Giuristi Scrittori – Ciclo di Conferenze alla Biblioteca Ambrosoli del Palazzo di Giustizia – Ordine degli Avvocati di Milano – Libro di Benito Perrone “Cibo respiro dell’anima” – IEA informa

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Alla Biblioteca del Palazzo di Giustizia, primo di una serie di incontri promossi dall’Ordine degli Avvocati di Milano per la presentazione di libri scritti da giuristi.

Volume di Benito Perrone, avvocato umanista – vice presidente dell’Unione Giuristi Cattolici e Condirettore di Iustitia – presentato alla Biblioteca Ambrosoli del Palazzo di Giustizia di Milano

IL CIBO, DA SEMPRE FATTORE DI COMUNIONE E DI DIVISIONE Aggregatore o disaggregatore sociale

Il cibo è una necessità vitale della persona ed è un fondamento del vivere liberi. Inscindibile dal diritto alla vita, il diritto al cibo è, quindi, un aspetto decisivo del patrimonio giuridico di ogni persona. Ne parla il volume di Benito Perrone “Il cibo. Respiro dell’anima, energia per la vita, nutrimento della pace” (Rubbettino editore, euro 12) nato da Expo 2015,  che ha inaugurato il ciclo di presentazione delle opere degli avvocati-scrittori nella Biblioteca Ambrosoli di Palazzo di Giustizia di Milano voluto dal presidente dell’Ordine Remo Danovi.
A commentare il volume, oltre all’autore,
Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, autrice della postfazione del volume;
Remo Danovi, che ha scritto la prefazione;
Francesco d’Agostino, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, ordinario di Filosofia del Diritto nell’Università di Roma, Tor Vergata;
Matteo Rescigno, ordinario di Diritto commerciale nell’ Università degli Studi di Milano.

Nel selezionato parterre notati Maria Pia Garavaglia, già ministro della Sanità e docente nell’Università La Sapienza di Roma, mons. Franco Buzzi, già Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Achille Colombo Clerici, presidente dell’ Istituto Europa Asia, Piero Martello (presidente del Tribunale del lavoro di Milano), Giuseppe Romeo (già presidente di sezione del Consiglio di Stato), Alessandro Schiavi (docente emerito di Geografia nell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Ezio Siniscalchi (già membro del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente del Tribunale di Bergamo), Enrico Moscoloni, vice presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Giuseppe Bernoni, magistrati, giuristi, studiosi di materie socio-economiche.

Il libro analizza le politiche sull’alimentazione, food safety e food security e la possibilità di configurare un diritto al cibo. Per ragioni di giustizia e come “nutrimento della pace”.
A fronte dei numeri assurdi della fame, della malnutrizione e dello spreco stimato dalla FAO in un terzo dell’intera produzione mondiale pari a 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti inutilizzati e distrutti, sufficienti per i 2 miliardi di persone non nutrite a sufficienza inclusi 800 milioni di persone, moltissimi i bambini, che soffrono e muoiono di fame. La situazione della disuguaglianza tra chi ha poco e chi ha molto si sintetizza nel paradosso: “molti hanno poco e pochi hanno molto”.

Lo spreco alimentare in Italia è stimato in 8 miliardi di euro all’anno.

Expo aveva quale messaggio due finalità: Nutrire il pianeta ed Energie per la vita, sviluppate nella mirabile Carta di Milano, vero lascito dell’Esposizione Universale, cui si è affiancato il Manifesto dell’Avvocatura sottoscritto da centinaia di avvocati italiani e stranieri; mentre i sindaci di 137 grandi città del mondo hanno sostenuto il Milan Urban food policy pact promosso dal Comune di Milano, un vero e proprio patto sulle politiche alimentari urbane:  tutti percorsi di condivisione e di sensibilizzazione.

Ma la presentazione è stata anche la ghiotta – è il caso di dire – occasione per una indagine sul mondo del cibo. Procurarselo è stata la molla delle grandi invasioni, e quindi fattore di guerra e non di pace. E motivo di divisione: Max Weber afferma che i tabu alimentari creano le “comunità di mensa”, se non ti cibi come me sei altro. Basti pensare alla religione ebraica porcofoba (termine tecnico) ed a quella islamica che rifiuta il maiale e l’alcool;  religioni che prescrivono di macellare gli altri animali in maniera che noi riteniamo crudele; o al proverbio  cinese “cane che abbaia non è ancora cotto”; agli americani per i quali è orribile mangiare carne di cavallo. I crisitiani mangiano l’agnello, animale molto amato.
Nel continente sub-indiano non ci si ciba di carne bovina.

Si pensi alle popolazioni porcofile, che praticano l’usanza di far allattare i maialini dalle donne, per poi mangiarseli.

Si parla molto di integrazione: ma rinunciare alle proprie tradizioni alimentari significa perdita di identità, significa assimilazione.

Ci sono altri aspetti legati al cibo: comportamentali, per citare ascetismo e anoressia che tolgono energia alla vita; per arrivare al caso limite di una donna malata di tumore morta per avere rifiutato le cure convinta di guarire grazie alla dieta vegana (i vegani hanno sostenuto che la dieta non era stata rispettata a dovere);   le mode, per le quali gli insetti sono diventati cibo anche nel mondo europeo con il timbro UE; la cattiva alimentazione che vede i poveri dei Paesi poveri e i poveri dei Paesi ricchi (America docet) afflitti da obesità.

Come si vede, il discorso sul cibo presenta aspetti controversi. Ma prevale su tutti l’affermazione del diritto delle genti ad una alimentazione adeguata. Gli ostacoli a questo diritto sono ancora molti. Ma la storia insegna che la comunità umana pur tra contraddizioni, arretramenti, guerre economiche e di sterminio, progredisce.

Foto:
mons. Franco Buzzi,  Achille Colombo Clerici, Benito Perrone

Da sin. Francesco D’Agostino, Matteo Rescigno, Livia Pomodoro, Remo Danovi, Benito Perrone

Da sin. Giuseppe Bernoni, Maria Pia Garavaglia, Achille Colombo Clerici, mons. Franco Buzzi

La sala della biblioteca

 

 

 

 

 

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