Archivio per maggio 2018

“Città Metropolitana Milanese” Lo Sviluppo sotto i campanili. QN Il Giorno del 19 maggio 2018 di Achille Colombo Clerici

maggio 21, 2018

Con particolare riferimento al tema dell’ Area, anzi della Città Metropolitana milanese – (che non sono sinonimi, ma attengono l’una alla realtà fattuale, l’altra alla istituzione giuridico-amministrativa) ormai si deve prender atto che il riferimento al territorio comunale, come parametro per l’esercizio di funzioni istituzionali quali la fiscalità locale e la pianificazione territoriale, nella sua configurazione storico-convenzionale, risulta obsoleto e inadatto a reggere il passo con l’esigenza della competitività internazionale delle conurbazioni e dei territori. Va rilevato peraltro che latita, in questo sistema, un criterio omologativo tra i 134 Comuni che ne fanno parte. Mi chiedo allora se sia mai possibile che in due comuni contermini si possano applicare due distinti e diversi regimi fiscali (Imu, Tasi etc) e due diversi regimi dei suoli (la legge regionale stabilisce infatti che ciascun comune abbia la facoltà di introdurre o meno la perequazione urbanistica nella pianificazione del proprio territorio ) ad immobili confinanti ma divisi dalla linea di confine; e che, in presenza del criterio perequativo, poi, possano traslare i diritti edificatori di aree limotrofe, il comune di Milano in piazza del Duomo e il piccolo comune adiacente, nel proprio centro, con enormi disparità economiche. Sono queste le condizioni su cui si dovrebbe basare la competitività economica dei territori, in una prospettiva di economia globalizzata?

La Città Metropolitana non può dunque ritenersi ridotta a un mero livello di organizzazione di servizi comunali.  Dovrebbe viceversa esser strutturata come livello istituzionale alla cui scala configurare le funzioni-chiave della amministrazione pubblica locale, oggi rientranti nella competenza dei singoli Comuni.

Su questa premessa si è incentrato il Seminario promosso da CIAM, ARCHXMI, AIM, con il patrocinio di Assoedilizia e dell’Ordine degli Architetti di Milano sul tema ‘Metodo e questioni operative per la città metropolitana’, secondo ciclo di quattro dal titolo ‘Osservatorio Metropolitano-Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana’.

Di fronte, poi, al problema della governance, nel dibattito qualcuno ha sostenuto che l’alternativa sarebbe quella di riprendere, allargato, il ruolo prima svolto dalle Province. Con la visione di una città postmetropolitana che coinvolga l’intera Lombardia.

 

Corso di aggiornamento obbligatorio per amministratori Assoedilizia – 8, 15, 22 giugno

maggio 17, 2018

 

2° CORSO DI AGGIORNAMENTO
OBBLIGATORIO PER AMMINISTRATORI
2018

8, 15, 22 GIUGNO 2018

 

CORSI DI FORMAZIONE PERIODICA E AGGIORNAMENTO

Come ogni anno dall’entrata in vigore della riforma del condominio, Assoedilizia organizza i corsi di aggiornamento obbligatori per gli amministratori condominiali secondo quanto stabilito dal D.M. 140/14  e validi quindi come adempimento dell’obbligo di aggiornamento di cui all’art. 71 bis, introdotto dalla Riforma del condominio.

Sono programmati 4 corsi con l’eventualità di organizzarne altri in funzione del numero delle iscrizioni.

Oltre ad una generale rassegna delle novità legislative e giurisprudenziali nelle materie indicate dal DM 140/14, il corso riguarda argomenti specifici che quest’anno sono stati modificati per tener conto delle novità e delle esigenze emerse gli scorsi anni.

Quest’anno sarà dedicata particolare ed approfondita attenzione a:

– il certificato di idoneità statica (CIS) la cui scadenza si sta approssimando

– gli strumenti di negoziazione e gestione conflitti per l’amministratore

– le nuove disposizioni sulla privacy: rispetto al condominio e nello studio dell’amministratore

– la gestione del rapporto di lavoro con i dipendenti contratto proprietari di fabbricati

– i problemi dei contratti di appalto

– gli adempimenti fiscali e contributivi per la professione e per l’attività di amministrazione

Saranno inoltre trattate le novità su: rendiconto e contabilità condominiale,  contabilizzazione del calore e i contratti con i fornitori e problemi dei condominii che già hanno installato le termovalvole.

Per meglio sfruttare la nuova formula è possibile proporre ai relatori quesiti e casi concreti da esaminare inviandoli sin dal momento dell’iscrizione al corso all’indirizzo mail info@assoedilizia.mi.it

Il corso avrà la durata di 16 ore, più un’ora di esame finale scritto. Sarà tenuto presso la sede dell’Associazione in Via Meravigli 3 nei seguenti giorni ed orari:

Primo corso: 4, 11, 18 maggio 2018
Secondo corso: 8, 15, 22 giugno
Terzo corso: 14, 21, 28 settembre
Quarto corso: 5, 12, 19 ottobre

I primi due giorni di ogni corso con orario 14-20 e il terzo giorno con orario 14-18 oltre esame.

Il responsabile scientifico del corso è l’Avv. Cesare Rosselli.

Per gli amministratori la quota di partecipazione al corso è di € 250 Iva compresa per i soci Assoedilizia, e € 310 Iva compresa per i non soci ed è comprensiva anche dell’esame finale.

 

Il modulo di iscrizione al SECONDO corso (giugno 2018)  è scaricabile in allegato e dovrà essere restituito debitamente compilato unitamente alla copia del bonifico al seguente indirizzo email: info@assoedilizia.mi.it

Non saranno ritenute valide le schede di iscrizione non accompagnate dalla copia del bonifico. Gli estremi del bonifico sono indicati nella scheda di iscrizione

Per un miglior svolgimento del corso e scambio tra i partecipanti si è deciso di limitare a 30 il numero dei partecipanti.

scheda iscrizione giugno più dichiarazione

 

QN IL GIORNO: pag. 24 12-05-2018 IL BIVIO FRA REGOLE E CULTURA (A.Colombo Clerici)

maggio 14, 2018

“Ci salveremo con le regole o con la cultura, della quale la politica dovrebbe essere l’arte nobile per esercitarla ed esprimerla?”

E’ l’interrogativo che ho rivolto agli studenti del Politecnico di Milano – Dipartimento Architettura e Studi Urbani, nel corso del Seminario “Costruire con le regole” organizzato da Maria Agostina Cabiddu, docente nello stesso Ateneo.

Ci sono molti mondi che vivono senza regole: da quello finanziario internazionale, in parte, a quello della illegalità e della criminalità, in toto. Ma è anche vero che soffriamo di un eccesso di regole: per citare, il mondo immobiliare è vincolato in campo nazionale da ben 246 atti nel cui titolo ricorre l’edilizia e 2069 quelli che se ne occupano nel contenuto.  L’urbanistica ricorre nel titolo di 22 leggi o regolamenti e nel testo di 915.  In Lombardia l’edilizia è citata in 201 atti, in Emilia 117.

Abbiamo alle spalle decenni di leggi che si sono preoccupate delle procedure e non dei risultati. Dei dettagli più che delle finalità. La domanda conseguente: occorrono più regole od occorre più cultura?
Regole, burocrazia e vincoli proliferano in assenza di cultura. Se ci fosse cultura – la cultura della bellezza – non ci sarebbe bisogno della normazione.
Oggi si impone un nuovo approccio sui temi dell’ambiente, del territorio, dell’urbanistica. Una sorta di new deal che si ponga nell’ottica non di un Paese arretrato che cerchi di sopravvivere, ma di un Paese moderno che cerchi di competere.

In tutti questi anni la visione urbanistica e ambientale è stata condizionata da preconcetti (o pregiudizi) che hanno impedito alla politica di conciliare tradizione e progresso, valori territoriali, cioè bellezza ed economia.

Di conseguenza il nostro è sempre stato il Paese degli eccessi, delle opposte misure: mai una via di equilibrio. Dall’ eccesso di tutela e di rigore normativo all’eccesso di permissivismo. Dal profluvio di regole al lassismo e alla dismissione-abdicazione dai valori.

Abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell’edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo. Mentre il bisogno economico spinge lo Stato a pensare di dismettere financo i beni demaniali primari sedi naturali delle bellezze italiche.

Foto: Achille Colombo Clerici con Maria Agostina Cabiddu

 

 

Biennale di architettura di Venezia – Padiglione del Canada – maggio 2018 – Europasia informa

maggio 14, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Dall’architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso con la collaborazione dello Studio Brunn

BIENNALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA, RESTAURATO IL PADIGLIONE DEL CANADA

Il Padiglione del Canada, nei Giardini della Biennale di Venezia, è stato oggetto di un’accurata opera di restauro che ha presentato parecchie complessità decisionali ed esecutive. L’operazione per il Restauro è iniziata nel 2015, su richiesta della National Gallery of Canada (Proprietaria del Padiglione), con guida e controllo della Soprintendenza e della Biennale, su progetto dell’architetto Alberico B. Belgiojoso (il cui Studio a suo tempo aveva progettato il Padiglione), con la collaborazione tecnica in loco dello Studio Brunn (arch. Troels Brunn). L’edificio, opera dello Studio BBPR, è stato realizzato negli anni ’50 e inaugurato in occasione della Biennale del 1956. E’ collocato tra i Padiglioni della Germania e della Gran Bretagna ed è stato concepito con intento “antimonumentale” con una interpretazione e sviluppo, in ferro e mattoni, dell’immagine di una tenda indiana, con riferimento alla tradizione canadese. La struttura della copertura è formata da putrelle che si incrociano nel cielo sopra il cortiletto creando un gioco di equilibri molto scenografico. Le pareti che circondano lo spazio poligonale sono in mattone a vista e il tutto è circondato dal verde dei Giardini della Biennale. Per il restauro sono state effettuate analisi accurate, con saggi sul degrado dei materiali che hanno permesso di valutare quali sostituzioni operare mantenendo tipi e forme originali. E’ stato previsto il completo adeguamento antisismico, particolarmente importante in una struttura molto articolata come quella del Padiglione, con una completa verifica strutturale, che ha tenuto conto dei carichi a cui le strutture sono state nel tempo sottoposte, dello stato di degrado di alcuni punti e della necessità di rinforzo. A tale scopo è stato necessario rimuovere completamente il sistema tetto e soffitto, e inserire travi di controventamento e rinforzi strutturali, ripristinando l’immagine originaria. Anche le ampie vetrate che circoscrivono l’ingresso e il cortiletto sono state smontate, i loro elementi restaurati e i vetri sostituiti con tipo antinfortunio, naturalmente mantenendo le forme originali.

Il pavimento in seminato alla veneziana è stato mantenuto e restaurato.

Particolarmente complesso è stato l’inserimento degli impianti che richiedono spazi e attraversamenti non sempre possibili. Tuttavia, accettando di lasciare alcuni, pochi, elementi in vista, è stato possibile completare l’adeguamento impiantistico necessario. L’esterno è stato in parte liberato dalla vegetazione che occludeva la vista pregevole verso la laguna. Le opere di restauro si concludono in tempo per la inaugurazione della Biennale di Architettura del 2018.

Yvonne Farrell e Shelley McNamara sono le curatrici della 16a Mostra Internazionale di Architettura, che si svolgerà dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto è Freespace, che rappresenta la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.
Con questo tema la Biennale Architettura 2018 presenterà al pubblico esempi, proposte, elementi – costruiti o non costruiti – di opere che esemplificano le qualità essenziali dell’architettura: la modulazione, la ricchezza e la materialità delle superfici, l’orchestrazione e la disposizione in sequenza del movimento, rivelando così le potenzialità e la bellezza insite nell’architettura.

Foto: Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici pres. IEA

 

 

 

“Ripartire dal Modello Milano?”- Convegno organizzato da Civicamente e dal Gruppo consiliare Beppe Sala Sindaco-Noi Milano – Franco D’Alfonso – Europasia informa

maggio 14, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Richiesta emblematica del sindaco Sala al governo: 100 milioni per la metropolitana con Monza

IL MODELLO MILANO ‘ANTIPATICO’ MA EFFICIENTE E SOLIDALE

Gaetano Salvemini era guidato  dalla massima: “Domani l’Italia penserà quello che oggi pensa Milano”. L’aforisma,  per alcuni  una minaccia e per altri una speranza, è apparso quanto mai d’attualità al convegno “Ripartire dal Modello Milano?” organizzato da Civicamente e dal Gruppo consiliare Beppe Sala Sindaco-Noi Milano, animatore il consigliere comunale Franco D’Alfonso, svoltosi a Palazzo Marino.

Relatore d’onore il sindaco Beppe Sala, il quale si è subito rivolto al governo in fieri con una emblematica richiesta: “Vi va bene il nostro modello che coniuga solidarietà ed efficienza?  Dateci allora le risorse – 100 milioni di euro – per completare la metropolitana tra Milano e Monza”. E, rispondendo alle critiche, di cui si è fatto interprete Oscar Farinetti, di una Milano che vuole accaparrarsi tutto, dal Salone del Libro a Cibus, Sala ha aggiunto: “L’attivismo della città potrà disturbare, ma funziona”. Auspicando infine un radicale cambio di passo riducendo la pletora di oltre 8.000 comuni italiani a un numero più ridotto di entità amministrative in grado però di offrire servizi ai cittadini.

Milano può esprimere una politica in grado di esercitare un’egemonia nel pensiero e nell’azione nell’interesse dell’intero Paese? La cronaca politica più recente sembra aver spostato il baricentro altrove e sembrerebbe spingere Milano a pensare e ad agire in proprio, preoccupandosi della sua coesione interna e valorizzando autonomamente la sua proiezione internazionale. Eventi recenti come Expo 2015, però, hanno rappresentato uno straordinario volano non solo per la Città e la Regione, dimostrando con i fatti che Milano può essere un modello. La realtà insomma si presenta con più facce e cominciare a delinearne meglio i contorni non è, sicuramente, tempo perso. Ma perché la funzione propulsiva della città a vantaggio dell’intero Paese possa esplicarsi al meglio è necessario che essa ragioni, ed operi, con i numeri della Grande Milano che conta oltre 3 milioni di abitanti.

I lavori sono stati presieduti da Marco Fumagalli, capogruppo “Noi Milano – Beppe Sala Sindaco” ed Emmanuel Conte, presidente Associazione MU.ME. e moderati da Sergio Vicario, coordinatore di Civicamente. Nel panel dei relatori, oltre al sindaco Sala, Giuseppe Bonomi, amministratore Delegato Arexpo; Pietro Bussolati, consigliere regionale Partito Democratico; Arianna Censi, consigliere delegato Città Metropolitana Milanese; Franco D’Alfonso, consigliere comunale Lista Noi Milano Beppe Sala Sindaco; Paolo Gatti, coordinamento Concessionari Sportivi Milanesi; Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia; Emilio Genovesi, ceo Material Connexion; Stefano Golfari, giornalista; Pierfrancesco Majorino,  assessore al Welfare del Comune di Milano; Pierfrancesco Maran     , assessore all’Urbanistica del Comune di Milano; Gianni Martino, ceo Car2go; Lia Quartapelle, deputato del Partito Democratico; Antonio Santangelo, esperto in innovazione e trasferimento tecnologico; Mattia Martinelli , general manager RobertaeBasta Design;  Serse Severini, deputato Area Civica;  Walter Andreazza, coordinamento Movimenti Civici Lombardia.

Foto: Il Sindaco Giuseppe Sala con Achille Colombo Clerici

 

Polis Maker, Politecnico di Milano Conferenza-Intervista interattiva “Il Turismo nel Comasco” di Achille Colombo Clerici nella sede di Assoediliizia – 11 maggio 2018

maggio 14, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Conferenza-intervista interattiva tra il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e tre corsisti del Polis Maker – 11 maggio 2018

PER IL TURISMO DI COMO E DEL SUO LAGO QUALE FUTURO?

Romano Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco di origine italiana, nelle sue “Lettere dal lago di Como” (Briefe vom Comer See 1959) osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del Comasco ( ‘vedevo un campanile… e accanto una ciminiera’), e ricordando quello tedesco, invaso da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico. Il che, fortunatamente, è avvenuto solo parzialmente. Non credo pertanto che per Como e il suo lago il turismo romantico, naturalmente elitario, diventerà mai un fenomeno di massa come è successo per il lago di Garda. Per la morfologia dei luoghi, la realtà socio-economica del territorio, il carattere elitario del tradizionale flusso turistico. La città, destinata a diventare con il completamento di AlpTransit  (tratto svizzero del Corridoio ferroviario europeo Genova-Rotterdam) punto di raccordo tra centronord e sud del Continente, deve saper continuare ad attirare turismo di buona qualità.

E’ la sintesi della conferenza-intervista interattiva che il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia avv. Achille Colombo Clerici ha tenuto con un gruppo di laureati, corsisti del master internazionale “Polis Maker per la qualità del vivere e lo sviluppo urbano sostenibile” diretto dal prof. Angelo Caruso di Spaccaforno.

Nel corso del master, il cui progetto scientifico e didattico è curato dal Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano, è stato avviato un workshop sul tema degli attuali scenari e tendenze del turismo a Como. I risultati verranno elaborati in collaborazione con la prof.ssa Gabriella Gilli, Direttrice dell’Unità di ricerca di Psicologia dell’arte presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano; e saranno presentati in occasione di un convegno che si terrà in collaborazione con il Comune di Como il 29 giugno presso la Pinacoteca Civica.

I tre corsisti – Sara Schieppati, Giovanni Salvarani, Guilherme Pavia – hanno rivolto a Colombo Clerici articolate domande, dando il via a un dibattito che ha trattato diversi aspetti del turismo nel Comasco con particolare riguardo alla realtà immobiliare, alle potenzialità ricettive turistiche, alle loro tipologie – B&B, locazioni temporanee, Piattaforme internet, Condhotel ed altre questioni attinenti – alla ricaduta economica, ai condizionamenti culturali e sociali  del territorio.

Assoedilizia ha di recente svolto un Seminario sul tema, cui hanno partecipato diverse centinaia di proprietari ed operatori.  Sono state esaminate le diverse fattispecie, fornendo risposte in parte valide anche per la realtà comasca.

Numerose le situazioni da indagare ed analizzare per approdare ad una valutazione che possa avere un minimo di attendibilità.

Dalle forme di ospitalità ‘di massa’ alternative a quelle fornite dagli alberghi di medio-alto livello. Alla buona realtà economica della città e del comprensorio. Dai limiti fisiologici delle strutture ricettive alternative – 559 a fronte di 243 esercizi alberghieri ‘tradizionali – all’alta qualità media degli alberghi stessi, di cui il Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio, che ospita i seminari internazionali Ambrosetti, è il più emblematico esempio; dalle sei perle golfistiche del comprensorio comasco, che attirano anch’esse turismo elitario, alle grandi ville ambite da famosi personaggi dello sport, dello spettacolo, della finanza, dell’economia (e pensare che nel dopoguerra queste ville erano in svendita!); dalla tradizione centenaria di riservata ospitalità (da Byron a Bellagio, citata come una delle dieci località più affascinanti del mondo, a Bellini a Moltrasio, a Listz, Stendhal)  alla  ricchezza storico-monumentale della ‘città murata’, magnifico esempio di “città crocicchio” di origine comunale.

“Città Metropolitana di Milano” Seminario promosso da CIAM, ARCHXMI, AIM, con il patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti di Milano

maggio 11, 2018

A s s o e d i l i z i a
Informa

 

In Assoedilizia il secondo di quattro Seminari organizzati dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHXMI e con l’Associazione Interessi Metropolitani

L’ INCERTA REALTA’ DELLA CITTA’  METROPOLITANA

Il CIAM Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e AIM l’Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, ha tenuto il secondo dei quattro Seminari dal titolo “OSSERVATORIO METROPOLITANO –

Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana” in Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano. Coordinatori Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

Questi seminari vogliono operare un approfondimento delle diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: Bellezza e Qualità Urbana, operazioni di diverso tipo di corso, PGT, Regolamento Edilizio, Grandi Interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Ciò intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni Professionali e Culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani” e alla verifica di PGT e Regolamento Edilizio. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

La partecipazione agli incontri è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP. Per le iscrizioni inviare una mail a formazione@ciam1563.it.

Carlo Berizzi,  Presidente di AIM, ha presentato il tema e i relatori: i metodi e le modalità operative della Città Metropolitana, una realtà istituita il primo gennaio 2015 in sostituzione della Provincia che ha subito denunciato lacune e difficoltà operative. Ne hanno parlato  l’avv. Pier Giuseppe Torrani, esperto di diritto amministrativo,  che ha sempre affiancato istituzioni pubbliche e private su grandi temi dello sviluppo della città ; Maurizio Cabras, assessore di Cinisello Balsamo: come si vive la città metropolitana al di fuori di Milano, quali sono i problemi e le opportunità, trattando in particolare una esperienza sul Bando per le Periferie. Andrea Villani, prima come direttore del PIM e poi come docente della Cattolica ha in qualche modo guidato la crescita del territorio milanese e dei comuni limitrofi essendosi Milano dotata per prima di strumenti coordinati di gestione del territorio.

Torrani – Ha studiato il tema Area Metropolitana molto a lungo quando era presidente dell’Irer ed ha compreso che un conto è l’ Area Metropolitana, in quanto realtà oggettiva consistente in un sistema di relazioni più o meno intenso a seconda dei vari progetti e un conto è la Città Metropolitana, cioè l’istituzione, come viene disciplinata sul piano del diritto, nella quale “non abbiamo mai creduto”; per la necessità innanzitutto di creare una classe dirigente e perchè,  nel momento in cui la si crea, nasce un confine. Allora la soluzione è la gestione consensuale dei problemi e della governance. L’area milanese comprende circa 130 Comuni e il potere locale è loro riservato: o li si mette d’accordo, impresa difficile, oppure si individuano i temi di interesse generale e su questi si tratta.

Cabras – partendo dal suo ruolo presso Anci, ha messo in luce due aspetti: uno di ordine generale per cercare di capire le differenze e le similitudini della Città Metropolitana di Milano con le omologhe realtà italiane ; il secondo aspetto, che si è tradotto in una parte teorica ed in una parte concreta,  ha trattato il Bando per le Periferie il quale ha visto importanti stanziamenti governativi  ed ha avuto notevole risonanza in campo nazionale.  L’esperienza milanese sta offrendo risultati importanti.

Villani – La complessità – fisica, umana, economica, sociale, artistica, religiosa – contraddistingue una città-metropoli quale è Milano. Che va governata, come avviene, o dovrebbe avvenire, per tutte le funzioni collettive. Ciò riguarda anche la Città, o Area, Metropolitana di Milano e delle altre 8 Città Metropolitane cui la legge Delrio demanda importanti funzioni: dallo sviluppo strategico del territorio alla cura delle infrastrutture, addirittura ai rapporti con le realtà omologhe europee. Con quali risorse? Villani manifesta forti dubbi che tale ambizioso programma possa essere messo in atto, considerata, tra l’altro, la presenza della Regione. L’alternativa è quella di riprendere, allargato, il ruolo prima svolto dalle Province. Con la visione di una città postmetropolitana che coinvolga l’intera Lombardia.

Il successivo dibattito – cui hanno preso parte, tra gli altri, l’ing. Gianni Verga e il prof. del Politecnico di Milano Fabrizio Schiaffonati, il prof. Alberico Belgiojoso – ha messo in luce ulteriori aspetti della Città Metropolitana.

Gianni Verga ha osservato:  ” Milano è da sempre “Città di mezzo” e “Città degli scambi”: di mezzo perché al centro della pianura, degli scambi perché luogo dei commerci per antonomasia.

Ma nel tempo le caratteristiche geografiche sono diventate così importanti da determinare un’Identità specifica e, ancora di più, gli scambi da commerciali sono diventati imprenditoriali, sociali, etnici e, oggi più che mai, di filosofia e di pensiero.

Sono a Milano Giulio Giorello, Vito Mancuso, Mauro Magatti che rappresentano riferimenti internazionali della filosofia della scienza, del senso religioso e delle riflessioni sul necessario cambio di paradigma per costruire la società di domani.

Ma non basta neppure questo. A Milano leader, quantomeno nel contesto nazionale, sono le scuole di sociologia dell’Università Cattolica e quella dell’Università Bicocca.

Non dobbiamo dimenticare un fiore all’occhiello unico: la facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Mai come oggi dobbiamo ricordare e ringraziare chi cinquant’anni fa intuì che sarebbe stato necessario generare un luogo dove approfondire i temi del soprannaturale relativamente alla fede cristiana anche in relazione alle altre fedi religiose. ”

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha rilevato come la nuova realtà amministrativo-culturale rappresenti poco più di un maquillage della precedente Provincia.

Premesso che ormai si deve prender atto che il riferimento al territorio comunale, come parametro per l’esercizio di funzioni istituzionali quali la fiscalità locale e la pianificazione territoriale, nella sua configurazione storico-convenzionale, risulta obsoleto e inadatto a reggere il passo con l’esigenza della competitività internazionale delle conurbazioni e dei territori e rilevato come  latiti, nel sistema della Città Metropolitana milanese, un criterio omologativo tra i circa 130 Comuni che ne fanno parte, conclude: la Città Metropolitana non può ritenersi ridotta a un mero livello di organizzazione di servizi comunali.
Dovrebbe viceversa esser strutturata come livello istituzionale alla cui scala configurare le funzioni-chiave della amministrazione pubblica locale, oggi rientranti nella competenza dei singoli Comuni.

Foto:

 

– da. sin. Gianni Verga, Alberico Barbiano di Belgiojoso, Achille Colombo Clerici