Archivio per febbraio 2018

Osservatorio Forum Smart City – Presentazione alla SDA Bocconi – “La prossima città” volume di studi sul tema – Febbraio 2018 – Assoedilizia informa

febbraio 23, 2018

A s s o e d i l i z i a
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Presentato all’Università SDA Bocconi di Milano il volume “La prossima città”

UN THINK TANK PER IL RILANCIO DELL’IMMOBILIARE IN ITALIA – OSSERVATORIO FORUM SMART CITY

Nasce nell’aula 302 dell’Università Bocconi di Milano il progetto che avrà quale obiettivo quello di far ripartire il settore immobiliare italiano – attraverso una diffusa operazione di rigenerazione urbana – l’unico della nostra economia che non si è ancora ripreso dopo la Grande Crisi del 2008.

Prende le mosse dal neo-costituito Osservatorio smart city presentato da Giuseppe Franco Ferrari e da Edoardo Croci direttore dell’ IEFE-Istituto  di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente dell’ Università Bocconi.

Il progetto, cui pensa Assoedilizia, è nato dall’idea di collegare, sulla tematica del rinnovamento delle città, il mondo accademico della Bocconi, del Politecnico, dell’Università Statale e dell’Università Cattolica, ai mondi degli operatori tecnici e della finanza, della politica e dei pubblici amministratori, dei grandi proprietari e degli investitori diffusi.

Ha anche il suo “codice” che titola “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” (Mimesis Edizioni), curato dal prof. Giuseppe Franco Ferrari, Dipartimento di Studi Giuridici che, in più di 828 pagine tratta dell’evoluzione della città e delle forme di riqualificazione. Vi hanno contribuito 43 studiosi ed esperti.

Oggi metà degli abitanti del pianeta vive in città e si stima che nei prossimi 10 anni questa quota raggiungerà il 75% della popolazione mondiale; tale percentuale è già stata raggiunta in Europa, dove vi sono ben 468 città con almeno 100.000 abitanti. Le città occupano solo il 2% della superficie mondiale ma consumano i tre quarti delle risorse; allo stesso tempo le prime 25 città del pianeta producono metà della ricchezza dell’umanità. Le aree urbane europee consumano il 70% dell’energia dell’intera Europa, che genera il 75% delle emissioni di gas serra. Globalmente stiamo consumando in 282 giorni le risorse che il pianeta produce in 365. La soluzione di questi problemi richiede l’adozione di un “nuovo modello di città”, di comunità locale, di fruizione della città e dei suoi servizi, che sappia coniugare innovazione, efficienza, sostenibilità, inclusione e sviluppo.

Una tale trasformazione epocale ha conseguenze di enorme portata, in particolare in Italia. Che così riassume Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, il quale parte da dati statistici.

L’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei la cui economia non ha ancora recuperato, in termini di Pil, le perdite accumulato dal 2008: mancano ancora 5,7    punti nonostante produzione, export, occupazione, consumi, servizi e quant’altro mostrino tutti il segno più. E l’Italia è destinata a rimanere fanalino di coda anche nel 2018. Perché questo gap?

Perché il settore immobiliare è fermo.
Per farlo ripartire va impostata una imponente operazione, materiale e culturale insieme, che potremmo definire processo di “rigenerazione urbana” – il cui principio è, in estrema sintesi, rendere più efficienti e vivibili le città, attraverso il rinnovamento tecnologico, il riuso o la sostituzione edilizia, l’efficientamento energetico, ma anche affrontando al tempo stesso, in modo razionale, il problema abitativo – occasione per rilanciare la competitività delle nostre città, volano per l’economia e per la qualità della vita.

La rigenerazione urbana deve consentire risparmio del suolo e tutela dell’ambiente.

Non solo. Giustamente ci si preoccupa del recupero delle periferie nelle quali insicurezza, povertà, disuguaglianza, immigrazione, stanno generando tensioni sociali dagli esiti imprevedibili. Non sono sufficienti, se pure lodevoli, alcuni piani di intervento sostenuti dal governo e dalle amministrazioni locali.

Occorrerà un pacchetto di norme speciali, contenente misure di forte incentivazione economico-fiscale, per far sì che, dalla politica degli interventi episodici, si passi a quella del processo di sistema.
Un processo che miri a coinvolgere in questa operazione di enorme rilevanza, non solo economica, ma culturale e sociale (anche per affrontare in modo strategico e lungimirante il problema abitativo), il risparmio diffuso, quello posseduto dalle famiglie italiane, che costituisce una enorme riserva di risorse finanziarie a disposizione.

Un lavoro complesso, quello che l’Osservatorio smart city si impegna a condurre. Come hanno illustrato, tra gli altri, gli interventi di Giuseppe Franco Ferrari, Pier Giuseppe Biandrino, direttore Legal e Corporate Affairs Edison; Stefano Boeri, Stefano Boeri Architetti; Gualtiero Tamburini, Quorum Sgr Gruppo Sorgente; Mario Nova,  direttore generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Lombardia; Piero Pellizzaro,  chief resilience officer Comune di Milano; Paolo Testa, capo Ufficio Studi Associazione Nazionale Comuni Italiani ANCI.

Foto
Marco Ottaviani, Prorettore per la Ricerca Università Bocconi, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Franco Ferrari

Stefano Boeri e Achille Colombo Clerici

Edoardo Croci e Achille Colombo Clerici

 

 

Paolo Gentiloni. Il Premier a Milano – Conferimento del “Premio Annuale ISPI” – IEA informa

febbraio 23, 2018

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Giornata milanese del Presidente del Consiglio
A PAOLO GENTILONI IL PREMIO ISPI 2018

Bene ha fatto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, questa volta nel ruolo di presidente emerito di ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, nel presentare Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, a ricordarne il casato e l’educazione (è l’erede di una famiglia patrizia) in un’epoca nella quale la volgarità e la prepotenza sono diventati anche in politica status symbol, oltre a sottolinearne la valenza di statista.

A Paolo Gentiloni è stato conferito il Premio annuale dell’ISPI, destinato a personalità che hanno contribuito a rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo. La cerimonia, in sale stracolme di rappresentanti delle istituzioni e di personalità del mondo culturale, economico e politico, tra le quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici –  è stata aperta dal Presidente dell’ISPI Giampiero Massolo e da Giorgio Napolitano, primo vincitore del premio nel 2013, che ha ricordato anche la figura dell’ambasciatore Boris Biancheri, cui il premio è dedicato. Nelle precedenti edizioni il premio era stato assegnato a Enrico Letta (2014), Federica Mogherini (2015), Filippo Grandi (2016) ed Emma Bonino (2017).

“Paolo Gentiloni – ha aggiunto Napolitano – è divenuto punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo e non solo nel breve periodo della governabilità e della stabilità politica dell’Italia conquistando una limpida e motivata fiducia tra gli italiani e nelle relazioni internazionali: ed ha coerentemente concentrato sull’Europa le sue energie. Tra i pregi del premier, secondo Napolitano, “un’attitudine all’ascolto e al dialogo” e uno “spirito di ricerca senza preclusioni”. Un fuoriclasse nel panorama non luminoso della nostra politica.

La lectio magistralis di Gentiloni si è soffermata sulla politica estera italiana del 2017 e sulle priorità per il 2018, sottolineando il ruolo del nostro paese come “broker” e “catalizzatore” del dialogo nel contesto internazionale, emerso anche attraverso appuntamenti di particolare rilievo, come le celebrazioni per il 60° Anniversario dei Trattati di Roma, la Presidenza del G7 e, non ultimi, i Mediterranean Dialogues organizzati dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI. Il Mediterraneo è infatti secondo Gentiloni al centro dei nostri interessi. “Facendo uno sforzo diplomatico e intellettuale sul Mediterraneo lavoriamo per tessere una rete di maggiore dialogo e stabilità nella regione… Proprio perché siamo gelosi, entusiasti della nostra identità e delle nostre radici nazionali, vogliamo proiettarle in un mondo fatto di libero commercio, di dialogo, di pace e di stabilità internazionali.”

Foto:
Paolo Gentiloni, Giorgio Gori e Achille Colombo Clerici

 

QN IL GIORNO del 22 febbraio 2018 pag. 16 “L’Europa e il diritto negato” di Achille Colombo Clerici

febbraio 22, 2018

In questa Unione Europea ci sono stati membri di serie A e stati membri di serie B. Sarebbe una burletta, se non fosse cosa tragica.

Consideriamo la tutela in sede penale.

Ricorriamo ad un esempio sommario. La Chiesa Cattolica, con il suo stato, possiede una sovranità territoriale e gode, per le sedi dislocate in territori esteri, della extraterritorialità. Ciò significa, in linea di principio, che si applica la giurisdizione penale canonica. C’è uno stato.

Nell’ordinamento di quello stato c’è un diritto penale, e ci sono tribunali penali propri.

Nell’ Unione Europea non c’è nulla di tutto ciò. Né sovranità territoriale, né extraterritorialità; eccezion fatta per l’immunità relativa ai fatti e alle opinioni espresse dagli esponenti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Essa non è, né uno stato, né una federazione di stati: anzi, guai a parlarne.

Di conseguenza, il territorio dove insistono le sedi istituzionali, le agenzie europee, gli uffici decentrati, ricade sotto la giurisdizione penale dello stato che li ospita. Cioè è territorio francese, belga, lussemburghese, olandese, tedesco.

Si tratta di un assurdo dalle gravissime conseguenze discriminatorie.

Per un fatto penale – ad esempio un’azione o una omissione dolosa nella formazione di un dossier – commesso in sede ai danni dell’Italia da un rappresentante o da un funzionario europeo  (a condizione che lo stesso non metta piede in Italia) la giurisdizione penale è quella del luogo ove trovasi la sede stessa, anche ai semplici fini indagatori.  E sappiamo che queste sedi sono tutte in paesi stranieri. Non una in Italia: tranne due striminzite agenzie e qualche ufficio di rappresentanza.

Solo se parte della condotta o dell’evento si è svolta in Italia, c’è una qualche possibilità di attivarsi da parte del giudice penale del nostro Paese.

Che succede poi se il fatto fosse commesso all’estero da un funzionario di nazionalità inglese ?

Ci rivolgiamo ai magistrati di sua Maestà la Regina Elisabetta?

Che mi si dice? I duemila funzionari inglesi stanno naturalizzandosi belgi per mantenere il posto?

Ma, suvvia, questo è  un altro discorso.

Antonio Chen Guang al Conservatorio di Milano, nel concerto organizzato dalla “Società dei Concerti” – Orchestra di Stoccarda diretta da Christian Arming – IEA informa

febbraio 22, 2018

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Straordinario successo del concerto organizzato dalla Società dei Concerti di Milano, con Antonio Chen Guang.

Pubblico straripante ed entusiasta, ieri sera nella sala Verdi del Conservatorio di Milano per il concerto, organizzato dalla Società dei Concerti, nel quale il pianista  Antonio Chen Guang ha eseguito, con grande maestria, il Concerto di Ludwig van Beethoven n. 5 “Imperatore”,  accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Stoccarda, diretta da Christian Arming.

Nel corso della serata è stata eseguita, con grande successo, anche la quarta sinfonia di Franz Schubert.

Foto
da sin. Roberta Bernasconi Brenna, Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia, Antonio Chen Guang, Enrica Ciccarelli Mormone, presidente della Società  dei Concerti, i signori Chen, genitori del pianista

Antonio Chen Guang con Achille Colombo Clerici

Qn Il Giorno del 17 febbraio 2018 “Debito pubblico da ridurre” di Achille Colombo Clerici

febbraio 19, 2018

Il contatore del debito pubblico italiano elaborato dall’Istituto Bruno Leoni stima alle ore 12 di lunedì 29 gennaio 2018 un ammontare di 2.267 miliardi di euro in lieve decrescita rispetto ai 2.275 mld di fine 2017; ma che ha ripreso ad aumentare al ritmo di circa 2.000 euro al secondo. Un debito che è del 132% rispetto al Pil: ai primissimi posti nel mondo e secondo in Europa dopo la Grecia e prima del Belgio che presenta un debito pubblico del 106,5% del Pil.

Ciò significa un debito di 35.000 euro per ogni italiano e per il quale si spendono oltre 66 miliardi di interessi (dato 2016), l’equivalente di tre robuste manovre correttive.

Gli interessi sul debito, nel 1980 pari a 9 mld di euro-equivalenti, sono balzati negli anni “da bere” ad oltre  115 mld (1996) per scendere nel 2004 all’incirca all’attuale livello, nonostante il debito pubblico abbia continuato a galoppare, crescendo dal 1997 ad oggi di oltre mille miliardi.  Il “miracolo” si spiega con la riduzione degli interessi dovuta al rafforzamento della nostra economia prima della Grande Recessione e poi all’intervento della BCE (quantitative easing).

Anche USA e Giappone hanno un debito pubblico elevatissimo, rispettivamente di 18.250 e 10.550 mld di dollari; ma, a differenza del nostro Paese, mantengono la sovranità monetaria.

Il tema del debito pubblico, assieme a quello dell’evasione fiscale, è pressoché assente dalla campagna elettorale e andrebbe affrontato con drastiche misure: quali la cessione del patrimonio dello Stato; un taglio della spesa pubblica; un attacco all’ evasione, in primis quello dell’Iva, anche contenendo la massa di denaro liquido in circolazione stimata in 160 mld; la ristrutturazione del debito attraverso una adesione volontaria dei contribuenti con il premio di minori imposte.

In tal senso l’istituzione, con legge 27 ottobre 1993 n. 428, del Fondo di ammortamento dei titoli di Stato destinato a incamerare le entrate dalle vendite/dismissioni dirette o altre di carattere straordinario, quali le licenze per le frequenze della telefonia mobile.

Se tutti i ricavati delle privatizzazioni fossero stati impiegati per riacquistare Bot e Cct, il debito pubblico sarebbe stato contenuto in una qualche misura. Anche se ciò non è avvenuto come era auspicabile, dal 1995 al 2016 sono stati acquistati, attraverso il Fondo, titoli pubblici per oltre 44 miliardi: mentre il totale delle entrate nel 2016 è stato di poco superiore a 2,1 mld, di cui quasi 900 mln da privatizzazioni.

Ferruccio De Bortoli si chiede: perché non promuovere ulteriormente le donazioni, che beneficiano fiscalmente del 19% di detrazione Irpef Ires come avviene per ogni altro tipo di liberalità?

 

Laura Molteni incontra Achille Colombo Clerici Assoedilizia – IEA informa

febbraio 16, 2018

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COLOMBO CLERICI INCONTRA LAURA MOLTENI

Il presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia avv. Achille Colombo Clerici ha incontrato l’on. Laura Molteni, candidata alla Camera dei Deputati in quota Lega per la coalizione di centrodestra nel collegio uninominale Milano 2.

Colombo Clerici e Molteni hanno avuto uno scambio di vedute sui problemi generali della città e del Paese, con particolare riferimento alla situazione economica italiana ed internazionale ed alle problematiche legate al risparmio investito nell’ immobiliare in Italia.

Molteni, già deputata nella XVI^ legislatura, con oltre il 90% di presenze e numerosi progetti di legge, oggi è vicepresidente e consigliere comunale di Milano.
Così si presenta: “Ho sempre difeso gli interessi del nostro Paese, i diritti e la dignità dei cittadini; combattuto per una giustizia sociale vera; promosso efficaci azioni a favore di imprese.” Suoi impegni salute, legalità, sicurezza, lavoro, giovani, famiglia.

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Laura Molteni con Achille Colombo Clerici

Bocconi IEFE Convegno “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” – Presentazione Osservatorio Smart city 22 Febbr. 2018 – IEA informa

febbraio 16, 2018

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Convegno il 22 febbraio ore 11 all’Università Bocconi di Milano

LA PROSSIMA CITTÀ. LE SMART CITIES TRA SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE

Saluto di apertura, MARCO OTTAVIANI, Prorettore per la Ricerca Università Bocconi.

Presentazione
GIUSEPPE FRANCO FERRARI Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi

Intervengono
– ANDREA BAIRATI MBF srl Business Consulting
–  MARCO BELLO Studio legale Bello
– STEFANO CIANCHI  Civicum
– FRANCESCO COLELLI  IEFE Università Bocconi
– ACHILLE COLOMBO CLERICI Assoedilizia
– EDOARDO CORSETTI  RSE Ricerca Sistema Energetico
– SIMONE FRANZÒ  Politecnico di Milano
– GIUSEPPE GATTI Engie
– GIANLUCA GREA  Avvocato
– SALVO LO NARDO  Architetto
– VALERIO LUBELLO  Università Bocconi
– BENEDETTA LUCCHITTA  IEFE Università Bocconi
– GIUSEPPE MARINONI  Architetto
– MAURO MAZZA  Università degli Studi di Bergamo
– GIORGIO PEDRAZZI  Università degli Studi di Brescia
– EZIO RENDINA  Ingegnere
– GIANNI SAVIO Planet Idea
– GUALTIERO TAMBURINI  Quorum SGR, Gruppo Sorgente

Presentazione dell’Osservatorio Smart City
– EDOARDO CROCI IEFE Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente, Università Bocconi e
– GIUSEPPE FRANCO FERRARI Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi

Intervengono
– PIER GIUSEPPE BIANDRINO  Direttore Legal e Corporate Affairs Edison
– STEFANO BOERI Stefano Boeri Architetti
– MARIO NOVA Direttore generale Direzione generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Lombardia
– PIERO PELIZZARO Chief Resilience Officer Comune di Milano
– PAOLO TESTA Capo Ufficio Studi Associazione Nazionale Comuni Italiani ANCI

Per informazioni: Università Bocconi IEFE email iefe@unibocconi.it

Attilio Fontana, Dibattito LogosLab al Cobianchi di Milano “Per la Lombardia le idee di uomini di cultura e di impresa” Febbr. 2018 – IEA informa

febbraio 16, 2018

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Dibattito con Attilio Fontana organizzato da LogosLab

PER LA LOMBARDIA LE IDEE DI UOMINI DI CULTURA E DI IMPRESA

Milano, con la sua regione, è sempre stata il fiore all’occhiello dell’Italia: fin dai tempi in cui era capitale dell’Impero romano, sino al Medioevo, vertice dell’economia reale – agricoltura, finanza,  industria delle armi – della cultura, della finanza, ed una delle tre capitali dell’impero asburgico, che contendeva alla stessa Vienna il primato nell’efficienza economica; ai giorni nostri, locomotiva del Paese, continuando a dare all’Italia più di quanto da essa riceva. E sempre mantenendosi all’avanguardia nel campo della solidarietà.

Lo ha ricordato Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto romano nell’Università di Torino e direttore scientifico della rivista Logos il cui centro studi LogosLab, presieduto da Pietro Foroni, ha organizzato a Milano, allo Spazio Cobianchi di Piazza Duomo, un dibattito con la presenza del candidato alla presidenza della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Negli storici locali, inaugurati nel 1924, che Riccardo Bertolini ha restituito alla città come spazio culturale, si è raccolto un qualificato gruppo di uomini di cultura e di impresa per offrire un contributo di idee al momento magico che stanno vivendo capoluogo e regione:

– Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia
–  Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo Russa
– Giampio Bracchi, presidente emerito della Fondazione Politecnico
– Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia nell’Università di Milano Bicocca
– Roberto Brustia, commercialista partner Cba
–  Francesco Rotondi, avvocato giuslavorista
– Claudio Roveda, direttore Fondazione Cotec
– Massimo Cavalieri, presidente di alta gioielleria Cbo.

Ha introdotto i lavori Pietro Foroni, presidente delle Attività produttive della Regione Lombardia,
moderatore Gianluca Savoini, giornalista direttore di Logos.

Se la politica potesse, o volesse – contatti sono in corso con il governo, passato e prossimo, per una maggiore autonomia dopo il referendum dello scorso ottobre –  dare risposta alle idee e ai suggerimenti offerti, la Lombardia diventerebbe il faro che illumina l’Europa:  dovrebbe, tra molto altro,  essere dotata di maggiori infrastrutture oggi deficitarie rispetto alla media nazionale se si tiene conto di numero di abitanti, di imprese, di Pil e di export prodotti; valorizzare al meglio le sue potenzialità turistiche (conta 11 dei 60 siti  Unesco italiani- con un sito, la liuteria cremonese, addirittura patrimonio immateriale); sostenere le nuove piccole imprese semplificando le procedure di concessione dei crediti ed aumentandoli (in Italia 250 milioni di euro, in Francia 2 miliardi).

E quanto potrebbe insegnare la Lombardia al resto del Paese. Dall’efficienza nella gestione della giustizia (uno dei parametri fondamentali sui quali si basa il potenziale investitore straniero) a quello della pubblica amministrazione (la Regione ha 3.200 dipendenti, la Campania circa 6.000 pur avendo meno della la metà degli abitanti). E’ stato calcolato che se lo Stato stornasse alla Lombardia quanto vi spende per i servizi, la regione potrebbe fornire gli stessi servizi risparmiando quasi la metà.

Ed è su questo tema, della buona gestione, che Fontana, recependo idee e suggerimenti, si è soffermato: una Lombardia più libera per il bene del Paese.  Un esempio per tutti: l’eccellente sanità lombarda mostra segni di difficoltà per carenza di medici e di infermieri, la Regione ha le risorse per nuove assunzioni ma non può utilizzarle perché la legge non lo consente.

Ma lo spirito lombardo, Fontana è convinto, riuscirà a prevalere su freni e burocrazie: è iniziata una fase costituente che, con i giusti tempi e nel rispetto delle regole, raggiungerà importanti traguardi su innovazione, lavoro ai giovani, opportunità economiche, sviluppo tecnologico.

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Attilio Fontana con Achille Colombo Clerici

da sin. Giuseppe Valditara, Pietro Foroni, Gianluca Savoini, Achille Colombo Clerici

 

 

 

FENCO Federazione Nazionale Consoli – Dibattito con l’ intervento di Giovanni Legnini, vicepresidente CSM – A Palazzo Cusani Milano – Febbr. 2018 – IEA informa

febbraio 15, 2018

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A Milano il Vice Presidente CSM Giovanni Legnini ospite della Federazione Nazionale dei Consoli

LE LEGGI INDISPENSABILI  PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA E DELLA SICUREZZA

“E’ ancora la legge lo strumento forte di governo della globalizzazione, della grande finanza, della sicurezza e di altri fenomeni planetari? Non più. La legge non è in grado di farlo.” In uno dei punti più rilevanti del suo intervento il sen. Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha espresso una certa amarezza ai diplomatici riuniti a Palazzo Cusani di Milano in occasione del dibattito organizzato da Fe.N.Co-Federazione Nazionale dei Consoli sul tema “L’influsso delle Leggi nello sviluppo economico e nella sicurezza internazionale”, del quale è stato il relatore principale.

Innanzi ad un parterre molto qualificato – tra gli invitati il prefetto di Milano Luciana Lamorgese, la Presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Tavassi, la Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, Maria Carla Gatto,  il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, la vicedecana del Corrpo Consolare Patrizia Signorini, Cesare Castelbarco Albani, Daria Pesce, Console del Portogallo – sono intervenuti per i saluti il generale di brigata Michele Cittadella, Comandante militare dell’ Esercito Lombardia e il dott. Gianvico Camisasca,  vicepresidente  Fe.N.Co e Console generale onorario di Slovenia. Ha introdotto il tema l’avv. Antonio Bellantoni, portavoce parlamentare e coordinatore degli eventi della Federazione. Co-relatori il dott. Fabio Guglielmi, direttore generale di Gabetti Santandrea e  il dott. Andrew Spannaus, giornalista e scrittore statunitense.

Moderatore il dott. Federico Fubini, editorialista del Corriere della Sera.

I relatori, in base alle specifiche competenze, hanno trattato gli effetti positivi derivanti da una coordinata applicazione delle leggi nazionali e internazionali per un coerente sviluppo del settore economico-finanziario e della sicurezza pubblica internazionale.

Lamorgese, sulla sicurezza, ha affermato che è molto più solida di quanto venga percepita – anche se non ci può essere la sicurezza totale – e che essa può essere ulteriormente rafforzata chiamando a collaborare gli esponenti di quelle comunità di immigrati che hanno il diritto di essere pienamente tutelati, alla pari di ogni altro cittadino, a patto che rispettino le leggi del Paese che li ospita.

Bellantoni ha sottolineato come le leggi non godano di un coordinamento internazionale e non siano accettate da tutti i Paesi, anche i più avanzati, creando varchi nei quali si inseriscono malavita organizzata e terrorismo.

Da Spannaus è giunta una analisi geopolitica secondo la quale fin dal dopoguerra si è tentato, con alterni risultati, di creare delle regole mondiali che, specie in campo economico, hanno registrato in Europa significativi risultati al contrario degli Usa, da dove è partito uno slittamento verso il basso della classe media. Tale slittamento, ha sostenuto Guglielmi, è stato causato dall’eliminazione di regole nel mondo finanziario origine della Grande Recessione e portatore di degrado e crisi sociale.

Fe.N.Co., secondo Camisasca, riunisce circa 900 esponenti del mondo diplomatico i quali operano in 140 ambasciate e in 110 consolati onorari. Milano, avendo superato New York nella classifica delle città non capitali, è la prima al mondo per numero di rappresentanze consolari.

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Giovanni Legnini, Marina Tavassi, Achille Colombo Clerici, Patrizia Signorini

Marina Tavassi, Maria Carla Gatto, Achille Colombo Clerici

da sin. Patrizia Signorini, Achille Colombo Clerici, Luciana Lamorgese, Gianvico Camisasca

 

Cristina Rossello – Incontro con il pres. di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia Achille Colombo Clerici – IEA informa

febbraio 14, 2018

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COLOMBO CLERICI INCONTRA CRISTINA ROSSELLO

Il presidente di Assoedilizia e della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato Cristina Rossello, candidata in Forza Italia per la coalizione di centrodestra nel collegio uninominale Milano 1, corrispondente al centro storico della città.

Colombo Clerici e Rossello hanno avuto uno scambio di vedute sui problemi generali della città e del Paese, con particolare riferimento alla situazione economica italiana ed internazionale ed alle problematiche legate al risparmio investito nell’ immobiliare in Italia.

Avvocato cassazionista con studio a Milano, Roma e Bruxelles, Cristina Rossello – di origini savonesi, ma da anni trasferitasi a Milano – è esperta di diritto societario, bancario e dei valori mobiliari; è legale di società quotate e di rilevanti imprese familiari, membro di collegi arbitrali; ha inoltre esperienza in materia di diritti televisivi e dell’editoria in generale, oltre a essere autrice di libri e pubblicazioni su riviste di diritto civile e commerciale. E’ allieva di Victor Uckmar, di Alberto Predieri, Cesare Pedrazzi e di Ariberto Mignoli, del quale prosegue l’attività dello studio legale.

“Mi reputo prudente e umile”, dice di sé Rossello “se eletta, il mio impegno sarà dedicato alle donne, agli anziani e ai problemi dei giovani con il lavoro ”

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Cristina Rossello con Achille Colombo Clerici