Archivio per luglio 2018

Nuovo format Real Estate By-To su Rete Capri – Istituto Europa Asia informa

luglio 30, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Iniziativa editoriale di Antonio Bellantoni e Costantino Federico

TV:  NUOVO FORMAT REAL ESTATE BY-TO SU  RETE CAPRI

L’editore di Retecapri, Costantino Federico, ha siglato un accordo con By-To, nuova società di produzione televisiva di Antonio Ivan Bellantoni (giornalista, autore tv e portavoce parlamentare), per la realizzazione di uno show televisivo basato su proposte immobiliari. Protagonisti del programma, si legge in una nota congiunta, saranno agenti del settore real estate sia affiliati sia indipendenti di tutta Italia.

Il nuovo format, del quale saranno realizzate 60 puntate, è stato battezzato “White In” e avrà una programmazione in fascia day- time, preserale e prime time. Sono previste sei puntate al giorno, da 16 minuti ciascuna, pubblicate in replica, a rotazione e in maniera alternata, che andranno in onda sul canale 66 del digitale terrestre, frequenza nazionale assegnata a Retecapri. Il programma, ideato da Bellantoni, sarà pubblicato dall’operatore di rete nazionale Premiata Ditta Borghini&Stocchetti di Torino Srl.

By-To affiderà la gestione creativa a Giampiero Bellardi (giornalista, già vicedirettore Rai Sport), Gabrio Marinelli (già regista Rai), Valentino Grassetti (già sceneggiatore e autore Rai Fiction) e Susanna Graziani (autrice e conduttrice tv). La ricerca sponsor e la comunicazione, nonché il casting degli agenti immobiliari, saranno a cura di By- To.

“White In” (“Luce Accesa”, il contrario di “blackout”, ed il cui logo, ideato da Bellantoni, è un diamante stilizzato) presenterà, per ogni immobile proposto in vendita ed in base alle sue caratteristiche, un quiz show, sitcom, reality show, talk show, game show o reportage per rendere l’immobile più interessante al telespettatore/acquirente.

 

 

 

 

 

QN Il Giorno pag. 27 – 28.07.2018 Aspettando la flat tax (A. Colombo Clerici)

luglio 30, 2018

A causa di un’evasione fiscale di 96,9 miliardi di euro (relazione annuale allegata alla nota di aggiornamento del Decreto economia e finanza 2017) l’Italia si pone al sesto posto per pressione fiscale – 42,9% del Pil – tra i 35 Paesi Ocse (precedono soltanto Danimarca, Francia, Belgio, Finlandia e Svezia). Alto pure il livello delle tasse sulle proprietà immobiliari, il 6,5% contro il 5,8% della media Ocse.

Si comprende perciò la protesta dei tartassati da un lato, e il tentativo dei vari governi di limitare i danni ai propri amministrati.

La proposta più recente in tal senso è la cosiddetta flat tax, o tassa piatta, basata su una aliquota fissa, ideata in epoca moderna (1956) dall’economista statunitense Milton Friedman.  Anticamente la tassazione unica costituiva la forma più semplice di tassazione diretta, attraverso il versamento di una decima in natura (raccolto di frutti, olio, vino, granaglie; armenti ecc.); oggi è diffusa prevalentemente in Paesi dell’Est Europa, Russia compresa, e nei paradisi fiscali, con risultati controversi. La Slovacchia l’ha abolita, in altri Paesi è stata modificata. Negli Stati Uniti, sebbene le tasse federali siano ad aliquote differenziate, comunque più contenute delle nostre, cinque Stati su cinquanta hanno un’aliquota unica sui redditi delle persone.

La Costituzione italiana (art. 53) prevede un sistema tributario con criteri di progressività che possono esser rispettati anche nel regime di flat tax, incidendo sull’area no tax e sul meccanismo delle detrazioni e delle deduzioni.

La recente vittoria elettorale di M5S e Lega ha riproposto la flat tax, da tempo cavallo di battaglia del centrodestra.

In attesa che si dirima sul piano politico/economico la questione “flat tax sì, flat tax no” (se sia virtuosa o meno ai fini della crescita economica, se applicarla alle piccole imprese, alle partite Iva; se subito o fra qualche tempo etc.) cominciamo a ridurre di qualche punto le aliquote marginali Irpef dei diversi scaglioni di reddito.
Sarebbe senz’ altro positivo anche ai fini della crescita dell’economia, come incentivo al lavoro ed all’ investimento produttivo.

Attualmente, tenuto conto anche del fiscal drag (di cui nessuno parla) intervenuto dalla data di vigenza delle aliquote ad oggi, il prelievo fiscale a carico delle persone fisiche risulta eccessivo, punitivo, discriminante fra regione e regione, ed in generale, disincentivante il maggior impegno di lavoro; e dunque favorisce un effetto ciclico.

 

Seminari in Assoedilizia – CIAM, Archxmi, AIM sui temi dell’urbanistica, del territorio, dell’ambiente, dell’edilizia – Sala Convegni Assoedilizia via Meravigli 3 Milano

luglio 25, 2018

A s s o e d i l i z i a
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Il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, l’Associazione Architetti per Milano e AIM – Associazione Interessi Metropolitani – hanno promosso il ciclo di incontri “Osservatorio Metropolitano – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova Qualità Urbana”, finalizzato ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della sua Area Metropolitana attraverso il coinvolgimento di relatori esperti e riferiti ad un ampio quadro multidisciplinare.

Attraverso questi incontri si vuole operare un approfondimento delle diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e l’Area Metropolitana: bellezza e qualità urbana, operazioni di diverso tipo in corso, PGT, Regolamento Edilizio, grandi interventi. I criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Titolo del Ciclo: “Osservatorio Metropolitano – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova Qualità Urbana”.

Coordinatori:
Gianni Verga, Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi.

Istituzioni:
Collegio degli Ingegneri, Associazione Architetti per Milano, Associazione Interessi Metropolitani.

Patrocinio e sede:
Achille Colombo Clerici,
Assoedilizia, Via Meravigli 3, Milano.

Incontri già realizzati:

  1. Qualità Urbana, Progettazione Urbana. (11 Aprile)
    2.      Metodo e questioni operative per la Città Metropolitana. (8 Maggio)
    3.      Le logiche immobiliari, come operano e come guidarle. (12 Giugno)
    4.      Esperienze e modelli seguiti in altre città. (10 Luglio)

 

Incontri da realizzare in autunno:

  1. Città e cittadinanza. La Partecipazione e le nuove reti. (18 Settembre)
    6.      Regolamento Edilizio. Prestazionalità e Qualità Urbana. (10 Ottobre)
    7.      Conservazione del Patrimonio Storico e trasformazioni. Criteri e motivazioni.
    (7 Novembre)
    8.      Architettura. Tecnologia. Immagine o logica? (5 Dicembre)

La partecipazione è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP.

Alberico Belgiojoso con Achille Colombo Clerici

 

 

QN Il Giorno pag. 24 – 21.07.2018 L’accanimento europeo (A. Colombo Clerici)

luglio 23, 2018

Secondo un gruppo di ricercatori coordinati dall’Istituto per le Energie Rinnovabili EURAC (dell’Unione Europea), nel Vecchio Continente gli edifici – per oltre il 90% costituiti da abitazioni – sono responsabili del 40% del consumo energetico totale. Migliorare le regole per l’efficienza energetica è quindi fondamentale in un’ottica di riduzione delle emissioni inquinanti e di rispetto degli obiettivi sul clima dettati da Bruxelles. Anche se, per la verità, due terzi del mondo vivono senza regole al proposito.

E dunque, se a prima vista appare lodevole l’intento dell’Unione Europea, forti perplessità destano le sue conseguenze sul piano economico e sociale.

Se pensiamo al patrimonio immobiliare edificato si tratta di rifare le case!

I primi test sulla riduzione del consumo energetico si avranno a partire dal 2030, cioè tra meno di 12 anni, anche se il progetto si concluderà nel 2050.  Se per gli edifici di nuova costruzione il problema non si pone o si pone in misura relativa, per l’efficientamento energetico le abitazioni già esistenti dovranno essere parzialmente o totalmente ristrutturate.

Quanto all’ Italia si parla di oltre 30 milioni di unità, il 25% delle quali – 7.500.000 – avrà bisogno di interventi radicali, data la vetustà.

Inoltre va considerato che centinaia di migliaia di abitazioni sono comprese in edifici storici vincolati o sorgono in antichi borghi, rappresentando motivo di fascino e di orgoglio per il nostro Paese, ma, al tempo stesso, rendendo il costo degli interventi ancora più consistente.

Di recente l’Unione Europea, con altre istituzioni economiche internazionali, ha “invitato” l’Italia ad essere fiscalmente ancor più severa con gli immobili. Con ciò ha ottenuto il risultato di ulteriormente dissuadere, se mai ce ne fosse ancor bisogno, i piccoli risparmiatori dall’ investimento nel mattone – che pur rimane il più importante motore dell’economia italiana poiché attiva una serie di attività.  In definitiva il nostro è l’unico Paese dell’Unione che dal 2008 vede costantemente diminuire il valore degli immobili ordinari.

Gli italiani detengono, nei risparmi in banca, circa 1.000 miliardi di euro che attendono prospettive più rassicuranti per essere investiti, nel mattone o altrove. E fanno una gran gola alla finanza. E’ solo una coincidenza l’accanimento europeo contro gli immobili ed i risparmi in essi investiti?

 

Flat tax – Ridurre le aliquote marginali Irpef – Assoedilizia Colombo Clerici

luglio 20, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Dichiarazione del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“In attesa che si dirima sul piano politico/economico la questione ‘flat tax si, flat tax no’ (se sia virtuosa o meno ai fini della crescita economica, se applicarla alle piccole imprese, alle partite Iva; se subito o fra qualche tempo etc.) abbassiamo di qualche punto le aliquote marginali Irpef dei diversi scaglioni di reddito.

Sarebbe senz’altro positivo anche ai fini della crescita dell’economia, come incentivo al lavoro ed all’investimento produttivo.

Oggi, tenuto conto anche del fiscal drag (di cui nessuno parla) intervenuto dalla vigenza delle aliquote, il prelievo fiscale a carico delle persone fisiche è eccessivo, punitivo e disincentivante il maggior impegno di lavoro.”

QN Il Giorno – Festival Paganiniano Carro

luglio 17, 2018

Il Giorno 17.7.2018

PGT Milano, Nuovo Piano di Governo del Territorio – In pubblicazione dal 1 giugno – Termine per le Osservazioni il 31 luglio 2018 ore 12 – Gli interventi sugli immobili “abbandonati” e la espropriabilità per interventi di pubblica utilità

luglio 17, 2018

logo assoedilizia a colori

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Si completa il “disegno” del Comune di Milano in materia di interventi di recupero riguardanti gli edifici definiti abbandonati.

Quella che, prefigurata, secondo la definizione che ne avevamo data, come “dichiarazione di intenti”, all’art. 12 del Regolamento Edilizio del 2014, sta avendo ora, con il nuovo Piano di Governo, la sua piena ed efficace configurazione giuridica.

Gli immobili, ritenuti in stati di abbandono/degrado, vengono individuati in una apposita tavola allegata allo strumento urbanistico (tavola R10) e, contestualmente, all’art. 11 delle Norme di attuazione del Piano delle Regole, i relativi interventi edilizio/urbanistici di recupero  (edifici dismessi da più di 3 anni che rappresentano pericolo sul piano della sicurezza, della salubrità, della incolumità pubbliche o disagio per il decoro e la qualità urbana)  vengono definiti di pubblica  utilità e interesse generale.
Con ciò se ne sancisce definitivamente la soggezione ad espropriazione per pubblica utilità.

Potranno esser varati piani per opere pubbliche da attuarsi anche coattivamente e la loro approvazione costituisce variante automatica al Piano di Governo.

Questa, in sintesi, è una delle novità salienti contenuta nel Nuovo piano di Governo del Territorio, in pubblicazione dal 1 giugno 2018 al 31 luglio 2018.
Si fa presente che le relative Osservazioni dovranno pervenire all’Amministrazione Comunale entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12 del giorno 31 luglio 2018.

Festival Paganiniano Carro 2018 – Inaugurazione della stagione concertistica – Istituto Europa Asia informa

luglio 16, 2018

Istituto Europa Asia
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La 17° edizione da Luglio ad Agosto 2018
FESTIVAL PAGANINIANO DI CARRO (LA SPEZIA)

Festeggia la sua diciassettesima edizione, reduce dalle tournees a Vienna, Monaco, Praga, il Festival Paganiniano di Carro (La Spezia), che si è inaugurato  sabato 14 luglio presso la Piazza della Chiesa con il recital del noto violinista Domenico Nordio, accompagnato al pianoforte da Federico Lovato (in programma musiche di Faure, Debussy e Schumann) e si concluderà martedì 14 agosto 2018.

All’evento hanno partecipato  il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici e moltissimi ospiti provenienti da Milano.

La manifestazione, ideata e coordinata dalla Società dei Concerti di La Spezia, è realizzata in collaborazione con il Comune di Carro e gli altri Comuni aderenti.

Il Festival ha il patrocinio della Regione Liguria, si avvale del sostegno del MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del contributo di Isagro Spa, main sponsor dell’iniziativa, oltre che del supporto, come di consueto, dell’associazione Amici del Festival Paganiniano di Carro, presieduta da Monica Amari Staglieno.

Il Festival è dedicato al virtuosismo musicale, con una particolare attenzione alla scelta di gruppi e solisti internazionali che si ispirano a Niccolò Paganini.

La manifestazione si fregia dell’etichetta Effe 2015-2016 (Europe for Festivals, Festivals for Europe): si tratta di un riconoscimento attribuito a 761 festival in 31 differenti Paesi europei, che prevede l’inserimento di tali iniziative nell’apposita piattaforma internazionale dedicata a professionisti e semplici appassionati, per rimanere aggiornati sui festival in programma in tutta Europa.

Carro, Brugnato, Levanto, Rocchetta Vara, Arcola, Framura, Bonassola, Sesta Godano, Varese Ligure, Beverino, Vernazza, Santo Stefano di Magra: queste le località dell’Alta e Media Val di Vara, ma anche della riviera ligure del Levante, che ospitano i concerti del Festival. Il ricco calendario di appuntamenti è dedicato ai liguri appassionati di musica di qualità, ma anche ai turisti, che ogni anno scelgono la Val di Vara per i loro soggiorni estivi: dal Levante ligure, dal Tigullio, dalla Versilia e da Genova; ma non mancano i turisti provenienti da tutta Europa.

Carro è il paese di origine degli avi di Niccolò Paganini. La casa della famiglia Paganini, l’unica dimora paganiniana ancora esistente, si trova nel vicolo principale del paese e, acquistata dall’Amministrazione comunale, ospita un Centro di documentazione paganiniana che è stato inaugurato in occasione del Festival Paganiniano di Carro 2016. Il Festival ha, come sempre, una connotazione fortemente interdisciplinare.

Foto:
Pierfranco Faletti e Giovanna Colombo Clerici
Pierfranco Faletti e Giovanna Colombo Clerici

Monica Amari Staglieno presidente del Festival Paganiniano con Achille Colombo Clerici
Monica Amari Staglieno con Achille Colombo Clerici

 

 

QN Il Giorno La crisi del sistema famiglia – ediz. del 15 luglio 2018 di Achille Colombo Clerici

luglio 16, 2018

Per la prima volta nella storia del nostro Paese e della nostra civiltà si è imboccata la via della defamiliarizzazione, fenomeno che coinvolge sia l’aspetto sociale, sia quello economico. La crisi dell’istituzione famiglia trova parallelamente causa ed effetto nell’affermazione dell’individuo e della comunità.

Modelli culturali d’ importazione esaltano le capacità personali di affermazione e di successo, accentuando l’indipendenza dal sistema della famiglia e dei relativi rapporti e causando di riflesso una reazione in quanti si rivolgono alla comunità col volontariato, diventato una sorta di surrogato della famiglia.

Sono 6,63 milioni gli italiani che vi si dedicano. La maggior parte (oltre 4 milioni) lo fa all’interno di organizzazioni (associazioni, comitati, movimenti, gruppi informali); i restanti direttamente a favore di altre persone.

Il tasso di volontariato è pari al 12,6% della popolazione: 1 italiano su 8. Era il 6,9% nel 1993 e il 10% nel 2011. In economia la defamiliarizzazione si manifesta con la crisi delle microimprese a carattere familiare: se nel 2009 sfioravano quota 1.466.000, nel 2014 sono scese a 1.371.500 unità, 94.000 in meno. Certo, sono presenti altri fattori, ma è la centralità della famiglia a mancare.
Altrimenti non si spiegherebbe la prevalenza in certi settori merceologici a gestione familiare (edicolanti, baristi, ristoratori, commercianti e quant’altro) di addetti e di gestori stranieri per i quali dovrebbero valere le stesse difficoltà degli italiani.

L’economia familiare si basava sul risparmio investito nell’azienda di famiglia e nel mattone: famiglia-casa, oggi binomio in crisi.

Prolifera la finanziarizzazione: il risparmio non è più gestito in via quasi esclusiva, come è sempre avvenuto, direttamente dalle famiglie, ma sempre più da intermediari finanziari che centralizzano gli investimenti. Dal micro al macro: la riforma delle Banche popolari, trasformate in società, sta rivelando problemi nei prestiti alle famiglie e alle micro imprese. Il fatto cui prestare attenzione è che, legati alla famiglia, sono i valori della tradizione, della genialità, delle arti, dell’artigianato e dell’estro del nostro Paese, che ci hanno permesso di competere a livello internazionale e rischiano di andare perduti.

Va perciò sostenuto chi li rappresenta: le aziende artigianali, i commerci al minuto nelle città e, nelle campagne, le arti e i mestieri.

RUBRICA Casa, Citta e Società

foto presidente 241

Museo del Parco di Portofino – Visita del Presidente di Assoedilizia e dell’IEA Achille Colombo Clerici – Istituto Europa Asia informa

luglio 16, 2018

Istituto Europa Asia
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La visita del presidente di Assoedilizia e di IEA Achille Colombo Clerici
IL MUSEO DEL PARCO DI PORTOFINO, INCANTO DI ARTE E NATURA

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, accompagnato dall’ ing. Walter Patscheider, imprenditore e cultore d’arte, si è recato in visita al Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di scultura all’aperto, su invito del suo curatore Daniele Crippa.

Il Museo del Parco nasce nel 1987, dal sogno del suo curatore, Daniele Crippa, di sposare il fascino della scultura contemporanea con uno dei più bei giardini del mondo, di fronte al mare,  nel porto di Portofino. Le opere sono state allestite all’interno del giardino storico del Castello Brown del Barone von Mumm,  sul promontorio, a picco sul mare, di Portofino, fino al 1913 cimitero del borgo.  Si accede al parco, composto da tre terrazze in pietra che si affacciano sul molo, attraverso un piccolo cancello in ferro battuto.

Il fascino e la particolarità dello spazio espositivo sono esaltati dalla presenza di numerose specie arboree tipiche della flora mediterranea: palme, pini marittimi, cipressi, carrubi, ulivi, magnolie, camelie, lavanda, rosmarino, timo…
Artisti di fama internazionale come Beuys, Rotella, Pomodoro, Fontana, Carlo Ramous, Cucchi, Arman, Spagnulo, Atchugarry, Conti, Renato Guttuso, Poirier, Votier, Spoerri, Lucio Fontana, Fortunato Depero, esaltano questa preziosa raccolta che muta continuamente per l’introduzione di nuove sculture.
Dal 2004 il museo collabora con la Fundaciòn Argentina- Museo del Parque, organizzando corsi di formazione, insieme all’Unicef di Genova, a sostegno dei giovani argentini.

Il Museo costituisce una delle principali attrazioni del Parco di Portofino, l’area protetta costiera più  a settentrione del Mediterraneo occidentale, che mostra scenari e paesaggi tra i più celebri al mondo. Costituito da giganteschi depositi conglomeratici sovrastanti bancate di calcari, ha caratteristiche geomorfologiche e microclimatiche tali da offrire, in un territorio limitato, ambienti estremamente vari. In pochi passi si va dai freschi boschi appenninici del versante settentrionale all’assolato mondo mediterraneo sovrastante le falesie, dalla civiltà del castagno a quella dell’ulivo, dalle tradizioni contadine alle attività legate al mare ed alla pesca tradizionale. Protetto dal 1935, il Parco ospita una delle maggiori concentrazioni floristiche del Mediterraneo, una notevole varietà di uccelli e invertebrati oltre ad importanti testimonianze storico-architettoniche.

Foto:
da sin. Achille Colombo Clerici, Walter Patscheider e Daniele Crippa al cospetto di un’opera di Carlo Ramous
da sin. Achille Colombo Clerici, Walter Patscheider e Daniele Crippa al cospetto di un'opera di Carlo Ramous

da sin. Achille Colombo Clerici, Walter Patscheider e Daniele Crippa al cospetto di un'opera di Carlo Ramous 2