Archivio per giugno 2018

“Un mercato a più livelli” – Assoedilizia – QN Il Giorno pag. 26 – 16.06.2018 di Achille Colombo Clerici

giugno 18, 2018

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”.

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia.

C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare anche di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi.
Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Corredati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.
Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?
Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: “sic stantibus rebus” assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico e resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

 

Banca Italia Bankitalia Rapporto Economia della Lombardia 2018 – giugno 2018 – IEA informa

giugno 15, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Banca d’Italia, il Rapporto 2018 sull’economia della Lombardia

SPLENDE IL SOLE MA ALL’ORIZZONTE SI PROFILA UNA NUBE OSCURA

“Il sole splende sull’economia della Lombardia anche se all’orizzonte si profila una nube oscura”; cosi’, parafrasando Christine Lagarde, già direttore del FMI, ha esordito Giuseppe Sopranzetti, Direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, presentando in Assolombarda l’annuale Rapporto ad una folta rappresentanza del mondo imprenditoriale e finanziario, tra cui il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici. Ospite d’onore il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

All’importante appuntamento, aperto da Renato Carli, Presidente del Gruppo Tecnico Credito e Finanza di Assolombarda, sono intervenuti inoltre Paola Rossi e  Massimiliano Rigon, Banca d’Italia – Sede di Milano, Divisione Analisi e ricerca economica territoriale; Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda;  Ferruccio De Bortoli, Presidente della Casa editrice Longanesi; Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. I lavori sono stati conclusi da Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia.

Nel 2017 l’espansione dell’economia della Lombardia si è consolidata e rafforzata rispetto agli anni precedenti. Il PIL sarebbe aumentato dell’1,7 cento, secondo le stime di Prometeia. L’attività è cresciuta in tutti i principali settori produttivi, favorita da un forte incremento delle esportazioni di beni, dall’espansione degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie, da condizioni di finanziamento distese. Il miglioramento del mercato del lavoro ha contribuito ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, che dal 2014 hanno beneficiato anche di un aumento della ricchezza. Nonostante la buona performance registrata nel 2017, i dati preliminari sul PIL segnalano che la Regione non ha ancora recuperato il divario accumulato negli anni precedenti con le principali regioni della UE alla stessa simili per struttura economica e produttiva.
L’espansione dell’attività dell’industria e dei servizi è proseguita nel primo trimestre del 2018 e, nei programmi delle imprese, l’accumulazione di capitale dovrebbe consolidarsi in corso d’anno.

Le imprese

Nell’industria la produzione, in espansione dal 2013, ha significativamente accelerato nel 2017 e l’aumento si è diffuso a tutte le categorie dimensionali d’azienda e a quasi tutti i settori. I più intensi incrementi dell’attività registrati dalle aziende di dimensioni maggiori negli ultimi anni si sono associati ad aumenti di produttività. La capacità produttiva utilizzata è aumentata e le imprese hanno accresciuto l’accumulazione di capitale, usufruendo anche delle agevolazioni fiscali previste per gli investimenti in nuove tecnologie digitali. Nelle costruzioni il fatturato ha iniziato a mostrare variazioni positive, accompagnate da un miglioramento del mercato immobiliare. Nel terziario è proseguita, rafforzandosi, la fase espansiva, particolarmente marcata nei servizi alle imprese. È cresciuto il numero delle start up innovative e gli indicatori di attività innovativa delle imprese sono migliorati. Le esportazioni di beni sono aumentate a tassi elevati e hanno iniziato a recuperare quote sul commercio mondiale.
È proseguito il miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie delle imprese. L’incremento della redditività, che ha interessato tutti i settori di attività economica, ha contribuito alla crescita della capacità di autofinanziamento e all’ulteriore riduzione della leva finanziaria. I prestiti bancari sono moderatamente cresciuti, ma presentano andamenti ancora differenziati: sono aumentati i finanziamenti alle imprese della manifattura e dei servizi, a quelle medio-grandi e a quelle finanziariamente più solide. La domanda di credito si è mantenuta stabile, beneficiando del miglioramento del quadro congiunturale e della ripresa degli investimenti. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste nel complesso distese, sebbene le politiche di offerta restino improntate alla cautela, come evidenziato anche dalle politiche di pricing. È aumentata la diversificazione delle fonti di finanziamento, con un maggior ricorso al mercato obbligazionario.

Il mercato del lavoro

Nel 2017 il miglioramento dell’attività economica ha favorito il proseguimento dell’espansione del numero degli occupati e delle ore lavorate. I nuovi rapporti di lavoro attivati, al netto delle cessazioni, sono stati prevalentemente a termine. Il tasso di disoccupazione è diminuito sensibilmente rispetto al 2016, contestualmente a un lieve aumento del tasso di attività. Le imprese della regione hanno utilizzato personale altamente qualificato in misura superiore rispetto alla media italiana; le aree urbane sono state un polo di attrazione di persone laureate provenienti da altre regioni del Paese.

Le famiglie

Il miglioramento del mercato del lavoro ha favorito l’espansione del reddito disponibile e dei consumi delle famiglie nel 2016 e, secondo dati preliminari, nel 2017. La soddisfazione complessiva dei cittadini lombardi sulle condizioni di vita ha recuperato, in concomitanza con un marcato miglioramento delle valutazioni in merito alle proprie risorse economiche.
Il credito alle famiglie ha continuato a espandersi. Il basso livello dei tassi di interesse e l’offerta di contratti innovativi e maggiormente flessibili, in un quadro di miglioramento del mercato immobiliare, hanno sospinto le erogazioni di nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni, che si sono mantenute su livelli elevati. Le scelte di allocazione delle risorse finanziarie delle famiglie hanno privilegiato i titoli azionari e gli strumenti del risparmio gestito.

Il mercato del credito

Le banche hanno proseguito la riorganizzazione della rete territoriale e dei canali distributivi al fine di recuperare efficienza. A fronte dell’ulteriore calo del numero degli sportelli, si è rafforzata la diffusione dei canali innovativi di contatto tra le banche e la clientela. Alla fine dell’anno passato la quasi totalità degli intermediari offriva i propri servizi anche attraverso piattaforme digitali. Negli anni più recenti, si è significativamente ampliata la disponibilità di strumenti dedicati ai micro-pagamenti o ai trasferimenti di denaro con modalità peer to peer.
La qualità del credito erogato alla clientela lombarda è migliorata. L’incidenza dei nuovi prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti si è riportata sui valori pre-crisi. Pur rimanendo elevato, si è ridotto l’ammontare delle posizioni problematiche sul totale dei finanziamenti, grazie anche all’intensificarsi delle operazioni di dismissione dei prestiti in sofferenza dai bilanci bancari e alla crescita delle rettifiche di valore, che nell’anno passato ammontavano a quasi la metà dei crediti deteriorati e a oltre il sessanta per cento di quelli in sofferenza.

La finanza pubblica

Nel triennio 2014-16 si è ridotta la spesa corrente delle Amministrazioni locali lombarde; l’introduzione dal 2016 del principio del pareggio di bilancio ha contribuito solo parzialmente a sostenere la spesa per investimenti, ancora scesa in Regione e nelle Province, a fronte di un debole aumento nei Comuni. È proseguito il calo del debito delle Amministrazioni locali lombarde, che ha un’incidenza sul PIL inferiore alla media italiana.

Tutto bene, o quasi? Cifre e dati dicono di sì. E la nube lagardiana? E’ la fiducia, o meglio, il possibile venir meno della stessa. Sopranzetti ricorda la ripresa del 2010-2011 che venne bruscamente meno quando, a metà dello stesso anno, si esaurì il carburante della fiducia che l’aveva sostenuta.

Foto
Giuseppe Sopranzetti con Achille Colombo Clerici pres. IEA

 

 

 

Premio GEA, HBR Italia ed Arca Fondi SGR con il patrocinio di Borsa Italiana. “Attrattività Finanziaria 2018” Eccellenze d’Impresa – Palazzo Mezzanotte, della Borsa Milano – IEA informa

giugno 14, 2018

Istituto Europa Asia
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Eccellenze d’Impresa. A Technogym e Furla il “Premio Attrattività Finanziaria 2018”
ECONOMIA ITALIANA BENE ANCHE NEL 2018, I GOVERNI NON INFLUISCONO

Sole sull’economia italiana – dal turismo all’export all’occupazione – anche nel 2018 nonostante i timori espressi da qualcuno su possibili effetti negativi del governo M5S-Lega.

Anche in Italia, come succede del resto ovunque (eccezione fatta per la Cina), sono i mercati e non la politica a decidere.

E’ l’opinione prevalente degli esperti convenuti a Milano, a Palazzo Mezzanotte, alla prima edizione del Premio Attrattività Finanziaria nell’ambito del percorso di Eccellenze d’Impresa, il programma permanente per la celebrazione del valore e delle eccellenze della piccola media impresa italiana promosso da GEA-Consulenti di Direzione, HBR Italia ed Arca Fondi SGR con il patrocinio di Borsa Italiana. Esperti che hanno lanciato il messaggio: delle 200.000 aziende italiane solo 250 sono quotate perché finora molti imprenditori hanno cercato nelle banche le fonti di finanziamento. E’ necessario che, per crescere e poter competere in un mondo globalizzato, questi imprenditori si rivolgano al “capitale di rischio”.  Tra gli operatori economici invitati Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia.

Sul podio sono salite Technogym (tra le aziende quotate) e Furla (tra le aziende non quotate). Il riconoscimento ha premiato la loro capacità di attrarre risparmio privato a supporto della crescita insieme alla loro eccellenza nella trasparenza ed indipendenza di gestione e nella governance. Menzioni speciali sono state – inoltre – conferite, per le aziende quotate, ad Avio e F.I.L.A. mentre, per le aziende non quotate, ad Irca e Zucchetti.

A decretare gli importanti riconoscimenti, una giuria composta da Alberto Borgia, Presidente di AIAF, Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI, Marco Fortis, Vice Presidente di Fondazione Edison, Federico Ghizzoni, Presidente di Rothschild, Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana, Emma Marcegaglia, Presidente di ENI ed Elena Zambon, Presidente di Zambon Spa.

Gli stessi membri della giuria, con la sola assenza di Elena Zambon, hanno inoltre animato – nell’ambito della cerimonia di premiazione presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana –  la tavola rotonda dal titolo “L’eccellenza finanziaria tra governance e trasparenza”, dove si è affrontato il tema della tutela delle aziende e della loro spinta alla crescita attraverso l’apertura del capitale al risparmio di terzi, leva necessaria per lo sviluppo dell’imprenditoria nazionale.

“Siamo particolarmente orgogliosi – con questa prima edizione del Premio Attrattività Finanziaria – di aver donato nuova linfa alla piccola rivoluzione di pensiero che intendiamo portare avanti con il progetto Eccellenze d’Impresa, intendendolo soprattutto come momento di sensibilizzazione sulle potenzialità del tessuto imprenditoriale italiano, fatto di realtà di assoluta eccellenza spesso ancora troppo poco valorizzate”,  ha sottolineato Luigi Consiglio, Presidente di GEA-Consulenti di Direzione.

“La capacità di attrazione del risparmio e la sua coerente trasparente gestione – al centro di questo riconoscimento – rappresentano caratteristiche imprescindibili per la crescita delle imprese, e valorizzarle con iniziative quali il Premio Attrattività Finanziaria di oggi può rappresentare un potente stimolo per il nostro sistema economico, oggi in una fase di cambiamento epocale nel pieno della quarta rivoluzione industriale”, ha aggiunto Enrico Sassoon di HBR Italia.

“Grazie alla nostra consolidata esperienza e conoscenza del settore delle PMI italiane – delle quali siamo investitori primari – siamo più che convinti che lo sviluppo del mercato dei capitali sia indispensabile per sostenere la crescita delle imprese nazionali sui mercati internazionali, ed è per questo motivo che siamo molto felici di poter promuovere un progetto come questo, per sensibilizzare e promuovere l’attrattività finanziaria e le eccellenze delle imprese italiane ” –ha concluso Ugo Loser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR.

Dopo il debutto del progetto lo scorso 10 aprile – nell’ambito del Salone del Risparmio 2018 – e la tappa odierna, il programma di Eccellenze d’Impresa proseguirà il prossimo 15 ottobre, con la quinta edizione del “Premio Eccellenze d’Impresa”, momento conclusivo del laboratorio per il 2018.

Foto:
– Marco Fortis, Achille Colombo Clerici, Luigi Consiglio

– Achille Colombo Clerici e Marco Fortis

– Il palco con i relatori del Convegno

 

 

 

 

Le logiche dell’investimento immobiliare: come operano e come guidarle – Ciam Archxmi Aim – Terzo Seminario In Assoedilizia – 12 Giugno 2018

giugno 13, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

In Assoedilizia il terzo dei quattro seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano

COME LE LOGICHE IMMOBILIARI INFLUISCONO SULLA CITTA’

Si è svolto in Assoedilizia a Milano il terzo di quattro Seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano dal titolo “Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”. E’ stato  organizzato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI, l’Associazione Interessi Metropolitani  e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano e provincia.

Coordinatori, Gianni Verga ed Eugenio Radice Fossati,

Relatori Achille Colombo Clerici, Guido Iannoni Sebastianini, Giuseppe Abruzzese, Vincenzo Albanese.

Dopo l’apertura dei lavori di Verga che ha spiegato i motivi del seminario “gli operatori immobiliari influiscono certamente sullo sviluppo, la qualità della vita, la bellezza di una città”, l’intervento di Colombo Clerici:

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle.”

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia. C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum  Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi. Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Correlati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.

Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?

Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: ‘sic stantibus rebus’  assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico.

Resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

Per Abruzzese “si registra un record di investitori stranieri nell’immobiliare a Milano e in Lombardia attratti dall’alta qualità della vita ma anche da normative regionali che, se pure non rivoluzionarie, costituiscono un forte incentivo agli investimenti: per citare, la spinta a rigenerare l’esistente per il blocco al consumo di nuovo suolo, l’abolizione della “zonizzazione” residenziale, produttiva, commerciale, la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Purtroppo gli stranieri restano sconcertati dalle grandi differenze normative tra regioni e comuni diversi”. Iannoni Sebastianini si è soffermato sul ruolo delle assicurazioni e prevede l’arrivo di nuovi soggetti-investitori destinati a rimpiazzare, in un certo senso, i benefici finora portati dal quantitative easing, con un occhio sulla logistica (piccoli e medi centri commerciali soprattutto in provincia) mentre perde appeal il residenziale.

Albanese ha quantificato in 130 miliardi gli investimenti nell’immobiliare lo scorso anno, 90 dei quali proprio nel residenziale: Milano è capofila in Italia con 11 miliardi di investimenti, parte dei quali però del tipo “compra e vendi”. “Si tratta – ha detto – di far restare questi capitali in loco anche incentivando nicchie di investimento sempre più promettenti quali campus studenteschi, residenze per anziani, locazioni brevi.  Grava su tutto una certa difficoltà di assorbimento della nuova produzione condizionata dalle zone nelle quali viene realizzata: ad esempio, se entro la cerchia filoviaria della linea 90-91 si vende anche prima del completamento, oltre, il mercato è più difficile. Un mercato che dovrebbe rivolgersi – considerato che il settore lusso interessa non più del 5% degli acquirenti – alla fascia media con possibilità di spesa attorno ai 4.000 euro al mq.”

Numerosi e interessanti gli interventi al dibattito che ne è seguito: secondo Radice Fossati il tema proposto da Colombo Clerici andrebbe  ulteriormente sviluppato; Alberico Belgiojoso ha sostenuto che City Life resta un corpo estraneo nel tessuto urbanistico della città anche se ha avuto il merito di sviluppare attorno a sé iniziative immobiliari più aderenti al territorio; Lorenzo Greppi vede due rischi: il venir meno della cultura urbana del risparmio e la possibile uscita degli investitori italiani a causa dell’arrivo di quelli stranieri. Verga ha denunciato l’impreparazione del nostro sistema creditizio a sostenere grandi investimenti, creando per contro la pericolosa falla dei crediti inesigibili, e l’assurdità di normative che risalgono  ad oltre un secolo cui fa riferimento il Regolamento Edilizio. Ha concluso Colombo Clerici manifestando perplessità sull’eccessiva presenza di capitali stranieri nell’immobiliare: “Una volta c’erano i capitani d’industria che investivano sul territorio e ad esso erano ancorati. Oggi ci sono capitani di ventura.”

Nella foto da sin.:

– Gianni Verga, Giuseppe Abruzzese, Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati, Vincenzo Albanese. ( 2 foto )

– Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati

 

 

 

Riapertura Navigli di Milano – Al via il dibattito pubblico, con il Sindaco Giuseppe Sala – Assoedilizia – Giugno 2018 – IEA informa

giugno 12, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Riapertura Navigli, al via il dibattito pubblico.
SULL’AFFASCINANTE PROGETTO L’INCUBO DELLA DURATA EFFETTIVA DEI LAVORI

Sala Alessi gremita per l’avvio del dibattito pubblico per la riapertura dei navigli alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala, dell’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data Lorenzo Lipparini, del coordinatore del Comitato scientifico per la riapertura dei navigli Antonello Boatti e di Marco Prusicki, componente del Comitato e professore Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Si tratta del primo di una serie di eventi pubblici per presentare alla città il “Progetto navigli” che riguarda, per ora, 2 dei 7,7 chilometri del tracciato storico dei Navigli, per un importo di circa 150 milioni.

I lavori prevedono la riconnessione idraulica della Martesana con la Darsena mediante una tubatura sotterranea e la scopertura di cinque tratti dei Navigli. Il primo interessa via Melchiorre Gioia da Cassina de’ Pomm a via Carissimi; il secondo la Conca dell’Incoronata da viale Monte Grappa a via Castelfidardo; il terzo via Sforza, da via Laghetto a Corso di Porta Romana; il quarto in piazza Vetra  da via Vettabbia a corso di Porta Ticinesae, infine la Conca di Varenna da via Marco d’Oggiono alla Darsena con la rimessa in funzione della Conca storica. Obiettivo, una città “dolce e lenta”, secondo Sala, dove l’acqua gioca un ruolo fondamentale per diminuire il numero delle auto.

Il percorso partecipativo durerà circa un mese e mezzo e avrà come oggetto il documento progettuale di Fattibilità tecnico economica, reso disponibile ai cittadini in una versione semplificata e più comprensibile.

Tutti i materiali sono disponibili sul sito https://progettonavigli.comune.milano.it e nel Cortile d’onore di Palazzo Marino è allestita una speciale mostra per vedere da vicino i rendering e consultare il progetto nella sua interezza. A disposizione dei cittadini anche una brochure, distribuita oggi ai partecipanti e disponibile nelle sedi dei municipi e durante i cinque incontri pubblici in programma.

La consultazione sarà divisa in quattro fasi: dopo l’attivazione del sito e la distribuzione della versione cartacea dei materiali si passerà alla fase di coinvolgimento diretto di cittadini, commercianti, associazioni, comitati di zona attraverso incontri pubblici e sopralluoghi nelle zone interessate dal progetto: il calendario degli incontri è disponibile al link https://progettonavigli.comune.milano.it/incontri-pubblici. La terza fase si concentrerà invece sulla raccolta dei contributi, l’ultima alla restituzione dei risultati ottenuti. Il percorso di partecipazione sarà coordinato da Andrea Pillon, professionista selezionato tramite avviso pubblico, a cui è affidato il compito di garantire l’imparzialità del dibattito.

“Condividiamo in toto i valori di una “città d’acqua”  più bella e con meno traffico, ma la realizzazione di un progetto così complesso si scontra con la dura realtà dello spostamento della cosiddetta rete dei sottoservizi (linee telefoniche, digitali ma anche tubature del gas, dell’acqua, delle fogne) e quant’altro – afferma Alessandro Belgiojoso,  nel suo ruolo di segretario del Comitato S.Vittore-S. Ambrogio-Carducci -. Cito, ad esempio, il cantiere della MM4 di S. Ambrogio che, a neppure tre anni dall’inizio dei lavori, ha già accumulato un ritardo di oltre un anno per il mancato accordo per lo spostamento dei cavi tra il Comune ed i gestori di una rete telefonica”.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, pur affascinato dall’idea di tornare ad una città che risponda all’iconografia romantica della Milano ottocentesca; premessa l’esigenza di meglio comprendere le eventuali ragioni tecniche che potrebbero presiedere a tale scelta; richiama l’esigenza di una attenta valutazione delle ragioni sulle quali si fondò la decisione di chiudere; ragioni che risalgono addirittura al periodo precedente la Prima Guerra Mondiale. Auspica comunque una approfondita riflessione sulla attualità storica del nuovo progetto.

Foto:
Achille Colombo Clerici con Alessandro Barbiano di Belgiojoso

 

QN Il Giorno pag. 27 · 09-06-2018 “Crisi e fiducia nel mattone” – di Achille Colombo Clerici

giugno 11, 2018

In questi ultimi anni, caratterizzati da una situazione di crisi economica latente, i crediti in sofferenza presso le banche sono aumentati, in termini numerici e di entità complessiva. Si tratta, in particolare, di crediti inesigibili assistiti da garanzia reale su immobili pignorati e messi all’asta.

Il rischio è che un’errata valutazione del loro valore porti a svendite o, al contrario, ad una richiesta al di fuori del mercato e quindi ad un susseguirsi di esperimenti d’asta senza compratore: in entrambi i casi ci rimettono tutti. Il creditore, il debitore, il mercato …

Per eliminare o almeno ridurre tale rischio l’ABI-Associazione Bancaria Italiana e i principali operatori dell’immobiliare hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che, con il titolo “Nuove linee guida per la valutazione degli immobili”, è stato illustrato in Assoedilizia, a Milano.

Il documento è finalizzato a definire una serie di principi/linee guida coerenti con la vigente legislazione e con gli standard di valutazione immobiliare europei ed internazionali per favorire la trasparenza, la correttezza e l’affidabilità nelle valutazioni degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili ed è destinato ai giudici, ai valutatori, ai creditori, ai debitori e agli stakeholder coinvolti nei processi di gestione e recupero del credito immobiliare. Serve anche a favorire l’efficienza delle procedure esecutive: oggi i tempi sono particolarmente dilatati, 1100 giorni in Italia, contro i 410 della Germania ed i 550 della Spagna.
L’ iniziativa comune ABI-Istituzioni/operatori immobiliari dimostra come sia possibile una collaborazione proficua superando la competizione tra investimenti finanziari e immobiliari in una realtà di crisi che, almeno per quanto riguarda gli investimenti in immobili da mettere a reddito, è lungi dall’essere conclusa.

Una crisi che viene da lontano e che segue la logica di spostare gli investimenti immobiliari da quello diretto delle famiglie, all’investimento indiretto, attraverso un gestore finanziario. Dal 2007 il valore degli immobili è sceso anche del 40-50% – calo che continua ad oggi, caso unico tra i Paesi avanzati – causando una pesante crisi di fiducia nel settore.  Ebbene, la fiducia nel mattone non tornerà fino a quando chi vi ha investito non vedrà recuperate le perdite subite o almeno una significativa inversione di tendenza. E fino a quando non si assisterà ad un revirement nell’azione del fisco, sino ad oggi volta ad un progressivo aumento del carico fiscale.

ACHILLE COLOMBO CLERICI

 

Programma Cina promosso da ISPI e Pirelli e da Focus Cina – Assolombarda Milano – IEA Istituto Europa Asia informa – Giugno 2018

giugno 11, 2018

Informa

 

In Assolombarda a Milano l’ottava edizione della conferenza intitolata a Maria Weber

CINA, NUOVO CAMPIONE DEL GLOBALISMO

A 40 anni esatti dall’inizio dell’apertura e delle riforme economiche, la Cina oggi non è più la fabbrica del mondo, ma una potenza industriale che punta all’ avanguardia tecnologica nei principali settori high-tech. Dopo aver sapientemente beneficiato dalla globalizzazione economica realizzata dalle grandi multinazionali occidentali, oggi si pone come fautore del multilateralismo e di una nuova era di integrazione globale, nella quale vuole essere protagonista nella definizione di istituzioni, regole e standard. Ma quale multilateralismo sarà possibile e quali potranno essere le opportunità di cooperazione vantaggiosa per l’Italia?
La risposta è venuta dalla conferenza dal titolo “Cooperating with China as a new global champion”, svoltasi in Assolombarda a Milano, che rientra nelle attività del nuovo Programma Cina promosso da ISPI e Pirelli e da Focus Cina, progetto sulle opportunità di business delle province cinesi.

Ogni volta che si partecipa ad una conferenza sulla Cina si resta stupefatti: dati e cifre offrono un’immagine del Paese sempre nuova, pochi anni equivalgono a una generazione di qualsivoglia Paese occidentale. Nel 2020 la Cina conterà su una classe media di 250 milioni di persone; lo scorso anno registrava 260 città con oltre un milione di abitanti (in Europa sono 18 e negli Usa 10). Ogni anno sforna 5 milioni di laureati altamente preparati, utilizza 90.000 robot, il 31% di quelli operanti nel mondo, percentuale che salirà al 40% il prossimo anno. Il progetto Belt and road Initiative, da noi più romanticamente chiamato Nuova Via della Seta, destinato a legare Europa e Cina con una serie di infrastrutture terrestri e marittime, coinvolge 60 Paesi, più della metà della popolazione mondiale, tre quarti delle riserve energetiche e un terzo del prodotto interno lordo globale.

I dati degli investimenti diretti: boom dell’M&A cinese in Italia (da un valore di 2,5 miliardi nel periodo 2009-2012 a 20,4 miliardi dal 2013 al primo trimestre di quest’anno), con una crescita apprezzabile anche in senso contrario da un modesto 0,2 miliardi a 2,5 miliardi.

Mercato di enorme interesse quello cinese, quindi, ma certamente non l’Eldorado, in particolare per le imprese italiane. Per citare, l’imprenditore che intende localizzarvisi ha a che fare con 18 “autorità” burocratico-amministrative, talvolta con normative contraddittorie, e con competenze sovrapposte.

Ma la Cina sta cambiando, e con straordinaria rapidità come al solito: riduzione di dazi, possibilità di acquisire la maggioranza di società in vari settori, la possibilità di vincere cause giudiziarie in loco ne sono alcune testimonianze.

Nell’ottica di una politica che intende strappare agli Usa – tra le altre cose – anche la bandiera della globalizzazione e del libero mercato, la prima maxifiera dedicata esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi dall’estero: l’International Import Expo che si terrà a Shanghai dal 5 al 10 novembre ed è destinata a diventare una piattaforma annuale di attrazione di business. Si prevede un afflusso di 150mila operatori economici; l’Italia sarà presente con un grande padiglione nazionale, ed esporrà inoltre in spazi settoriali comuni dedicati ad abbigliamento e accessori, alimentare e bevande, apparecchiature medicali, macchinari intelligenti e servizi (design).

Tra ambasciata italiana in Cina (9 addetti commerciali contro i 50 dell’ambasciata tedesca e i 30 di quella francese)  e Assolombarda   sarà istituito uno «sportello virtuale» per facilitare i contatti a distanza delle piccole imprese italiane con interlocutori cinesi.  L’Italia sarà quest’anno il Paese d’onore alla Western China International Fair di Chengdu il 20-24 settembre. Imminente, invece, il Business Forum Italia-China, che si sdoppia in due città – Dalian (provincia di Liaoning) e Qingdao nello Shandong – dal 18 al 22 giugno.

Più che a un’epoca di cambiamento, siamo a un cambiamento d’epoca per la Cina. Che nei confronti dell’Italia ha grande rispetto e considerazione in quanto abituata a mettere in rapporto le due antiche civiltà, quella romana e quella cinese, appunto. Ma ci chiede un approccio a 5C: concretezza, continuità, comunicazione, creatività, credibilità.

Che non sempre siamo in grado di garantire: come imprese siamo credibili – mentre i tedeschi dicono “Questa è la nostra tecnologia, prendere o lasciare”, noi diciamo “Questa è la nostra tecnologia, come possiamo adattarla alle vostre necessità?” – come sistema Paese un po’ meno.

Rischiamo di perdere il ruolo di terminale-chiave mediterraneo del progetto Nuova Via della Seta a causa delle incertezze e confusioni della politica nostrana.   Occorre attivare solidi tavoli istituzionali che offrano una visione e un percorso, senza approssimazioni, con chiarezza di progetti e appuntamenti costanti.

Alla conferenza, l’ISPI ha presentato il nuovo rapporto «China: campione di (quale) globalizzazione?», coordinato da Alessia Amighini, che affronta in termini problematici le questioni legate al nuovo ruolo internazionale del Paese e alla sua ricerca di estensione di influenza in tutti i campi.

Sono intervenuti: Ettore SEQUI, Ambasciatore d’Italia in Cina (in collegamento da Pechino);  )Alessandro SPADA, Vice Presidente, Assolombarda; Marco TRONCHETTI PROVERA, Vice Presidente Esecutivo e Amministratore delegato, Pirelli e Co-Presidente Business Forum Italia Cina ; KUANG Yingqiu, Research Fellow, Asia-Pacific Foundation of Canada; Armando BARUCCO, Capo Unità Analisi e Programmazione, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Renzo CAVALIERI, Of Counsel, BonelliErede e Università di Venezia “Ca’ Foscari”; Antonino LASPINA, Direttore, Ufficio di Coordinamento Marketing, ICE; LI Bin, Ministro Consigliere, Ufficio Commerciale, Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia Michele SPARTÀ, Associate Partner, KPMG.

foto:
Achille Colombo Clerici presidente Europasia

 

 

 

Ignazio Visco Governatore di Bankitalia a Milano “La Banca d’Italia al servizio dei cittadini disinformati” – Convegno nella Sede di Via Cordusio – IEA informa

giugno 11, 2018

Informa

 

Il governatore Ignazio Visco ha presentato a Milano una iniziativa di comunicazione

LA BANCA D’ITALIA AL SERVIZIO DEI CITTADINI DISINFORMATI

Se gli italiani sanno tutto sul calcio, sono un po’ ignoranti sull’educazione finanziaria, come certifica la solita ricerca europea che ci piazza all’ultimo posto nella classifica continentale. La finanza, bon grè mal grè, interessa non solo i grandi operatori ma anche tutti noi, almeno quelli che hanno messo da parte qualche risparmio e cercano di difenderlo. Non solo: è utile sapere, ad esempio, che l’aumento dello spread ci farà pagare di più mutui e prestiti. Perciò Banca d’Italia cerca di colmare la lacuna con diverse iniziative, tra cui quella che ha coinvolto 120.000 studenti italiani, 20.000 in Lombardia.

“Incontri con la Banca d’Italia”, iniziativa itinerante – toccherà molte città italiane a cominciare, dopo Milano, da Torino, Firenze, Napoli – punta a far conoscere ai cittadini funzioni e obiettivi dell’istituto centrale. Ieri è avvenuta la presentazione nella sede lombarda di via Cordusio con la partecipazione del governatore Ignazio Visco, del direttore della filiale Giuseppe Sopranzetti, del direttore Luciano Fontana e del vice direttore Daniele Manca del Corriere della Sera, del capo della Comunicazione di via Nazionale Paola Ansuini.

Visco, presentando il volume “La Banca d’Italia. Funzioni e obiettivi” ha ricordato che la crisi è stata peggio di quella del 1929, e ne stiamo faticosamente uscendo grazie principalmente all’impegno della nostra industria la cui produttività è molto alta (mentre la competitività, aggiungiamo, è frutto del sistema-Paese non sempre all’altezza). Concludendo che l’incertezza è la peggiore nemica dello sviluppo e che “l’Italia non è in Europa, noi siamo l’Europa. Dobbiamo pertanto contribuire a migliorarne l’efficienza.” Gli interventi successivi hanno sottolineato l’importanza di una informazione professionale, efficace e corretta, senza la quale il cittadino-elettore non sarà in grado di fare le scelte giuste per il bene del Paese.

E’ rilevante l’influenza della Banca d’Italia sulla vita quotidiana dei cittadini e, per sommi capi, si esplica nei settori: moneta (politica monetaria, sistemi di pagamento, sorveglianza sui mercati); sistema finanziario (vigilanza sugli intermediari, gestione delle crisi delle banche, tutela della stabilità finanziaria, prevenzione del riciclaggio); ricerca e statistica; servizi al pubblico (tutela dei risparmiatori ed altri servizi ai cittadini).

Foto di archivio:
Achille Colombo Clerici pres. IEA con Giuseppe Sopranzetti, Direttore sede di Banca d’Italia Milano

 

 

 

 

Seminario “LE LOGICHE IMMOBILIARI. COME OPERANO E COME GUIDARLE” – Organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI, AIM, patrocinato da Assoedilizia e da Ordine degli Architetti di Milano In sede Assoedilizia il 12 giugno 2018 ore 18

giugno 8, 2018

 

In Assoedilizia a Milano il Seminario del ciclo “Osservatorio Metropolitano”

per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM, patrocinato da Assoedilizia e Ordine degli Architetti di Milano

“LE LOGICHE IMMOBILIARI. COME OPERANO E COME GUIDARLE”

Assoedilizia ospiterà  il Seminario del ciclo OSSERVATORIO METROPOLITANO – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana, coordinato da  Alberico Barbiano di  Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga il  12 giugno 2018 ore 18:00 Sala dei Convegni Via Meravigli 3 Milano

Sul tema: Le logiche immobiliari. Come operano e come guidarle.
Coordinatori Gianni Verga ed Eugenio Radice Fossati.

Relatori
– Achille Colombo Clerici,
– Guido Iannoni Sebastianini,
– Vincenzo Albanese.

Il Seminario è organizzato dal CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con AIM- Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano.

Il Seminario fa parte di un ciclo di incontri con l’obiettivo di approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: bellezza e qualità urbana, verifica del Piano di Governo del Territorio e del Regolamento Edilizio, grandi interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani” Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

La partecipazione è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP. Per le iscrizioni inviare una mail a formazione@ciam1563.it

 

 

 

RE Italy 2018 organizzata da MonitorImmobiliare – MILANO CAPITALE DEGLI INVESTIMENTI IN EDILIZIA – Giugno 2018 – IEA informa

giugno 8, 2018

Informa

 

Successo record di RE Italy 2018 organizzata da MonitorImmobiliare

MILANO CAPITALE DEGLI INVESTIMENTI IN EDILIZIA

Milano si conferma (anche) la capitale immobiliare d’Italia. Dal 2010 al 2017 vi sono affluiti 16 miliardi di euro di investimenti, pari al 41% di tutti gli investimenti effettuati in Italia nello stesso periodo. A capo della classifica gli uffici, 60%, mentre alle abitazioni è andato solo il 20% (la rimanenza in retail e nel ricettivo). A conferma della diffidenza degli investitori ad intervenire sugli immobili destinati alla locazione la quale, a causa soprattutto di un punitivo regime fiscale e giuridico, non garantisce ritorni adeguati.

E’ uno dei dati più interessanti emersi nel dibattito a RE Italy, la convention organizzata da Monitorimmobiliare di Maurizio Cannone al Palazzo della Borsa di Milano, giunta alla settima edizione, diventata la principale vetrina del settore in Italia, con un record di 2412 operatori del settore. La sessione dedicata al mercato milanese ha visto gli interventi di Vincenzo Albanese (Ceo Sigest); Attilio Di Cunto (ad EuroMilano); Carlo Masseroli (già assessore al Comune di Milano ed oggi direttore generale di MilanoSesto); Filippo Cartareggia (ad Residenze Porta Nuova); Mario Breglia (presidente di Scenari Immobiliari); Armando Borghi (ad di Citylife).

Uffici sugli scudi, quindi, ma,  i cui prezzi aumentati del 50-60% in meno di tre anni, fanno intravvedere un fine corsa.

Per l’immobiliare milanese restano comunque buone prospettive con 40 grandi interventi edilizi per oltre 20 miliardi di euro su 12 milioni di mq, metà dei quali destinati al residenziale (per citare, Roma ha in corso 15 grandi interventi per 8 miliardi, Firenze 6 per 1,3 miliardi).

Grava su tutto una certa difficoltà di assorbimento della nuova produzione condizionata dalle zone nelle quali viene realizzata: ad esempio, se entro la cerchia filoviaria della linea 90-91 si vende anche prima del completamento, oltre il mercato è più difficile. Un mercato che dovrebbe rivolgersi – considerato che il settore lusso interessa non più del 5% degli acquirenti – alla fascia media con possibilità di spesa attorno ai 4.000 euro al mq.

Inevitabile il riferimento alla riqualificazione urbana, con un richiamo preciso: nessuna operazione immobiliare porta a questo risultato se non viene effettuata in una “operazione di sistema” che deve vedere la partecipazione in primis della pubblica amministrazione ma anche di un complesso di operatori in grado di evitare che si realizzino le ennesime “cattedrali nel deserto”.