Archivio per marzo 2018

Corso per amministratori di condominio Assoedilizia – Milano Maggio 2018

marzo 28, 2018

 

 

Organizzato da Assoedilizia nei giorni 4, 11, 18 maggio 2018

1° CORSO DI AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO

Come ogni anno dall’entrata in vigore della Riforma del condominio, Assoedilizia organizza i corsi di aggiornamento obbligatori per gli amministratori condominiali secondo quanto stabilito dal D.M. 140/14  e validi quindi come adempimento dell’obbligo di aggiornamento di cui all’art. 71 bis, introdotto dalla Riforma del condominio. Sono programmati 4 corsi con l’eventualità di organizzarne altri in funzione del numero delle iscrizioni. Oltre ad una generale rassegna delle novità legislative e giurisprudenziali nelle materie indicate dal DM 140/14, il corso riguarda argomenti specifici che quest’anno sono stati modificati per tener conto delle novità e delle esigenze emerse gli scorsi anni.

Sarà dedicata particolare ed approfondita attenzione a:

– il certificato di idoneità statica (CIS) la cui scadenza si sta approssimando
– gli strumenti di negoziazione e gestione conflitti per l’amministratore
– le nuove disposizioni sulla privacy: rispetto al condominio e nello studio dell’amministratore
– la gestione del rapporto di lavoro con i dipendenti contratto proprietari di fabbricati
– i problemi dei contratti di appalto
– gli adempimenti fiscali e contributivi per la professione e per l’attività di amministrazione Saranno inoltre trattate le novità su: rendiconto e contabilità condominiale,  contabilizzazione del calore e i contratti con i fornitori e problemi dei condominii che già hanno installato le termovalvole.

Per meglio sfruttare la nuova formula è possibile proporre ai relatori quesiti e casi concreti da esaminare inviandoli sin dal momento dell’iscrizione al corso all’indirizzo mail info@assoedilizia.mi.it Il corso avrà la durata di 16 ore, più un’ora di esame finale scritto. Sarà tenuto presso la sede dell’Associazione in Via Meravigli 3 nei seguenti giorni ed orari:

Primo corso: 4, 11, 18 maggio 2018
Secondo corso: 8, 15, 22 giugno
Terzo corso: 14, 21, 28 settembre
Quarto corso: 5, 12, 19 ottobre

I primi due giorni di ogni corso con orario 14-20 e il terzo giorno con orario 14-18 oltre esame. Il responsabile scientifico del corso è l’Avv. Cesare Rosselli.

Informazioni e scheda iscrizione sul sito http://www.assoedilizia.com

Segreteria: tel. 02885591

 

 

Diritti edificatori Assoedilizia contro le azioni del Comune – QN Il Giorno 27 marzo 2018

marzo 27, 2018

“Manca la Borsa, chiedono l’Imu”

“O si istituisce una Borsa dei diritti edificatori o si cessa tout court di pretendere l’imponibilità fiscale di tali diritti”. A chiederlo è il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

“Il Comune di Milano, spiega in una nota Assoedilizia, seguito da altri Comuni, ha da qualche tempo iniziato a notificare richieste di integrazione dei pagamenti dell’Imu, ovvero veri e propri avvisi di accertamento relativamente ad aree che secondo il Pgt edificabili non sono, ma che godono di diritti volumetrici negoziabili: aree a pertinenza indiretta”.

Una richiesta che però Assoedilizia contesta: “I diritti volumetrici generati dal sistema perequativo del Pgt di Milano spiega Achille Colombo Clerici non possono considerarsi imponibili ai fini Imu, quanto meno fino a che il Comune non istituisca la Borsa dei diritti edificatori, gestita dall’ente pubblico, che garantisca in concreto la possibilità di tradurre in valore commerciale quei diritti che diversamente potrebbero risultare non esercitabili, né prima, né poi ad iniziativa del titolare”.

L’ edificabilità risulta di fatto sospesa.

“Mancando una Borsa dei diritti edificatori quei diritti non solo sono sospesi, ma risultano puramente teorici continua Colombo Clerici Solo una Borsa, gestita sotto il controllo pubblico, che peraltro il Comune di Milano, in occasione del varo del Pgt, si era impegnato ad istituire, nella quale confluiscano tutti i diritti edificatori generati dal Piano per esser negoziati, potrebbe essere in grado di assicurare che l’esercizio di questi diritti abbia una certa concretezza e non risulti meramente eventuale e ipotetica”.

La borsa dei diritti edificatori, poi, offrirebbe “la garanzia della trasparenza” e sarebbe, per il presidente di Assoedilizia, l’unico strumento “in grado di contrastare il formarsi di situazioni preferenziali di ‘monopolio’ da parte di mani forti”.

IL NODO
IL Comune ha notificato avvisi di accertamento su aree non edificabili

SOTTO LA LENTE
I diritti volumetrici generati dal sistema perequativo del Pgt di Milano e la loro considerazione ai fini Imu

Foto: Achille Colombo Clerici

PGT, Perequazione, Diritti Volumetrici, Imponibilità ai fini IMU – Lacuna del sistema perequativo del Comune di Milano – Borsa dei diritti edificatori – 26 marzo 2018 COMST

marzo 26, 2018

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia Milano

 

Un caso che si va dilatando: l’assurda tassazione Imu dei diritti volumetrici cedibili, prodotti dal sistema perequativo del PGT

Milano 26 marzo 2018

Il Comune di Milano, seguito da altri comuni, ha da qualche tempo iniziato a notificare richieste di integrazione dei pagamenti dell’IMU ovvero veri e propri avvisi di accertamento relativamente ad aree che secondo il PGT edificabili non sono, ma che godono di diritti volumetrici negoziabili: aree a pertinenza indiretta.

Dichiarazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“I diritti volumetrici generati dal sistema perequativo del PGT di Milano, non possono considerarsi imponibili ai fini IMU, quanto meno fino a che il Comune non istituisca la Borsa dei diritti edificatori, gestita dall’ente pubblico, che garantisca in concreto la possibilità di tradurre in valore commerciale quei diritti che diversamente potrebbero risultare non esercitabili, né prima, né poi ad iniziativa del titolare.

Non possono conseguentemente applicarsi i criteri che normativamente e giurisprudenzialmente sono richiamati a proposito delle aree rese edificabili dai piani urbanistici generali conformativi, ancorché non esistano i relativi piani attuativi e quindi l’edificabilità risulti di fatto sospesa.
(Criteri che tra l’altro riteniamo, proprio per questo, illegittimi e ingiusti, ma che gli uffici e la giustizia tributaria continuano a seguire).

Mancando una Borsa dei diritti edificatori c’è una ragione a fortiori: quei diritti non solo sono sospesi, ma risultano puramente teorici.

Solo una Borsa, gestita sotto il controllo pubblico – che peraltro il Comune di Milano, in occasione del varo del PGT, si era impegnato ad istituire – nella quale confluiscano tutti i diritti edificatori generati dal Piano (ivi compresi quelli appartenenti al Comune di Milano sulle aree, a pertinenza indiretta, in proprietà) per esser negoziati – potrebbe essere in grado di assicurare che l’esercizio di questi diritti – attraverso la commercializzazione stessa, sia pure procrastinata nel tempo – abbia una certa concretezza e non risulti meramente eventuale ed ipotetica. E potrebbe in qualche modo esser prodromica per l’applicazione dei criteri di cui si diceva (ammesso e non concesso che si possano applicare).

In conclusione, o si istituisce tale Borsa o si cessa tout court di pretendere l’imponibilità fiscale di tali diritti.

La Borsa, inoltre, permetterebbe di superare l’equivoco concettuale nel quale incorrono gli uffici tributari allorché ritengono di attribuire a tali diritti il valore commerciale derivante dalla sua ipotetica realizzazione in loco. Un vero controsenso.

La Borsa dei diritti edificatori offre, tra l’altro, la garanzia della trasparenza, della equidistanza fra i privati  ad evitare che possano intervenire trattamenti asimmetrici a danno di soggetti privati portatori di interessi più deboli e quindi dotati di una minore capacità di interlocuzione ed è l’ unico strumento in grado di contrastare il formarsi di situazioni preferenziali di “monopolio” da parte di mani forti, siano esse già titolari o meno di aree dotate della cosiddetta “pertinenza diretta”.

 

Aeronautica Militare – Aerei Caproni – Prima Regione Aerea Milano, Conferenza marzo 2018 – IEA informa

marzo 26, 2018

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Conferenza alla Prima Regione Aerea di Milano nell’ambito delle commemorazioni del Centenario del conflitto

GLI AEREI CAPRONI E L’EPILOGO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

La figura di Giovanni Battista (Gianni) Caproni di Taliedo, pioniere dell’aeronautica italiana, patriota, ricercatore (oltre 160 brevetti), imprenditore di oltre 40 aziende in diversi Paesi con 50.000 dipendenti, è emersa in tutta la sua straordinarietà alla conferenza sul tema “Gli aerei Caproni e l’epilogo della prima Guerra Mondiale” tenutasi nella sede della 1^ Regione Aerea di Milano nell’ambito delle commemorazioni del centenario del conflitto.

Relatore Giovanni Massimello: ingegnere e storico aeronautico ha scritto libri articoli e saggi conosciuti e apprezzati sia in Italia, sia all’estero.

Con il generale Giuseppe Pesce ha scritto il libro Adriano Visconti Asso di Guerra.
A fare gli onori di casa, in vece del Comandante della Prima Regione Aerea Gen. Silvano Frigerio, il colonnello Marco Nardini.
L’ intervento introduttivo è stato svolto dal gen. B. Riccardo Merlino, presidente dell’Associazione Arma Aeronautica di Milano. Presenti i discendenti dell’ing. Caproni, con la Princ.ssa Letizia Giovannelli Caproni di Taliedo.

Nella relazione, Massimello ha dato molto risalto a uno dei migliori velivoli Caproni prodotto dal 1915 al 1918, il bombardiere Ca 100 e successive versioni, non soltanto per le caratteristiche tecniche  d’avanguardia, ma soprattutto perché fulcro di una nuova tecnica di guerra aerea: il bombardamento di massa. Caproni, il 16 luglio 1916 incontrò a Udine il generale Cadorna, comandante supremo dell’Esercito italiano, cui propose di effettuare attacchi sulle retrovie austriache con stormi di 80 bom­bardieri Ca 450, dotati di motori prodotti dalla industria “Isotta Fraschini” di Saronno, motori che sarebbero stati utilizzati successivamente in quasi tutti i mezzi – aerei ed altro – costruiti dalle industrie del Gruppo. Il bombardiere Caproni ebbe un grande successo operativo: grazie ad esso furono realizzate numerose missioni sulle linee austriache, sulle linee di comunicazione e sui porti. Entrò in servizio anche nelle aviazioni alleate di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Insieme a pochi altri aerei, questo trimotore rappresentò una delle più importanti realizzazioni della storia dell’aeronautica: dopo il Ca 450 fu realizzato un aereo di dimensioni ancora maggiori, il triplano Ca 4 (apertura alare di circa 30 metri, potenza 1.200 cv., carico utile 3.300 kg, velocità 140 km/h, quota massima 5.500 metri). Se si considera che non erano passati neanche 13 anni dal primo volo dei fratelli Wright, si può valutare quale fosse il progresso rappresentato da questa rea­lizzazione.

L’ importanza dell’attività di Caproni per la città di Milano e quindi del Paese fu notevole. Il capoluogo lombardo divenne una delle città del mondo all’avanguardia tecnologica, la produzione Caproni si diffuse in molti Paesi, il suo nome pure: come è risultato dalla proiezione del brano di un film di animazione giapponese del 2013.

Achille Colombo Clerici, amico del figlio Giovanni, commenta: “Sarebbe opportuno che anche Milano cominciasse a ricordare questo suo straordinario cittadino”.

Foto:
il gen. Silvano Frigerio con la Consorte nel corso del festeggiamento, nel Giardino di Linate, per l’insediamento al Comando della Prima Regione Aerea salutati da Achille e Giovanna Colombo Clerici

 

 

Corpo Consolare di Milano e della Lombardia – Incontro Networking Cocktail in Sala Camerana di Assolombarda con il mondo della impresa – IEA informa

marzo 21, 2018

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Il Corpo Consolare, il più numeroso al mondo, in visita in via Pantano
DIPLOMAZIA ECONOMICA IN ASSOLOMBARDA A MILANO

Diplomazia economica in Assolombarda a Milano.  La rappresentanza delle 6.000 imprese (prime per export, 340.000 lavoratori) ha accolto il Corpo Consolare che rappresenta 123 Paesi nel capoluogo lombardo (il più alto numero al mondo avendo superato New York) per un Networking Cocktail, un cordiale, informale incontro che ha avuto per tema l’attrattività e la posizione internazionale della metropoli.

Alla presenza di un selezionatissimo numero di invitati – tra questi alcuni dei più noti nomi dell’imprenditoria italiana assieme ad esponenti di quella borghesia che ha fatto grande la città –  il presidente Carlo Bonomi e il vicepresidente Enrico Cereda hanno elencato le cifre e i dati che sanciscono la leadership di Milano: 12° posto nelle classifiche europee (in due anni ha scalato 9 posizioni), all’ avanguardia nello sviluppo tecnologico e nell’innovazione (più 14% di brevetti nel periodo 2014-2017), ospita più di 3.600 multinazionali delle quali 90 fatturano oltre un miliardo di euro; 12.600 stranieri nelle nostre università; il 76 per cento delle imprese è export oriented; il sistema culturale, il livello della qualità di vita gareggiano senza complessi con metropoli di ben maggiori dimensioni. Perché la vocazione di Milano, e legittimo è l’orgoglio di chi pronuncia queste parole, è di competere non solo in Europa ma nel mondo.

Questa la realtà oggi. Ma, comprensibilmente, chi intende investire – in una azienda come in una città – si preoccupa del futuro. Ebbene, assicurano in via Pantano, Milano, che oggi è tra le 75 città più importanti nel mondo, sarà tale anche nel 2025 mentre il prestigioso club verrà abbandonato da città quali Roma e Barcellona.

Ecco il principale motivo per cui in una città non capitale si concentra il maggior numero di rappresentanze consolari al mondo. Una diplomazia – ha confermato Walid Haidar, decano del Corpo Consolare – che continuerà a collaborare strettamente con questa città in continua crescita non solo economica, ma pure sociale e culturale, svolgendo fondamentali funzioni quali la diffusione del made in Milan, e quindi in Italy, e di trasmissione di culture diverse che qui trovano il loro magnifico crogiolo.

Foto:
Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia con Peter von Wesendonk, Console aggiunto di Germania a Milano

Achille Colombo Clerici con Cesare Castelbarco Albani

“La speranza e il timore” QN Il Giorno del 17 marzo 2028 di Achille Colombo Clerici

marzo 19, 2018

Spunti di riflessione per la futura politica: un po’ di storia non fa male.

Tutto il Novecento politico è stato attraversato dal dualismo tra cittadino e Stato, tra privato e pubblico, che è vecchio quanto lo è il mondo.
Chi non ricorda l’apologo di Traiano, che citava Plinio il giovane, convinto che l’interesse pubblico consistesse nel potenziamento e nell’arricchimento dello Stato. Traiano viceversa riteneva che l’interesse pubblico risiedesse nel benessere dei cittadini.

Un dualismo che Giacomo Leopardi aveva risolto con poche parole, come sanno fare i grandi poeti: “Il mio piccolo cervello – scriveva nella lettera a Fanny del 5 dicembre 1831 – non concepisce una massa felice composta da individui non felici”.

Anche ai nostri giorni si contrappongono, magari nei termini più aderenti alla realtà che abbiamo sotto agli occhi, il centralismo, lo statalismo dirigistico (che si chiede, di fronte ad un bisogno civile, che cosa lo Stato debba fare per dare risposta allo stesso) ed il liberismo (che cosa lo Stato possa e debba fare per aiutare il cittadino a sovvenire al bisogno; un principio questo che, nei tempi moderni, troverà la sua più eloquente affermazione con John Fitzgerald Kennedy).

Il primo sistema, governato dalla pura ragione politica porta alla conseguenza di una progressiva avocazione di risorse ed attività alla mano pubblica, o con la dilatazione del debito pubblico, come avveniva in passato anche in Italia, o con una fiscalità dominante, come avviene ora.

L’altro sistema, dominato dalla ragione economica, finisce per confinare in spazi residuali l’intervento in ambito solidaristico, laddove si tratti di operare nei confronti di fasce sociali che non hanno la minima capacità di dare risposte in termini economici.

Trovare l’equilibrio tra i due: un difficile esercizio cui è chiamato chi ha la responsabilità politica.

Si è sempre parlato dei tre principi etici che debbano presiedere ad una corretta azione politica.
Il principio di lealtà – che impone il rispetto degli obblighi assunti. La certezza e la chiarezza della azione politica ed il rispetto non solo delle regole, ma anche della logica che presidia la formazione delle regole.

Il principio dell’incremento e non della distruzione della ricchezza, delle risorse, delle attività, che contrasta sostanzialmente con la logica politica deteriore del tanto peggio, tanto meglio.

Il principio della speranza: il migliore rendimento si ottiene attraverso la speranza di un bene, non il timore di un male (la politica degli incentivi e non quella dei deterrenti).

Quella speranza che oggi sembra mancare, in una società che ha tutto, ma non ha la possibilità in molti casi di tirare a fine mese con serenità, tanto è carica di bisogni generati anche dalla necessità di stare al passo con la crescita economica.

“Un mare di Svizzera” Convegno organizzato al LAC di Lugano dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale – 14 marzo 2018 – IEA informa

marzo 15, 2018

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Il punto sulla realizzazione del Corridoio ferroviario 24
PATTO DI COLLABORAZIONE GENOVA-LUGANO

Le indicazioni emerse dal convegno “Un mare di Svizzera” organizzato al Lac Lugano Arte e Cultura dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e patrocinato dall’Ambasciata di Svizzera in Italia e dall’Ambasciata d’Italia in Svizzera, hanno fatto il punto nell’assetto dei trasporti ferroviari sull’asse Nord-Sud d’Europa e quindi per i porti di Genova e Savona. Gli aspetti principali:

  • I porti di Genova e Savona ospiteranno convogli ferroviari di 750 metri che garantiranno tariffe competitive con quelle dei porti del Nord Europa e favoriranno un riequilibrio fra Nord e Sud del Continente
  • Efficientamento ferroviario e sviluppo di opere portuali per un valore complessivo fra pubblico e privato superiore ai 2 miliardi, fra le chiavi della strategia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
  • Lancio ufficiale del collegamento ad alta velocità e alta capacità fra Lugano e Milano.

Traforo del Ceneri, nel dicembre 2020 e Terzo Valico nel 2021, mentre si accendono i riflettori sul progetto del treno Milano-Lugano (22 minuti). Firma di un atto di collaborazione economica fra Genova e Lugano.

E ciò in concomitanza con l’accelerazione in atto per il completamento dell’asse ferroviario-logistico fra Genova-Milano-Lugano-Zurigo-Strasburgo. Un progetto che Assoedilizia, fin dai primi passi di AlpTransit (25 anni fa portò il relativo dibattito in Italia) ha ritenuto apportatore di benefici effetti sul Pil e sull’occupazione delle aree attraversate; in primis del Nord Ovest italiano.

Paolo Signorini, presidente dell’Autorità, ha sottolineato che “esistono già oggi tutte le possibilità per recuperare competitività attraverso il costante efficientamento in atto dei servizi portuali e l’indispensabile recupero di concorrenzialità del trasporto su ferro che non possono prescindere, come emerso a più voci dal convegno, dall’entrata in funzione delle nuove infrastrutture sull’asse Mediterraneo-Reno.

Signorini ha individuato in due asset le chiavi del successo futuro di Genova e Savona.

Da un lato, gli investimenti in nuove infrastrutture portuali che consentiranno l’attracco delle grandi navi portacontainer e che, includendo anche lo spostamento e quindi la creazione della nuova diga, si concentreranno sul bacino di ponente del porto con investimenti complessivi che supereranno i due miliardi; dall’altro la svolta infrastrutturale ferroviaria e una governance efficiente delle nuove infrastrutture.

Il commissario europeo per il Corridoio Reno-Alpi, Pawel Wojciechowski, ha sottolineato come questo corridoio rappresenti una priorità assoluta per l’Europa.

In sostanza i fattori trainanti di questa rivoluzione, evidenziati nell’incontro sono:

1) accelerazione nei lavori di costruzione del Terzo Valico fra Genova e Milano, che renderà possibile uno spostamento massiccio da strada a rotaia anche del traffico merci in container. La nuova linea ferroviaria è confermata per l’entrata in esercizio nel 2021, in contemporanea con l’operatività dei nuovi terminal container di Genova e Savona che potranno generare un traffico di oltre 5 milioni di teu. I tempi di percorrenza dei treni passeggeri Genova-Milano potranno scendere a 45 minuti con un effetto di totale integrazione fra le due città;

2) completamento ed entrata in servizio nello stesso anno del Traforo del Monte Ceneri fra Lugano e il Gottardo che abbatterà i tempi di percorrenza fra Lugano e Zurigo a un’ora e 45 minuti;

3) approvazione definitiva e avvio dei lavori del tratto di collegamento ferroviario veloce fra Lugano e Milano, con abbattimento a 22 minuti dei tempi di percorrenza, e con completamento via Seregno dell’intero Corridoio Genova-Nord Europa. Costo dell’opera, 12 miliardi in project finance, con studio di fattibilità finale oggi all’esame della Bei.

La conferma di un deciso impegno, sia di Italia che di Svizzera sul completamento di questo asse è stata fornita a Lugano anche dall’annuncio congiunto dei sindaci Marco Borradori e Marco Bucci di un Patto di collaborazione fra Genova e Lugano e dalla scelta di Genova come sede, nell’aprile del 2019, del Forum bilaterale fra Italia e Svizzera che accenderà i riflettori su una percorrenza ferroviaria destinata a diventare realtà di poco più di un’ora fra Genova e Lugano.

Ha concluso i lavori il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha ribadito come “il sistema portuale ligure sia il più importante e quindi un asset fondamentale per l’intera Europa”. I porti liguri sono pedina fondamentale dello sviluppo dell’intero continente.

Foto di archivio:
Marco Borradori con Achille Colombo Clerici pres. IEA

Giovanni Toti con Achille Colombo Clerici

 

 

“Rigenerazione urbana per il rilancio dell’immobiliare” di Achille Colombo Clerici – Il Sole 24 Ore del 13 marzo 2018 – Assoedilizia

marzo 13, 2018

di Achille Colombo Clerici
Presidente di Assoedilizia

 

Nasce nell’aula 302 dell’Università Bocconi di Milano il progetto che mira a far ripartire il settore immobiliare italiano, l’unico della nostra economia che non si è ancora ripreso dopo la Grande Crisi del 2008, attraverso una diffusa operazione di rigenerazione urbana.

Prende le mosse dal neo costituito Osservatorio Smart City presentato da Giuseppe Franco Ferrari e da Edoardo Croci direttore dell’Iefe (Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente) dell’ Università̀ Bocconi.

Il progetto, cui pensa Assoedilizia, è nato dall’idea di collegare, sulla tematica del rinnovamento delle città, il mondo accademico della Bocconi, del Politecnico, delle Università Statale e Cattolica, ai mondi degli operatori tecnici e della finanza, della politica e dei pubblici amministratori, dei grandi proprietari e degli investitori diffusi.

Ha anche un suo primo “codice” che titola “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” (Mimesis Edizioni), curato da Giuseppe Franco Ferrari, che tratta dell’evoluzione della città e delle forme di riqualificazione. Vi hanno contribuito 43 studiosi ed esperti.

Le città occupano solo il 2% della superficie mondiale ma consumano i tre quarti delle risorse; allo stesso tempo le prime 25 città del pianeta producono metà della ricchezza dell’umanità. Le aree urbane europee consumano il 70% dell’energia dell’intera Europa, che genera il 75% delle emissioni di gas serra.  La soluzione di questi problemi richiede l’adozione di un “nuovo modello di città”, di comunità locale, di fruizione della città e dei suoi servizi, che sappia coniugare innovazione, efficienza, sostenibilità, inclusione e sviluppo.

Per far ripartire l’immobiliare va impostata un’imponente operazione, materiale e culturale insieme, che si può appunto definire processo di “rigenerazione urbana” e il cui principio è, in estrema sintesi, rendere più efficienti e vivibili le città, attraverso il rinnovamento tecnologico, il riuso o la sostituzione edilizia, l’efficientamento energetico, ma anche affrontando al tempo stesso, in modo razionale, il problema abitativo. Un’operazione nella quale il mondo condominiale, a causa della proprietà diffusa, gioca un ruolo fondamentale. Per questo occorrerà un pacchetto di norme speciali, con forti incentivazioni economico-fiscali.

Un processo che miri a coinvolgere, non coattivamente ma volontariamente, in questa operazione di enorme rilevanza (anche per affrontare in modo strategico e lungimirante il problema abitativo ), il risparmio diffuso, quello posseduto dalle famiglie italiane, che costituisce una enorme riserva di risorse finanziarie a disposizione: al secondo posto in Europa, dopo la Gran Bretagna.

 

 

 

“FOR RENT Politiche e progetti per la casa accessibile a Milano”, Libro Ediz. Mimesi di Francesca Cognetti de Martiis e di Anna Caterina Delera – Presentazione – Marzo 2018 IEA Informa

marzo 13, 2018

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CASA ACCESSIBILE, TEMA STRATEGICO  A MILANO E IN ITALIA

Ne parla il libro For Rent di Francesca Cognetti e Anna Delera

La questione della casa accessibile si pone a Milano e in Italia come un tema strategico a cui si legano una serie di componenti urbane complesse. Dalla questione dell’autonomia abitativa dei giovani a quella della mobilità geografica e lavorativa; dall’impoverimento del ceto medio all’emergenza abitativa per alcune categorie di fragilità e vulnerabilità sociale; dalle nuove dinamiche di ri-organizzazione in nuclei abitativi, ai modi di abitare delle popolazioni immigrate. La questione dell’affitto rimanda anche ai temi del riuso e alla necessità di progetti che forniscano risposta di casa senza consumare ulteriore suolo.

Ne parla il volume di Francesca Cognetti De Martiis e di Anna Caterina Delera “For Rent. Politiche e progetti per la casa accessibile a Milano”, ” Mimesi Edizioni, che contiene anche note da una intervista al presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. Dati raccolti ed elaborati dal gruppo di ricerca con il supporto del Laboratorio di Analisi Dati e Cartografia del Dipartimeento Datsu del Politecnico di Milano.

Ricostruendo criticamente il quadro degli interventi, delle politiche e degli attori per l’affitto a Milano, tra sperimentazioni progettuali, emersione di nuovi soggetti e ridefinizione di risposte tradizionali, il libro mira a rilanciare il dibattito su un tema che appare oggi marginale nell’agenda politica nazionale e spesso poco considerato anche all’interno delle stesse discipline che si occupano degli spazi della città. Attraverso alcune letture sulla città di Milano – i grandi proprietari di patrimoni in locazione, le esperienze e i progetti milanesi di social housing, le politiche pubbliche locali sul mercato privato, gli strumenti urbanistici per l’alloggio in locazione, le esperienze e le strategie informali di risposta all’emergenza abitativa – l’obiettivo è quello di ricostruire una visione complessa e multiprospettica del tema.

Francesca Cognetti, urbanista e Professore associato in Tecnica e pianificazione urbanistica presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. Conduce attività di ricerca e consulenza sui temi dell’abitare e dello sviluppo delle periferie, sull’università come attore nelle politiche urbane, sulle diverse forme di partecipazione sociale. Ha approfondito i suoi percorsi anche attraverso esperienze di ricerca-azione, con un’attenzione particolare agli strumenti di inclusione di soggetti deboli e alle pratiche informali di produzione della città.

Anna Delera, architetto e Professore associato di Tecnologia dell’ Architettura presso la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle costruzioni del Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani. Interessata ai temi del progetto residenziale e dei suoi aspetti innovativi e di sostenibilità ha diretto alcune ricerche commissionate da Regione Lombardia, Aler Milano e Federcasa Lombardia, presentando memorie in convegni nazionali e internazionali. Ha collaborato a ricerche CNR, MPI, MURST e PRIN e a ricerche per il Comune di Milano.

Foto
Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia

Salita al Pordenone, Banca Di Piacenza – Apertura dopo il restauro, Cerimonia – IEA informa Marzo 2018

marzo 12, 2018

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Riaperto il camminamento restaurato dalla Banca di Piacenza

“SALITA AL PORDENONE”  VALORIZZA UN GRANDE PITTORE DEL ‘500

“L’iniziativa nasce da un’idea di Ferdinando Arisi che per primo mi parlò del camminamento che lui utilizzava per portare gli studenti dell’istituto d’arte Gazzola a studiare la prospettiva degli affreschi pordenoniani nella basilica di Santa Maria di Campagna, la cui cupola è impreziosita dall’opera del grande artista cinquecentesco Giovanni Antonio de Sacchis conosciuto come il Pordenone.  Ora abbiamo recuperato il camminamento, così tutti potranno ammirare le opere da una suggestiva prospettiva” ha detto il presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani nel corso della conferenza stampa di presentazione della Salita al Pordenone   che si è tenuta in Sala Ricchetti, presso la sede centrale di via Mazzini.

Sforza Fogliani – dopo aver ringraziato Cristina Bonelli e Roberto Tagliaferri, coordinatori del comitato organizzatore – ha ricordato il retroterra culturale della Salita. “Piacenza è sempre stata crocevia di strade, quindi di pellegrini, mercanti, banchieri e Santa Maria di Campagna è stata crocevia di artisti. Non c’è centimetro della Basilica – ha rimarcato Sforza – che non sia affrescato o dipinto”.

Sforza Fogliani ha poi ricordato che “la Banca di Piacenza contribuisce all’economia del territorio piacentino con 40 milioni all’anno esclusi i finanziamenti” e che “la Salita al Pordenone non beneficia di contributi pubblici e non distoglie fondi della comunità da altri fini più congrui, specie in tempi di crisi”. Dopo aver ricordato che nella Sala del Duca di Santa Maria di Campagna, per tutta la durata della manifestazione, verranno esposti due Panini recuperati all’estero dalla Banca, ha concluso chiarendo che con il nuovo percorso sono necessari 28 minuti per salita e discesa.  “L’altro giorno sono andato con mons. Domenico Ponzini, che ha 88 anni e non ha avuto nessun problema”.

Il presidente del Consiglio di amministrazione Giuseppe Nenna ha evidenziato le caratteristiche dell’iniziativa (“ci sarà la possibilità di ammirare da vicino grandi opere”) che si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Da marzo e giugno, presentando il biglietto d’ingresso alla Salita, si potranno visitare gratuitamente, ha ricordato Nenna, le mostre allestite a Palazzo Galli dedicate al Genovesino e ai Nuovi Ghittoni.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri (il Comune è proprietario della Basilica) ha espresso “la gratitudine della città alla Banca di Piacenza per questo meraviglioso evento che offre la grande occasione di far conoscere i nostri tesori nascosti.”

Il vicedirettore generale dell’Istituto  Pietro Boselli ha spiegato le caratteristiche del Conto Pordenonino (che, solo per la durata della Salita, permette di assicurare opere d’arte e abbonarsi a riviste d’arte, a condizioni di favore) e ha presentato l’opuscolo Giochi in tasca, disponibile in tutte le filiali della Banca, un modo divertente per misurare le proprie conoscenze sul Pordenone attraverso cruciverba e rebus.

Boselli ha poi richiamato i tantissimi eventi collaterali all’evento Salita al Pordenone (al momento 54) citando i più significativi: due meditazioni religiose, un concerto a tre organi in Santa Maria di Campagna, la Messa in gloria di Puccini, la visita ai Palazzi storici, il concerto di Pasqua della Banca, la Notte dei musei il 19 maggio, la cena pordenoniana con concerto d’epoca, senza dimenticare le manifestazioni a Cremona, Cortemaggiore e Monticelli.

L’architetto Carlo Ponzini ha illustrato alla stampa come è nato il logo della Salita (una P con al centro Dio Padre): “Un marchio che racchiude il suggestivo messaggio del Pordenone e invita lo spettatore a coltivare la propria mente, ad approfondire i propri orizzonti culturali e a lasciarsi trasportare dalla storia del Pordenone e dalla sua indistinguibile tecnica”.

E del messaggio dell’artista friulano ha parlato padre Secondo Ballati, guardiano del Convento dei Frati Minori, che di Santa Maria di Campagna sono i custodi: “Dio Padre scende dal cielo e viene a salvarci. Spero che questo evento sia l’occasione per ammirare le opere d’arte ma che diventi anche un momento di riflessione e un’esperienza di fede. Gli affreschi un tempo erano la Bibbia dei poveri”.

Marco Stucchi, professionista nella valorizzazione dei beni culturali, ha illustrato le caratteristiche della sala multimediale che verrà allestita nel Coro della Basilica.

Hanno portato il loro saluto don Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale, Rita Nigrelli di Radio Sound (il settimanale della Diocesi e l’emittente piacentina sono media partner della manifestazione), l’assessore al Turismo del Comune di Cremona, Barbara Manfredini, il sindaco di Monticelli Gimmi Distante e il sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta. L’evento, infatti, si estende ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano. Nei rispettivi centri verranno organizzate iniziative legate al Pordenone e, da marzo a giugno, ogni sabato, la Banca di Piacenza predispone un servizio di bus navetta con visita guidata ai capolavori pordenoniani.

La Salita al Pordenone è stata inaugurata con la presenza di numerose autorità: il cardinale Giovanni Battista Re, il ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il professor Vittorio Sgarbi che ha firmato le introduzioni a tre pubblicazioni (una sul Pordenone, una sul Genovesino e una sul Ghittoni), edite a commento e ad illustrazione degli eventi di Santa Maria di Campagna e di Palazzo Galli. C’erano anche il prefetto Maurizio Falco, il sindaco Patrizia Barbieri, il presindente della Provincia Francesco Rolleri, il vescovo Gianni Ambrosio, il questore Pietro Ostuni, il direttore del Demanio Roberto Reggi e, naturalmente, il padrone di casa padre Secondo Ballati.

La mattinata è stata aperta dal suggestivo concerto del Coro Tyrtarion dell’Accademia Vivarium Novum; suggestione accresciuta dal fatto che il direttore del coro, nel rivolgersi alla platea per illustrare i vari brani interpretati, ha parlato sempre in latino.

Foto:
Corrado Sforza Fogliani con il pres. di IEA Achille Colombo Clerici