Banche del Sud e del Nord – Il Giorno pag. VIII · 28-10-2017 Rubrica Casa Città Società di Assoedilizia

Le recenti prese di posizione sulla questione settentrionale hanno dato la stura ad una riviviscenza della questione meridionale.

In Italia la struttura economica è caratterizzata dalla piccola e media impresa, dove sono ancora pochissime le imprese quotate in borsa e le filiali locali delle banche sono spesso le uniche realtà cui gli imprenditori possono rivolgersi per le loro esigenze di finanziamento.

Si osserva che il processo di consolidamento bancario iniziato nei primi anni Novanta del secolo scorso ha comportato, tra l’altro, una drastica riduzione del numero di banche con sede amministrativa nel Sud e nelle Isole.  Al dicembre 2016, 161 banche – delle quali solo 16 banche spa – risultavano avere la sede amministrativa nel Mezzogiorno, su un totale di 604 banche operanti in Italia.

Il dato più rilevante sembra essere costituito dalla pressoché totale sparizione di gruppi bancari di grandi o medie dimensioni con sede e radicamento territoriale nel Mezzogiorno, rispetto agli inizi degli anni ‘90. L’assenza di banche locali di medie/grandi dimensioni in un determinato territorio può avere un impatto sullo sviluppo economico locale, non solo per il finanziamento alle imprese, ma anche per sostenere progetti e iniziative di rilevanza pubblica per le comunità locali.

Per taluni questo rappresenta un ulteriore risvolto della questione meridionale.

La crisi degli anni ’90 – si dice – ha portato all’assorbimento delle maggiori banche del Mezzogiorno da parte di quelle del Nord, facendo venire meno i più importanti centri decisionali finanziari locali del Meridione d’Italia.

Nel quadro del potere oggi domina la finanza, che si appoggia ad una forte burocrazia (internazionale).

Ma la finanza di cui trattasi non è quella italiana, bensì quella internazionale che fa capo ai cosiddetti poteri forti. In questa logica le banche del Meridione sono state assorbite da quelle del Settentrione, le quali a loro volta “dipendono” dal sistema finanziario internazionale. Non è dunque che il sistema bancario meridionale si sia settentrionalizzato. Si è internazionalizzato attraverso le banche settentrionali; come d’altronde tutte le regioni meridionali si stanno internazionalizzando attraverso quelle del Nord che fungono da motore-traino.

Che sia un bene o un male non è più questione né meridionale, né settentrionale. E’ questione italiana tout court, nel suo rapporto con l’Europa, che è un rapporto carico di aspetti problematici.

 

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