QN IL GIORNO del 22 febbraio 2018 pag. 16 “L’Europa e il diritto negato” di Achille Colombo Clerici

In questa Unione Europea ci sono stati membri di serie A e stati membri di serie B. Sarebbe una burletta, se non fosse cosa tragica.

Consideriamo la tutela in sede penale.

Ricorriamo ad un esempio sommario. La Chiesa Cattolica, con il suo stato, possiede una sovranità territoriale e gode, per le sedi dislocate in territori esteri, della extraterritorialità. Ciò significa, in linea di principio, che si applica la giurisdizione penale canonica. C’è uno stato.

Nell’ordinamento di quello stato c’è un diritto penale, e ci sono tribunali penali propri.

Nell’ Unione Europea non c’è nulla di tutto ciò. Né sovranità territoriale, né extraterritorialità; eccezion fatta per l’immunità relativa ai fatti e alle opinioni espresse dagli esponenti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Essa non è, né uno stato, né una federazione di stati: anzi, guai a parlarne.

Di conseguenza, il territorio dove insistono le sedi istituzionali, le agenzie europee, gli uffici decentrati, ricade sotto la giurisdizione penale dello stato che li ospita. Cioè è territorio francese, belga, lussemburghese, olandese, tedesco.

Si tratta di un assurdo dalle gravissime conseguenze discriminatorie.

Per un fatto penale – ad esempio un’azione o una omissione dolosa nella formazione di un dossier – commesso in sede ai danni dell’Italia da un rappresentante o da un funzionario europeo  (a condizione che lo stesso non metta piede in Italia) la giurisdizione penale è quella del luogo ove trovasi la sede stessa, anche ai semplici fini indagatori.  E sappiamo che queste sedi sono tutte in paesi stranieri. Non una in Italia: tranne due striminzite agenzie e qualche ufficio di rappresentanza.

Solo se parte della condotta o dell’evento si è svolta in Italia, c’è una qualche possibilità di attivarsi da parte del giudice penale del nostro Paese.

Che succede poi se il fatto fosse commesso all’estero da un funzionario di nazionalità inglese ?

Ci rivolgiamo ai magistrati di sua Maestà la Regina Elisabetta?

Che mi si dice? I duemila funzionari inglesi stanno naturalizzandosi belgi per mantenere il posto?

Ma, suvvia, questo è  un altro discorso.

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