Archivio per aprile 2018

“Il nuovo Regolamento UE sulla protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679) – Ing. Susanna Bulferetti, Studio di ingegneria StC S.r.l

aprile 27, 2018

 

 

IL NUOVO REGOLAMENTO UE SULLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (REGOLAMENTO UE 2016/679)

 

  1. L’attualità della privacy

Attualizzare il significato di privacy non può prescindere dal considerare la fondamentale evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito, giungendo, di fatto, ad indicare, con l’allocuzione privacy, in senso lato, il diritto di controllo sui propri dati personali, tanto più necessario dal momento in cui la tecnologia e la globalizzazione hanno preso il sopravvento.

La cronaca ne è testimonianza e la notizia di pochi giorni fa “Facebook crolla in Borsa dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, società di consulenza che avrebbe utilizzato illecitamente i dati di milioni di utenti del social network”, riporta all’attenzione di tutti l’importanza di garantire il controllo dei dati, delle identità e delle informazioni che, una volta ottenute, possono diventare oggetto di un uso quanto meno inappropriato, soprattutto se non autorizzato. Questo è forse il più recente ed eclatante episodio che attesta quanto l’argomento della tutela del Dato personale sia importante e la portata, sotto i più diversi profili, della questione.

Si corre ai ripari, e grande interesse destano l’attuazione delle “norme relative alla protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché norme relative alla libera circolazione di tali dati”, quanto cioè previsto dal Regolamento UE 2016/679 “Regolamento o Gdpr”  che verrà applicato tra pochi giorni (25 maggio 2018) e che prevede, tra l’altro, severe sanzioni amministrative pecuniarie (art. 83) e penali laddove previste (art. 84) in caso di violazione del diritto privacy.

  1. Cenni sull’evoluzione normativa della privacy

Come noto, la gestione della privacy ha radici lontane ed è già stata affrontata in modo articolato nella prima direttiva europea in tema di tutela e protezione dati personali, la cosiddetta “Direttiva madre” (95/46/CE) nel lontano ottobre 1995, che con l’attuazione del Regolamento UE  2016/679 verrà abrogata. La “Direttiva madre” rappresenta una pietra miliare ed i suoi principi ispiratori restano validi, ma nel tempo sempre più forte è divenuta l’esigenza di assicurare omogeneità ed evitare la frammentazione della normativa nei diversi Stati membri dell’UE. Il “Regolamento o Gdpr” è entrato in vigore il 25 maggio 2016, ai sensi dell’art. 99. Il legislatore europeo ha scelto di concedere una finestra di due anni per l’applicazione di detto decreto, al fine di permettere ad ogni Stato membro di adeguare il proprio ordinamento giuridico al nuovo assetto imposto appunto dal Regolamento. L’art. 13 della Legge 163/2017 prevede che il nostro Governo adotti, in realtà entro 6 mesi a decorrere dal 25 ottobre 2017, uno o più decreti legislativi “al fine di adeguare il quadro normativo nazionale alle disposizioni del Regolamento”. Si assisterà pertanto a breve, all’abrogazione delle disposizioni del DLgs 30 giugno 2003 n. 196 (il “Codice privacy”) incompatibili con le disposizioni del Regolamento, oltre che alla modifica del “Codice privacy” in accordo con quanto previsto dal Regolamento e, aspetto rilevante, all’adeguamento del “Codice privacy” per quanto riguarda il sistema sanzionatorio penale e civile in accordo con il Regolamento. Ad ogni modo si rammenta che il Regolamento, per sua stessa natura, sarà immediatamente applicabile, senza necessità di recepimento.

  1. Le principali novità introdotte dal “Regolamento o Gdpr”

Richiamati brevemente alcuni aspetti di carattere generale, occorre quindi entrare nel merito del Regolamento per coglierne le vere innovazioni: maggiori responsabilità in capo al Titolare  e/o Responsabile che devono implementare idonee Misure di sicurezza (accountability) volte a garantire e provare il rispetto del Regolamento nel proprio agire, l’espressione di un consenso esplicito e consapevole da parte dell’Interessato, il riconoscimento di fondamentali diritti dell’Interessato e nuovi obblighi in capo al Titolare. Non più quindi un generico consenso, magari verbale, ma una vera e propria presa di coscienza – il Considerando 39 del Regolamento prevede tra l’altro l’uso di un linguaggio semplice e chiaro – circa le finalità del trattamento, i soggetti coinvolti, la durata per la gestione dei Dati che diviene strettamente necessaria per la finalità dichiarata. Tutto ciò garantito da un vero e proprio Sistema di sicurezza, in grado anche di facilitare l’attribuzione delle responsabilità tra i diversi attori, nel caso di violazione o non conformità nel trattamento dei Dati e delle sanzioni di carattere amministrativo pecuniario, decisamente inasprite e penali laddove previste.

  1. L’impianto del Regolamento / Riflessioni su alcuni importanti aspetti

Il Regolamento si applica solo al trattamento dei dati personali di persone fisiche (art. 1) e riguarda trattamenti interamente o parzialmente automatizzati o non automatizzati, se i dati sono custoditi in un archivio o destinati a figurarvi (art. 2). Non si applica (art. 2) ai trattamenti di dati personali effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico o effettuati da autorità di pubblica sicurezza. All’art. 3 viene trattato l’”Ambito di applicazione territoriale”, notevolmente ampliato, che prevede l’applicazione del Trattamento di Dati personali secondo il Regolamento, nelle seguenti fattispecie: se il Titolare o Responsabile è stabilito nella UE, se il trattamento ha ad oggetto Dati personali di interessati che si trovano nell’UE; se il Trattamento è effettuato da un Titolare stabilito in uno Stato extra UE  soggetto al diritto di uno Stato UE in virtù del diritto internazionale pubblico. All’art. 4 sono introdotte nuove definizioni, tra le quali trovano declinazione le definizioni di alcune fattispecie di dati personali: dati genetici, dati biometrici, dati relativi alla salute, unitamente ad alcune nuove definizioni: profilazione (art. 4 par. 4) cioè “qualsiasi forma di trattamento automatizzato di Dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, …l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica”, che in linea generale è vietata a meno che non vi siano circostanze specifiche, tra le quali il chiaro consenso informato dell’interessato, pseudonimizzazione (art. 4 par. 5) che consiste nel “trattamento dei dati personali in modo tale che i dati non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive…”, consenso dell’interessato (art. 4 par. 11) “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento”. Sempre all’art. 4 vengono modificate alcune definizioni, tra cui quella di Dato personale, trattamento, Titolare del trattamento, Responsabile del trattamento e Terzo. All’art. 5 vengono introdotti i Principi applicabili al trattamento di dati personali: liceità, correttezza, trasparenza. Vengono inoltre chiariti alcuni aspetti fondamentali circa i dati raccolti: devono essere raccolti per finalità determinate, esplicite e legittime, adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per le finalità per le quali sono trattati, esatti e se necessario aggiornati, conservati in modo che sia permessa l’identificazione degli interessati per un tempo non superiore al conseguimento delle finalità per cui sono trattati, trattati in modo che sia garantita una adeguata sicurezza dei dati personali.

L’art. 6 chiarisce la Liceità del trattamento, che passa necessariamente per le condizioni espresse nel Regolamento, tra cui il consenso dell’interessato, l’esecuzione di un contratto, l’adempimento di un obbligo legale, l’esecuzione di un compito di interesse pubblico, il perseguimento di un interesse legittimo (quest’ultimo non applicabile per le Pubbliche Amministrazioni). Ciò comporta che per ogni Trattamento sia specificata la base giuridica che lo giustifica e spetta al Titolare, per il principio di accountability, dimostrare di aver adempiuto alla raccolta del consenso. L’art. 7 introduce il Diritto di revocare il consenso da parte dell’interessato e l’Art. 8, Art. 9 e Art. 10 approfondiscono alcuni aspetti relativi rispettivamente al Consenso dei minori, il Trattamento di categorie particolari di dati personali (sensibili) che presuppone il Consenso esplicito dell’interessato e di quelli relativi a Condanne penali e reati.  Il Capo III tratta i Diritti dell’Interessato e si articola in diverse sezioni, tra cui: Trasparenza e modalità (Art. 12), Informazione ed accesso ai dati personali (Art. 13 – Art. 15), Rettifica e cancellazione (Art. 16 – Art. 20) Diritto di opposizione (Art. 21 e Art. 22). Quanto previsto nelle succitate Sezioni si traduce concretamente nell’obbligo per i Titolari di informare gli Interessati in modo chiaro, conciso e trasparente circa il Trattamento che intendono effettuare (Art. 12 – Art. 14) oltre che nel fornire esplicite ed ulteriori informazioni circa il Diritto dell’interessato ad opporsi al Trattamento dei Dati personali che lo riguardano (Art. 13). L’innovativo approccio del Regolamento si basa senz’altro sul nuovo concetto di Consenso quale risultato di un comportamento attivo da parte dell’Interessato, che ha chiaramente manifestato l’intenzione di far trattare i suoi Dati personali. La possibilità inoltre di esercitare i Diritti previsti nel Regolamento (Art. 15 – Art. 22) da parte dell’Interessato è senz’altro in sintonia con questo fattivo e nuovo approccio. Il Regolamento al Capo IV “Titolare del trattamento e responsabile del trattamento” introduce dei nuovi obblighi in capo a queste fondamentali figure. In particolare (Art. 24) “il Titolare del trattamento deve mettere in atto misure tecniche ed organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento è effettuato conformemente al presente Regolamento. Dette misure sono riesaminate ed aggiornate qualora necessario.” Per dimostrare il rispetto degli obblighi in capo al Titolare, possono essere utilizzate l’adesione ai Codici di condotta (Art. 40) o ad un Meccanismo di certificazione (Art. 42).  All’Art. 28 è contemplata la possibilità di individuare un Responsabile del trattamento, qualora il trattamento debba essere effettuato per conto del Titolare. E’ obbligo per il titolare di avvalersi di soggetti che garantiscono il rispetto del Regolamento. Attraverso un “contratto o altro atto giuridico” a norma del diritto UE, viene sancito il vincolo tra il Responsabile del trattamento ed il Titolare del trattamento, nel merito: l’oggetto del trattamento, la durata del trattamento, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali e le categorie di interessati, gli obblighi e i diritti del Titolare del trattamento.  Importante novità introdotta nel Regolamento è la tenuta del Registro delle attività di trattamento (Art. 30), a cura del Titolare o, se applicabile, del suo Rappresentante, nel quale vengono riportati, a titolo esemplificativo, i riferimenti ed i contatti del Titolare, l’indicazione dei Dati trattati, le Finalità del trattamento, gli interessati, le categorie di destinatari a cui i Dati sono stati o saranno comunicati, e ove possibile una descrizione generale delle misure di Sicurezza dei dati personali, tecniche ed organizzative di cui all’Art. 32 par.1. Anche il Responsabile è tenuto alla redazione del Registro. Il Regolamento (Art. 30 par. 5) esenta i Titolari che hanno meno di 250 dipendenti dal tenere il registro, salvo il caso in cui trattino Dati sensibili o siano presenti elevati rischi per gli Interessati. In questo modo non è più obbligatoria la notifica all’Anc (Autorità di controllo), ma è necessario esibire tale registro all’Anc (Autorità prevista nel Capo VI, Art. 51 – Art. 59), su richiesta. All’Anc dovrà essere invece comunicata entro 72 ore la Violazione dei dati personali (Data breach) (Art. 33), in applicazione della procedura di gestione di tale violazione, di cui deve rimanere traccia anche nell’organizzazione del Titolare. Si ricorda l’opportunità di adeguare le polizze assicurative in relazione a tale rischio! Tale accadimento dovrà essere comunicato tempestivamente anche all’Interessato (Art. 34), unitamente alle informazioni circa le misure di sicurezza implementate per porvi rimedio o attenuarne gli impatti. Un processo importante, previsto all’Art. 35, da porre in atto prima di un Trattamento potenzialmente lesivo per i diritti e le libertà delle persone fisiche, è la Valutazione di impatto privacy (Vip) sulla protezione dei dati personali. Nella fattispecie è lo strumento atto a valutare i potenziali rischi di uno o più Trattamenti, a dimostrazione della conformità dell’operato del Titolare alle norme del Regolamento. E’ previsto che l’Autorità di controllo stenda un elenco delle tipologie di trattamento soggette o meno a tale procedura. La Sezione IV (Art. 37 – Art. 39) è interamente dedicata all’introduzione di una nuova figura: il Responsabile della protezione dei dati “Data Protection Officer (DPO)”. La sua designazione è obbligatoria se “il trattamento è effettuato da una autorità pubblica o da un organismo pubblico, eccettuate le autorità giurisdizionali”, “le attività principali del Titolare del trattamento o del responsabile consistono in trattamenti che, per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala”, oppure “le attività principali del Titolare del trattamento o del Responsabile consistono nel trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all’Art. 9 o di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all’Art. 10”. Il DPO è designato in funzione delle qualità professionali, della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati. E’ figura apicale e può essere anche un consulente esterno, che svolge i suoi compiti in base ad un contratto di servizi. All’Art. 39 sono elencati i compiti attribuiti al DPO. Il Capo V disciplina i “Trasferimenti di dati personali verso paesi terzi o organizzazioni internazionali” (Art. 44 – Art. 50). Il Capo VI (Art. 51 – Art. 59) è incentrato sulle “Autorità di controllo indipendenti”, di cui già brevemente accennato. Il Capo VII è dedicato alla “Cooperazione e coerenza” (Art. 60 – Art. 76). A seguire, nel Capo VIII (Art. 77 – Art. 84) sono affrontati i temi dei “Mezzi di ricorso, responsabilità e sanzioni”. E’ in questo Capo che si trovano il “Diritto al risarcimento dei danni” (Art. 82) secondo cui il Titolare ed il Responsabile (in alcune fattispecie di comportamento) sono tenuti a risarcire all’interessato i danni (siano essi materiali o immateriali) subiti in ragione di un trattamento illecito, qualora Titolare e Responsabile non siano in grado di dimostrare che l’evento dannoso non è loro imputabile in alcun modo. All’Art. 83 vengono illustrate le “Condizioni generali per infliggere sanzioni amministrative pecuniarie”, che continuano ad essere “effettive, proporzionate e dissuasive”, in ragione anche degli elementi riportati al par. 2. Ai par. 4 e par. 5 sono riportati i massimali delle sanzioni amministrative pecuniarie inflitte, che possono arrivare a 20 milioni di € per le persone fisiche e al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente dell’impresa, per i casi di violazioni e non conformità. L’Autorità competente ad infliggere le sanzioni è l’Anc, che decide se e quanto sanzionare rispettivamente Titolare e Responsabile del trattamento. All’Art. 84 vengono introdotte le “Sanzioni” (chiaramente non amministrative). In questo caso viene lasciata discrezionalità a ciascun Paese, all’interno del proprio ordinamento giuridico nazionale, in merito all’introduzione di norme penali. Dette disposizioni è previsto che siano notificate alla Commissione entro il 25 maggio 2018. In questo ambito potrà venir meno il principio di omogeneità e non frammentazione della normativa, che invece ha ispirato l’intero Regolamento.

  1. Alcune considerazioni finali

L’approccio al tema, peraltro come si ricordava in apertura, di grande interesse, trova nel Regolamento un utile guida, in attesa di sapere, tra l’altro, le modifiche che il Codice privacy subirà.

Grande interesse nasce senz’altro dalla volontà ed esigenza che ciascuno di noi nutre di garanzia del rispetto della propria libertà e di difesa del proprio patrimonio identitario, in un mondo sempre più affannato e confuso, fatto di notizie, ultimamente spesso fake news, proposte falsate, dove dietro alla nostra libertà di scelta spesso si celano lacune di conoscenza per una scelta che si riveli davvero consapevole.

Principi sacrosanti, condivisibili e assolutamente nobili ispirano il Regolamento, ma spesso ci si chiede se la sua attuazione sarà per adempiere a norme peraltro severe, o se davvero più nobile e cioè il rispetto dei diritti e la salvaguardia della libertà delle persone. Per avere contezza di ciò dovremo attendere e vedere l’evoluzione della privacy; solo così sapremo se siamo andati nella giusta direzione, tutti uniti, cogliendo appieno lo spirito che ha ispirato questo Regolamento.

Per ora siamo chiamati ad impegnarci perché si tratta di una materia in continua evoluzione e che presuppone un processo aziendale che, nello spirito del Regolamento, deve essere oggetto di costante aggiornamento e revisione, nella consapevolezza per le aziende, che è necessaria la diffusione della cultura del Dato, una assidua e seria formazione degli incaricati che a vario titolo sono coinvolti nella gestione dei Dati, ciascuno in relazione ai trattamenti che effettua, e la necessità di innestare un vero e proprio circolo virtuoso in grado di accogliere le importanti istanze e prassi introdotte dal Regolamento e dalla normativa in evoluzione, traducendole in azioni concrete.

Non può esistere un “pacchetto privacy” valido per tutti, ma il percorso che ciascuno dovrà affrontare sarà “cucito” sulla propria realtà aziendale, e come già ricordato, potrà subire modifiche, aggiornamenti, implementazioni ogni qualvolta anche la realtà aziendale stessa subirà delle evoluzioni. In attesa degli inevitabili sviluppi che si delineeranno nei prossimi giorni, non ci resta che augurare e augurarci buon lavoro!

 

Dott. Ing. Susanna Bulferetti, Ph.D. – Studio di ingegneria “stC S.r.l. Bergamo”

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Turismo in Italia: andamento stagionale e Ponte del Primo Maggio 2018 – Bilanci e Previsioni – Europasia informa

aprile 27, 2018

 

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Turismo, consuntivi e previsioni positivi fanno sperare in una estate da record
IL SOLE SPLENDE SUI PONTI – E SUI BILANCI – DI PRIMAVERA

Turismo. Splende il sole sui ponti di primavera e quindi sui bilanci di chi lavora nel settore. Il consuntivo di Pasqua e la previsione dei giorni dal 25 aprile al I° maggio sono positivi, consolidando un trend in corso da tre anni e facendo prevedere un’estate con il segno più: per viaggi, presenze, spese pro capite e giro d’affari. Concorrono decisamente gli stranieri che sempre, anche negli anni di crisi del turismo interno, hanno sostenuto l’economia del settore.

Le previsioni più attendibili parlano di un movimento di circa 15 milioni di persone; di una spesa media pro capite, comprensiva di tutte le voci (trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) di circa 350 euro; di una durata della vacanza di oltre 3 notti; di un giro d’affari complessivo di 5,3 miliardi di euro.

Le mete. Sempre al primo posto il mare (38%); seguono le località d’arte (25%) che ospiteranno complessivamente, secondo stime, 4,3 milioni di presenze.  Presenze non solo nelle città mete classiche di italiani e stranieri – Roma, Venezia e Firenze, ma anche Napoli, Bologna, Torino, Matera, Mantova, Milano e Palermo – perché borghi e città “minori” sono in rapido sviluppo turistico-culturale anche a primavera. Molto gettonato è il turismo verde tra campagne, parchi e oasi naturali. Una curiosità: Venezia ha stabilito, per i giorni di maggiore affluenza, itinerari differenziati per turisti e residenti.

I turisti dei “ponti” alloggeranno principalmente in case di parenti e amici (32%), quindi in albergo (23,5), in case di proprietà (14,5) e in alloggi affittati con formule diverse.

Da consuntivi e previsioni del periodo Festa della Liberazione-Festa del Lavoro sono stati volutamente omessi i riferimenti al 2017 in quanto lo scorso anno la Pasqua “alta” ha concentrato l’attività del settore.

Gli stranieri. Le previsioni per tutta la stagione primaverile sono positive.  Evidenziano un aumento delle vendite del prodotto Italia per l’82.9% degli operatori europei. Per i tour operator extra europei, il 76.1% prevede un aumento delle vendite.

Il turismo è uno dei salvagenti per l’Italia, sia per quanto riguarda l’emergenza lavoro, sia per quanto riguarda il contributo alla ripresa. In dieci anni ha incrementato le occasioni di occupazione del 19,8%: 261 mila posti in più. Nello stesso periodo gli stranieri hanno speso in Italia 361,5 miliardi di euro. Alla fine il saldo (a fronte della spesa degli italiani all’estero) è stato positivo per 128 miliardi. Per fare un raffronto: l’abbigliamento ha generato 95 miliardi di euro di saldo attivo, l’alimentare ha avuto un saldo negativo per 81 miliardi.

Foto: Premio Excellent per il Turismo Anno 2018 XXIII edizione all’ Hotel  Principe di Savoia a Milano: da dx Gabriele Albertini, Claudia Buccellati, il presidente di Europasia Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Giovanni Legnini vincitore Premio Excellent 2018

 

Economia e Bellezza – Nuova Rubrica di Achille Colombo Clerici sulla Rivista del turismo “Master Meeting” – Europasia informa

aprile 26, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Nuova rubrica di Achille Colombo Clerici sulla Rivista del turismo “Master Meeting”

INVITO A UN DIALOGO SUL TURISMO
Ambiente, arte, territorio,  città, infrastrutture di servizio, strutture turistiche e alberghiere

Con “Invito a un dialogo sul turismo” Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, di Istituto Europa Asia e di Instat- Istituto Nazionale di studio per la tutela dell’ambiente e del territorio, inaugura sulla rivista Master Meeting-Il meglio del turismo Business&Leisure edita da Communication Agency, cui fa capo l’annuale “Premio Excellent” per il Turismo, giunto ormai alla 23^ edizione. E’  una nuova rubrica   che ha lo scopo di avviare un colloquio con i lettori sul tema Economia e Bellezza: non solo natura, arte e filosofia, ma anche imprenditoria e turismo.

Il contenuto della rubrica, il cui testo sarà redatto da Davide Deponti, è formato dai temi, dai fatti, dai luoghi, dalle situazioni segnalati dai lettori e commentati attraverso le riflessioni di illustri figure del mondo della cultura,  dell’arte, dell’economia, della pubblica amministrazione, della politica, di volta in volta interpellati.

Achille Colombo Clerici così ne spiega il carattere:

“Oggi si impone un nuovo approccio culturale sui temi dell’ambiente, del territorio, dell’ urbanistica e sui temi agli stessi connessi.

Quali: Economia – Sociologia – Ecologia – Arte e Storia, Infrastrutture di servizi legate alla mobilità ed alla logistica.

Tematiche tutte che ricorrono quando si deve affrontare il problema del turismo.

Un new deal culturale che si ponga nell’ottica non di un Paese arretrato che cerchi di sopravvivere, ma di un Paese moderno che cerchi di competere.

In tutti questi anni la visione urbanistica e ambientale è stata condizionata da preconcetti (o pregiudizi) che hanno impedito alla politica di conciliare tradizione e progresso, valori territoriali, cioè bellezza ed economia.

In fondo, a ben guardare, molti dei problemi dell’odierna urbanistica dipendono dall’ assenza di una vera politica del territorio, generata da questa incapacità.

Di conseguenza il nostro è sempre stato il Paese degli eccessi, delle opposte misure: mai una via di equilibrio.

Dall’ eccesso di tutela e di rigore normativo all’eccesso di permissivimo. Dal profluvio di regole (che proliferano nella latitanza della cultura) al lassismo e alla dismissione-abdicazione dai valori.

Vogliamo qualche esempio?

Per non dire della storica prevenzione nei confronti della locazione abitativa privata, che ha prodotto i ben noti danni, ricordiamo che in nome del mantenimento della tradizione abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell’edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza, contro ogni logica di interesse sociale ed economico? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo.

Mentre il bisogno economico spinge lo Stato a pensare di dismettere financo i beni demaniali primari sedi naturali delle bellezze italiche.

Voglio ricordare le bellissime pagine dettate da Romano Guardini nelle sue ” Lettere dal lago di Como”. Briefe vom Comer See tradotte in italiano e pubblicate per i tipi della Morcelliana nel 1959.

Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco, di origine italiana ( occupava la cattedra di filosofia di Heidelberg, nell’Universita’ dove aveva insegnato Immanuel Kant ) nelle sue lettere, osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del comasco ( ‘vedevo un campanile… e accanto una ciminiera’) , e ricordando quello tedesco, occupato da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico.

E vede tutto il contrasto tra il progresso e il paesaggio, tra la tecnica e l’ambiente.

La sua risposta non è sulla linea dello storico dell’arte statunitense Bernard Berenson il quale paradossalmente diceva: ‘l’Italia sarà bella sinché sarà povera’. In fondo auspicando il permanere di una condizione di arretratezza economica, ma, alla fine, anche culturale. Poiché si trattava di un vero e proprio appello a remare contro il progresso.

Guardini non è di questo avviso. La sua idea, espressa nella nona lettera, è quella che l’uomo si debba adoperare per “umanizzare la tecnica” rifiutando i compromessi che portino a snaturare la terra, per ottenerne uno strumento viceversa per “umanizzare la terra”.

In questo passaggio la bellezza si trasforma e si perpetua.

E’ questo il compito della nostra politica, ma ancor prima, della nostra cultura. E il nostro compito è quello di muovere in campo culturale per propiziare questo passaggio.”

 

QN Il Giorno ediz. del 21 Aprile 2018 – Bandire il gas dalle case di Achille Colombo Clerici

aprile 23, 2018

Poche settimane fa a Rescaldina (Milano) l’esplosione in un’abitazione dovuta a fuga di gas. Bilancio: 9 feriti, gravi due bambini e il capofamiglia morto.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità dell’uso domestico del gas, il metano in particolare.

Secondo l’annuario statistico dei Vigili del Fuoco, in Italia si è registrato nel 2016 (ultimi dati disponibili) il numero record di 26.458 interventi per fughe di gas con o senza esplosioni in costante, sensibile aumento dal 2011 (18274 interventi). Morti, feriti, danni difficilmente calcolabili. E’ quasi un bollettino di guerra.

Possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile? C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità dell’uso di questa materia altamente deflagrante, che il “pubblico fornisce ai cittadini lasciando a loro il compito di gestirla. I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore, che li effettua sotto la sua responsabilità; a valle (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’Asl, ma sono rari e di difficile effettuazione.
Le carenze normative sono evidenti: non viene disposta l’installazione obbligatoria di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto, azionando nel contempo l’apertura di una finestra per aerare l’ambiente.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” per evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio del gas (per tentativi di suicidio, o per minacciare e compiere ritorsioni).

Occorrerebbe un meccanismo di blocco a livello condominiale. Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso: agevolazioni simili a quelle per il contenimento energetico per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità; obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici; tariffe elettriche agevolate.

Ovviamente il costo delle installazioni di sicurezza va posto a carico non del proprietario di casa, ma dell’azienda erogatrice.

Rubrica: Casa, Città e Società

 

 

 

 

Recensione del libro “La prossima città” a cura della Rivista de derecho urbanistico y medio ambiente . Direttore Don Francisco José Alegria Martinez de Pinillos

aprile 18, 2018

GIUSEPPE FRANCO FERRARI (a cura): La prossimá cittá, Editorial Mimesis. Milán 2017, 827 pp.

Para valorar el alcance de esta interesante y densa obra, dirigida por el Profesor G. FRANCO

FERRARI y que consta de treinta y seis estudios, debida a otros tantos colaboradores se hace necesario en primer lugar intentar describir la estructura general de la obra y destacar sumariamente aquellos aspectos que puedan tener una mayor relevancia para el público lector español y al mismo tiempo incitarle a profundizar en su temática ya que entre otros muchos méritos en las distintas colaboraciones se destaca remisiones a una abundante y actualizada bibliografía de matriz anglosajona y por supuesto italiana. Finalmente, se hará una valoración general de la obra y de su acertada dirección.

El primer bloque de materias tiene por objeto el análisis de la Regeneración Urbana en Europa y en particular en Italia. A juicio de S. LO NARDO con independencia de razones de ecosotenibilidad las principales experiencias de regeneración urbana en Europa han obedecido a evitar una pérdida de imagen respecto a las innovaciones urbanas que se han registrado en EE.UU., Canadá, Australia y de otras tantas ciudades del sudeste asiático. Por lo que respecta a Italia merece destacarse los esfuerzos realizados para la revitalización de los centros históricos de las ciudades desde un punto de vista cultural y arquitectónico, cuyo modelo ha inspirado a la rehabilitación del patrimonio arquitectónico de otros países europeos. Sin embargo, en la actualidad se hace preciso un nuevo modelo de actuación para la regeneración urbana basado en la colaboración público-privada y en criterios fundamentalmente ecológicos. Desde hace ya algunos años se han promovido estrategias basadas en la necesidad de una Ley especial a nivel estatal parala regeneración de las principales ciudades bajo el principio de la calidad urbanística, arquitectónica y ambiental, texto legal que esta en espera de aprobarse desde hace años y que se basa en una cooperación público-privado y en una coordinación entre las Administraciones públicas G. MARONI se plantea la problemática de la Ciudad compacta y su evolución en Europa, especialmente desde el ángulo de la dimensión metropolitana de la ciudad compacta y sus vías de solución sobre la base de Proyectos Urbanos y sobre el Paisaje Urbano, ilustrando este movimiento en determinadas ciudades europeas, subrayando que para estos objetivos la idea del plan general en sentido tradicional ha sido progresivamente abandonado en favor de los Proyectos Urbanos específicos y acotados superficialmente. Las cuestiones de base energética son básicas para la regeneración urbana, sobre la base, según M. GIULIANI, la formación de nuevos estándares urbanísticos para la regeneración urbana, Asimismo se hace preciso una recualificación energética desde el punto d vista económico, y del mercado local de la energía.

El Tema de las Redes energéticas para regeneración urbana se considera clave para articular las infraestructuras del futuro; así A. POZZOLI alude a las nuevas tecnologías digitales para afrontar la mejor utilización de estas redes y alude a las posibilidades que ofrece el nuevo concepto de «Internet of Things» (IoT) y por su parte E. COSERTTI lleva a cabo una profunda descripción de las posibilidades y nuevas posibilidades y escenarios en el orden comunitario de las llamadas «smart grids» referidas a la transferencia de energía eléctrica y el sistema de información en sus modernas aplicaciones. Este bloque se cierra con un estudio de S. BOLOGNINI que cuestiona alguno de las excelencias atribuidas al sistema de las «Smarts City», como expresión del moderno capitalismo y su pretensión de una nueva «gobernanza», inclinándose el autor hacia una preferencia por el «Human Smart city» y la innovación en el sistema de a la gobernanza.

El tercer bloque de materias a desarrollar se refiere al tema general de la Energía en la Ciudad, La mayoría de los trabajos incluidos en este capitulo hacen referencia a las fuentes de energías renovables (G. GATTI, F. FERRARI, V. LUBELLO); sus relaciones con la Domótica (V. CHIESA y AA.VV.) y la Iluminación Urbana (N. GOZZO y M. SUSS). La vinculación de la energía en la ciudad con energía solar desde la óptica de las «Smart Cities» en la perspectiva europea y en el derecho comparado es objeto de estudio de M. MAZZA con especial referencia al Proyecto de la India de crear la «Ciudad solar». La cuestión de los residuos se aborda por (A. MASSARUTTO) y el del agua «Smart Water» por R. LOUVIN.

En este mismo marco de referencia la cuestión de la movilidad urbana es objeto de especial atención desde el punto de vista de los escenarios urbanos posibles (O. BACCELLI y AA.VV.) y en especial d las aportaciones que la logística puede aportar a su regulación (V. LUBELO), la logística urbana «Smart» (E. CROCI y D. GRASSO) y finalmente se aporta un interesante enfoque relacionado con los procesos de corrección de la movilidad urbana: «Glitch Urbano» y «responsive cities», basados todos ellos en los progresos de la tecnología y su ampliación al ámbito urbano (S. ANDREANI y AA.VV.), al punto que de considerar el concepto de «Smart city» como un paradigma de la ciudad del futuro sobre la base de utilización de las nuevas tecnologías En la parte tercera de la obra que comentamos, bajo la rubrica «L’Economía del Welfare», R. VOLANTE plantea el interesantísimo problema de la concepción del suelo como «Beni comunui», no en la concepción tradicional del suelo como bien de dominio público en sentido clásico en el marco del Derecho Administrativo, sino en contraste con la concepción norteamericana («Tragedy of the Commons», de Garret HARDINGS) de los «Commons». Analiza las distintas concepciones que en la literatura italiana se han manejado sobre esta nueva concepción (L. FERRAJOLI, U. MATTEI, RODOTA, etc.) Precisamente este debate y los diferentes perfiles de esta concepción ha llevado a la concepción del espacio urbano como bien común desde la perspectiva del «consumo del suelo», a modo de un recurso natural que proclama la necesidad de imponer un límite al uso del suelo para garantizar un límite de extensión de la ciudad para preservar los espacios extraurbanos. Paralelamente, desde la perspectiva economicista G. TAMBURINI suscita la necesidad de valorar y reflexionar sobre la función socio del mercado inmobiliario y la necesidad de importar la figura de los llamados «fondi immobiliari» para el fomento de la vivienda y el alquiler de la vivienda social. En paralelo con esta problemática A. COLOMBO CLERICI se platea la reflexión sobre si la vivienda debe conceptuarse jurídicamente como un bien o por el contario un servicio desde un enfoque de la llamada política de»Social housing».

Desde el punto de vista de la «Smart City» se suscitan tres ámbitos novedosos que están destinados a medio plazo a tener una amplia resonancia y objeto de debate publico como son las infraestructuras La parte Quinta y última en la gestión d los servicios públicos locales (S. VERNIER y AA.VV.) mediante nuevas formas jurídicas «sociedades multiutilites»; digitalización del trabajo y apelación a al figura del «coworking» compartiendo espacios para productores autónomos y (G. DE NARDO); y la visión futura sobre la base de las infraestructura de la conciliación en el seno de la ciudad futura entre la vida laboral y la vida ciudadana (S. DONA).

Este capitulo se cierra con un articulo de A. ANTONIAZZI que traza un interesante panorama sobre los programas a nivel supranacional, nacional y local sobre el fenómeno de «Smart city».

La parte cuarta esta destinada a las aportaciones sobre los llamados «servizi ecosistemici». En el ensayo de E. CROCI y B. LUCCHITA se lleva a cabo un extenso análisis de la relevancia de los llamados servizi «ecosistemici» naturales y en el ámbito urbano, distinguiendo cuatro categorías: aprovisionamiento (agua, combustible, materias primas) de regulación (clima, calidad del aire, mitigación de los riesgos naturales etc.), servicios culturales y servicios de soporte (hábitat, conservación de la especie y biodiversidad genética). Todos estos servicios son básicos para la tutela de los ecosistemas y en tanto tales deben ser objeto de valoración (al efectos se incorporan en el texto abundantes cuadros sinópticos y gráficos) y objeto d protección por parte de la planificación urbanística Desde esta perspectiva ambiental se reformulan los temas clásicos que no han sido resueltos por el urbanismo convencional: la dimensión metropolitana (A. TARZIA); el viejo dualismo entre la ciudad y el campo y su nueva dimensión en la sociedad contemporánea (N. LUCIFERA) y en orden al mismo tema desde la perspectiva del derecho a la participación (F. BIANCONI y AA.VV.); finalizando el capitulo con un estudio del llamado paisaje sonoro (paesaggio sonoro) y la contribución de la «Smart city» a mitigación y mejora en el seno de la ciudad, con especial detenimiento en los instrumentos para combatir por medios tecnológicos la contaminación acústica.

La parte quinta y última del libro está destinada a estudiar la Gobernanza Urbana y Territorial. Tres estudios se dedican a cuestiones eminentemente técnicas, como la evaluación cuantitativa de las «Smart cities» (E. CROCI y F. COLELLI»; la relevancia del «Big Urban Data» en la ciudad al servicio ciudadanos (G. PEDRAZZI) y ejercicio y perspectivas de la llamada «resilenza urbana» y sus estrategias para hacer frente a los riesgos (protección civil, prevención riesgos urbanos. Como experiencia práctica (M. BELLO y AA.VV.) analizan un «Smart city Green field» en Brasil y la primera experiencia de una plaza «Smart» en Italia; la plaza Risorgimento en Turín. Este bloque se cierra con un profundo estudio de S. CIANCHI sobre la participación ciudadana y sus implicaciones para la democracia y sus disfunciones ante el fenómeno del populismo político y sus círculos viciosos que imprimen en el gobierno de la ciudad.

Para que el lector español pueda calibrar la densidad de esta monografía que hemos intentado extractar lo máximo posible, hemos dejado en último lugar la aportación del autor GIUSEPPE FRANCO FERRARI, Profesor Ordinario de Derecho Constitucional en la Universidad Bocconi de Milán y director de «Diritto Publico Comparato y Europeo» que desarrolla un valioso estudio introductorio sobre «la Idea del Smart City» (pp. 9 a 51). Con una gran capacidad de síntesis pondera y se pronuncia sobre todos los temas abordados en el texto del libro por sus colaboradores, situando los multiplex temas en su propio contexto valorativo jurídico y sociológico; en especial, desde la perspectiva estrictamente jurídica, su posición sobre el «Smart city» y la consideración del suelo como un «bien común» y la problemática de la gobernanza ante este nuevo modelo de ciudad. Finalmente, formula un panorama de las experiencias de las ciudades italianas en cuanto a la implantación de las «smarts cities» y su progresiva implantación a pesar de que la principal ciudad que se ha acogido a este modelo es la ciudad de Milán que todavía figura en las listas internacionales solo ocupa un lugar modesto (n.o 44).

En cualquier caso, la conclusión que se deriva del análisis del Prof. FRANCO FERRARI y de su ingente obra que ha dirigido es la que el modelo de «Smart City» es imparable; que ha venido para quedarse definitivamente en la medida —al margen de otras consideraciones— en que beneficia y es útil a los ciudadanos para el desarrollo de sus proyectos vitales y laborales. Se vislumbra que en un futuro inmediato las nuevas tecnologías y la logística de los datos van a impregnar el Derecho Urbanístico del futuro para hacer posible el desarrollo urbanístico sostenible, desplazando a las viejas categorías jurídicas dogmáticas heredadas del siglo XX y cuya eficacia en la practica para el desarrollo de la ciudad han sido problemáticas, aun cuando el debate académico que han originado en el ámbito del Derecho público —y en menor medida en el Derecho privado— han sido intensas y polémicas.

MARTIN BASSOL COMA Catedrático de Derecho Administrativo (PH Universidad de Alcalá) Presidente de la Asociación  española de Derecho Urbanístico

Foto:
Giuseppe Franco Ferrari con Achille Colombo Clerici

CIAM, ARCHxMI, AIM ciclo di conferenze-dibattiti 2018 sui temi dell’Urbanistica nella sede di Assoedilizia

aprile 18, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Il primo dei seminari organizzati dall’Osservatorio Metropolitano
QUALITA’ URBANA, PROGETTAZIONE URBANA, CON AL CENTRO IL CITTADINO

Certamente non sono le stupende ma stranianti, deserte, piazze di De Chirico, oppure la rinascimentale Città Ideale ad ispirare il gruppo di architetti, paesaggisti, urbanisti, sociologi e psicologi che, organizzati dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con l’Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, ha deciso un ciclo di quattro incontri dal titolo “Osservatorio Metropolitano – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana” ospitati in Assoedilizia. Coordinatori Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

Il primo di questi incontri ha avuto quale tema “-Qualità urbana, progettazione urbana” coordinatore Gianni Verga, relatori Alberico Belgiojoso, Enrico Maria Tacchi, Felice Perussia.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici nel suo saluto all’inizio del ciclo di conferenze ha detto:
“Volentieri e con interesse ospitiamo questa serie di incontri organizzati da Ciam, ArchxMi e AIM sui temi dell’urbanistica.
Oggi si impone un nuovo approccio culturale sui temi dell’urbanistica e sui temi alla stessa connessi. Quali:
– Economia – Sociologia
– Ecologia e Ambiente – Arte e Storia – Turismo Ma anche – Progresso e Tecnica
Un new deal culturale che si ponga nell’ottica non di un Paese arretrato che cerchi di sopravvivere, ma di un Paese moderno che cerchi di competere.
In tutti questi anni la visione urbanistica è stata condizionata da preconcetti che hanno impedito alla politica di conciliare tradizione e progresso, valori territoriali, cioè bellezza ed economia.
In fondo, a ben guardare, molti dei problemi dell’odierna urbanistica dipendono dall’ assenza di una vera politica del territorio, generata da questa incapacità.
Di conseguenza il nostro è sempre stato il Paese degli eccessi, delle opposte misure: mai una via di equilibrio.
Dall’ eccesso di tutela all’eccesso di permissivimo.
Vogliamo qualche esempio? Per non dire della storica prevenzione nei confronti della locazione abitativa privata, che ha prodotto i ben noti danni, ricordiamo che in nome del mantenimento della tradizione abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell’edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza, contro ogni logica di interesse sociale ed economico? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo.
Voglio ricordare le bellissime pagine dettate da Romano Guardini nelle sue ‘ Lettere dal lago di Como’. Briefe vom Comer See.
Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco, di origine italiana (occupava la cattedra di filosofia di Heidelberg, nell’Università dove aveva insegnato Immanuel Kant), nelle sue lettere scritte in tedesco nel 1959, osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del comasco ( ‘vedevo un campanile e accanto una ciminiera’), e ricordando quello tedesco, occupato da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico.
E vede tutto il contrasto tra il progresso e il paesaggio, tra la tecnica e l’ambiente.
La sua risposta non è sulla linea di Bernard Berenson il quale paradossalmente diceva: ‘l’Italia sarà bella sinché sarà povera’. In fondo auspicando il permanere di una condizione di arretratezza economica, ma, alla fine, anche culturale. Poiché si trattava di un vero e proprio appello a remare contro il progresso.
Guardini non è di questo avviso. La sua idea, espressa nella nona lettera, è quella che l’uomo si debba adoperare per ‘umanizzare la tecnica’ rifiutando i compromessi che portino a snaturare la terra, per ottenerne uno strumento viceversa per ‘umanizzare la terra’.
In questo passaggio la bellezza si trasforma e si perpetua.E’ questo il compito della nostra politica, ma ancor prima, della nostra cultura. E il nostro compito è quello di muovere in campo culturale per propiziare questo passaggio.”

Secondo Gianni Verga “negli anni ’90 Milano sembrava avviata verso un declino irreversibile. Oggi è la città leader in Italia e questo ruolo la legittima a proporre al Paese una politica per le città al centro delle quali deve esserci la qualità urbana”. I seminari vogliono operare un approfondimento delle diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e l’Area Metropolitana: Bellezza e Qualità Urbana, operazioni di diverso tipo di corso, PGT, Regolamento Edilizio, Grandi Interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.
Ciò intende essere una iniziativa utile per le istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani” e alla verifica di PGT e Regolamento Edilizio. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

Alberico Belgiojoso, professore e presidente dell’Associazione Architetti per Milano, ha analizzato la realtà urbana di Milano e gli interventi necessari per il suo armonico futuro. Al centro, sempre, i suoi abitanti: “Nel mondo anglosassone – ha detto – ogni progetto urbanistico viene prima sottoposto al parere dei residenti. Anche noi dobbiamo chiedere loro come vedono la città. La città non è solo edifici, verde, piazze, strade, monumenti, illuminazione, traffico, è anche economia, ecologia, sociologia, psicologia. Non si tratta quindi di dare indicazioni progettuali, quanto di coordinare tutti  gli attori del processo urbano assieme a pubblica amministrazione, residenti, proprietari, negozianti. Tenendo presente che la città si modifica continuamente; assicurandoci che le norme diano i risultati previsti, non risultati opposti. In particolare il Piano di Governo del Territorio deve fornire le linee guida per la città che si vuole: per me Milano è la città dell’arte della trasformazione”. Belgiojoso ha concluso la sua esposizione indicando, con l’aiuto di diapositive, i grandi snodi cittadini sui quali intervenire: centro storico, Monumentale, Cerchia dei Bastioni, Cintura Ferroviaria, periferie.

L’”anima” della città è stata oggetto degli interventi  del sociologo dell’ambiente e del territorio ed architetto Enrico Maria Tacchi, docente all’Università Cattolica di Brescia che in un interessante excursus ha preso in esame l’evoluzione delle conurbazioni  dalle città-stato greche alle smart cities del XXI secolo: confermando l’ipotesi che le soluzioni proposte per migliorare la qualità della vita si basano sempre su giudizi di valore, anche se talvolta impliciti. È auspicabile allora che la ricerca scientifica non rinunci a porsi anche questioni di natura teleologica, assumendo le proprie responsabilità etiche, deontologiche e sociali. Mentre Felice Perussia, docente di Psicologia nell’Università di Torino – presso cui, tra l’altro, ha fondato la Facoltà di Psicologia – ha trattato il comportamento dell’abitante metropolitano che risponde sempre a precise regole (un esempio: osservando, con la più evoluta tecnologia fotografica, il transito  in piazza Duomo  si è  accertato che i passanti percorrono degli ideali “tratturi”, cioè prevalentemente i medesimi itinerari, quasi fossero guidati da invisibili binari).

I successivi seminari: 8 maggio 2018 ore 18:00 – Metodo e questioni operative per la città metropolitana.   Coordinatore Carlo Berizzi. Relatori Pier Giuseppe Torrani, Maurizio Cabras, Andrea Villani.

12 giugno 2018 ore 18:00 – Le logiche immobiliari. Come operano e come guidarle. Coordinatori Gianni Verga/Eugenio Radice Fossati. Relatori Achille Colombo Clerici, Guido Iannoni Sebastianini,  Vincenzo Albanese.

10 luglio 2018 ore 18:00 – Esperienze e modelli seguiti in altre città.   Coordinatore Alberico Belgiojoso.  Relatori Giovanna Fossa, Carlo Valtolina, Massimo Recalcati.

Alberico Barbiano di Belgiojoso, Gianni Verga, Achille Colombo Clerici a Caidate

 

 

 

Premio Montale a Giangiacomo Schiavi 2018 – Alla presentazione dell’Osservatorio Ipsos-Comieco – Europasia informa

aprile 17, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Alla presentazione dell’Osservatorio Ipsos-Comieco il Premio Montale a Giangiacomo Schiavi

SENSO CIVICO, IL RIFERIMENTO E’ LA FAMIGLIA MA A SCAPITO DELLA COLLETTIVITA’

Incertezza e disincanto caratterizzano oggi il sentiment degli Italiani in vari ambiti della società. La globalizzazione e lo sviluppo di internet e dei social network stanno portando a cambiamenti irreversibili nell’economia, nella politica e nell’informazione. E’ un processo inarrestabile che si accetta ma a cui ci si adatta a fatica.

Sono questi i risultati dell’Osservatorio Ipsos e Comieco sul Senso Civico di quest’anno presentato a Casa Museo Manzoni di Milano. Forte contraddizione emotiva che caratterizza in generale l’atteggiamento degli intervistati e crescente sfiducia nei confronti dell’altro: perdono credibilità la classe politica e dirigenziale – solo l’1% degli intervistati le ritengono esempi di senso civico – le Istituzioni e gli organi di informazione a favore di un accentuato individualismo e ripiegamento su se stessi. Il punto di riferimento diventa ancor di più la famiglia, centro delle proprie attenzioni e origine dei valori, dei comportamenti e del senso civico.  Ma forse il dato più preoccupante è quello sul rigetto della democrazia, mentre un terzo degli italiani ritiene giusto evadere le tasse.

Tende a prevalere tra la popolazione italiana l’idea che le nazioni debbano contare di più in Europa (79%), ma dall’altro lato emerge un atteggiamento di apertura: oltre due terzi ritengono impraticabile il protezionismo e il 70% pensa che sia doveroso accogliere chi scappa da guerre e carestie. Rispetto all’esterno emerge una netta divisione nell’opinione pubblica: il 40% vede l’apertura dell’Italia alle imprese straniere e al commercio estero come un’opportunità (per la maggioranza giovani, 48%, e laureati 58%), mentre in generale il 45% pensa che sia necessario proteggersi maggiormente.

Internet è uno dei principali pilastri della globalizzazione ed è percepito come molto positivo dai cittadini perché consente la partecipazione diretta della popolazione che può essere chiamata a esprimersi su argomenti importanti (65%) e permette la libera espressione attraverso i social network (59%). È per questo motivo che il 63% ritiene sbagliato limitare attraverso leggi la libertà di espressione su internet.

Commenta Nando Pagnoncelli di Ipsos: “Uno degli effetti della democratizzazione partecipata è infatti un’orizzontalità sociale che porta all’impoverimento delle competenze e a valutazioni semplicistiche di questioni complesse che riguardano la collettività (decisioni economico-politiche, assunti scientifici, ecc.). Questo fenomeno trova la sua maggiore espressione nella politica. Internet e i social network hanno ridotto le distanze tra l’elettorato e i leader, tutto è noto e visibile facendo venire meno quelle ‘aree riservate’ necessarie ai partiti e agli accordi tipici della politica. I partiti tendono a scomparire in un’ottica di popolocrazia che mette al centro l’individuo (67%) e mette in discussione il modello democratico attuale (66%).

Diventa centrale il tema delle competenze ma anche qui emerge una contraddizione: se il 40% pensa che le persone debbano sostenere esami di cultura politica e generale per poter partecipare ai dibattiti pubblici, il 61% preferisce un leader politico onesto anche se poco competente piuttosto che con esperienza ma dalla dubbia onestà.

Questo contesto intacca solo parzialmente il senso civico e la sfera valoriale degli italiani. La socialità ristretta (famiglia, amici intimi) si conferma al primo posto nelle priorità degli intervistati, evidenziando la tendenza a ripiegarsi su se stessi (37%) e al familismo; per il 28% degli intervistati (dato quasi triplicato dal 2001 ad oggi) la principale responsabilità di una persona è verso la propria famiglia e i propri figli e non verso la collettività. Secondo gli intervistati, inoltre, è proprio in famiglia che si forma la propria personalità (63%) e la propensione al senso civico (60%). Non è tuttavia da sottovalutare il ruolo della scuola, ritenuta dal 65% degli Italiani il soggetto più idoneo a stimolare il civismo nelle giovani generazioni.

Un importante termometro del senso civico è la raccolta differenziata, confermatasi come una delle pratiche più semplici e immediate per contribuire al benessere della collettività e non solo un modo per smaltire i rifiuti. Tuttavia cambia la percezione rispetto alla collettività: se personalmente ci reputiamo molto sensibili e attenti alle questioni ambientali (90%), non altrettanto lo riconosciamo negli altri (41%).

“L’Osservatorio Annuale del senso civico, sostenuto da Comieco, ha fotografato, a partire dall’inizio del 2000, l’attitudine degli Italiani al civismo e all’educazione civica”  ha commentato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. Ne hanno parlato, coordinati dalla giornalista del Corriere della Sera, Elisabetta Soglio, oltre a Montalbetti e Pagnoncelli, l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, Don Gino Rigoldi (Comunità Nuova), Alberto Martinelli (Università degli Studi di Milano).

In occasione della presentazione dell’Osservatorio è stato assegnato al giornalista del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi, il Premio Montale Fuori di Casa  di Milano e il Senso Civico; sezione nata nel 2017 per ricordare le parole con cui nel 1970 Eugenio Montale espresse, dalle pagine del quotidiano di via Solferino, il suo amore per Milano dovuto all’ “innegabile senso civico dei suoi abitanti”.
Introdotto dalla vicepresidente del Premio, Barbara Sussi, Schiavi ha dialogato con l’editore, saggista e poeta Arnaldo Mosca Mondadori. Il premio è stato conferito dalla presidente Adriana Beverini. E’ stato donato agli invitati l’ultimo libro di Schiavi “Meno male” di Sperling & Kupfer; un libro che vuole far riflettere su un fatto importante: l’Italia non è solo quella delle vite sbagliate che tanto spazio trovano su giornali e televisioni. Al contrario è piena di piccoli eroi della normalità, di esempi imitabili, di uomini e donne straordinari che non hanno storia perché nessuno li racconta; i quali trovano nel premio annuale alla Virtù Civica-Panettone d’Oro – di cui Assoedilizia,  presieduta da Achille Colombo Clerici, è co-fondatrice – il giusto riconoscimento.

Foto:
Giangiacomo Schiavi con Achille Colombo Clerici