“Forte il legame rossocrociato” QN, Il Giorno del 15 aprile 2017 Rubrica – Achille Colombo Clerici

 

Il 1° agosto   1291 nasceva, in un piccolo spiazzo di circa cinque ettari, il prato del Rutli vicino a Seelisberg (lago dei Quattro Cantoni), il primo nucleo di quella che nel 1848 sarebbe divenuta la Confederazione Elvetica come la conosciamo oggi: uno straordinario Paese, unico al mondo per capacità di convivenza – quattro lingue e altrettante culture, tre religioni principali – e per benessere, da quattro secoli senza guerre.

Famosa da sempre per democrazia diretta basata sui referendum popolari, finanza, orologi, formaggi, cioccolata, la Svizzera è molto di più: come il design, il cui pregevole livello è stato recentemente illustrato al Centro Svizzero di Milano, da sempre ponte informativo, culturale ed economico tra Italia e Confederazione.

D’altronde i rapporti di amicizia e di collaborazione sono fortissimi. La Svizzera, per restare agli eventi recenti, è stato il primo Paese ad aderire a Expo. Gli scambi commerciali con la Lombardia valgono quasi 11 miliardi l’anno, un terzo degli oltre 30 miliardi a livello nazionale; in Svizzera vive oltre mezzo milione di italiani, ogni giorno oltre 60.000 lombardi – i frontalieri – varcano il confine con il Canton Ticino. Ma non sono solo prestatori d’opera: migliaia di imprenditori  vi hanno stabilito attività, assumendo i locali, e dando un ulteriore impulso ad una economia da sempre fiorente.

Per contro sono 50.000 gli svizzeri che lavorano in Italia: non solo nella finanza, ma anche nell’artigianato, nelle professioni e persino nella gastronomia. Un flusso che continua al ritmo di oltre 500 persone l’anno.

I legami tra i Paesi, come tra le regioni, non si esauriscono certo con gli affari: per cementarli occorre una vicinanza culturale. Due casi tra tanti. Nel Canton Ticino, a Ligornetto, il museo Vincenzo Vela celebra la stagione del Risorgimento italiano; e a Lugano l’associazione svizzero-italiana Carlo Cattaneo, in collaborazione costante con le rappresentanze diplomatiche del nostro Paese, organizza dibattiti, incontri, viaggi tesi a cementare ulteriormente tali rapporti.

Che non sono sempre idilliaci, ma che sono comunque destinati a intensificarsi in una collaborazione organica grazie anche ad AlpTransit – la colossale opera di trafori ferroviari –  la  cui realizzazione vide a suo tempo il fattivo sostegno di Assoedilizia.

Foto: Achille Colombo Clerici con il Console generale di Svizzera a Milano Felix Baumann

 

 

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