Archivio per giugno 2018

Hospitality Forum di Scenari Immobiliari – ANCHE NEL SETTORE ALBERGHIERO L’ITALIA ARRANCA – Istituto Europa Asia informa

giugno 29, 2018

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Sia pure nel contesto di dati positivi comunicati a Milano da Hospitality Forum di Scenari Immobiliari
ANCHE NEL SETTORE ALBERGHIERO L’ITALIA ARRANCA

Si calcola che circa 18 milioni di turisti europei abbiano disertato le spiagge di alcuni Paesi del Mediterraneo per motivi di sicurezza: l’Italia ne ha “intercettato” solo un milione, gli altri hanno preferito Spagna, Grecia, Francia. Inoltre, in un contesto 2017 – ma destinato a continuare anche quest’anno – di incremento di presenze e fatturato, arranchiamo dietro i nostri competitors tradizionali. Come al solito, verrebbe da dire. Anche nel campo alberghiero ed extraalberghiero.  Responsabilità tutta nostra, di troppe strutture piccole, di basso livello ed a conduzione familiare, di una burocrazia asfissiante e di incertezza su norme e tempi, ostacoli ad ogni investimento; nonostante l’Italia resti il primo potenziale obiettivo di importanti capitali stranieri. L’altro lato della medaglia è rappresentato dalla quota minoritaria di turisti che al megapolo alberghiero preferisce una ricerca di unicità e personalizzazione oltre a elementi esperienziali ed espressione del territorio. Sono in genere i turisti più colti ma minoritari, appunto.

Lo afferma il Rapporto 2018 di Scenari Immobiliari redatto in collaborazione con Castello sgr presentato a Milano in occasione di “Hospitality Forum”. Il Rapporto ha rilevato transazioni immobiliari albergherie per 2,75 miliardi di euro (in termini di immobili scambiati con contratti di vendita o locazione in Italia nel 2017), pari ad un incremento del 14,6% rispetto al 2016.   Il mercato dovrebbe mantenere lo slancio fino a fine 2018, con una crescita attesa del fatturato di circa il 13% su base annua, mentre per il 2019 si stima un rallentamento, sebbene ancora in territorio positivo.

Il mercato immobiliare alberghiero europeo nel 2017 ha registrato un andamento in controtendenza rispetto al trend globale, con un aumento dei volumi transatti del 22% rispetto al 2016 (fonte Hvs), arrivando a 21,7 miliardi di euro, mentre a livello globale ha segnato una flessione di circa il 10%, raggiungendo un ammontare complessivo di 58 miliardi di euro (fonte Rca). Il numero complessivo di stanze compravendute nel continente è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2016, circa 133mila camere per ogni anno, ma il volume totale transato più elevato (erano 17,5 miliardi nel 2016) è dovuto a una qualità media delle strutture più alta, comportando un leggero innalzamento del valore medio a camera.

L’ammontare complessivo di stanze interessate nelle transazioni avvenute in Italia nel 2017 si stima sia di poco inferiore alle novemila camere, con una concentrazione maggiore per le strutture 4 stelle, seguite dai 5 stelle. La quota maggioritaria va alle “altre destinazioni”, catalizzate principalmente dai villaggi turistici scambiati sia in montagna che al mare.

Il programma e gli intervenuti.

Saluti e Introduzione a cura di Giampiero Schiavo – Castello Sgr;

Presentazione del Rapporto 2018 a cura di Francesca Zirnstein – Scenari Immobiliari

Saluto istituzionale  a cura di Giorgio Palmucci – Confindustria  Alberghi

 

IL MERCATO DELL’HOSPITALITY: LA PAROLA AGLI OPERATORI

  • Chema Basterrechea Radisson Hotel Group
  • Graziano Debellini TH Resorts
  • Silvio Maresca Bluserena
  • Jean-Claude Ghiotti B&B Hotels Italia
  • Roberto Micciulli IHC—Italian Hospitality Collection
  • Palmiro Noschese Melià Hotels International

Ha moderato: Paola Dezza – Il Sole24Ore

 

QUALI OPPORTUNITA’ PER IL COMPARTO ALBERGHIERO. LE OPINIONI DEGLI OPERATORI
A cura di Francesca Zirnstein – Scenari Immobiliari

PUBBLICO E  PRIVATO, QUANTO DA FARE?  AMMINISTRAZIONI E INVESTITORI A CONFRONTO

  • Barbara Argiolas Regione Autonoma Sardegna
  • Roberta Guaineri Comune di Milano
    Alessandro Belli CDP Investimenti Sgr
    Federico Oliva York Capital Management
    Giampiero Schiavo Castello Sgr

Ha moderato i lavori Mario Breglia – Scenari Immobiliari.

 

 

 

Roma Convegno alla Università “La Sapienza” sul ruolo di Roma Capitale – 28 giugno 2018 – Istituto Europa Asia informa

giugno 27, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Tavola rotonda giovedì 28 giugno all’Università Sapienza

ROMA ANCORA CAPITALE D’ITALIA?

“La sorte di Roma, Capitale laica, grande città moderna, già da alcuni decenni sembra uscita dall’attenzione del governo centrale, per la cui istituzione essa tuttavia fu ideata. La coscienza civica delle popolazioni italiane pare ne abbia già espulsa l’immagine da ogni possibile disegno di migliore futuro. È, dunque, il tempo di discutere apertamente sul ruolo di Roma nei prossimi decenni, o nel prossimo secolo se ne abbiamo la temerarietà.

Un po’ di freddezza ‘accademica’ farà superare i veli del coinvolgimento politico e culturale. Forse ormai il problema non è quello del destino di Roma Capitale dello Stato, ma dello Stato unitario come lo conosciamo. Sembra quasi che i due progetti di Cavour – prima il Regno d’Italia del Nord, e poi quello unitario, Nord e Sud insieme – siano di nuovo in alternativa fra loro. Oggi il progetto del Nord pare spingersi verso una qualche realizzazione e il Sud sembra rivelare un’identità politica separata più di quanto si sia a lungo sperato. Saranno costretti, Nord e Sud, nel loro stesso interesse, a parlarsi – come già fanno – a trovare un accordo, a misurare la distanza possibile tra loro, a calcolarne costi e benefici. E nello iato tra le due Italie si accentuerà l’isolamento di Roma. Anzi, la sua inerme solitudine.»

E’ questa la presentazione ufficiale della Tavola Rotonda che si terrà giovedì 28 giugno alle ore 10 sul tema “Roma ancora capitale d’Italia?” alla Facoltà di Architettura,  Sapienza Università di Roma Aula Magna (primo piano), piazza Borghese 9.

Dopo i saluti del Rettore Eugenio Gaudio e del Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto Orazio Carpenzano,

Intervengono:
Giovanni Caudo,
Giuseppe De Rita,
Vittorio Emiliani,
Francesco Erbani,
Massimo Teodori,
Walter Tocci.

Introduce Lucio Valerio Barbera,
coordina Vieri Quilici.

Il tema del dibattito offre lo spunto per una riflessione. Commenta il presidente dell’Istituto Europa Asia IEA Achille Colombo Clerici: “Roma, nel suo rapporto con il resto dell’Italia ha quasi sempre interpretato un ruolo di relazione competitiva; raramente quello di supporto collaborativo e costruttivo. E’ stata questa la principale debolezza della città, nell’ ultimo scorcio storico; ed ora le si ritorce contro.

Per decenni i romani hanno praticato l’antica linea di pensiero del ‘portar nottole ad Atene’, vivendo di rendita di posizione: cioè tutto alla fin fine deve convergere su Roma. In ciò favoriti dal romanocentrismo della nostra politica.

Peraltro, non sono bastati Giubilei ordinari e straordinari.
Nel tempo abbiamo assistito ad una serie di innumerevoli idee e proposte volte a fagocitare quanto di meglio l’Italia era riuscita a produrre.
“Portiamo a Roma il Gran Premio d’Italia di Formula Uno, il Festival del Cinema, Il Salone dell’Editoria, il Giro d’Italia. E via dicendo…” . Si è ripetutamente sentito.

Ora che la nostra politica è divenuta eurocentrica, istituzioni e organismi non cercano “il palazzo”, ma cercano l’efficienza. Stanno prendendo il volo da Roma un grande quotidiano romano e l’ABI. Altre importanti istituzioni stanno pensando di farlo. E altre, secondo noi, ancora dovrebbero.

L’Italia, in definitiva, non ha bisogno di tali contrapposizioni.

Il fatto è che chi pensa che a Roma tutto sia dovuto male interpreta il ruolo di “Roma Capitale”.
Il compito di quest’ultima, infatti, non è quello di fagocitare, quanto di meglio le altre città italiane sono riuscite a creare; in virtù del maggior peso socio-politico, generato dal “palazzo”, e delle disponibilità finanziarie pubbliche, provviste da una legislazione speciale ed a carico dei contribuenti italiani. Un compito-atteggiamento questo che, nella dialettica tra Nord e Sud Italia, si è tradotto alla fine in un serio sacrificio delle ragioni del Centro Italia, le cui città hanno subito pesantemente gli effetti della tendenza accentratrice di Roma.

Firenze, in particolare, ne risente, nel Centro dell’Italia, quasi schiacciata da Roma.

Il ruolo di Roma Capitale è viceversa quello di aiutare e favorire la crescita delle altre città, come rappresentante e responsabile dei loro interessi e come garante delle loro prerogative e dei loro valori : come un fratello maggiore deve fare per proteggere i minori.

Ogni diverso atteggiamento è inaccettabile ed antinazionale.”

Foto:
Achille Colombo Clerici Pres. IEA

 

 

Premio Giorgio Ambrosoli – Piccolo Teatro Milano – Istituto Europa Asia informa

giugno 27, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Piccolo Teatro di via Rovello Milano

CONSEGNA DEI PREMI GIORGIO AMBROSOLI ALLA LEGALITA’

Ieri sono stati consegnati, nel corso della sesta edizione, i riconoscimenti del Premio Giorgio Ambrosoli, promosso da Transparency International Italia in collaborazione con la famiglia Ambrosoli, al Piccolo Teatro di Milano, presso la sede storica di via Rovello 2.

Saluti di benvenuto di
Annalori Ambrosoli, presidente del Premio;
Virginio Carnevali, presidente di Transparency International;
Anna Lapini, Confcommercio-Imprese per l’Italia, componente di giunta incaricata per legalità e sicurezza.

Consegna dei riconoscimenti, Premio e Menzioni, da parte di Annalori, Francesca e Umberto Ambrosoli, Maria Teresa Brassiolo, dei premiati delle precedenti edizioni e di figure di rilievo delle azioni a sostegno della legalità.

A seguire si terrà il Dibattito sulle Politiche pubbliche e private di contrasto al malaffare nell’economia e nella finanza, a cui parteciperanno alte cariche istituzionali quali:
Alfredo Maria Durante Mangoni, Ministro Plenipotenziario e Coordinatore delle Attività Internazionali Anticorruzione MAECI,
l’Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran, in rappresentanza del Sindaco di Milano,
Domenico Cuttaia, Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura.

Il Premio assegna riconoscimenti a persone, o gruppi di persone – in particolare della pubblica amministrazione e delle imprese – che su tutto il territorio nazionale si siano contraddistinti per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali”, o di situazioni specifiche, che generavano pressioni verso condotte illegali.

foto:
Umberto Ambrosoli con Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia e IEA

QN Il Giorno “Frenati dal carico fiscale” del 23 giugno 2018 di Achille Colombo Clerici

giugno 25, 2018

QN IL GIORNO pag. 27 – 23.06.2018
FRENATI DAL CARICO FISCALE

di Achille Colombo Clerici

 

Se la produzione è compito degli imprenditori, la competitività è compito del sistema Paese.

Ebbene, secondo l’Aibe (Associazione Italiana delle Banche Estere) Index, stiamo riguadagnando, seppure di poco, attrattività per gli investitori esteri, passando a maggio 2018 a un valore di 43,5, dal 40,3 registrato nel 2017.

Aumenta di 3 punti percentuali (dal 28% al 31%) la quota di chi giudica il nostro Paese più attrattivo per gli investimenti esteri rispetto allo scorso anno e diminuisce di oltre 15 punti quella di chi lo considera meno attrattivo (dal 32% al 16,7%). Cresce (dal 40% al 52,4%) la quota di chi non segnala variazioni significative.

Ma in termini assoluti non c’è da cantare vittoria: siamo al terzultimo posto. Nella graduatoria fra le prime 10 economie mondiali con più alta capacità di attrazione di investimenti esteri, il primo posto è occupato dalla Germania, seguono la Cina, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Spagna, la Francia, l’India, l’Italia (che era all’ultimo posto della classifica), il Brasile e la Russia.

Pesano, sull’Italia, in particolare, i fattori rappresentati dal carico fiscale e dal carico normativo-burocratico; che si confermano come i principali gap da colmare per veder crescere l’immagine del nostro Paese presso gli investitori. Il vero punto di forza attribuito all’Italia, rappresentato dalla qualità delle risorse umane, non sembra risultare un criterio fondamentale nelle scelte di investimento generale.

Secondo l’opinione del panel consultato, per incrementare il grado di attrattività l’Italia deve procedere sulla via delle riforme strutturali  intervenendo prioritariamente su: carico normativo-burocratico (73,2%), carico fiscale (63,4%), tempi della giustizia civile (31,7%) e costo del lavoro (19,5%). Per consolidare la crescita, l’Italia dovrebbe, infine, dare sostegno alla domanda interna (lo afferma il 40,5% del panel), continuare a puntare sul made in Italy (38,1%) e intensificare un’azione coordinata per migliorare l’attrattività degli investimenti esteri (11,9%).

Fra i settori produttivi più attrattivi si confermano, per importanza, le filiere tradizionali del made in Italy, rappresentate in primo luogo dal sistema moda (con l’83,7% delle indicazioni), dall’agroalimentare (72%), dal turismo alberghiero (60,5%).

 

La nuova ricettività turistica a Como e sul suo lago, Convegno Polismaker Comune di Como – Istituto Europa Asia IEA informa

giugno 25, 2018

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Convegno organizzato dal Master Polis Maker in collaborazione con il Comune di Como
LA NUOVA RICETTIVITA’ TURISTICA A COMO E SUL SUO LAGO

“Le nuove forme di ricettività turistica: opportunità e implicazioni per la sostenibilità e la qualità del vivere. Como e il suo lago” è  il convegno, organizzato all’interno del Master Polis Maker in collaborazione con il Comune di Como – Assessorato al Turismo,  venerdì 29 giugno 2018 (ore 9.00-17,00) alla Pinacoteca Civica, via Armando Diaz 84, Como.

Si propone di indagare con l’approccio olistico tipico del Polis Maker il fenomeno delle nuove forme di ricettività turistica (Airbnb, B&B, Condhotel e Albergo diffuso). Intende approfondire con riferimento alla realtà comasca le implicazioni nei suoi molteplici aspetti e settori coinvolti, con l’ambizione di gettare le basi per una proposta di gestione strategica del fenomeno dal punto di vista territoriale. Oltre a sviluppare una visione interdisciplinare, il convegno, partendo dai risultati di un workshop sviluppato dagli allievi del Master, si propone di avviare un dibattito sul tema mettendo a confronto i differenti e numerosi portatori di interesse.

Il programma.

  1. 9.15 – 13.00
  • Saluti istituzionali e apertura del convegno Dott.ssa Simona Rossotti, Assessore al Turismo – Comune di Como
  • Introduzione Prof. Angelo Caruso di Spaccaforno, Direttore del Polis Maker Lab – Polo territoriale di Como – Politecnico di Milano
  • Presentazione dei risultati del workshop nelle varie aree disciplinari del Master Allievi del Master Polis Maker coordinati dai Proff. Maura Cetti Serbelloni Coordinatrice didattica Master Polis Maker, Gabriella Gilli Responsabile Unità di ricerca Psicologia dell’Arte – Università Cattolica del Sacro Cuore, Emanuele Rizzardi BAICR Cultura della Relazione, Elisabetta Cicigoi Docente e Responsabile dell’area Diritto del Master Polis Maker, Benedetto Antonini Vice Direttore Master Polis Maker, Membro del Comitato di Europa Nostra, Angelo Caruso di Spaccaforno Direttore del Master Polis Maker
  • Sintesi dei lavori
  1. 14.30 – 17.00
  • Tavola rotonda

Moderatore Prof. Lucio Fumagalli, Presidente BAICR Cultura della Relazione

Intervengono:
Prof.ssa Marina Botta KTH Royal Institute of Technology Stoccolma,
Prof. Santiago Caprio PhD Vice Direttore Master Polis Maker e Direttore Nazionale dei beni immobili e delle infrastrutture del Ministero della Difesa della Repubblica Argentina,
Prof. Angelo Caruso di Spaccaforno,
Avv. Elisabetta Cicigoi, Membro dell’International Law and Practice Section del New York State Bar Association,
Avv. Claudio Bocchietti Presidente Associazione Proprietà Edilizia di Como,
Dott.ssa Paola Lunghini Direttore Responsabile di Economia Immobiliare,

Arch. Uberto Visconti di Massino PhD Senior Advisor Capital Markets – Knight Frank,
Dott.ssa Anna Veronelli PhD Presidente del Consiglio Comunale – Comune di Como,
Prof. Antoine Wasserfallen PhD EPFL, EurUni.edu, Head of Constructions Bagnes-Verbier

Conclusioni Dott.ssa Anna Veronelli, Presidente del Consiglio comunale – Comune di Como.

Partecipazione gratuita previa registrazione sul sito www.master.polismaker.org/ricettivitaturistica

Per informazioni contattare la Segreteria Scientifica Polis Maker Lab, Polo Territoriale di Como – Politecnico di Milano – Via Valleggio, 11, 22100 Como E-mail: polis.maker@como.polimi.it

 

 

 

IEFE – Università Bocconi Milano – IL COSTO AMBIENTALE DEI PRODOTTI – Forum sulla nascita della certificazione italiana in materia – Istituto Europa Asia informa

giugno 25, 2018

Istituto Europa Asia
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Forum IEFE all’Università Bocconi di Milano sulla nascita della certificazione italiana che lo quantifica
IL COSTO AMBIENTALE DEI PRODOTTI

I prodotti non hanno solo un prezzo per chi li acquista: possiedono anche un costo ambientale. Vale a dire che sono più o meno “dannosi” per l’ambiente a seconda della quantità di acqua e risorse impiegate per produrli, della Co2 liberata nell’atmosfera dal processo e così via.

I consumatori, con le loro scelte quotidiane, hanno il potere reale di influenzare il mercato e le scelte produttive, e ne sono sempre più consapevoli. E sono sempre più numerosi i cittadini che presterebbero attenzione ad un indicatore sintetico, un voto, un giudizio sulle conseguenze ambientali delle proprie scelte di consumo e della fruizione di servizi. Tocca pertanto alle aziende  la responsabilità di misurare l’impatto dei propri prodotti e di dichiararlo in un modo verificabile, restando a loro volta stimolate ad innovare le produzioni per renderle più sostenibili e i cittadini a cambiare consumi e stili di vita.

Il 29 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 21 marzo 2018 n. 56, recante il Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato “Made Green in Italy”, di cui all’Art. 21, comma 1, della Legge 221/2015. Con questo atto normativo prende definitivamente il via la fase applicativa dello schema, basato sul metodo della Product Environmental Footprint della Commissione Europea.

Per approfondire i contenuti del Decreto, ovvero i requisiti, le modalità di adesione e le opportunità di comunicazione offerte dal nuovo schema di certificazione, all’Università Bocconi di Milano si è svolto a cura di IEFE un seminario dal titolo “Nasce la certificazione italiana dell’impronta ambientale” cui hanno partecipato

FABIO IRALDO Coordinatore Osservatorio Green Economy, IEFE, Università Bocconi e Istituto di Management, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa;
ENRICO CANCILA Osservatorio greenER e segreteria tecnica della Rete Cartesio;
LAURA CUTAIA ENEA;
PAOLO MASONI Eco Innovazione;
SIMONETTA RONCARI Regione Lombardia.

Aziende e distretti industriali che hanno valutato o stanno valutando il proprio impatto ambientale sulla base del ciclo di vita dei prodotti oramai costituiscono una massa critica: una dozzina di distretti industriali italiani (calzaturiero, mobile, conciario, vitivinicolo…), un centinaio le aziende che hanno individuato nelle etichette di prodotto uno strumento di garanzia nel dialogo con il consumatore o con i clienti, siano pubblici o privati. Le “impronte ambientali” dei prodotti (e le etichette che ne certificano l’attendibilità), afferma Legambiente, rappresentano oggi un’efficace opportunità per poter comunicare al mercato il proprio impegno e l’eccellenza delle proprie prestazioni, evitando i rischi del cosiddetto greenwashing (l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie e realtà produttive).

Con la Raccomandazione 2013/179/CE è stata ufficialmente introdotta nell’Unione Europea la Product Environmental Footprint, una metodologia che regolamenta il calcolo, la valutazione e la comunicazione a tutti gli stakeholder dell’impronta ambientale dei prodotti. La Commissione Europea, in questo modo, mette a disposizione delle imprese un metodo che consente di elaborare una rosa di indicatori relativi alle principali categorie di impatto ambientale (emissioni di gas ad effetto serra, efficienza nell’uso delle risorse, impronta idrica, etc.) che il produttore è legittimato a utilizzare liberamente a fini competitivi, in particolar modo nella comunicazione di marketing e nei confronti del mercato.

La possibile valorizzazione competitiva delle impronte ambientali può essere ad ampio spettro: dall’indicazione sul packaging del prodotto, al materiale promozionale (es.: brochure sui prodotti), dalla comunicazione pubblicitaria fino all’utilizzo in documentazione ufficiale atta a comprovare il rispetto di criteri inseriti dei bandi per appalti pubblici (cosiddetto Green Public Procurement).

Con l’art. 21 della Legge 221/2015 è stato perfino introdotto in Italia il marchio “Made Green in Italy”, che si basa sul calcolo della Product Environmental Footprint e che, una volta che saranno disponibili i regolamenti attuativi (attesi per l’inizio del 2018) potrà essere richiesto e ottenuto da chi ha applicato la metodologia dell’Impronta ambientale definita nella Raccomandazione 2013/179/CE.

La Commissione Europea sta puntando fortemente sull’Impronta Ambientale come leva principale per accrescere la quota dei prodotti “verdi” nel mercato unico, invitando le imprese a calcolare l’impronta che i propri prodotti sono in grado di generare “dalla culla alla tomba”. L’ approccio seguito dalla Commissione si basa su un principio largamente condiviso e già attuato in molte esperienze aziendali e di policy: l’impatto di un prodotto va misurato considerando i diversi problemi ambientali su cui esso può incidere lungo tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime e delle risorse naturali che vengono impiegate nella fase produttiva, fino al termine della vita utile del prodotto, quando esso deve essere smaltito oppure trova una nuova funzione nel recupero come materia secondaria in un’altra filiera (si pensi alla carta da macero).

La diffusione di questa prassi da parte delle aziende dovrebbe aiutare a superare le principali barriere che oggi ostacolano la diffusione delle tendenze della Green Economy. Da un lato, infatti, le PEF rafforzano la credibilità delle aziende nei confronti dei consumatori e dei clienti, prevenendo il fenomeno del greenwashing, che oggi costituisce uno dei principali freni allo sviluppo dei prodotti “amici dell’ambiente” sul mercato. Dall’altro, la Commissione Europea ha più volte dichiarato di voler definire un quadro di incentivi e premialità per chi deciderà di raccogliere la sfida della PEF, in modo che sia premiato soltanto chi prova in modo serio e credibile di poter vantare performances ambientali migliori.

Foto: Edoardo Croci, dello IEFE, con Achille Colombo Clerici pres. IEA

 

 

 

“Urban Regreeneration” FORUM a Roma nella sede di ENEA – Istituto Europa Asia IEA informa

giugno 25, 2018

Istituto Europa Asia
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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI: A ROMA IL FORUM URBAN REGREENERATION
UN TAVOLO TECNICO PER  L’EDIFICIO VERDE

E’ stato istituito su iniziativa dell’ENEA  un tavolo tecnico per la riqualificazione degli edifici con lo scopo di aumentare la qualità energetico-ambientale dei progetti e semplificare le procedure di finanziamento in modo da sbloccare il mercato favorendo, attraverso un percorso istituzionale congiunto, una maggiore informazione e trasparenza degli strumenti di misura da parte di consumatori, cittadini, operatori, professionisti, mercato immobiliare, multiutility e mondo della finanza.

E’ avvenuto a Roma nella sede nazionale ENEA dove si è tenuto il Forum URBAN REGREENERATION, promosso e coordinato da ENEA e Tabula Rasa – agenzia green marketing e comunicazione ambientale promotrice di Habitami, campagna pubblica riqualificazione energetica edifici e di Homo Condòmini Tour, il roadshow per l’efficienza energetica – in partnership con CTI, UNI, Agenzia Casa Clima, Green Building Council Italia, iiSBE/Itaca.

Il Forum ha inteso valorizzare e diffondere i protocolli per la valutazione del livello di sostenibilità degli edifici; promuovere standard di garanzia per la qualità delle costruzioni indirizzati a finanza e mercato immobiliare basati su benchmark, norme tecniche e prassi consolidate; potenziare l’informazione e la formazione e convergere verso una comunicazione condivisa per realizzare la riqualificazione energetica in Italia.
Obiettivo, l’esigenza di avviare un grande piano di rigenerazione urbana che non vada ad incidere sui bilanci delle famiglie ma che interessi investimenti pubblici/privati avviando una spirale virtuosa che possa generare benefici all’ambiente, alla salute dei cittadini, al mondo del lavoro. In sintesi, una nuova cultura dell’abitare nella quale ogni attore deve fare la sua parte affinché la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e la costruzione del nuovo in base a parametri di efficientamento energetico possano costituire una nuova frontiera dell’abitare.

Dopo i saluti di Federico TESTA, Presidente ENEA, l’intervento del  Sottosegretario di Stato Vannia Gava  che ha sottolineato l’attualità e la strategicità per il nostro Paese del tema trattato e ha auspicato una forte collaborazione tra le Istituzioni per contaminare il territorio nazionale di buone pratiche in materia di efficienza energetica: “È intenzione del Ministero dell’Ambiente – ha affermato il Sottosegretario – promuovere azioni che favoriscano sempre più la cooperazione interistituzionale finalizzata all’individuazione di risposte efficaci negli interventi di riqualificazione o di nuova realizzazione degli edifici e che poggino sui principi di sostenibilità. Mi aspetto – ha concluso – che al termine di questa giornata possano emergere proposte concrete di lavoro sulle quali poter partire per accelerare la transizione verso la green economy, strumento fondamentale per garantire il rispetto degli impegni presi con la sottoscrizione dell’Accordo di Parigi e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.”

I partecipanti secondo il panel.

Introduzione ai lavori
Roberto MONETA, Direttore del Dipartimento Unità Tecnica Efficienza Energetica;
Carlo INFANTE, Urban Experience,
moderati da Giovanni PIVETTA, Responsabile Habitami.

CONTRIBUTI
Luca BARBERIS, Direzione Sviluppo Sostenibile GSE;
Antonio PANVINI, Direttore CTI (Comitato Termotecnico Italiano);
Ruggero LENSI, Direttore UNI Ente Italiano di Normazione.

PROTOCOLLI SOSTENIBILITA’
Andrea MORO,  Presidente iiSBE;
Giuseppe RIZZUTO, Direttore Itaca; Marco MARI, Vice Presidente Green Building Italia;
Ulrich SANTA, Direttore Agenzia Casa Clima.

DIBATTITO
Beatrice COVASSI, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea;
Antonio DECARO, Presidente Nazionale Anci;
Massimiliano MUSMECI, Direttore generale Ance;
Enzo PONZIO, Presidente CNA Costruzioni;
Paolo CRISAFI, Direttore ASSOIMMOBILIARE;
Silvia VIVIANI, Presidente INU;
Armando ZAMBRANO, Presidente CNI;
Alessandro MARATA,  CNAPPC;
Giampiero GIOVANNETTI, Presidente CNPI:
Maurizio SAVONCELLI, Presidente CNGeGL;
Vincenzo GIOVINE, Vice Presidente CNG;
Maurizio PEZZETTA, Vice Presidente Vicario FIMAA;
Fabrizio SEGALERBA,  Segretario Nazionale FIAIP;
Paolo BELLINI,  Presidente ANAMA.

Foto:
Achille Colombo Clerici Pres. IEA

 

 

“Startup e co-working” Forum a Milano QN Il Giorno – Istituto Europa Asia IEA informa

giugno 22, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Forum a Milano su startup e co-working

FINANZIAMENTI E IGNORANZA NEMICI DELL’INNOVAZIONE

Finanziamenti scarsi ma anche – e forse soprattutto – ignoranza e diffidenza rendono problematico lo sviluppo e la collaborazione con le pmi delle start-up italiane. Se si considera che metà dei nostri imprenditori non ritiene fondamentale un adeguato utilizzo di internet, si capisce come l’Italia sia all’ultimo posto tra i grandi Paesi europei pur essendo seconda, dopo la Germania, per capacità manifatturiera.

E’ emerso nel viaggio del mondo dell’innovazione organizzato da QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Il Telegrafo e QN Economia e Lavoro, in collaborazione con Tim, ai Frigoriferi Milanesi.

Nei lavori introdotti da Sandro Neri direttore de Il Giorno e coordinati da Davide Nitrosi, responsabile Economia & Lavoro di QN, è risultato che sono 83 al giorno le nuove imprese che vengono registrate a Milano.

Sono 7.000 le startup nate nel capoluogo lombardo nei primi 3 mesi nel 2018 sulle 113.000 secondo la Camera di Commercio di Milano.

Anche nel co-working Milano fa la sua parte con 20 centri su 150 in tutto il Paese.

A Milano, inoltre, stanno nascendo progetti per riqualificare aree periferiche della città con la presenza e l’impegno delle comunità di startupper, come hanno ricordato l’assessore durante l’incontro “L’innovazione tecnologica nei distretti italiani” Stefano Bolognini, assessore alle politiche sociali, abitative e disabilità della Regione Lombardia, e Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione, cittadinanza attiva e open data di Milano.

Negli ultimi anni almeno tre nuovi spazi di co-working sono stati aperti ogni giorno e la media del numero dei co​-​workers è cresciuta al ritmo di duecento ogni 24 ore.

Le startup, in particolare, vedono in questi uffici non tradizionali il terreno più fertile per far sviluppare velocemente il proprio business. Si stima che le nuove professioni e i freelance diventeranno il 50% della forza lavoro europea nel 2020, le persone avranno semplicemente bisogno di persone, di co​-​worker, che possano partecipare a far crescere altre aziende, sia nel breve periodo che nel medio-lungo termine

Il viaggio parte dalla dorsale dell’innovazione che si snoda da Milano, Bologna, Roma, Napoli fino a Catania.

Sono le città degli hub di Tim. Hub dove startup e aziende innovative possono toccare con mano come la tecnologia possa rivoluzionare un’attività afferma Attilio Somma, innovation vice president di Tim.

Negli hub le startup possono lavorare con tecnologie innovative prima del debutto sul mercato. È il caso delle connessioni ultraveloci 5G.

“Stimolare la crescita di quartieri digitali nelle città è una chiave importante sulla quale in passato abbiamo lavorato poco – spiega Paolo Barberis, co-founder di Nana Bianca -. Le persone nei quartieri hanno capito che si devono attivare da sole grazie alle potenzialità del digitale, senza aspettare interventi dall’alto”.

L’ innovazione in Italia, però, segue anche tendenze diverse a quelle degli altri Paesi: «Siamo andati a vedere quante fossero le startup che avevano criteri di innovazione, al di là del registro delle imprese innovative che ne conta 9.328 – spiega Valerio Momoni, marketing, product & business development director di Cerved – Abbiamo censito 14.000 imprese con una fortissima concentrazione su Milano, con oltre 2.300 imprese. Da segnalare, poi, la dorsale adriatica e le zone di Trento e Trieste, piccole Silicon Valley. In Italia non c’è un problema di idee ma di finanziamento.”

Forte l’impatto di PoliHub, incubatore del Politecnico di Milano. Ha raccolto 1.200 idee imprenditoriali: 113 sono diventate aziende. “Queste aziende nel 2017 hanno fatturato 30 milioni e hanno raccolto il 10% degli investimenti raccolti in tutta Italia dalle giovani imprese. In tutto, inoltre, sono stati impiegati 150 collaboratori”, spiega Claudia Pingue, direttore generale di PoliHub.

Importante, e in un certo senso complementare l’attività di Speed Mi Up dell’Università Bocconi, presidente Alvise Biffi: mentre il Poli è finalizzato sull’innovazione, la Bocconi punta sulla gestione. Un bel connubio.

Foto
Sandro Neri con Achille Colombo Clerici e Patrizia Signorini vice Decano del Corpo Consolare Milano e Lombardia

 

 

 

Giuseppe Vigorelli – Convegno alla Università Cattolica di Milano in sua Memoria “Il mestiere del banchiere” – Istituto Europa Asia informa

giugno 22, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Convegno all’Università Cattolica in memoria di Giuseppe Vigorelli
IL (DIFFICILE) MESTIERE DEL BANCHIERE

“Temo le conseguenze dell’arrivo dell’anarcocapitalismo d’Oltreoceano e d’Oltremanica e la sua rapacità che ha provocato fino ad oggi ben 11 crisi bancarie molte delle quali controllate prima che esplodessero. Il difficile “mestiere del banchiere” deve saper coniugare la necessità di competere nella società del libero mercato, e quindi fare profitti, con etica e principi sociali. Innovazione e nuove tecnologie non vanno sottovalutate per le conseguenze che hanno sulla macchina del credito, ma vanno utilizzate per affinare nuovi sistemi di sostegno alle famiglie e alle imprese”.

Così Antonio Patuelli, presidente di ABI-Associazione Bancaria Italiana, intervenendo al convegno in memoria di Giuseppe Vigorelli “Il mestiere del banchiere”, organizzato all’Università Cattolica di Milano da Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e Università Cattolica del Sacro Cuore cui hanno partecipato
–  Vittorio Conti, vicepresidente vicario ASSBB-Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa;
– Carlo Salvatori, presidente Banca Lazard; –  Victor Massiah, consigliere delegato Ubi Banca e presidente ASSBB;
–  Ennio Doris, presidente Banca Mediolanum.

Patuelli, a margine del convegno, ha aggiunto: “L’Italia dovrebbe spingere per una codificazione unitaria del sistema bancario europeo. Oggi l’unione bancaria può essere più solida con regole uguali non solo di vigilanza, ma anche in materia di normativa di base. E di questo si devono occupare le istituzioni, ovvero i rappresentanti italiani alla Commissione e al Parlamento europei e quelli del nostro Parlamento e del nostro Governo.”

Sfatate, dai relatori, alcune convinzioni comuni presso l’opinione pubblica: per citare, che siano troppe le banche in Italia. Sono 110, la Francia ne conta 600, la Germania 1600; e che si sia speso troppo per salvare le banche in difficoltà: 11 miliardi di euro contro i 250 miliardi denaro pubblico impiegati dalla Germania con il medesimo obiettivo e i 160 miliardi della Francia.

L’ASSBB, costituita nel 1973 è un’associazione senza finalità di lucro tra banche e intermediari finanziari che opera in collaborazione con le facoltà economiche dell’Università Cattolica con il fine di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale dei quadri e del management delle banche aderenti. Tra le più qualificanti iniziative, l’organizzazione di seminari sul tema Uomo e denaro, un ciclo di conferenze sui rapporti tra etica ed economia. L’obiettivo è di presentare ad un pubblico misto di uomini di banca, professori e studenti una serie di riflessioni sulle connessioni tra l’interesse egoistico che sostiene le economie di mercato e le ragioni etiche costitutive delle società del mondo occidentale. Attualmente vi aderiscono 53 banche e intermediari finanziari, cui si affiancano altri operatori non bancari, quali associazioni di settore. Ad essi si aggiungono 20 società in qualità di “Amici dell’Associazione”.

Fondatore dell’ente con un gruppo di docenti della Cattolica è stato il banchiere umanista Giuseppe Vigorelli alla cui memoria è stato intitolato il convegno. Così lo ricordano Carlo Salvatori e Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: figura storica dell’industria bancaria italiana e protagonista di un lungo sodalizio con l’Università Cattolica proseguito per quasi 70 anni. Approdato alla Banca per il Commercio Serico, che diventerà Banca Commercio e Industria, la trasforma in uno dei principali gruppi bancari italiani. Anima dell’UCID-Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, è stato uno dei frequentatori più assidui dei Forum Ambrosetti.

“Beppo”, Ambrogino d’Oro del Comune di Milano come cofondatore dell’ Associazione Amici di Milano – lo ricorda affettuosamente  Colombo Clerici – era tra i più antichi frequentatori del Forum Ambrosetti di Cernobbio e la domenica prima di ogni Natale, non mancava mai, aiutato dalla moglie Roberta, di invitare a casa gli amici,  molti appartenenti al mondo della Finanza e della Economia, per una cena  augurale durante la quale ci arricchiva  con la sua profonda cultura, la saggezza e soprattutto rafforzando in noi quei principi di umanità e di solidarietà che devono essere alla base dell’operato di ciascuno.

Foto:
– Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello e Giampio Bracchi

– Colombo Clerici con Giorgio Basile

– Achille Colombo Clerici con Mario Boselli

– Colombo Clerici con Antonio Patuelli

 

 

 

Luciano Fontana dir. Corriere della Sera: “Un Paese senza leader” Libro – Presentazione-Cena a Palazzo Cusani Comando Militare Esercito Lombardia – IEA informa

giugno 18, 2018

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A cena con il direttore del Corriere della Sera a Palazzo Cusani di Milano
Luciano Fontana e il suo ultimo libro “Un Paese senza leader”

Scritto dopo le elezioni e prima del governo Conte il libro “Un Paese senza leader”, editore Longanesi, risponde alla domanda che molti si pongono: come si è arrivati all’attuale situazione politica del dopo elezioni?

Tra partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e leader che nel giro di pochi mesi compiono un’inarrestabile ascesa e una rovinosa caduta, nei venticinque anni della Seconda Repubblica gli italiani hanno vissuto il crollo di tutti i tradizionali fronti politici.

Dal suo osservatorio privilegiato di direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana coglie le tensioni generate da queste dinamiche e, con l’aiuto delle irriverenti vignette di Giannelli, traccia una panoramica dell’attuale politica italiana: gli errori della sinistra e la scissione del PD; la temporanea caduta di Berlusconi, la sua incerta rinascita e le nuove spinte del Centrodestra; l’irrompere sulla scena dei nuovi esponenti del M5S e la svolta nazionalista della Lega Nord.

In un’analisi a tutto campo, e con retroscena e ritratti dei protagonisti che ha conosciuto “da vicino” (da Berlusconi a Renzi, da Salvini a Grillo e Di Maio, da D’Alema a Veltroni e Prodi), Fontana si chiede se sia possibile ricostruire una classe dirigente all’altezza della situazione.

E soprattutto se ci sia oggi un leader che sappia eliminare odi e rivalità per mettersi davvero al servizio del nostro Paese e per formare un nuovo governo finalmente solido e duraturo.

Alla radice c’è per Fontana prima di tutto il sistema elettorale: ”Penso che, alla fine, un sistema maggioritario a doppio turno, che ha dato buona prova fino ad oggi nell’elezione diretta dei sindaci, fosse il migliore”; e spesso in queste pagine aleggia la figura di Macron, che con un sistema simile è stato eletto, e che nel sistema italiano, per ora, come spiega bene l’autore, non può che rimanere una semplice aspirazione.

Dopo i saluti del padrone di casa col. Emanuele Carozzi è toccato a Ruben Razzante, docente di Diritto dell’ informazione nell’Università Cattolica di Milano, coordinare i lavori che hanno visto gli interventi degli invitati e dei numerosi giornalisti, tra i quali Sandro Neri direttore de Il Giorno. Accompagnamento musicale a cura di Sonia Vettorato.