Archivio per ottobre 2017

Fondazione Pietro Bembo, Celebrato il trentesimo Anniversario alla Casa del Manzoni in Milano – Guanda Editore “Come nasce una collana di Classici” Conversazione – “I canti greci” di Niccolo’ Tommaseo – Il Giorno del 31 ott. 2017

ottobre 31, 2017

Il Giorno del 31 ott. 2017
Eventi & personaggi

L’ANNIVERSARIO – LA STORICA BIBLIOTECA DI SCRITTORI ITALIANI EDITA DA GUANDA

Trent’anni di classici grazie alla Fondazione Bembo

Nel salone della casa del Manzoni in piazza Belgiojoso a Milano, si è tenuta la celebrazione dell’anniversario della Fondazione Pietro Bembo, nata trent’anni fa grazie ad alcuni insigni uomini di cultura. Alla conversazione sul tema “Come nasce una collana di Classici” hanno partecipato Angelo Stella, Luigi Brioschi (presidente di Guanda editore), Alfredo Stussi, Direttore della Biblioteca di scrittori italiani, Vittorio Formentin e Armando Torno. Anna Nogara ha letto alcuni brani tratti dalle opere di Alessandro Manzoni. Presente Achille Colombo Clerici (a destra nella foto)

La Biblioteca di Scrittori Italiani promossa dalla Fondazione Pietro Bembo e pubblicata dalla casa editrice Guanda fu fondata nel 1987 da Dante Isella, Giorgio Manganelli e Mario Spagnol. Nel corso degli anni ne sono stati direttori Dante Isella, Giorgio Manganelli, Giovanni Pozzi, Pier Vincenzo Mengaldo e Alfredo Stussi. La collana, sostenuta dalla Fondazione Cariplo, pubblica opere di scrittori che costituiscono un importante patrimonio della nostra cultura letteraria: cinquantadue titoli per un totale di sessantadue volumi, che coprono un vasto periodo storico della nostra letteratura che va dal Duecento al Novecento. Dal Milione di Marco Polo a La novella del grasso legnaiuolo, alla Nuova cronica di Giovanni Villani, dalle lettere disperse di Petrarca al Teatro comico e alle Lettere dell’Aretino, fino alla più recente: I Canti Greci di Niccolò Tommaseo.

Nella foto:
Il Giorno del 31 ott. 2017
Il Giorno

 

Luigi Brioschi, Paola Avigdor, Achille Colombo Clerici  nella casa del Manzoni a Milano, in via Morone, Piazza Belgiojoso

Banche del Sud e del Nord – Il Giorno pag. VIII · 28-10-2017 Rubrica Casa Città Società di Assoedilizia

ottobre 30, 2017

Le recenti prese di posizione sulla questione settentrionale hanno dato la stura ad una riviviscenza della questione meridionale.

In Italia la struttura economica è caratterizzata dalla piccola e media impresa, dove sono ancora pochissime le imprese quotate in borsa e le filiali locali delle banche sono spesso le uniche realtà cui gli imprenditori possono rivolgersi per le loro esigenze di finanziamento.

Si osserva che il processo di consolidamento bancario iniziato nei primi anni Novanta del secolo scorso ha comportato, tra l’altro, una drastica riduzione del numero di banche con sede amministrativa nel Sud e nelle Isole.  Al dicembre 2016, 161 banche – delle quali solo 16 banche spa – risultavano avere la sede amministrativa nel Mezzogiorno, su un totale di 604 banche operanti in Italia.

Il dato più rilevante sembra essere costituito dalla pressoché totale sparizione di gruppi bancari di grandi o medie dimensioni con sede e radicamento territoriale nel Mezzogiorno, rispetto agli inizi degli anni ‘90. L’assenza di banche locali di medie/grandi dimensioni in un determinato territorio può avere un impatto sullo sviluppo economico locale, non solo per il finanziamento alle imprese, ma anche per sostenere progetti e iniziative di rilevanza pubblica per le comunità locali.

Per taluni questo rappresenta un ulteriore risvolto della questione meridionale.

La crisi degli anni ’90 – si dice – ha portato all’assorbimento delle maggiori banche del Mezzogiorno da parte di quelle del Nord, facendo venire meno i più importanti centri decisionali finanziari locali del Meridione d’Italia.

Nel quadro del potere oggi domina la finanza, che si appoggia ad una forte burocrazia (internazionale).

Ma la finanza di cui trattasi non è quella italiana, bensì quella internazionale che fa capo ai cosiddetti poteri forti. In questa logica le banche del Meridione sono state assorbite da quelle del Settentrione, le quali a loro volta “dipendono” dal sistema finanziario internazionale. Non è dunque che il sistema bancario meridionale si sia settentrionalizzato. Si è internazionalizzato attraverso le banche settentrionali; come d’altronde tutte le regioni meridionali si stanno internazionalizzando attraverso quelle del Nord che fungono da motore-traino.

Che sia un bene o un male non è più questione né meridionale, né settentrionale. E’ questione italiana tout court, nel suo rapporto con l’Europa, che è un rapporto carico di aspetti problematici.

 

Guanda Editore – Celebrato il trentesimo anniversario della Fondazione Pietro Bembo alla Casa del Manzoni in Milano – “Come nasce una collana di Classici” Conversazione – “I canti greci” di Niccolo’ Tommaseo – Amici di Milano informa

ottobre 30, 2017

Associazione
AMICI DI MILANO

Informa

 

Celebrato il trentennale della Fondazione Pietro Bembo nella casa del Manzoni a Milano

Promossa dalla Fondazione Pietro Bembo, cui trent’anni fa hanno dato vita alcuni insigni uomini di cultura, e patrocinata da Fondazione Cariplo, Casa del Manzoni e Guanda Editore, si è tenuta, nel salone della casa del Manzoni in piazza Belgiojoso a Milano, la celebrazione del trentesimo anniversario della fondazione stessa; un momento di riconoscimento dell’ importante patrimonio culturale nella stessa racchiuso.

Conversazione sul tema ” Come nasce una collana di Classici”.

Invitati a dibattere Angelo Stella, Luigi Brioschi (pres. di Guanda editore), Alfredo Stussi, Direttore della Biblioteca di scrittori italiani (Collana di Guanda Editore), Vittorio Formentin, Armando Torno.

Anna Nogara ha letto alcuni brani tratti dalle opere di Alessandro Manzoni.

*   *   *

La Biblioteca di Scrittori Italiani promossa dalla Fondazione Pietro Bembo e pubblicata dalla casa editrice Guanda fu fondata nel 1987 da Dante Isella, Giorgio Manganelli e Mario Spagnol. Nel corso degli anni ne sono stati i direttori Dante Isella, Giorgio Manganelli, Giovanni Pozzi, Pier Vincenzo Mengaldo e Alfredo Stussi.
La collana pubblica opere di scrittori che costituiscono un importante patrimonio della nostra cultura letteraria. E’ attualmente sostenuta dalla Fondazione Cariplo.

Nel corso degli anni la “Biblioteca” ha pubblicato cinquantadue titoli per un totale di sessantadue volumi, che coprono un vasto periodo storico della nostra letteratura che va dal Duecento al Novecento. Dal Milione di Marco Polo a La novella del grasso legnaiuolo, alla Nuova cronica di Giovanni Villani, dalle Lettere disperse di Petrarca al Teatro comico e alle Lettere dell’Aretino, e molte altre opere fino alla più recente: I Canti Greci di Niccolò Tommaseo.

Ammirati da Pier Paolo Pasolini come una delle più belle opere della letteratura italiana del pieno Ottocento e amati senza riserve da poeti come Giovanni Pascoli e Gabriele d’Annunzio, i Canti Greci di Niccolò Tommaseo intesero esprimere la freschezza della poesia autenticamente popolare, perseguendo un progetto culturale che fu senza dubbio uno dei più intensamente romantici della nostra letteratura. Lo scrittore dalmata compose un libro che ordinava e riorganizzava in quattro ampie parti (l’Amore, la famiglia, la Morte, Dio) la raccolta di “Chants populaires de la Grece moderne” pubblicata a Parigi da Claude Fauriel nel 1824-1825, arricchendola però di nuovi canti e di traduzioni straordinariamente suggestive, in cui la cultura raffinata si incontra e si fonde con i versi della tradizione. L’ edizione, corredata dal puntuale commento di Elena Maiolini e da un ricco apparato di indici, riproduce fedelmente l’unica curata da Tommaseo, pubblicata a Venezia nel 1842 quale terzo volume dei “Canti popolari toscani corsi illirici greci”. Ripercorrendo e sottolineando i contorni di un’irripetibile combinazione di tradizioni linguistiche e culturali dell’Europa mediterranea, i Canti popolari di Tommaseo si presentano dunque come la migliore e più completa risposta del loro autore al programma letterario e civile annunciato l’anno precedente, con la pubblicazione delle Scintille: ravvivare una cultura stanca e sazia, promuovendo la conoscenza affettuosa dei popoli mediterranei attraverso un riconoscimento reciproco e una collaborazione tra italiani (corsi inclusi), greci e slavomeridionali.

Foto:
da sin. Luigi Brioschi, Paola Avigdor, Achille Colombo Clerici; nella casa del Manzoni a Milano

 

 

 

Cesare Bartorelli commemorazione alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, nella Chiesa della Beata Vergine Annunciata all’interno dell’ Università degli Studi – Amici di Milano informa

ottobre 27, 2017

Associazione
AMICI DI MILANO
informa

 

Commemorata la figura di Cesare Bartorelli insigne scienziato, medico dalla grande umanità

Chiesa della Beata Vergine Annunciata nel cortile dell’Università degli Studi di Milano, Ca’ Granda.
Folla straripante di medici illustri, di amici di famiglia, di allievi riconoscenti.

Una splendida serata di fine ottobre, una storia che fa onore a Milano.

*   *   *

Per iniziativa della Dottoressa Anna Parravicini, giornalista e coordinatrice di medicina in teatro, la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, nel ciclo “I grandi medici del Policlinico “ ha ricordato la figura insigne del Prof. Cesare Bartorelli, Direttore della Clinica Medica dal  1966  al 1981

Ha aperto la commemorazione il Professor Giorgio Cosmacini, medico radiologo, filosofo, grande storico della medicina, che aveva collaborato per più di 20 anni con Bartorelli.

Ricordando le tappe della sua carriera, svolta tra Zurigo, Siena, Parma e Milano ne ha sottolineato le capacità di scienziato, ma anche le grandi doti imprenditoriali, concretizzate nella costruzione dell’Istituto di Ricerche cardiovascolari Giorgio Sisini e successivamente nella costruzione del Centro Cardiologico Fondazione Monzino, attualmente uno dei punti di riferimento della cardiologia europea.

Cosmacini ha inoltre ricordato il prof. Bartorelli come Maestro e i tanti allievi della Sua scuola che l’hanno seguito nel suo percorso: tra i primissimi, Folli e Zanchetti e poi Libretti, Guazzi, Leonetti, Malliani, Fiorentini, Cavallini, Samperi, Mancia , Grazi, Baccelli, Polese e Lombardi a loro volta grandi medici e ricercatori.

Tra i suoi molti allievi presenti il Prof Alberto Zanchetti, suo successore, allievo prediletto ed amico, ne ha tratteggiato con grande efficacia il ritratto umano e professionale, non dimenticando le sue grandi capacità di ricercatore.

Gli studi di Bartorelli sono stati fondamentali nella scoperta della terapia dell‘ ipertensione arteriosa, una delle maggiori conquiste scientifiche della seconda metà del 900.

Lo ha ricordato infine il Professor Lombardi, il più giovane degli allievi che ha documentato come le idee di Bartorelli siano ancora oggi alla base di ricerche scientifiche e conquiste di grande utilità terapeutica.

Massimiliano Finazzer Flory ha recitato un ricordo facendolo “rivivere“  in una interpretazione teatrale che ha commosso i numerosi parenti, allievi ed amici presenti.

L’incontro si è concluso con il saluto del Presidente del Policlinico Marco Giachetti che ha ricordato Bartorelli come medico a 360° per le sue capacità cliniche ed umane e per la sua grande empatia.

Foto di archivio:
da sin. Anna Bartorelli Rocco, Achille Colombo Clerici, Francesco Rocco, Livia Pomodoro, Enrico Letta

 

 

 

 

 

 

 

La Società dei Concerti di Milano, Fondazione – Concerto del pianista coreano Seong-Jin Cho, in Sala Verdi del Conservatorio

ottobre 26, 2017

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Straordinario successo del pianista coreano Seong-Jin Cho in concerto al Conservatorio di Milano

Per la serie smeraldo il  debutto in recital a Milano del pianista Seong-Jin Cho, organizzato dalla Fondazione Società dei Concerti (www.soconcerti.it), nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano.

Un curriculum artistico costellato di grandi successi, nonostante i 23 anni, quello del pianista coreano Seong-Jin Cho che è entrato a pieno titolo nella galassia dei nuovi grandi talenti della musica vincendo nel 2015 il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Il programma del debutto in recital a Milano è stato un omaggio a Beethoven – con due delle più celebri sonate – e alle atmosfere sognanti e impressionistiche di Debussy. Il culmine del recital è costituito dalle Quattro Ballate di Chopin. Per intensità melodica, per la ricchezza della scrittura armonica, per l’originalità, figurano tra le opere più complete e significative del compositore polacco, che per primo utilizzò il termine Ballata per una composizione musicale.

Seong-Jin Cho le esegue senza soluzione di continuità, quasi cantandole, e dando loro un ulteriore significato di ampiezza, come fossero un’unica grande opera pianistica.

Un interminabile applauso del pubblico entusiasta ha salutato il giovane maestro Seong-Jin Cho in partenza per Berlino dove eseguirà con la Filarmonica il concerto per pianoforte e orchestra di Ravel.

Foto alla cena con il maestro a conclusione della serata:
–  di fronte Seong-Jin Cho, Enrica Ciccarelli presidente della Fondazione La società dei concerti, Gabriele Zosi, Achille e Giovanna Colombo Clerici, Jacopo Schinaia

– Il brindisi di auguri a Seong-Jin Cho, con Enrica Ciccarelli, Achille e Giovanna Colombo Clerici

 

 

 

Assoedilizia: nuove cariche per il triennio 2017-2019 – Achille Colombo Clerici Presidente, Cesare Rosselli Segretario Generale – Vicepresidenti, Consigliere di Amministrazione e Giunta Esecutiva confermati

ottobre 25, 2017

A s s o e d i l i z i a

 

Il Consiglio direttivo ha nominato nuovo Segretario generale Cesare Rosselli

COLOMBO CLERICI CONFERMATO PRESIDENTE DI ASSOEDILIZIA PER IL TRIENNIO  2017-2019

Il Consiglio direttivo di Assoedilizia ha confermato Achille Colombo Clerici, Presidente dell’associazione dei proprietari immobiliari di Milano, per il triennio 2017-2019.
Confermato anche il Consigliere di Amministrazione Alessandro Panza di Biumo, ed i componenti la Giunta esecutiva che risulta composta, oltre che dal presidente e dal Consigliere Amministratore, dai vicepresidenti Alfredo Campanini Bonomi, Luigi Arborio Mella, Bernardo Negri da Oleggio, Charlie Menni di Vignale, e dai Consiglieri Eugenio Bergamasco, Ugo Dozzio Cagnoni, Paolo Jacini, Donato Sagramoso.

Il Consiglio ha nominato nuovo Segretario generale Cesare Rosselli, che succede a Italo Pallaroni cui il Presidente e l’intero Consiglio hanno rivolto i più vivi ringraziamenti per la dedizione e la professionalità dimostrate in un gran numero di anni.

Auguri di lavoro altrettanto proficuo anche al neo segretario Rosselli.

lllegittimità parziale della deliberazione del Consiglio Comunale di Milano attuativa della L. R. 10 marzo 2017 n.7 che norma il “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti” – Posizione di Assoedilizia

ottobre 24, 2017

A s s o e d i l i z i a

 

Posizione di Assoedilizia

Il Comune di Milano riduce illegittimamente la sfera di applicabilità della legge regionale sul recupero dei seminterrati.

               *   *   *

Il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la deliberazione relativa alle disposizioni di attuazione della L. R. 10 marzo 2017 n. 7 che norma il “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”:

In primo luogo la delibera contiene, in forza di quanto consentito al Comune dall’art. 4 della legge 7/2017, l’elenco delle parti del territorio da escludersi dalla applicazione della legge in quanto ritenute inidonee “in relazione a specifiche esigenze di tutela paesaggistica o igienico- sanitaria, di difesa del suolo e di rischio idrogeologico…”

L’ individuazione, pertanto, delle zone di territorio per le quali la legge risulta inapplicabile trova la sua fonte nella delega che la legge regionale rilascia al Comune.

Dopo aver individuati gli ambiti territoriali nei quali la legge è  inapplicabile, in particolare il centro storico,  il provvedimento comunale si spinge a modificare il contenuto della legge regionale, dettando il requisito essenziale  della altezza minima consentita per il residenziale, nella misura di m. 2,70 anziché in quella di m. 2,40 come previsto dalla legge regionale stessa.

Dichiarazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

“La deliberazione comunale in questa parte – altezza minima dei seminterrati ad uso residenziale – a noi sembra esorbitare (in virtù del principio della gerarchia delle fonti del diritto che vede il provvedimento comunale in posizione di subordinazione rispetto alle legge regionale) dall’ambito della legittimità, sconfinando nella violazione di legge.

In sostanza la modifica comporta una seria riduzione delle possibilità di applicazione della legge e, conseguentemente, la parziale vanificazione della ratio che l’aveva ispirata, cioè la riduzione del consumo del suolo e una spinta alla creazione di nuove attività nel campo dell’edilizia.”

Foto: L ‘Assessore Pierfrancesco Maran, il Sindaco Beppe Sala e Achille Colombo Clerici

 

Il referendum sull’autonomia del Veneto: i nodi da sciogliere – Ettore Bonalberti, Venezia 23 ottobre 2017

ottobre 23, 2017

Questione settentrionale: i nodi da sciogliere
di Ettore Bonalberti

Venezia 23 ottobre 2017

I nodi da sciogliere

Non era un risultato affatto scontato, considerato che non c’è stato un dibattito antagonista proprio delle campagne elettorali e referendarie. Se si esclude l’amico Dino Bertocco, “popolare” del PD, che ha, quotidianamente, contestato motivazioni ed obiettivi del referendum veneto, l’ampio schieramento politico culturale a favore del SI poteva indurre gli elettori veneti a dare per scontato l’esito. Fortunatamente, anche se non privo di rischi, nella nostra Regione era stato previsto il raggiungimento del quorum oltre 50% più uno degli elettori votanti, quale condizione per la validità dell’esito referendario.

Recatomi al seggio alle 8 del mattino, non ero sicuro che avremmo raggiunto quel quorum e, invece, i veneti hanno risposto alla grande, sfiorando quasi il 60% della base elettorale e con un’adesione plebiscitaria alla richiesta di maggiore autonomia. A questo risultato abbiamo concorso significativamente anche noi Popolari e democratico cristiani che, coerenti con la nostra migliore cultura autonomistica, sin dal Febbraio 2016 ci eravamo schierati a sostegno di una macroregione triveneta che assumesse la centralità e il valore aggiunto di Venezia.

La nostra proposta non intendeva e non intende ridurre il grado di autonomia conquistato dalle consorelle realtà regionali friulane e trentino-altoatesine, ma, semmai, di aumentare quello ora garantito al Veneto come regione a statuto ordinario. E lo facciamo indicando in Venezia e nella migliore tradizione storico politica della Repubblica Serenissima il punto di riferimento centrale della nostra proposta. Ieri i veneti, come felicemente ha ricordato il Presidente Zaia, hanno risposto alla grande dimostrando che: “non bisogna voltare le spalle alla mamma” e che la nostra mamma è l’autonomia, nel solco della migliore tradizione politica ispirata ai valori della sussidiarietà.

Nessuna velleità scissionistica, ma il riconoscimento di una specifica autonomia nel quadro di ciò che prevede la nostra Costituzione repubblicana.

Che esista una questione settentrionale, lo ha ben descritto l’amico Achille L. Colombo Clerici in un suo recente saggio, che ripropone quanto da lui esposto in una conferenza tenuta a Zurigo all’Istituto svizzero per i rapporti culturali ed economici  con l’Italia nel giugno 2008.

Il estrema sintesi Colombo Clerici fa presente quanto segue:

Se la questione meridionale italiana da quasi un secolo è al centro del dibattito storiografico e politico nel nostro Paese, scarsa attenzione viene data alla questione lombarda che si inserisce, più in generale, nella questione settentrionale, il cui confine è tracciato dal perimetro delle cosiddette regioni a residuo fiscale negativo: cioè di quelle regioni che allo Stato danno in tasse più di quanto ricevono in servizi.

Si delinea un’area geografica comprendente le regioni del Nord, un’area entro la quale si riscontra una certa omogeneità storico cultural-sociale ed economica. Anche se dobbiamo dire che, grazie a Milano, la Lombardia è la Regione che più assomiglia ad uno stato autonomo, nel quale esiste in modo inequivocabile un vero riconoscibile polo di potere socio-economico-amministrativo a reggerne la vita. La questione settentrionale potrebbe oggi, per grandi linee, affacciarsi nei termini problematici del compito e della responsabilità, maturati sul piano storico, delle Regioni del Nord di tenere agganciato il Paese al mondo internazionale.

Mentre le risorse per consentire questo compito non sono per niente definite. Anzi, non se ne parla nemmeno. L’ assistenzialismo centralistico verso le regioni del Sud ha dato luogo a ingenti trasferimenti finanziari alle famiglie senza la contestuale creazione di nuovi posti di lavoro. Si è in tal modo sviluppato un modello di società dei consumi senza una corrispondente produzione.  Lo Stato Italiano ha sottratto ingenti risorse finanziarie agli investimenti in infrastrutture di servizio, tanto al Nord, quanto al Sud; dove peraltro gli investimenti realizzati non hanno dato i risultati ipotizzati.

La soluzione? Alcuni sostengono un’idea più avanzata sul piano del “federalismo”, soprattutto in campo fiscale; altri più sfumatamente parlano di “regionalismo”, in aderenza sostanzialmente all’idea di una maggiore autonomia dell’ente locale. Ma poi inevitabilmente nelle risposte degli uni e degli altri emergono tutte le tematiche del dibattito generale: dai principi di interdipendenza, di sussidiarietà, di solidarietà, al policentrismo ed al cosmopolitismo. Il tutto inquadrato in un sistema che sia in grado di conciliare le esigenze di autogoverno–partecipazione locale, con la salvaguardia del principio di unità-solidarietà nazionale.

Questi sono i nodi che, dopo la conferma plebiscitaria alla richiesta di autonomia veneta, il consiglio regionale del Veneto dovrà tentare di sciogliere. Zaia ha garantito che, già da oggi, la Giunta adotterà un disegno di legge da portare all’approvazione del consiglio regionale; una piattaforma per il confronto con il governo di Roma per dare pratica attuazione all’autonomia veneta che guarda a quella garantita alle Regioni confinanti del Friuli V.Giulia e del Trentino AA.AA.

Se, come è assai prevedibile, la nostra proposta non potrà essere discussa in questa fase terminale di un’equivoca legislatura, sarà il prossimo governo a dover sciogliere i nodi aperti con la locomotiva italiana lombardo-veneta, riscoprendo l’opportunità di un nuovo assetto finalmente federale del Paese, con cinque o sei macroregioni e una guida autorevole e forte centrale, come il compianto prof. Miglio, profeta inascoltato, autorevolmente auspicava.

 

“Referendum Lombardia” dibattito al Giorno ediz. del ottobre – Achille Colombo Clerici e Giuseppe Valditara – IEA informa

ottobre 23, 2017

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

IL REFERENDUM
LE TEMATICHE

——————-

PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ NELL’UTILIZZO DEI BENI PER USCIRE DALLA CRISI

——————-

IL DATO
CON UN MODELLO VIRTUOSO APPLICATO IN TUTTA ITALIA RISPARMIO DI 83 MILIARDI

——————-

Non solo questione Settentrionale: “L’autonomia fa bene anche al Sud”

Valditara e Colombo Clerici: un segnale contro lo spreco di risorse

di Fabio Florindi

– Milano

Esiste una questione lombarda e settentrionale? Se ne discute da anni e tra gli alfieri più combattivi che rivendicano una “responsabilizzatone” di tutte le regioni nell’uso delle risorse ci sono certamente il professore universitario di Diritto romano Giuseppe Valditara e il presidente dell’Istituto Europa-Asia Achille Colombo Clerici.

Il confronto tra i due esperti della realtà settentrionale è andato in scena nella redazione del Giorno di Milano, moderato dal direttore Sandro Neri.

———————

GIUSEPPE VALDITARA. La vittoria del sì può essere utile anche al Mezzogiorno.

Strumento per risolvere le tematiche lombarde

——————–

Per Valditara, che ha da poco pubblicato il saggio “La questione lombarda”, il referendum consultivo per l’autonomia di domani può essere «uno strumento per risolvere la questione lombarda e anche la questione nazionale». Il punto centrale è che «bisogna introdurre in Italia un principio di responsabilità e una vittoria importante del sì può essere utile anche per il Mezzogiorno”. D’altra parte «secondo i dati della Confcommercio, se la spesa per beni e servizi delle pubbliche amministrazioni in Italia fosse pari a quella lombarda si risparmierebbero 83 miliardi di euro”.

Il professore sostiene che in questo modo “ci sarebbero le risorse per abbattere della metà le imposte sugli stipendi». Dunque “è una necessità rendere più efficace il sistema Italia sia a livello centrale che regionale, non si possono più permettere sprechi ingenti di risorse”. E su questo punto Valditara ricorda che “a Palermo solo qualche anno fa hanno abolito lo straordinario per gli spalaneve ad agosto”. Secondo il professore “le competenze Lombardia e Veneto le gestiscono meglio rispetto allo Stato centrale», quindi «più risorse vuol dire più sviluppo”.

Una visione simile è quella del presidente Colombo Clerici, per il quale “la questione settentrionale è la questione Italia e il suo rapporto con l’Europa e il mondo”. Più competenze e risorse farebbero bene alle regioni del nord e a tutto il Paese. Il residuo fiscale pro-capite, sostiene il presidente, «consente di capire le logiche e i modi attraverso cui una regione può essere competitiva”.

Se si guarda a questo dato “tre regioni contribuiscono in modo molto forte e sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto”.

In particolare la Lombardia ha un residuo fiscale pro-capite di 5.511 euro “sfavorevole” nei confronti dello Stato: in pratica ogni lombardo ogni anno versa in tasse 5.511 euro in più di quanto riceve in investimenti, infrastrutture e servizi. Colombo Clerici sottolinea che «la ridistribuzione della

———————-

ACHILLE COLOMBO CLERICI
La ridistribuzione delle ricchezze può essere attuata favorendo la crescita dei territori trainanti

———————-

ricchezza può essere attuata in due modi: il primo è quello improprio, sottraendo risorse finalizzate alla crescita; il secondo è il modo virtuoso e si applica favorendo la crescita delle regioni trainanti.

Ed è una cosa che va “nell’interesse dell’intero Paese”.
Infatti, conclude il presidente, per continuare ad essere regioni trainanti “servono servizi e infrastrutture all’altezza”.

 

Stato dell’Unione – Conversazione all’Ufficio del Parlamento Europeo di Milano – Alessia Mosca – IEA informa

ottobre 23, 2017

   Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Conversazione sullo Stato dell’Unione all’ Ufficio di Mialno del Parlamento Europeo.

Il discorso di Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea,  sullo stato dell’Unione che ha delineato   lo  stato dell’arte – dal punto di vista economico, sociale, politico ma anche delle relazioni internazionali –  e, soprattutto, ha presentato la propria visione per il futuro e le proposte politiche attraverso le quali realizzarla, è stato oggetto di commento all’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano con una conversazione organizzata dall’europarlamentare monzese Alessia Mosca, membro della Commissione INTA (Commercio Internazionale) e vice presidente della Delegazione per le relazioni con la Penisola arabica.

Sono intervenuti Federiga Bindi, Senior Fellow SAIS Johns Hopkins University, Washington e Jean Monnet Chair, Roma; Fabio Franchino, docente nell’Università degli Sudi di Milano; Bruno Marasà, responsabile Ufficio d’Informazione a Milano, Parlamento Europeo; Matteo Scotto, Research Fellow di Villa Vigoni.

Se è vero che gli anni dell’Unione hanno portato – oltre a decenni di pace impensabili – ad un maggior benessere dei cittadini, è altrettanto vero che hanno creato profonde disuguaglianze: per citare, ad una Grecia che vede il Pil diminuito del 25% rispetto agli anni pre-recessione si contrappongono la Germania con più 25% e la Francia con più 15%; e se l’abbattimento delle barriere ha rilanciato la politica commerciale, è altrettanto vero che importanti settori dell’economia continentale ne hanno subito pesanti conseguenze. Vasti settori della popolazione hanno subito danni economici e quindi sociali generando il manifestarsi di proteste che vengono etichettate quali “fenomeni populistici”.

Non è che altrove vada meglio. Gli Stati Uniti, modello cui in qualche modo l’Unione Europea si ispira, vedono lo stato di New York con un pil procapite di 65.000 dollari, quello del New Mexico registra 34.000 dollari procapite: altrochè, diremmo noi italiani, la differenza tra i nostri Nord e Sud!

Ma sicuramente un problema, forse il problema, per gli auspicati “stati uniti d’Europa” è costituito dallo strapotere nelle decisioni continentali dei singoli Stati i cui governi antepongono gli interessi nazionali a quelli dell’Unione.

Certo mai come oggi ci sono state condizioni favorevoli per un’Unione più forte anche in campo internazionale:  l’uscita della Gran Bretagna, da sempre contraria a un rafforzamento dell’Unione – non per caso alla vigilia di un passo avanti in tal senso si sono verificati eventi internazionali quali la guerra in Iraq -; il disimpegno Usa; l’emergere di potenze geopolitiche quali la Cina impongono al Vecchio Continente scelte drastiche quali, in primis, un esercito comune.
Come la storia insegna, la pace si difende quando si è in grado di dialogare da una posizione di forza, sia pure democratica.

Foto d’archivio: Alessia Mosca con il pres. di IEA Achille Colombo Clerici