Archivio per ottobre 2018

QN – Il Giorno – Ed. Milano pag. 19 – 28.10.2018 “La Banda della Polizia incanta la Scala – Ovazione per Morricone”

ottobre 29, 2018

La banda della polizia incanta la Scala.
Ovazione per Morricone.
Un successo il concerto alla Scala della banda della polizia che ha festeggiato 90 anni.

Oltre al capo della polizia Franco Gabrielli al questore Cardona e al ministro Marco Bussetti, il compositore Ennio Morricone E il premio Oscar ha dichiarato: “La banda della polizia è una vera e propria orchestra apprezzo esecuzioni e orchestrazioni di Maurizio Billi che sa cosa significa lavorare con una orchestra di fiati. Non è semplice. Nelle trascrizioni c’è sempre la possibilità di sbagliare gli equilibri tra sassofoni, clarinetti, ottoni e altri strumenti” Per I03 orchestrali classica contemporanea, Verdi e colonne sonore di Morricone

INSIEME Da sinistra il questore Marcello Cardona e il presidente di Assoedilizia e Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici
In alto a sinistra, il sovrintendente della Scala Alexander Pereira a colloquio con il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti;
a destra l’ovazione per Ennio Morricone;
a sinistra il capo della polizia Franco Gabrielli e il questore Marcello Cardona

QN-Il Giorno pag. 27 – 27.10.2018 La cultura crea di A. Colombo Clerici

ottobre 29, 2018

Secondo l’indagine della rivista Us News e dell’Università della Pennsylvania, l’Italia è il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. Lo afferma il rapporto 2018 “Io sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, che propone numeri e storie attraverso un’idea di cultura fatta ovviamente di musei, gallerie, festivals, beni culturali, letteratura, cinema, performing art, ma anche di industrie creative e Made in Italy che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività.

La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del Made in Italy. Il sistema produttivo culturale e creativo, fatto da imprese, pubblica amministrazione e no profit, genera più di 92 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia.

Le performances più rilevanti, all’interno delle industrie creative, appartengono al sottosettore del design (che produce 8,6 miliardi di euro di valore aggiunto insieme all’architettura; lo 0,6% del valore complessivo) e della comunicazione (4,8 miliardi di euro, lo 0,3%). Ad alimentare la ricchezza prodotta dalle industrie culturali, invece, vi sono il comparto dell’editoria e stampa (da cui deriva lo 0,9% del valore aggiunto nazionale, corrispondente a 13,8 miliardi di euro) e quello dei videogiochi e software (0,8%, pari a 12 miliardi di euro).  La grande area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,9% e il 10,1%; seguono Roma e Torino.

Cultura e creatività sono la chiave di volta di tutti i settori produttivi, anche di quello turistico, uno dei pilastri della nostra economia. Perché il turismo, ripetiamo, ha bisogno di investimenti in cultura: e quindi di ingegneri, architetti, artigiani, artisti, storici dell’arte, per consentire quel salto di qualità adeguato al nostro Paese.

Banda della Polizia di Stato – Celebrazione del 90° Anniversario della fondazione – Concerto al Teatro alla Scala Milano – Amici di Milano informa

ottobre 29, 2018

Informa

 

 

Milano: alla Scala celebrati i 90 anni della Banda musicale della Polizia di Stato

 

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Considerata dal premio Oscar Ennio Morricone “Una vera e propria orchestra di fiati”, la Banda musicale della Polizia di Stato quest’anno festeggia il 90° anniversario dalla sua fondazione.

Nell’ambito delle iniziative organizzate per celebrare questa importante ricorrenza si inserisce un concerto che si è tenuto nella esclusiva atmosfera del Teatro alla Scala di Milano.

È la prima volta che la Banda musicale calca questo palcoscenico considerato uno dei più importanti del mondo, tempio della musica.

Un traguardo importante per un organico musicale che dal 1928, anno in cui fu fondato a Roma, ha mantenuto intatta la propria missione di diffondere attraverso la musica i valori della Polizia di Stato.

Davanti ad una platea d’eccezione, riunita dal Questore di Milano Marcello Cardona, nella quale era presente il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, sono state eseguiti:

– di Giulio Andrea Marchesini, Giocondita, Marcia di ordinanza della Polizia di Stato.

– di James Barnes, Symphonic ouverture op. 80

– di Oscar Navarro Gonzales, Concerto per clarinetto e banda sinfonica. Fabrizio Meloni, clarinettista della Filarmonica della Scala, solista

– Due  di potpourris musicali di Nino Rota e di Ennio Morricone, strumentati dal vice direttore della Banda, Roberto Granata.

Il primo, omaggio a Milano, comprendente brani del compositore milanese Rota, tratti dalle colonne sonore dei films La Strada, Otto e mezzo, Gattopardo (Il valzer del commiato); l’altro, brani tratti dai films, Gli intoccabili, C’era una volta in America, La leggenda del pianista sull’oceano.

– Dalla Traviata di Giuseppe Verdi l’aria ” Di provenza il mar, il suol” – baritono George Petean

– Dall’Aida di Verdi, Marcia trionfale e Finale

– Quale bis è stata eseguita la Sinfonia e Finale dal Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini.

– In conclusione l’inno di Mameli

A dirigere la prestigiosa Banda è stato il maestro Maurizio Billi che, insieme al vice direttore Roberto Granata, ha portato il complesso a svolgere una continua e intensa attività concertistica in Italia e nel mondo.

Allo spettacolo, condotto dalla giornalista Francesca Fialdini, erano presenti il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, i sottosegretari all’Interno Stefano Candiani e Nicola Molteni ed il capo della polizia Franco Gabrielli insieme al direttore artistico del teatro Alexander Pereira, al sindaco della Città e presidente del Teatro alla Scala, Giuseppe Sala, alle autorità civili e militari di Milano e a molti poliziotti, con i loro familiari.
Il sindaco Giuseppe Sala, nel porgere il saluto della Città ai presenti, ha rivolto ai musicisti ed agli esponenti della Polizia parole di apprezzamento per il valore della Banda. Ha poi ricordato come Milano sia ormai una città che vive pienamente la sua contemporaneità. Ed i soli eventi cittadini odierni, cui il sindaco ha partecipato, lo attestano. L’inaugurazione del “Parco della Biblioteca degli alberi” alle Varesine che realizza uno spazio godibile pienamente dalla città ( “aperto, senza recinzioni”, è una sfida, ma è un valore per Milano) e poi l’incontro a Palazzo Marino con il Premier spagnolo Pedro Sanchez, che dice della centralità di Milano nella vita internazionale.

In platea e nei palchi l’evento è stato seguito da una rappresentanza di persone sostenute dal Piano Marco Valerio (programma di supporto a figli di poliziotti affetti da gravi patologie), i familiari dei poliziotti feriti o morti in servizio e gli abbonati storici di Poliziamoderna, la Rivista ufficiale della Polizia di Stato, lodata  dalla conduttrice come strumento professionale utile e pregevole, sia per i contenuti giornalistici, sia per la veste grafica.

Presente in platea, il maestro Ennio Morricone al quale il pubblico ha tributato una standing ovation. Morricone, commosso, ha ringraziato il pubblico per l’omaggio tributatogli e per il ricordo di Nino Rota. Ha poi aggiunto parole di apprezzamento per lo strumentatore delle sue musiche, eseguite nel corso del concerto, il maestro Granata.

Presenti, inoltre, 250 studenti delle scuole milanesi, gli appartenenti all’Associazione nazionale della Polizia di Stato nonché il personale della Scuola allievi agenti di Piacenza e una rappresentanza della sezione giovanile delle Fiamme oro.

Foto:
Il Questore di Milano Marcello Cardona con il  pres. di AMICI DI MILANO Achille Colombo Clerici

 

 

Italia Africa Conferenza Ministeriale – Roma, sede del Ministero degli esteri – Farnesina – EUROPASIA informa

ottobre 29, 2018

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Milano, 25.10.2018

Simontacchi: L’Italia deve diventare l’hub europeo per gli investimenti in Africa, non c’è tempo da perdere.

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Si è conclusa a Roma, alla Farnesina, la seconda edizione dell’Italy-Africa Ministerial Conference (Conferenza Ministeriale Italia Africa ) organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I lavori sono stati aperti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sono seguiti gli interventi del Ministro degli Esteri Italiano Enzo Moavero Milanesi, e del vice presidente della Commissione Africana Kwesi Quartey.

I lavori sono conclusi dal Premier Giuseppe Conte.

La sessione plenaria ha visto la presenza dei rappresentanti dei Governi dell’Africa, del mondo istituzionale, politico e diplomatico italiano e straniero.

Tra i partecipanti Stefano Simontacchi, co-managing partner di BonelliErede e docente di international taxation in Olanda.

La conferenza è volta a rafforzare la cooperazione tra Italia e Africa su tre direttrici: economica; di stabilità politica e di sicurezza; di sviluppo umano. “Emerge in modo chiaro come l’Africa sia il futuro”, sostiene Simontacchi, aggiungendo: “i dati citati dal Presidente Mattarella sono inconfutabili: a breve l’Africa rappresenterà un quarto della popolazione globale con la maggiore incidenza di giovani. L’Italia è oggi quarta nelle relazioni con l’Africa e per motivi storici e di vicinanza geografica e culturale è il candidato ideale a guidare l’Europa in una partnership con il continente africano. I vantaggi per tutti sono evidenti”.

È già da qualche anno che Stefano Simontacchi ha lanciato l’idea di fare dell’Italia l’hub preferenziale per gli investimenti in Africa e ha sostenuto l’urgenza di una serie di misure che proiettino il nostro Paese in questa dimensione “Non possiamo indugiare oltre. Questo è il momento di affrontare le riforme necessarie, portare a compimento l’Africa Act e rendere l’Italia hub preferenziale per gli investimenti in Africa. Le multinazionali e i mercati dei capitali stanno orientando verso l’Africa crescenti flussi finanziari, attratti da economie in crescita, popolazione giovane e crescente stabilità di alcune aree nevralgiche. Bisogna convincere quelle multinazionali a posizionare le loro holding in Italia con convenzioni favorevoli per la tassazione”, continua Simontacchi.

L’Africa Act, ideato nel 2015, prevedeva tre linee di azione: una fiscalità di vantaggio per chi investe nei Paesi del continente africano, con particolare attenzione ai settori dei trasporti, delle infrastrutture, dell’agricoltura e dell’energia; crediti agevolati per gli investitori privati; iniziative a supporto della formazione e degli scambi universitari. “Il Paese deve dotarsi di una strategia precisa che deve essere comunicata e perseguita in modo coerente e, soprattutto, sistemico. Bisogna stimolare i rapporti con i Paesi dell’area sotto il profilo educativo-culturale coinvolgendo le università; modificare la gestione dei porti, della rete ferroviaria e degli aeroporti in Italia, in modo da poter perseguire un disegno unitario; agevolare la circolazione dei lavoratori qualificati, anche extracomunitari; concludere trattati commerciali il più favorevoli possibile con i Paesi dell’area; prevedere nuove norme fiscali per evitare la doppia imposizione; istituire un ente dedicato per le imprese interessate ad investire in Africa”, queste le proposte pratiche di Simontacchi, che aggiunge: “perdere questa opportunità significherebbe anche rinunciare a fornire una risposta veramente sostenibile al fenomeno dei flussi migratori”.

Foto: Stefano Simontacchi

“I servizi immobiliari in Italia e in Europa” – Quarto Rapporto di Scenari Immobiliari – Europasia informa

ottobre 29, 2018

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Presentato da Mario Breglia  il quarto rapporto che riguarda cinque Paesi europei

CALANO LE COSTRUZIONI MA CRESCONO I SERVIZI  IMMOBILIARI (400 MILIARDI)

A fronte di una perdurante crisi del settore costruzioni, cresce l’importanza – e il fatturato – dei servizi immobiliari, prevalentemente destinati al non residenziale, ma in rapida salita anche in questo settore. E il gap che ancora ci divide, in questo campo, dalla media dei quattro Paesi più importanti d’Europa – Germania, Francia, Regno Unito, Spagna – si sta colmando: il settore dei servizi legati all’immobiliare (dalla gestione, alla consulenza, fino all’intermediazione) è cresciuto più della media europea. Così Mario Breglia alla presentazione (all’Hotel Principe di Savoia) a Milano del quarto Rapporto di Scenari Immobiliari “I servizi immobiliari in Italia e in Europa”. Con oltre 400 miliardi di euro costituiscono una percentuale importante del fatturato complessivo del costruito che ha un peso nei Pil europei mediamente del 18,5%; le imprese che si dedicano ai servizi immobiliari sono 945.000 con 1,76 milioni di addetti cui si aggiunge l’indotto con oltre 730.000 unità. La ripartizione del fatturato tra i diversi servizi riflette in modo abbastanza lineare le proporzioni nel numero di addetti, secondo Scenari Immobiliari. Property e Facility management realizzano insieme circa la metà del fatturato dei servizi immobiliari, confermando una maggiore omogeneità tra i diversi Paesi. L’Asset management genera circa il 23% del fatturato dei servizi, con una presenza più organizzata in Francia e nel Regno Unito. Il Project management risulta più strutturato nel Regno Unito e in Germania, dove sono presenti società più grandi ed è più diffuso l’uso di sistemi tecnologici più avanzati. In Italia è molto forte invece l’attività di intermediazione immobiliare, con la quota di fatturato del settore Agency pari al 18%, inferiore solo alla Spagna, dove il peso dei servizi di intermediazione è pari circa a un quarto del totale dei servizi. Tale quota è minore negli altri Paesi, compresa tra il 6% della Germania e il 14%. Advisory e Valuation, infine, sono i settori che evidenziano il gap più ampio tra i Paesi considerati, sia in termini di dimensioni che di professionalizzazione delle società.

Il profondo cambiamento che vive il settore immobiliare – ha detto Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – sta modificando anche la domanda, rendendola più evoluta, sempre più attenta alle innovazioni e alla qualità dei beni e dei servizi. Il valore di un immobile si misura sempre di più sulla base della sua capacità di generare reddito e di conseguenza di rispondere alle attuali esigenze funzionali, in tutti i settori, dalla residenza al terziario, dal retail alle funzioni alternative. Questo percorso ha portato anche a una trasformazione del processo di gestione dell’edificio, con un incremento di complessità e specializzazione.

Un panel di commenti e testimonianze  ha seguito il Rapporto,  con interventi di  Lorenzo Barbagli (Business Development – Prelios Integra), Marina Concilio (amministratore delegato – Agire), Stephen Coticoni (Chairman & Ceo Advisory – BNP Paribas Real Estate), Carola Giuseppetti (consigliere e direttore generale – Sidief), Alessandro Mazzanti (Chief Executive Officer Italy – CBRE), Micaela Musso (Direttore Generale – Abaco Team), Alessandro Pasquarelli (Amministratore Delegato – Yard), Joachim Sandberg (Head of Italy and Southern Europe Region – Cushman & Wakefield),  David Vichi (amministratore delegato – Revalo).

Foto:
Mario Breglia con il presidente di Europasia Achille Colombo Clerici

 

 

 

 

 

IL GIORNO – ED. MILANO pag. 11 · 25-10-2018 – ALLARME EVASIONE FISCALE E INFILTRAZIONI MAFIOSE   

ottobre 25, 2018

IL GIORNO – ED. MILANO pag. 11 · 25-10-2018 – ALLARME EVASIONE FISCALE E INFILTRAZIONI MAFIOSE

Allarme evasione fiscale e infiltrazioni mafiose

MILANO

«LA LOMBARDIA è la terra degli evasori fiscali».

Il procuratore di Milano,
Francesco Greco, ha spiazzato la platea del convegno organizzato da Bankitalia e Anspci-Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito per discutere di “Costo della criminalità e tutela delle imprese”. La regione, infatti, è di gran lunga al primo posto per richieste di voluntary disclosure, che consente di far rientrare dall’estero capitali “nascosti”: ammontano ad oltre il 48% del totale di circa 60 miliardi di euro, seguita a distanza da Piemonte ed Emilia Romagna.

Il direttore della sede di Milano di Bankitalia Giuseppe Sopranzetti ha affrontato anche i temi dell’evasione e della corruzione.

QUALCHE esempio delle conseguenze.
Se la pressione fiscale in Italia è mediamente pari al 42% rispetto a una media Ocse del 35%, essa supera il 50% nei confronti di chi rispetta le regole; corruzione ed evasione equivalgono a 130 miliardi di euro l’anno, pari all’8% del Pil.
Se fossero contenute in limiti fisiologici, oggi il debito pubblico sarebbe del 70% invece che di oltre il 132 per cento. Secondo il procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, le mafie nel mondo gestiscono annualmente oltre 530 miliardi di dollari, 30 dei quali in Italia. Da noi si assiste ad un profondo quanto pericoloso cambiamento del loro modus operandi: sempre meno lupare e sempre più colletti bianchi. E sugli appalti «il codice non è più sufficiente, le organizzazioni mafiose riescono a creare cartelli di 60-70 imprese che finiscono per vincere».

Foto:

– Achille Colombo Clerici e Giuseppe Sopranzetti

– II procuratore di Milano Francesco Greco

 

Convegno Banca d’Italia Milano e Anspci – COSTO DELLA CRIMINALITA’ E TUTELA DELLE IMPRESE – Europasia informa

ottobre 25, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

Convegno in Bankitalia Milano in collaborazione con Anspci

COSTO DELLA CRIMINALITA’ E TUTELA DELLE IMPRESE

 

La sottrazione di risorse vitali per lo sviluppo delle imprese che operano nella legalità, con i relativi costi, va prevenuta e combattuta da magistratura e forze di polizia con l’obiettivo di puntare a un Paese dalla sana competitività, per una solida e duratura crescita economica e civile. Il tema è stato affrontato nel corso del Convegno di studi “Costo della criminalità e tutela delle imprese” organizzato a Milano da Banca d’Italia e da Anspci-Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito.

Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano di Bankitalia, che ha aperto i lavori con Ercole Pellicanò direttore Anspci, ha ricordato le diverse iniziative di comunicazione per allertare istituzioni ed opinione pubblica sulla pervasività del fenomeno che, secondo Mario Draghi, può mettere in pericolo la democrazia: “Quando sette anni giunsi a Milano – ha detto – non si conosceva l’esistenza della criminalità organizzata in Lombardia”.

Bankitalia ha affrontato anche i temi dell’evasione e della corruzione. Qualche esempio delle conseguenze. Se la pressione fiscale in Italia è mediamente pari al 42% rispetto a una media Ocse del 35%, essa supera il 50% nei confronti di chi rispetta le regole; corruzione ed evasione equivalgono a 130 miliardi di euro l’anno, pari all’8% del Pil. Se fossero contenute in limiti fisiologici, oggi il debito pubblico sarebbe del 70% invece che di oltre il 132 per cento.

Il danno all’economia creato dalle mafie è confermato dalla diffidenza degli investitori stranieri ad operare nel nostro Paese. Inoltre, è all’origine di una forte emigrazione di persone qualificate  dalle regioni più inquinate verso altre regioni o verso l’estero.

Nella tavola rotonda successiva, coordinata da Filippo Cucuccio, direttore generale Anspci, sono emersi altri dati impressionanti:

Secondo il procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, le mafie nel mondo gestiscono annualmente oltre 530 miliardi di dollari, 30 dei quali in Italia. Qui da noi si assiste ad un profondo quanto pericoloso cambiamento del loro modus operandi: sempre meno lupare e sempre più colletti bianchi (ma tornano a mostrare il loro volto violento quando l’imprenditore colluso non rispetta i patti), legami sempre più stretti con l’economia legale, trasferimento dalle regioni povere a quelle ricche del Nord (in particolare la ‘ndrangheta ha i suoi capisaldi nel triangolo Milano-Monza Brianza-Como). E sugli appalti: “Il codice non è più sufficiente, le organizzazioni mafiose riescono a creare cartelli di 60-70 imprese che finiscono per vincere gli appalti stessi. Serve una banca dati per inserirvi i nomi delle imprese che concorrono, in maniera tale poterle smascherare”.

Per Antonio Calabrò, vice presidente di Assolombarda, l’informazione, e’ necessario partire dall’ insegnamento scolastico, strumento fondamentale per comprendere e quindi combattere il fenomeno criminale. Il mondo delle imprese è sensibilizzato al problema e si è organizzato per  contrastarlo. Ma è necessario, oltre all’intervento delle istituzioni,  anche l’apporto dell’opinione pubblica e delle istituzioni, come d’altronde sta avvenendo

Una rete, insomma, che vede quali attori Procura, Guardia di finanza, Agenzia delle entrate e commercialisti e che ha dato risultati positivi  come nel caso della voluntary disclosure” la quale consente di far rientrare dall’estero capitali “irregolari” altrimenti difficilmente perseguibili, ha detto Francesco Greco, Procuratore   capo della Repubblica di Milano. Ha aggiunto che  la Lombardia è di gran lunga al primo posto per richieste di voluntary  che ammontano ad oltre il 48% del totale di  circa 60 miliardi di euro, seguita a distanza da Piemonte ed Emilia Romagna.

Quindi gli interventi di Giuseppe Castagna, amministratore delegato Banco Bpm, che ha informato sull’attività delle banche a tutela della legalità; e di Giuseppe Vicanolo, gen. C.A. Com. Interregionale Guardia di Finanza che ha richiamato l’attenzione sulka fatturazione elettronica in vigore dal primo gennaio prossimo, potente strumento antievasione in tempo reale.

 

Foto:
– Giuseppe Sopranzetti ed il Pres. di Europasia Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

MILANO – 18 – 10 – 2018 – PALESTRO 2 – LA BANCA NAZIONALE SVIZZERA E IL QUADRO ECONOMICO INTERNAZIONALE – LINO TERLIZZI – VICE PRESIDENTE BNS FRITZ ZURBRUGG – GIORGIO BERNER PRESIDENTE CAMERA COMMERCIO SVIZZERA – ACHILLE COLOMBO CLERICI ASSOEDILIZIA – GIUSPPE SOPRANZETTI DIRETTORE BANCA ITALIA SEDE MILANO – FOTO OTTICO/NEWPRESS

 

Il Giorno pag. 27 – 20.10.2018 Milano corre l’Italia la segua (Achille Colombo Clerici) – Assoedilizia informa

ottobre 22, 2018

Milano locomotiva del Paese non solo per produzione manufatturiera, finanza, sanità, moda, turismo, export, shopping e quant’altro, ma soprattutto per cultura. Il capoluogo lombardo è il crogiolo dove si fondono studi, ricerche, analisi, come confermano due tra le più recenti iniziative: Scuola di Politiche e Domus Forum.

La “Scuola di Politiche” è stata fondata da Enrico Letta, già presidente del Consiglio, oggi al vertice di numerosi think tank di politica internazionale che ha aperto il Corso 2019 a Milano, città destinata a diventare l’hub europeo e internazionale di formazione di una nuova classe dirigente europea.

Perché Milano? Per le sue eccellenze presenti nel sistema accademico, economico e civico. “E’ una delle città più ammirate al mondo” ha detto con comprensibile orgoglio il sindaco Giuseppe Sala “che unisce armonicamente i valori della solidarietà e dell’integrazione con i valori della modernità: lavoro, mobilità, cultura”.

Una città di dimensioni più ridotte di metropoli quali Londra, Berlino, Parigi, ma con le quali compete. Come è risultato alla prima edizione di Domusforum, promossa dalla rivista di architettura Domus fondata novant’anni fa proprio a Milano da Gio Ponti, che intende diventare un appuntamento annuale per far incontrare, dialogare e confrontare il mondo dell’architettura con quello della politica, dell’economia, della sociologia, dell’urbanistica e delle altre scienze coinvolte.

Le ragioni della competitività di Milano – è stato detto – stanno nella sua doppia natura. Ha una straordinaria capacità di innovazione e un’intelligenza per attrarre competenze, talenti, sguardi nuovi sul mondo. La sua economia è da umanesimo industriale o da cultura politecnica, scienza, ricerca, tradizione. Potremmo dire che nell’epoca dell’economia digitale, Milano resta una città industriale e contemporaneamente è una città delle nuove scienze, della qualità della vita, delle relazioni internazionali. Che comunque abbina alle eccellenze anche punti deboli quali sacche di povertà, disoccupazione giovanile e fragilità degli anziani. Una scommessa da risolvere nel progetto di Milano 2030.

Milano locomotiva del Paese, abbiamo detto. Deve correre. Ma devono correre anche i vagoni che la seguono, se non vogliono frenarla.

Foto:
il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, alla presentazione della “Scuola di politiche” con Achille Colombo Clerici

 

 

 

 

 

Fritz Zurbrugg vicepresidente della Banca Nazionale Svizzera a Milano – Camera di Commercio Svizzera – Giorgio Berner e Alessandra Modenese Kaufmann – Europasia informa

ottobre 22, 2018

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Il vicepresidente della Banca Nazionale Svizzera Fritz Zurbrugg
LE TURBOLENZE DI BORSA ITALIANA E SPREAD? SE NON DURANO TROPPO CONSEGUENZE LIMITATE PER L’ECONOMIA

E’ sempre utile sapere come ci vedono gli altri. Soprattutto se l’osservatore è autorevole e indipendente – in questo caso la Banca Nazionale Svizzera, l’equivalente della Banca d’Italia oppure della Banca Centrale Europea – e se l’osservato è il programma economico italiano.

Secondo il vicepresidente Fritz Zurbrugg, spread e volatilità della Borsa italiana non devono preoccupare eccessivamente, per ora. Certo, se il trend negativo proseguisse nel tempo, il sentiment dei mercati potrebbe modificarsi, e non in meglio.  Comunque, ogni punto in più del debito pubblico è un punto in meno che pesa sul welfare e sull’economia del Paese.

Zurbrugg – che ha parlato in un fluente italiano, grazie all’infanzia trascorsa a Roma ed agli studi ivi compiuti – è intervenuto ad un incontro organizzato dalla Camera di Commercio Svizzera in Italia, intervistato dal giornalista Lino Terlizzi editorialista del Corriere del Ticino e collaboratore de Il Sole 24 Ore per la Svizzera, sul tema “La Banca Nazionale Svizzera e il quadro economico internazionale”.

I due interlocutori sono stati presentati dal presidente della Camera di Commercio Svizzera. Giorgio Berner ad una selezionata platea di operatori economici – tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici,  Fabrizio Rindi presidente di Kairos, e Giampio Bracchi pres. di Intesa Private Banking – con la presenza dell’ambasciatore di Svizzera in Italia Giancarlo Kessler e del direttore della Banca d’Italia di Milano Giuseppe Sopranzetti.
Presente il Direttore-Segretario Generale della Camera di Commercio Svizzera, Alessandra Modenese Kaufmann.

Anche la Svizzera – ha proseguito Zurbrugg – ha visto aumentare il debito pubblico (dal 32 al 40%, va sottolineato, livello ben lontano dal 133% italiano, il terzo al mondo dopo Usa e Giappone ndr). Ma non c’è stata alcuna ricaduta negativa sulla moneta (anzi, da tempo la Confederazione è impegnata nel limitare le conseguenze sulla rivalutazione del franco causata dal massiccio afflusso di valuta estera) in quanto i mercati hanno sempre ritenuto la Svizzera un Paese dall’economia e dalla politica credibili e affidabili. I mercati hanno bisogno soprattutto di certezze.

Sulla Brexit: è auspicabile per tutti una uscita ordinata della Gran Bretagna dall’Ue; la Svizzera d’altronde non ricaverà particolari vantaggi dall’evento.

Guerra dei dazi Trump-resto del mondo: si contrappongono ottimisti (è un fenomeno passeggero dovuto alla maniera nuova di fare politica di un presidente Usa) e pessimisti (il meccanismo protezionista innescato avrà esiti imprevedibili).

Rapporto export-moneta: anche una moneta forte influisce marginalmente sull’export di un Paese, dipende da quanto immette sul mercato. Inoltre, alta tecnologia e farmaceutici, ad esempio, non temono prezzi alti.

Tra gli interventi/domande degli invitati quelle dell’ambasciatore Kessler, del direttore BdI Sopranzetti, del presidente Colombo Clerici, il quale ha ricordato come dagli anni ’70 ad oggi il franco si sia rivalutato di tre volte rispetto al dollaro.
Quali mai dinamiche o quale spirito hanno permesso questo “miracolo” costituito dalla continua competitività della Svizzera sui mercati internazionali, quando quasi tutti i Paesi hanno praticato la politica della svalutazione competitiva?

La risposta di Zurbrugg: “Circola ancora oggi in Svizzera la moneta da 10 centesimi del 1864”. Come dire, la migliore testimonianza della forza di una moneta e di una economia.

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Foto:
Da sin Lino Terlizzi  Fritz Zurbrugg, Giorgio Berner, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Sopranzetti

Fritz Zurbrugg e Achille Colombo Clerici

 

Premio GEA Eccellenze d’Impresa V Edizione Ottobre 2018 – Europasia informa

ottobre 17, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Il premio Eccellenze d’Impresa 2018  (V edizione) a Pastificio Rana

COTTARELLI: DRASTICA RIDUZIONE DELLA BUROCRAZIA

A conclusione del convegno “La competitività globale delle imprese italiane nel nuovo contesto istituzionale” a Palazzo Mezzanotte di Milano, sede della Borsa, è avvenuta la cerimonia di consegna del Premio Eccellenze d’Impresa 2018, tappa conclusiva del programma per la celebrazione del valore e delle eccellenze della piccola media impresa italiana promosso da GEA-Consulenti di Direzione, Harvard Business Review Italia ed ARCA FONDI SGR con il patrocinio di Borsa Italiana.

Vincitore assoluto dell’edizione 2018 – la quinta nella storia del Premio e la prima all’interno del laboratorio permanente Eccellenze d’Impresa, è stato Pastificio Rana, gruppo veronese leader mondiale nella produzione e commercializzazione di prodotti alimentari. La giuria ha conferito questi ulteriori riconoscimenti:

Crescita e sostenibilità – Florim, leader nella produzione di gres porcellanato.

Innovazione e Tecnologia – IEO-Istituto Europeo di Oncologia, all’avanguardia nella cura, ricerca e formazione in campo oncologico.

StartUp – Trust4Value, erogatore di servizi di Big Data Analytics e Cloud Big Data Analytics.

Compito di Eccellenze di Impresa è contribuire allo sviluppo di successo delle piccole e medie imprese italiane facendo emergere eccellenze nascoste e premiando le migliori performances in termini di innovazione, internazionalizzazione, crescita e sviluppo delle risorse umane e dei talenti.

A introdurre i lavori – un momento di riflessione sul sentiment dell’imprenditoria italiana nell’attuale clima di incertezza – la relazione di Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison: “Negli ultimi anni il contesto politico ha favorito l’operativa delle imprese.   Ne hanno giovato sia il manifatturato, sia comparti che hanno bisogno di maggiore flessibilità. Ma c’è una parte dell’economia che è rimasta ferma, mi riferisco al comparto statale, all’edilizia e alle banche e alle assicurazioni. Quindi, da un lato cresciamo agli stessi livelli dei Paesi europei più avanzati, dall’altra il Sistema Paese è fermo”.

A seguire il key-note speech di Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Visiting Professor dell’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano: “Abbiamo recuperato negli ultimi anni e ora stiamo crescendo, ma per colmare il gap  dobbiamo crescere ancora più velocemente. Con una lotta, innanzitutto, alla burocrazia che comporta costi elevatissimi e pesa sulla capacità di esportare e di essere competitivi a livello mondiale. L’attuale Disegno di Bilancio non va in questa direzione, perché aumenta i rischi e non riduce il deficit pubblico”.

La tavola rotonda è stata moderata da Luigi Consiglio, Presidente di GEA: “La consulenza di Direzione ha il compito di sostenere l’eccellenza delle imprese italiane dando loro una prospettiva oggettiva e positiva; un messaggio, questo, in linea con quanto emerge nel corso della giornata dedicata alle eccellenze, dove si racconta un’Italia forte, che cresce ed è leader in moltissimi nuovi settori”.

I relatori: Gabriele Galateri, Presidente di Assicurazioni Generali; Patrizia Grieco, Presidente di Enel; Ugo Loser, Amministratore Delegato Area Arca Fondi sgr; Luisa Todini, Presidente di Todini Finanziaria Spa; Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana.

Foto:
– Ugo Loser, Marco Fortis, Achille Colombo Clerici, Luigi Consiglio

– Carlo Cottarelli con Achille Colombo Clerici pres. Istituto Europa Asia