Archivio per novembre 2018

Fatturazione elettronica nel settore immobiliare – Workshop Assoedilizia in data 28 Novembre 2018

novembre 21, 2018

 

Workshop per i soci Assoedilizia, aperto agli operatori del campo immobiliare (proprietari singoli, condomini, società immobiliari, amministratori)

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA, NEL. SETTORE IMMOBILIARE. COS’E’ E  COME PROCEDERE

Il primo gennaio 2019 entra in vigore la fatturazione elettronica, un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione.

Per agevolare chiunque operi nel campo immobiliare – proprietari singoli, condomini, società immobiliari, amministratori – Assoedilizia ha organizzato  WORKSHOP  “LA FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE IMMOBILIARE” che informa su come procedere in questo fondamentale adempimento.

Si svolgerà nella Sala Convegni di Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano, mercoledì 28 novembre 2018.

PROGRAMMA

Ore 14, 30 – Saluto introduttivo
Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente Assoedilizia
Dott. Saverio Fossati – Sole 24 Ore

Ore 14,45 – Interventi
Dott. Massimo De Angelis, commercialista
Dott. Alberto Citterio, commercialista
Dott. Marco Iannace, commercialista

Ore 16,30 – Presentazione servizi e quesiti dei partecipanti

Coordinamento Avv. Cesare Rosselli

 

Temi trattati
1. Come funziona lo SDI: flussi, registrazione, l’utilizzo dei software gestionali
2. Processo e flusso delle FE: termini emissione, numerazione, scarti e correzioni
3. Effetti sui soggetti IVA: operatività e conseguenze contabili
4. Effetti sui consumatori finali: privati e condomini
5. La conservazione sostitutiva: cenni e rinvio
6. Le specificità per gli operatori immobiliari
7. I servizi di Assoedilizia

La partecipazione è gratuita. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Per informazioni: Assoedilizia tel. 02.88559.1 email info@assoedilizia.mi.it

 

 

 

 

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Lettonia, Centenario della Repubblica Lettone – Celebrazione alla Regione Lombardia Palazzo Pirelli – Ambasciatrice Solvita Aboltina – IEA Istituto Europa Asia informa

novembre 20, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Lettonia Centenario della Repubblica Lettone – Celebrazione alla Regione Lombardia – Ambasciatrice  Solvita Aboltina
L’ambasciatrice Solvita Aboltina ricorda il ruolo dell’Italia per l’indipendenza del Paese

CELEBRATI A MILANO I CENTO ANNI DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA

Nel Belvedere Jannacci  del Palazzo Pirelli al 31mo piano (splendida vista sulla Milano di notte),  sede del Consiglio della Regione Lombardia dove si è svolta la cerimonia di celebrazione del centesimo anniversario della Repubblica di Lettonia,  un pannello ricorda il ruolo decisivo – ancorché non sufficientemente noto – svolto dall’Italia  con l’allora Ministro degli Esteri, Conte Carlo Sforza, nel riconoscimento internazionale dell’indipendenza lettone al termine del primo conflitto mondiale e nello stabilimento delle relazioni diplomatiche nel 1921.

L’ ha sottolineato Solvita Aboltina, ambasciatrice di Lettonia a Roma, presentando la mostra “Lettonia e Italia. 100 anni di amicizia” ed elencando numerosi altri fatti che testimoniano questo sentimento che ci accomuna al Paese del Nord Europa affacciato sul Baltico (superficie, 65.000 kmq, poco meno di due milioni di abitanti), piccolo ma importante per tradizioni, cultura, e ruolo geopolitico. Tra i fatti recenti, la duplice visita quest’anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (visita di Stato e al contingente Nato nel quale opera un reparto italiano), e gli ottimi rapporti: commercio, scambi e turismo con 50mila italiani  che visitano Riga ogni anno.

Da un punto di vista economico, la posizione geograficamente strategica della Lettonia offre grandi possibilità di scambi, molto attivi, sia coi paesi nordici, che coi mercati dell’Europa dell’est. ll valore degli scambi commerciali, come quelli di beni e servizi, si stimano con dati in continua crescita (circa 650 milioni di euro). Il 10% delle esportazioni italiane in Lettonia riguarda l’industria alimentare.  Molto attive le piccole imprese e le attività commerciali (per lo più negozi) svolte da cittadini lettoni che vivono in Italia.
A Milano, ad esempio, al ristorante “Rossini” si degusta la tradizionale cuscina lettone; e lombarde di adozione erano le simpatiche signore del coro della diaspora lettone “Saule” (Sole) che hanno intrattenuto gli invitati con gli inni nazionali e con canzoni popolari del Paese di origine.
Ad ascoltare ed applaudire c’erano la console onoraria di Lettonia a Milano Patrizia Signorini, organizzatrice dell’evento, esponenti dell’imprenditoria – tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa-Asia Achille Colombo Clerici – del Corpo Consolare, della cultura, della politica. Gli onori di casa sono stati fatti da Fabrizio Sala, vice presidente della Regione, da Alessandro Fermi pres. Consiglio Regionale e Dario Violi, consigliere regionale; l’assessore Filippo Del Corno ha portato i saluti del Comune di Milano.

Foto:
Luigi Roth, Solvita Aboltina, Patrizia Signorini, Achille Colombo Clerici

Mauro Del Vecchio, Luigi Roth, Achille Colombo Clerici, Silvano Frigerio

Ambasciatrice Solvita Aboltina e Console Patrizia Signorini con Achille Colombo Clerici

 

QN Il Giorno pag. 25 – 17.11.2018 “Competitività da ritrovare” (Achille Colombo Clerici)

novembre 19, 2018

Dallo scoppio della crisi, le importazioni italiane di beni di consumo sono aumentate da 80 a oltre 110 miliardi di euro; tra il 2013 e 2017, l’export è aumentato del 15,5% e l’import di quasi il 20%; nei mezzi di trasporto, le auto straniere sono arrivate a rappresentare il 65% del totale delle immatricolazioni; in agricoltura gli acquisti dall’estero hanno raggiunto i 14 miliardi di euro – il 20% del fabbisogno nazionale – mentre la superficie agricola utilizzata si è ridotta di oltre il 20%; eravamo i più importanti esportatori di pellami e scarpe, ed oggi dall’estero arriva il 40% delle scarpe  mentre la produzione interna si è ridotta del 40%.

Sono i dati più significativi di uno studio Bnl-Gruppo Bnp Paribas condotto da Paolo Ciocca, che lascia stupiti: come è possibile che in Italia – secondo Paese manifatturiero d’Europa dopo la Germania – si rinunci a produrre, si chiudano stabilimenti, si licenzino operai, si abbandoni la campagna per acquistare all’estero gli stessi prodotti, o alimenti?

Certo, c’è la delocalizzazione: un’azienda italiana talvolta trova più conveniente trasferire la produzione in un Paese dove il lavoro costa meno e lasciare la madrepatria dove il sindacato è più forte. Ma questo riguarda soltanto il 10% del fenomeno nel suo complesso.  Negli ultimi anni, il sistema manifatturiero italiano sembra, però, anche aver perso competitività: tra il 2005 e il 2016, i prezzi alla produzione interni sono cresciuti del 13%, mentre l’aumento dei prezzi all’importazione si è fermato al 2%, rappresentando una maggiore convenienza ad acquistare dall’estero piuttosto che produrre internamente.

Più articolato il discorso per quanto riguarda l’agroindustria: secondo l’associazione della Proprietà Fondiaria di Milano, la crisi del comparto – laddove si verifica – è dovuta alla limitata dimensione delle aziende (mediamente 8,4 ettari contro i 22 del resto d’Europa), alla necessità di importare prodotti (grano duro per citare) per mantenere la produzione di pasta della quale siamo i primi produttori ed esportatori. La Pac-Politica agricola comunitaria, accusata talvolta di preferire “il bosco al campo”, quindi, non è la causa del fenomeno.

Ed è proprio dall’agricoltura che viene il messaggio più valido: se non possiamo competere in quantità, possiamo eccellere in qualità. L’Italia è leader in Europa con 294 prodotti Dop, Igp e Stg riconosciuti dall’Ue. In vent’anni il patrimonio agroalimentare qualificato è diventato quasi di cinque volte (+382%).

Corpo Consolare Milano Lombardia – Premio Annuale 2018 – Cerimonia alla Società del Giardino Milano – Europasia informa

novembre 15, 2018

Istituto Europa Asia
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Premiazione annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia
GRAZIE A SEI PERSONALITA’ PER LA FATTIVA COLLABORAZIONE

Come ormai da tradizione, a fine novembre si è svolta la cerimonia di Premiazione Annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia. Un evento molto significativo durante il quale si assegnano  riconoscimenti a personalità che si sono distinte per il loro impegno nella promozione dell’immagine dell’Italia all’estero e per la particolare collaborazione con il Corpo Diplomatico.

L’edizione 2018 si è svolta a Palazzo Spinola di Milano, sede storica della Società del Giardino. Premiati Giovanna Vilasi (Prefetto di Monza); Marina Anna Tavassi (Presidente della Corte d’Appello di Milano, prima donna a ricoprire l’alto incarico); Generale di C.A. Silvano Frigerio (Comandante della 1^ Regione Aerea e del Presidio Militare dal quale dipendono circa 200 aerei e 8.000 uomini); Generale di C.A. Gaetano Maruccia (Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo”); Generale di C.A. Roberto Perretti (Comandante del Corpo di Reazione Rapida della Nato); Generale di C.A. Giuseppe Vicanolo (Comandante Interregionale della Guardia di Finanza dell’Italia Nord Occidentale sempre più impegnata nel contrastare organizzazioni criminali che superano i confini di Stato). A conferire i riconoscimenti Fabrizio Sala, Vice Presidente della Regione Lombardia; Renato Saccone, Prefetto di Milano; Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia; Roberta Guaineri, Assessore al Turismo, Sport, Spettacolo e Tempo Libero del Comune di Milano; Walid Haidar, Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia; Patrizia Signorini, Vice Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia.

Nel qualificato parterre di invitati, il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

“Il premio – spiega Patrizia Signorini, che ne è stata tra gli ideatori e ne cura direttamente l’organizzazione – nasce nel 2008 ed è assegnato ogni anno ad autorità civili, militari, istituzionali, oltre che a personalità del mondo della cultura, dell’economia e della società civile che hanno dato un contributo fondamentale all’immagine dell’Italia nel mondo.”

Con 123 rappresentanze, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia è numericamente il più significativo al mondo a dimostrare l’importanza della città e della regione nel panorama internazionale.

Gli stranieri a Milano rappresentano una importante e vitale componente della città: non soltanto da un punto di vista economico, ma anche culturale considerato che sono oltre 60 gli istituti culturali di Paesi esteri presenti in città. Si inseriscono pienamente in una regione che produce 130 mld di PIL, annovera quasi un milione di imprese e vede rafforzare continuamente la sua immagine nel mondo anche grazie ai diplomatici che vi risiedono.

Foto:

Walid Haidar e Consorte, Patrizia Signorini, Achille Colombo Clerici, Gian Valerio Lombardi, Fabrizio Rindi

Antonio Pennino, Arturo Artom, Achille Colombo Clerici, Gianvico Maria Camisasca

Marina Tavassi con Achille Colombo Clerici

Il prefetto di Monza Giovanna Vilasi con Achille Colombo Clerici

 

 

 

Marcello Staglieno ricordato a Milano con la presentazione del Libro sulla Famiglia – Biblioteca Sormani Sala del Grechetto Milano – Europasia informa

novembre 13, 2018

Istituto Europa Asia
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Ricordato a Milano In occasione della presentazione del libro sulla famiglia

MARCELLO STAGLIENO, ARALDO DEI PIU’ NOBILI VALORI BORGHESI

Marcello Staglieno, giornalista scrittore e politico, è stato ricordato a Milano, Sala del Grechetto – stracolma – della Bibblioteca Sormani in occasione dell’ottantaquattresimo anniversario della nascita con la presentazione del volume “Gli Staglieno. Origini, ritratti e protagonisti di una storica famiglia patrizia genovese” a cura di Andrea Lercari, Sagep Editori Genova. Tra i selezionati invitati, accolti dalla signora Monica Amari Staglieno, con il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, che di Staglieno fu amico ed estimatore, Pasquale e Amalia Spinelli, Domingo ed Elena Merry del Val, Fernanda Giulini, Maria Antonietta Paveri Fontana, Virgiliana Tibertelli de Pisis, Lorenza Fisogni, Maria Grazia Cassitto, Antonino Giannone.

La straordinaria avventura umana e professionale di Staglieno germina in una famiglia (che rivendica la discendenza da Caio Elio Staleno, senatore romano e tribuno della plebe, nemico di Marco Tullio Cicerone) la quale si afferma nel tessuto sociale ed economico genovese il XIV e il XV secolo, prendendo anche parte ai commerci internazionali nel Mediterraneo, come consuetudine dei membri del ceto dirigente genovese.

Nel libro, attraverso i saggi di Monica Amari Staglieno, Franco Contorbia, Diego Divano e Andrea Lercari, si ripercorre quindi una storia familiare che dal Medioevo arriva ai giorni nostri, nella quale emergono, tra le altre, tre figure omonime di particolare rilievo: il magistrato Marcello Staglieno (1772-1847), presidente del Senato di Piemonte; il marchese Marcello Staglieno (1829-1909), poliedrico studioso di storia patria , antesignano degli studi colombiani; per arrivare al giornalista Marcello Staglieno (1938-2013), cofondatore con Indro Montanelli de Il Giornale, scrittore, senatore e vice presidente del Senato della Repubblica italiana.

Staglieno – come hanno tratteggiato gli interventi di Fernando Mezzetti, editorialista, già corrispondente de Il Giornale da Pechino e da Mosca, Gabriella Airaldi, Università di Genova, Pier Luigi Vercesi del Corriere della Sera – fin dall’età nella quale i coetanei si impegnano nelle partite di pallone all’oratorio, si proietta in un mondo di grande valenza culturale: per citare, conosce letterati e scrittori. A Genova frequenta Giovanni Ansaldo, partecipa col padre Aldo Luigi alla ricerca e al ritrovamento delle spoglie di Emstel Junger, figlio del filosofo e scrittore Ernst autore di Tempeste d’Acciaio, caduto nel ’44 sulla Linea Gotica.

Giuseppe Prezzolini lo presenta a Indro Montanelli che con lui lavorerà fianco a fianco per ben 18 anni; un rapporto cementato da una comunanza di valori borghesi intesi nel senso più alto del termine, fino  a quando Staglieno decide di mettersi in politica con la Lega di Bossi. Montanelli ci resta male. Ma Staglieno ha visto nel nuovo movimento uno strumento di rinnovamento di una classe politica travolta non solo da Mani Pulite ma soprattutto da una crisi profonda dei valori da essa sin lì propugnati. Con Miglio intendeva migliorare la Lega dall’interno per renderla adatta alla guida del Paese. Tentativo che fallì e che portò Staglieno ad abbandonare la politica attiva. Perché era stato educato, e perché si era sempre comportato, con coraggio, sapere e dignità nelle alterne e complesse  vicende della vita.

Come è stato ricordato nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani  dove Staglieno nel 1984 presentò il libro su Longanesi scritto con Montanelli.

Foto:
Fernando Mezzetti, Monica Amari Staglieno, Achille Colombo Clerici

 

 

Qn Il Giorno pag. 22 – Ediz. 10.11.2018 Il verde va curato – di Achille Colombo Clerici

novembre 12, 2018

Le drammatiche calamità naturali di queste settimane – destinate a verificarsi in numero e gravità sempre maggiore a causa dei mutamenti climatici – hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica la fragilità del territorio sul quale vive la grande maggioranza degli italiani.

Secondo il rapporto Ispra del 2017 è a rischio il 91% dei nostri comuni. Complessivamente, il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a pericolosità da frana elevata e molto elevata e più del 9% in zone alluvionabili.

Complessivamente, sono oltre 7 milioni le persone che risiedono nei territori vulnerabili: oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana e più di 6 in zone a pericolosità idraulica. I valori più elevati di popolazione a rischio si trovano in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria. Minacciato anche il patrimonio culturale. I dati individuano nelle aree franabili quasi 38 mila beni culturali, mentre sfiorano i 40 mila i monumenti a rischio inondazione.

Anche gli alberi che abbelliscono le nostre città e sono il principale alleato antismog (assorbendo fino a 150 chili di CO2 all’anno per albero) possono diventare un pericolo: sono oltre un milione e vivono in un habitat artificioso; il traffico, l’asfaltatura rovinano spesso le radici e col tempo, possono compromettere la stabilità della una pianta.

Le radici di un albero cittadino spesse volte non sono proporzionate all’altezza del tronco, per difficoltà di crescita dovuta alla scarsa ossigenazione del terreno.

Tagliando le radici superficiali si compromette la stabilità dell’albero.   Inoltre la potatura radicale, praticata nelle nostre città, consente sì una razionalizzazione della gestione del verde, ma finisce per indebolire gli alberi, in quanto senza la protezione della chioma i funghi possono attaccare più facilmente il fusto divorandolo dall’interno.

Sul fronte del territorio, dunque, è evidente l’assoluta necessità di maggiori investimenti in termini di prevenzione, attraverso cui affermare una nuova cultura dell’impiego del suolo che metta al primo posto la sicurezza della collettività e ponga fine, da un lato a usi speculativi e abusivi del suolo stesso, dall’altro al suo completo abbandono. E sugli alberi in città è necessario un monitoraggio costante, e intervenire con l’abbattimento, accompagnato dalla ripiantumazione, laddove esso si renda necessario e nonostante le eventuali e comprensibili proteste dei cittadini.

Immobili della Chiesa – Dato del “20% del patrimonio immobiliare italiano” in proprietà della Chiesa è inattendibile – IEA informa

novembre 7, 2018

Istituto Europa Asia
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Achille Colombo Clerici Presidente di Europasia

ASSOLUTAMENTE INATTENDIBILE IL DATO CHE ATTRIBUISCE ALLA CHIESA LA PROPRIETA’ DEL 20% DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE NAZIONALE.

DATI STIMATI DA Europasia:
1 % a livello nazionale
3-4 % nella città di Roma

 

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Riferendosi a quanto riportato da alcuni organi di stampa che, a proposito delle proprietà immobiliari della Chiesa, parlano di ben il 20% del patrimonio edilizio nazionale, l’avv. Achille Colombo Clerici, Presidente dell’Istituto Europa Asia: “Il dato non è minimamente attendibile e risulta assolutamente lontano dalla realtà.”

E tra l’altro tale inattendibilità ictu oculi è di immediata percepibilità.

Tutti gli italiani infatti hanno sotto gli occhi una realtà diversa da quella che viene rappresentata con il dato che parla di un immobile della Chiesa ogni cinque posseduti dalla cittadinanza.

Questo dato non vale nemmeno nella città di Roma dove pure, nel centro storico, si presenta la maggior concentrazione di immobili religiosi a livello nazionale.

Secondo i dati in possesso di Europasia, nella Città Eterna gli immobili riconducibili alla Chiesa Cattolica, nella sua globalità di enti ed istituzioni ecclesiastici (compresi gli immobili extraterritoriali e quelli destinati al culto) dovrebbero aggirarsi attorno al 3/ 4 % del totale.

A livello nazionale, viceversa, la quota di questi immobili (compresi quelli di culto) si attesterebbe attorno all’ 1 % del totale.

Si tratta pur sempre di una quantità considerevole atteso ad esempio  il numero complessivo degli immobili che nella sola Roma supera le 120 mila unità.

Aggiunge Colombo Clerici: “Consideriamo peraltro che la gran parte del patrimonio edilizio esistente nelle nostre città è stato realizzato a partire dal secondo dopoguerra, fuori dai centri storici; e nelle zone periferiche e semiperiferiche la presenza di immobili della Chiesa è rarefatta.

Riferendoci al patrimonio italiano edificato, stiamo parlando di una realtà edilizia che si localizza in ben 8102 comuni (oltre la metà dei quali sotto i 2500 abitanti), con una concentrazione demografica del 46% in comuni con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti; in ciascuno dei quali sono presenti solo una o alcune chiese (non sempre dotate delle c.d. attrezzature complementari di culto: ad esempio canonica-oratorio-campo sportivo), qualche struttura appartenente ad ordini o congregazioni religiose; con frequentemente scarsi beni a reddito, quali terreni e fabbricati, gestiti dagli enti diocesani per il sostentamento del clero.”