Archivio per novembre 2018

Alle “Gallerie d’Italia” apertura del locale di Aimo e Nadia – Caffetteria, ristorante, libreria – Arte culinaria ispirata all’arte figurativa – Europasia informa

novembre 30, 2018


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HA APERTO IN PIAZZA SCALA “VOCE”, TERZO LOCALE DEI NOTI CHEF STELLATI AIMO E NADIA

“Aimo e Nadia”, una istituzione milanese, hanno inaugurato in Piazza della Scala angolo via Manzoni, all’interno delle Gallerie d’Italia, il loro terzo locale, “Voce”, caffetteria, ristorante, libreria, arte culinaria ispirata all’arte figurativa.

Il cocktail party che ha sancito l’evento condotto da Stefania – figlia della nota coppia, che gestisce il celebre locale  “Luogo” – insieme all’architetto Michele De Lucchi e agli attuali chef del locale di via Montecuccoli, Fabio Pisani e Alessandro Negrini, ha visto la partecipazione di una folla di invitati delle grandi occasioni.

Presente, tra gli altri, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici.

Arrivati nel 1946, Aimo e Nadia iniziarono l’avventura nella ristorazione nel 1962 aprendo una trattoria in via Montecuccoli che venne insignita di due stelle Michelin. Da lì parte la leggenda   che parla di tradizione, famiglia e cucina italiana.

Foto:
Stefano Preda, Achille Colombo Clerici, Anna Maria Poli, Mariolina Valtolina

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La fatturazione elettronica nel settore immobiliare – Workshop in Assoedilizia

novembre 29, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Affollato workshop in Assoedilizia dedicato a condominii, rappresentanti di società immobiliari, amministratori, singoli proprietari

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE IMMOBILIARE

Centinaia di operatori del settore immobiliare – condominii, rappresentanti di società immobiliari, amministratori, singoli proprietari – hanno affollato le sale convegni di Assoedilizia per il workshop “La fatturazione elettronica nel settore immobiliare” che entra in vigore il primo gennaio prossimo.

Ad aprire i lavori, i saluti introduttivi di Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia e di Saverio Fossati, Il Sole 24 Ore. Sono seguiti gli interventi degli esperti, i commercialisti Massimo De Angelis, Alberto Citterio, Marco Iannace e l’avvocato Cesare Rosselli Segretario Generale di Assoedilizia che ha coordinato il workshop.

Molte decine i quesiti dei partecipanti ai quali si è data risposta.

L’argomento è stato  affrontato nei suoi vari profili con indicazioni operative e presentazione dei servizi che possono essere messi a disposizione o organizzati per gli associati.  In sintesi, questi gli argomenti trattati. Si precisa che quanto segue non riguarda la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione che va effettuata seguendo norme e procedure in parte diverse.

QUANDO:
dal 1° gennaio 2019. Le voci e le richieste di eventuali proroghe sono state smentite e comunque respinte dal Governo che appare deciso a non differire l’entrata in vigore. Anche la recente presa di posizione del Garante Privacy, che ha posto il problema della gestione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate in rapporto al Regolamento Europeo (GDPR), non ha indotto il Governo a modificare la propria posizione.

CHI:
l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda tutti gli “operatori residenti”, ossia, semplificando i termini, i titolari di partita Iva.  Sono esentati: i contribuenti minimi o forfettari, gli agricoltori, nonché le operazioni verso o da soggetti esteri (non stabiliti nel territorio dello stato).

COSA:
la fattura elettronica è un file di un particolare formato standard (.xml) che deve essere prodotto tramite un apposito software.

CONTENUTO:
oltre al formato, la fattura elettronica è regolata anche rispetto al suo contenuto. Deve contenere tutti i dati di una normale fattura previsti dalla normativa iva (si tratta perciò di un insieme di dati che già sono inseriti nelle fatture cartacee) ma deve contenere anche un altro insieme di dati finalizzato a rendere possibile la trasmissione ed il ricevimento telematico; si tratta del Codice destinatario e/o dell’indirizzo PEC di chi emette la fattura e di chi la deve ricevere. Nel caso di destinatario consumatore finale, il Codice destinatario va convenzionalmente indicato con sette zeri: la fattura sarà recapitata dallo SDI in base al codice fiscale.

CANALE DI TRASMISSIONE:
è obbligatoria la trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. Tutte le fatture elettroniche – attive o passive che siano – vanno trasmesse al SDI che provvede ad inoltrarle al destinatario dopo aver operato dei controlli automatici.

MODALITA’ DI TRASMISSIONE:
l’invio della fattura elettronica al SDI può avvenire in modi diversi: 1) via PEC; 2) tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate sul portale Fatture e Corrispettivi; 3) tramite un web service (un servizio acquistato sul mercato da fornitori accreditati); 4) tramite sistemi di trasmissione dati tra terminali remoti basati sul protocollo FTP.
Semplificando si può dire che i primi 2 sistemi sono gestiti direttamente da chi emette la fattura, mentre il terzo consiste nell’avvalersi di un servizio esterno che si occupa di tutto il ciclo di trasmissione e di ricezione ed il quarto è a sua volta gestito da chi emette la fattura e dispone direttamente di una infrastruttura informatica complessa.

RICEVIMENTO O MENO:
il SDI risponde al mittente (chi emette la fattura) con un primo messaggio di ricevimento ed un secondo messaggio di recapito. Se però il file non supera i controlli automatici vi sarà un messaggio di “scarto”, se poi il file non può essere recapitato (ad esempio il destinatario ha la casella PEC piena) vi sarà messaggio di “mancata consegna”. In caso di iter senza difficoltà, l’emittente la fattura dovrà conservare non solo il file della fattura, ma anche i files dei due messaggi del SDI il tutto in un unico “pacchetto”, abbinandoli. Nel caso di messaggio di scarto, la fattura dovrà esser nuovamente emessa (ma la questione è più complessa perché ha delle implicazioni tipicamente fiscali e non informatiche, ad esempio rispetto ai temi della numerazione, della data di emissione ecc.). Nel caso di messaggi di mancato recapito la fattura si considera emessa per l’emittente, ma non ancora ricevuta per il destinatario (anche in questo caso la questione è più complessa perché ha delle implicazioni tipicamente fiscali e non informatiche, ad esempio per la data di decorrenza della detraibilità dell’iva ecc.).

CONSERVAZIONE:
le fatture emesse ed i relativi messaggi vanno conservati per 10 anni. Trattandosi di documenti informatici per la conservazione si devono seguire le norme del Codice dell’ Amministrazione digitale e relativi decreti attuativi. In sostanza, non basta “salvare” i files in un PC, occorre che siano garantiti l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura. A tal fine vi è una considerevole normativa tecnica di riferimento che rende difficoltosa ed onerosa la gestione diretta della conservazione. Sarà generalmente necessario affidarsi ad un servizio esterno di operatore abilitato e certificato.

RICEZIONE:
le fatture elettroniche sono inviate all’indirizzo telematico indicato nelle stesse: PEC o Codice destinatario. In mancanza di tali dati nella fattura, il SDI le mette a disposizione in un’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate accessibile in concreto solo a chi abbia le credenziali Fiscoonline, Entratel, Spid (identità digitale) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

REGISTRAZIONE e QRCode:
per assicurarsi che le fatture da ricevere siano recapitate tutte al medesimo indirizzo, è possibile registrare la propria PEC o il proprio Codice destinatario associandolo alla propria partita iva. Il servizio è messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul portale Fatture e Corrispettivi. Altro servizio sempre messo a disposizione dall’Agenzia è la generazione di un QRCode (codice bidimensionale) che riporta i dati anagrafici e fiscali nonché l’indirizzo di ricevimento se registrato. Si tratta di una sorta di biglietto da visita che può esser trasmesso o comunicato ai fornitori per facilitare la trasmissione delle fatture.

QUESTIONI FISCALI:
in generale si può rilevare che il coordinamento tra le disposizioni fiscali (DPR IVA in primis) e procedura telematica non è stato particolarmente curato, solo il decreto fiscale di ottobre ne ha regolate alcune. Vi sono infatti varie questioni dalla numerazione delle fatture, alla data di emissione, alla loro registrazione, alla detraibilità dell’iva, ai comportamenti da tenere in caso di comunicazione di scarto o di impossibilità di consegna, solo per citare le principali, che sono state risolte solo in via interpretativa da circolari dell’Agenzia delle Entrate o che non hanno ancora una risposta del tutto certa. I relativi temi saranno trattati nel corso del Convegno.

CONDOMINIO:
è un consumatore finale che non emette fatture. Il problema è quindi la ricezione e la conservazione. Può continuare a ricevere il cartaceo ed operare su quello. Vi è però il problema che ai fini fiscali e civilisti la fattura è il file e, quindi, sono ipotizzabili diverse situazioni in cui sia necessario esibire l’originale o un duplicato informatico.

SOCIETA’ IMMOBILIARE:
la sua situazione non differisce nella sostanza da quella di una qualsiasi società commerciale: vi saranno fatture in uscita e fatture in entrata e tutte le tematiche della conservazione a norma.

AMMINISTRATORE:
ove l’attività sia svolta come professionista con partita iva, l’amministratore non differisce dagli altri professionisti e delle società immobiliari e dovrà perciò affrontare i medesimi problemi. Ma l’amministratore deve anche gestire le fatture ricevute da ogni condominio amministrato e non può farlo direttamente dal momento che il recapito delle fatture è per codice fiscale ossia ogni condominio riceve le proprie. Si pone allora il problema dell’eventuale necessità di accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate dove sono recapitate dal SDI le singole fatture per singolo condominio. La loro ricezione e smistamento nelle contabilità dei singoli condomini è forse l’aspetto più importante per l’amministratore, aspetto peraltro legato più che agli adempimenti fiscali alla organizzazione del proprio lavoro.

COLLABORAZIONE E SERVIZI DELL’ASSOCIAZIONE:
per tutti i soci, Assoedilizia mette a disposizione gratuitamente le consulenze fiscali ed operative relative ai temi della fatturazione elettronica.

Sono poi previsti servizi a pagamento a seconda delle varie esigenze, servizi che saranno attivati in base alle richieste:

– predisposizione del file .xml della fattura elettronica previo ricevimento dei relativi dati dall’interessato con invio e verifica ricevute da parte di quest’ultimo;

– assistenza, anche tramite intermediario abilitato, alla generazione delle fatture elettroniche, invio e gestione delle ricevute;

– gestione, anche tramite intermediario abilitato e web service esterno, di tutto il ciclo di fatturazione e ricezione delle fatture con smistamento delle stesse e conservazione a norma sia per società/professionisti che per tutti i condomini amministrati da un medesimo amministratore;

– convenzioni con fornitori terzi del servizio di web service per la gestione del ciclo attivo e passivo della fatturazione nonché della conservazione e norma.

 

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Foto
Tavolo dei relatori: Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia,  Massimo De Angelis, Saverio Fossati, Cesare Rosselli, Alberto Citterio, Marco Iannace

 

 

 

Francesco Brioschi “Lectio Magistralis” Finanza ed impresa, matrimonio d’obbligo – “Corporate Governance e Finanza d’impresa” Libro – nell’Aula Magna del Politecnico di Milano – Europasia informa

novembre 27, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Festeggiati al Politecnico di Milano gli 80 anni di Francesco Brioschi con un libro a lui dedicato

FINANZA ED IMPRESA, MATRIMONIO D’OBBLIGO

In occasione del suo ottantesimo compleanno, la School of Management del Politecnico di Milano ha voluto festeggiare Francesco Brioschi, Emerito di Assetti proprietari e governance di impresa del Politecnico di Milano, che è stato uno dei fondatori dell’Ingegneria Gestionale, il primo Direttore dell’omonimo Dipartimento e uno dei Vicepresidenti del MIP, la business school del Politecnico stesso.
Lo ha festeggiato con una Lectio Magistralis su un tema – quello delle criticità e degli strumenti nel finanziamento della crescita delle imprese – classico della Finanza, passione della sua vita sin da giovane e oggetto prioritario della sua attività di ricerca e di insegnamento dopo le rilevanti esperienze nell’ambito della Ricerca operativa e dell’Economia dei sistemi industriali. Relatori, illustri rappresentanti di alcune delle principali imprese del nostro Paese, del Rettore e di docenti amici. Nel selezionato parterre, professori degli Atenei milanesi ed esponenti del mondo della finanza, della cultura, dell’imprenditoria, tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, il presidente di Intesa Private Banking Giampio Bracci, Vittorio Moccagatta, Giacomo Piscicelli de Vito, Vanni Leonardi, Filippo Annoni di Gussola, Pierfrancesco Bologna, Margherita Feltrinelli di Gargnano, Benedetta Radice Fossati, Dino Betti van Der Noot, Gianrenzo Cova, Giulio Crespi, Adriano De Maio, ex Rettore.

A conclusione, la consegna di un libro “in onore di Francesco Brioschi” – sul tema “Corporate Governance e Finanza d’Impresa” – con i contributi di chi, un po’ più giovane di età o suo allievo, ha avuto con lui importanti collaborazioni di ricerca.
Dopo l’apertura dei lavori di Alessandro Perego, Direttore Dipartimento di Ingegneria Gestionale, lavori coordinati da Umberto Bertelè, Emerito di Strategia di impresa, e da Sergio Mariotti, Ordinario di Economia dei sistemi industriali, tutti del Politecnico di Milano, Brioschi, con il suo inconfondibile stile fatto di profonda conoscenza e di facilità di esposizione di temi quanto mai specialistici, ha ricordato quanto sia ancora oggi precaria la fiducia degli italiani, imprenditori e semplici risparmiatori,  negli strumenti finanziari che pure nel tempo hanno adottato normative per mettersi al passo con i Paesi più evoluti nel settore.
Per molto tempo, ha detto, la borghesia ha privilegiato i tranquilli investimenti immobiliari in luogo della Borsa rischiosa. Se uniamo questa predilezione al fenomeno globale secondo il quale i capitali vanno verso i Paesi finanziariamente più forti e all’esplosione delle borse asiatiche, vediamo che la Borsa italiana è passata, in termini di valori di capitalizzazione, da un’incidenza globale (su 85 trilioni di dollari) dal 2% allo 0,8%. Ed ha avanzato una proposta meditata e rivoluzionaria insieme che, con estrema sintesi, possiamo così definire: garantire gli aumenti di capitale delle aziende con una formula assicurativa.
Nel dibattito successivo sono intervenuti Patrizia Grieco, Presidente Enel, e Presidente del Comitato Corporate Governance Borsa Italiana; Gianfelice Rocca, Presidente Gruppo Techint, Ingegnere gestionale ad honorem; Fabrizio Saccomanni, Presidente UniCredit.

L’ Italia, hanno detto, è al 7°posto nell’ economica al mondo ma è soltanto al 17° nella finanza; la guerra in corso tra le superpotenze economiche Usa e Cina, la rivoluzione tecnologica con l’inevitabile diminuzione dei posti di lavoro, le battaglie sugli standard e sul cyberspazio creano nella gente insicurezza e paura, all’origine dei fenomeni populistici. Ancora pochi anni or sono la fiducia dei giovani andava metà alle istituzioni e metà alle imprese; oggi la fiducia nelle istituzioni si è ridotta al 30%.
Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico, nel suo intervento conclusivo – era reduce da un incontro con l’omologo Gianmario Verona dell’Università Bocconi nel quale si è deciso di unire le forze per favorire le startup -, sottolineando che il Politecnico – 43.000 allievi – è al primo posto tra le università tecniche italiane e tra le prime in Europa, ha indicato i punti forti di un programma pluriennale: qualità del capitale umano; innovazione e sviluppo; alleanze con imprese e istituzioni finanziarie. A conclusione, tutti attorno a Francesco Brioschi per la consegna del libro a lui dedicato in un’atmosfera di controllata goliardia ben lontana dall’austerità che distingueva i docenti dei tempi andati.

Foto
Francesco Brioschi con Achille Colombo Clerici

 

 

 

 

“In memoria di Antonio Mormone” Concerto al Conservatorio di Milano – Antonio Chen Guang protagonista insieme al violinista Stefan Milenkovich – Europasia informa

novembre 26, 2018

 

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La grande stagione concertistica di Milano, XXXVI edizione
CONCERTO IN MEMORIA DI ANTONIO MORMONE

Per continuare il sogno e l’impegno di Antonio Mormone,  fondatore della Società dei Concerti,  mercoledì 5 dicembre pv alle ore 21 in Sala Verdi del Conservatorio di Milano,  il pianista cinese Antonio Chen Guang sarà protagonista insieme al violinista Stefan Milenkovich della seconda edizione del Concerto per Antonio. Programma:
J.S. Bach, Concerto nach italienischen Gusto in fa magg. BWV 971 per pf;
Isaye, Sonata n. 2 op. 26 per vl. solo;
Ravel, Tzigane. Rhapsodie de Concert per vl. e pf.;
Brahms, Sonata in re min. op. 108 per vl. e pf.

Anima della Fondazione per oltre 35 anni, Antonio Mormone con grande passione e incessante impegno si è prodigato per promuovere e diffondere la cultura musicale; amico di grandi artisti cui non ha mai fatto mancare impegno, stima e concreta ammirazione, è stato anche presidente de I Solisti Veneti.

Antonio Mormone ha consentito al pubblico milanese di ascoltare, nella Sala del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, i più significativi protagonisti della scena concertistica internazionale, scoprendo talenti in ogni parte del mondo.

Milano sente l’assenza della sua figura appassionata, ma la stagione della Società dei concerti, sua creatura, prosegue.
Sostengono la Fondazione Mibac-Ministero per i beni e le attività culturali e Regione Lombardia, Comune di Milano; collaborano Classica musica, Ibis Milano centro.
Per informazioni. Fondazione La Società dei Concerti, C.so di Porta Vittoria, 18, 20122 Milano. 02.66984134-02.66986956. info@soconcerti.it. www.soconcerti.it.

Foto:
Antonio Chen Guang con Achille Colombo Clerici pres. Europasia

 

 

Confimprese, convegno “Finanza & retail” – Palazzo Mezzanotte di Milano, sede di Borsa Italiana, Sponsor: Arca, Gea, October, Retail In – Europasia informa

novembre 26, 2018

Istituto Europa Asia
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Europe Asia Institute

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Convegno di Confimprese sulle profonde trasformazioni che investono vendite al dettaglio e distribuzione
URGONO RAPIDI CAMBIAMENTI, CON IL SUPPORTO DELLA FINANZA

Il retail – per i non anglofili la vendita al dettaglio – sta subendo rapide e profonde trasformazioni (esplosione delle vendite sulla rete, prevalere dei centri commerciali sulla “bottega sotto casa”, centri commerciali a loro volta sotto attacco da parte dei discount) che impongono rapide e profonde trasformazioni per sopravvivere. Ma chi è in grado di finanziarle?

La risposta è venuta dall’incontro promosso da Confimprese dal titolo “Finanza & retail. Nuovi canali e nuovi strumenti per l’attrazione di finanziamenti e investimenti” a Palazzo Mezzanotte di Milano, sede di Borsa Italiana, Sponsor Arca. Gea, October, Retail In.

C’è un rapporto sinergico tra finanza e retail, con il primo che fornisce le risorse necessarie per stimolare la crescita delle reti commerciali: una priorità in questo ciclo economico in cui il mondo del retail cerca di rintuzzare l’offensiva dell’e-commerce.

Per stare al passo con le vendite online cresciute quest’anno del 16% sul 2017 con un fatturato di 27,4 miliardi di euro, è necessario domandarsi quali sono i fattori di aumento della competitività da parte dei player (operatori) tradizionali del retail. Nuovi competitor non sono soltanto le grandi firme dell’e-commerce, ma anche le piattaforme di delivery (distribuzione) che stanno lanciando al mondo della ristorazione una sfida importante. Il delivery ha infatti una penetrazione del 7%, stimata al 30% nel prossimo biennio, con una quota di mercato del 3.3% sul totale ristorazione. Ciò nonostante al consumatore continua a piacere il negozio fisico: le ultime rilevazioni Confimprese segnalano nel fashion (moda) il 49% degli acquirenti ancora attratto dall’esperienza fisica in negozio contro il 37% di chi acquista online.

La strada da percorrere, oltre all’innovazione, passa anche dalla finanza, da intendersi sia come l’ingresso nel capitale aziendale di fondi di private equity sia come quotazione in Borsa. Quest’ultima nel retail è ancora agli albori. Le imprese presenti sul listino al momento sono ancora poche, anche per la complessità e l’onerosità dell’operazione – Unieuro, Autogrill, Eprice, Amplifon, Geox, Stefanel, Bialetti, Oviesse – ma testimoniano che anche in questo settore qualcosa si sta muovendo.

Tra i maggiori e più evidenti benefici dello sbarco in Borsa vi è la possibilità di raccogliere risorse fresche emettendo nuove azioni. Uno strumento, quello dell’aumento di capitale riservato al mercato, che ben figura tra le modalità di finanziamento alternative al classico canale bancario.  La finanza è dunque un importante acceleratore di crescita a fronte di avvenimenti che remano in senso contrario, come l’ipotesi di abrogare il Decreto sulle aperture domenicali paventato dall’attuale Governo.

I dati di una ricerca Bain&Company mostrato che le aperture domenicali hanno avuto un impatto positivo (tra il 2 e il 3% in più del volume di acquisto), aiutando il retail italiano a uscire dalla crisi. Qualora il Decreto venisse abrogato, la ricerca stima che ci sarebbero impatti molto negativi sul settore quali una contrazione del fatturato di 19 miliardi, di cui il 5% nell’alimentare e il 10% nel non alimentare. A beneficiarne sarebbe l’e-commerce che si accaparrerebbe parte degli acquisti programmati e parte di quelli a impulso tipici della domenica. Sul fronte occupazionale vi sarebbero ricadute severe con quasi 70mila esuberi per le sole catene.

Tra i fattori principali responsabili del calo del retail a fronte di un aumento dei consumi, vi sono sicuramente l’emergere dei discount e dell’e-commerce, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Come difendersi? Il caso dell’americana Walmart (oggi la seconda catena di supermercati del mondo, soppiantata al primo posto dalla cinese Alibaba) è emblematico: sull’orlo della crisi due anni fa sotto l’attacco di Amazon, è brillantemente riemersa non con i tradizionali sconti ma operando una sinergia con l’ecommerce e affidando la distribuzione dei prodotti ai propri dipendenti che, fuori orario (e con supplementi di salario) effettuano le consegne a domicilio.

Non è certo, aggiungiamo, che in Italia, e in Europa, si possa adottare la medesima strategia considerate, tra l’altro, le garanzie sindacali che caratterizzano il Continente: una conquista che, a prescindere da certi abusi, ci pone da un punto di vista sociale molto più avanti dei neoliberisti d’Oltreoceano.

Ciononostante organizzazioni di distribuzione come Deliveroo (nata, ovviamente, in Gran   Bretagna) fa l’8% del settore ristorazione e nel 2025 si prevede che farà il 15%. Non è soltanto questione di numeri: il delivery sta cambiando le abitudini del cliente, incide sui costi che devono aumentare, ed ha quale conseguenza che i fruitori diventano clienti del distributore.

In sostanza, come si è anticipato, per affrontare l’epocale trasformazione diventa fondamentale la finanza che propone, oltre alla classica Borsa, strumenti molteplici che si stanno moltiplicando.

L’apertura dei lavori è stata di Mario Resca, Presidente Confimprese, di Raffaele Jerusalmi, Amministratore delegato, Borsa Italiana.
Moderatore e conduttore
Enrico Sassoon, Direttore Responsabile, Harvard Business Review Italia.
I lavori si sono suddivisi in due sessioni.
La prima sessione
”Retail ed eCommerce: fare fronte alle sfide delle grandi piattaforme tecnologiche ha visto gli interventi di Luigi Consiglio, Presidente GEA;  Franco Manna, Presidente e Direttore Generale Sebeto;  Paolo Orrigoni, Amministratore delegato Tigros;  Marco Preti, Amministratore delegato, Cribis. Nella seconda sessione Rafforzare le strutture finanziarie del Retail: problemi e prospettive   sono intervenuti Enrico Casiraghi, Consigliere e CFO Kasanova; Ugo Loser, Amministratore delegato Arca Fondi SGR; Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Amministratore delegato Unieuro; Sergio Zocchi, Amministratore delegato October.

Foto:
Luigi Consiglio con Achille Colombo Clerici pres. Europasia

 

 

QN – Il Giorno pag. 24 – 24.11.2018 “Patrimoniale, meglio di no” (Achille Colombo Clerici)

novembre 26, 2018

Il settore immobiliare italiano è l’unico in Europa che non si sia ancora ripreso dall’ormai decennale recessione: i prezzi degli immobili sono ancora in calo; le compravendite sono ben lontane dai livelli numerici del 2007; i tempi delle trattative estremamente dilatati.

Orbene, lo Stato ha tra i suoi compiti istituzionali quello di varare politiche atte ad affrontare situazioni economico-sociali problematiche (per citare: disoccupazione, povertà, sicurezza, dissesto idrogeologico) oppure ad incentivare settori per lo sviluppo del Paese (esportazioni, industria 4.0, istruzione e ricerca, infrastrutture).

Ma, nel campo degli investimenti immobiliari privati, a parte le ipotesi di intervento da parte della Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di operazioni mirate di riqualificazione urbana ed alcune misure di limitatissima portata, a favore di situazioni di disagio abitativo – fondi di  garanzia per facilitare l’acquisto casa (mutui); di sostegno affitti; per morosità incolpevoli; finanziamenti per piani di recupero di edilizia residenziale pubblica – lo Stato nulla fa per sostenere quel ” mercato”, che è strettamente connesso al risparmio di milioni di famiglie, investitrici nella casa.

Gli rimane la leva fiscale.

Possiamo dire che la stia usando utilmente a quel fine?

Consideriamo che la spesa pubblica ammonta a ben 830 miliardi, quasi il 50 per cento del PIL – mentre la spesa pubblica primaria corrente assomma a 670 miliardi, comprensiva delle provvidenze elargite dallo Stato a famiglie ed imprese per oltre 380 miliardi l’anno.

Che non si sta facendo, da decenni, quasi nulla per diminuire tale spesa. Ed allora possiamo ben comprendere quali difficoltà ci siano a ridurre le imposte.

Eppure l’eccessivo carico fiscale, costituisce un forte freno agli investimenti, non solo per l’oggettiva situazione prodotta, di antieconomicità degli stessi, ma anche per il senso di sfiducia che gli inasprimenti fiscali generano nei risparmiatori.

Ma, altro è non riuscire a ridurre le imposte, altro è aggravarle.
Ciò si risolverebbe in un grave freno alla crescita economica.  Così avverrebbe se si introducesse una patrimoniale quale quella di cui si sente parlare da parte di taluni che credono semplicisticamente che i soldi per mantenere (o incrementare) la spesa pubblica basta andare a prenderli dove si manifestano nominalmente.

Una patrimoniale generale e/o immobiliare ‘aggiuntiva’ rispetto a quella esistente, sarebbe esiziale per la nostra economia, anche se si risolvesse in un abbassamento del debito pubblico in funzione del calmieramento dello spread.  Perché, oltre a sconquassare i bilanci dei risparmiatori, si tradurrebbe in un provvedimento tale da ammazzare la fiducia degli stessi nelle “tenuta” della nostra economia.

 

Arcivescovo di Milano Mario Delpini “IL CAMMINO DELLA CHIESA AMBROSIANA” all’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere Palazzo Brera – Europasia informa

novembre 22, 2018

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Intervento dell’Arcivescovo di Milano all’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere

 

ARCIV. DELPINI: IL CAMMINO DELLA CHIESA AMBROSIANA

 

“In Chiesa non ci sono stranieri, ma solo figli di Dio”. E’ uno dei richiami più rilevanti di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, nell’incontro dal titolo “Il cammino della Chiesa ambrosiana nell’anno presente” organizzato dal presidente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere Silvio Beretta, avvenuto a Palazzo Brera di Milano.

Temi, sfide e problemi affrontati in occasione della celebrazione del Sinodo minore: la Chiesa delle genti, prospettive e responsabilità, aperto il 14 gennaio, percorso nato dall’esigenza di aggiornare l’azione pastorale alla luce dei cambiamenti sociali prodotti all’interno delle stesse parrocchie della vasta Diocesi ambrosiana dai flussi migratori.

Nei quattro punti che hanno caratterizzato l’intervento, Delpini ha immaginato la Chiesa del domani nella sua caratteristica di “cattolica”, cioè universale. Alla domanda stessa religione cattolica, ma lingue e culture diverse: come vivere la fede nelle parrocchie sempre più multietniche, Delpini ha risposto che non esistono ricette ma che è necessario avviare processi con esercizi condivisi di responsabilità a livello locale, nel vissuto quotidiano; apprezzando le esperienze positive già in atto nella scuola, nelle comunità giovanili, nella pratica sportiva, negli ortatori, nelle parrocchie.

«Il futuro del cattolicesimo ambrosiano dipende da come sapremo abitare il cambiamento. Per questo il cammino sinodale che abbiamo intrapreso è decisivo» ha detto. Non sarà comunque il “modello americano” con Chiese “nazionali” (italiana, polacca, irlandese, cattolica) ciascuna compresa nel proprio recinto, a favorire la comunione. L’obiettivo ambrosiano è di cambiare tutto per essere un’unica Chiesa. Non assimilazione, non isole separate, ma profonda apertura a tutte le culture.

L’immagine della Chiesa è quella di un popolo in cammino verso il compimento delle promesse di Dio: il popolo in cammino ha una meta, ha una luce che lo guida, un pane che lo nutre; è capace di aggregare altri convocati dalla speranza; trasfigura i luoghi che attraversa (anche la valle del pianto viene cambiata in una sorgente).

Il Sinodo minore si propone inoltre di stabilire rapporti di conoscenza e frequentazioni costruttive con istituzioni, attività, protagonisti che caratterizzano la città. Le messe delle domeniche di Avvento sono occasione per accogliere il mondo di Milano, organizzazioni giovanili, cultura, finanza, forze armate, volontariato, moda, lavoro. Per proporre un futuro percepito non come paura, ma come speranza.

L’incontro si è concluso con un fitto dibattito con gli invitati, preceduto da una richiesta di Mons. Delpini “Per favore, non fatemi domande troppo difficili”.

 

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– l’Arcivescovo Mario Delpini. Con il presidente dell’Istituto Europa Asia

Achille Colombo Clerici