
Al di fuori dell’Eurozona, Lord King ha messo in guardia contro l’eccessivo pessimismo sulle prospettive a lungo termine per l’economia mondiale, respingendo la tesi della “stagnazione secolare”. Bisogna usare questo tempo per muovere le economie dal loro attuale disequilibrio in un nuovo equilibrio in cui vi è un giusto bilanciamento tra spesa e risparmio, esportazioni e consumo. Solo allora si raggiungerebbero una rapida crescita e l’inflazione stabile.

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Finanziamenti di Progetti Turistici – Commissione Europea Febbraio 2017 – Convegno Regione Lombardia – Turismo, industrie culturali e creative, volano per crescita e occupazione

febbraio 3, 2017

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Illustrato a Milano un piano di interventi.
Il 2018 anno del turismo Unione Europea-Cina

TURISMO, INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE, VOLANO PER CRESCITA E OCCUPAZIONE

Fino a pochi anni addietro nei progetti della Commissione Europea il turismo era inserito nel comparto trasporti e di industria culturale non c’era traccia.

Oggi, grazie anche all’insistenza dell’Italia, la Commissione europea sta attuando un Piano d’Azione per valorizzare le sinergie tra Turismo e Industrie Culturali e Creative (ICC).

Obiettivo del Piano è promuovere l’innovazione nel turismo, attirare nuovi visitatori da paesi terzi e aiutare l’industria a cogliere opportunità in settori a forte potenzialità di crescita.

L’hanno annunciato a Palazzo Lombardia di Milano Elzbieta Bieńkowska, Commissario europeo al Mercato Interno, Industria e Imprenditoria e Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Fabrizio Spada, Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia hanno aperto i lavori che sono durati per l’intera giornata con decine di autorevoli relatori tra i quali citiamo Silvia Costa, Presidente Commissione Cultura, Parlamento europeo; Magda Antonioli, Direttore del Master in Economia del turismo dell’Università Bocconi di Milano di cui è docente; Armando Branchini, Vice Presidente Fondazione Altagamma e docente all’ Università Bocconi; Stefano Maullu, Parlamentare europeo, Vicepresidente, Commissione per la Cultura e l’Istruzione; Luigi Morgano, Parlamentare europeo, co-relatore del Rapporto sulle ICC; Isabella De Monte, Parlamentare europeo, relatrice del Rapporto sul Turismo; Armando Peres, Presidente del Comitato Turismo, OCSE; Stefano Dominioni, Segretario esecutivo dell’Istituto degli Itinerari Culturali, Consiglio d’Europa; Luca Patané, Presidente Confturismo; Gianfranco Battisti, Presidente Federturismo; Claudio Albonetti, Presidente Assoturismo.

Le conclusioni sono state tratte da Dorina Bianchi, Sottosegretario di Stato MiBACT.

Lo scorso 12 luglio il Presidente Juncker e il Premier cinese Keqiang hanno deciso che il 2018 sarà l’anno del turismo UE – Cina.

Il 2018 sarà anche l’anno europeo del Patrimonio Culturale.

Per la Commissione Europea queste sono occasioni per consolidare i flussi turistici esistenti, incrementare quelli provenienti dalla Cina e valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio come fattore di attrattività turistica.

L’Italia è, infatti, tra i Paesi all’avanguardia nella valorizzazione di queste sinergie, come dimostra anche la decisione di avere un unico Ministro competente turismo e cultura.

Milano, sede del Teatro alla Scala e del Museo di Brera, rappresenta un esempio dell’utilizzo delle sinergie tra ICC, cultura, design industriale, eccellenza nel manifatturiero per attirare nuovi viaggiatori, non solo per il successo dell’Expo, ma anche per eventi ricorrenti, quali la settimana del design a Milano (Salone del Mobile) o quella della Moda.

ICC e turismo sono tra i settori più dinamici dell’economia UE e con maggiore potenzialità di creazione di nuovo lavoro.

Le ICC hanno 12 milioni di occupati diretti e un fatturato di 1,500 miliardi di euro. La crescita dell’occupazione tra il 2008 e il 2014 è stata nettamente sopra la media Ue con lo 0.7% l’anno.

Anche il turismo dà un contributo molto rilevante all’economia UE: 14 milioni di posti di lavoro diretti con stime che indicano la possibilità di creare fino a 500.000 nuovi posti l’anno, anche grazie al raddoppio del numero dei viaggiatori internazionali, dagli attuali 1.1 miliardi a 2 miliardi entro il 2030.

Buona parte di questi nuovi viaggiatori sarà rappresentata da una nuova classe media in Asia potenzialmente interessata a visitare l’Europa per il suo patrimonio paesaggistico, artistico e storico, ma anche per la creatività e la cultura che sa esprimere. Cultura e creatività che si manifestano nell’opera, nel teatro, nell’architettura, nel design, nella qualità ed eccellenza del manifatturiero, come il lusso e la moda, ma anche nell’artigianato e nell’enogastronomia.

Le evidenze fornite dalle Film Commissions dimostrano che le produzioni audiovisive europee sono un veicolo di attrazione, contribuendo a far conoscere l’Europa nel mondo, nel quadro di una diplomazia culturale promossa dalla UE e dalle sue Ambasciate. Le nuove tecnologie digitali, come la realtà virtuale, la realtà aumentata, i “viaggi nel tempo” o la visione tridimensionale, i video giochi, possono contribuire a valorizzare il nostro patrimonio archeologico e storico e gli altri siti museali, contribuendo ad aumentare e differenziare l’offerta di servizi e attirando un numero crescente di visitatori.

La Commissione europea porta avanti una strategia, in collaborazione con gli Stati membri e le Regioni, per attirare più viaggiatori internazionali e rinforzare la competitività dell’industria del turismo, puntando sulle sinergie tra turismo, offerta artistica e culturale e ICC. Nel quadro del Piano Juncker, questa strategia punta ad attirare maggiori investimenti in questi settori. Questo può avvenire con un utilizzo più mirato dei fondi regionali e degli altri strumenti del bilancio UE quali Cosme o Orizzonte 2020, per mobilitare investimenti privati con l’ausilio del Fondo Europeo per Investimenti Strategici e della BEI.

Tra le opportunità c’è il programma Europa Creativa che cofinanzia tra l’altro progetti di cooperazione con sovvenzioni per iniziative su piccola scala di 200mila euro e su larga scala fino a due milioni di euro.

Foto archivio:
Il presidente di IEA Achille Colombo Clerici con Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Achille Colombo Clerici con il Ministro Dario Franceschini