Archivio per gennaio 2019

Felix Baumann Ambasciatore – Supplente del rappresentante permanente della Svizzera presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e inviato speciale presso il Consiglio dei diritti umani a Ginevra – Felicitazioni del presidente EUROPASIA Achille Colombo Clerici

gennaio 31, 2019

 

 

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Le felicitazioni di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia

IL CONSOLE GENERALE DI SVIZZERA A MILANO NOMINATO AMBASCIATORE

 

Félix Baumann, attualmente console generale a Milano, è stato nominato capo della Divisione multilaterale, supplente del rappresentante permanente della Svizzera presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali, nonché rappresentante permanente della Svizzera presso la Conferenza sul disarmo e inviato speciale della Svizzera presso il Consiglio dei diritti umani a Ginevra. Per l’esercizio di tale funzione il Consiglio federale gli ha attribuito il titolo di ambasciatore.

Il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici esprime al neo ambasciatore le più vive felicitazioni, in uno con l’augurio di svolgere, con pienezza di soddisfazioni, la sua nuova funzione.

“A Félix Baumann – ha detto Colombo Clerici – cui mi unisce un pluriennale rapporto fondato su stima ed amicizia, faccio pervenire gli auguri di buon lavoro miei e del nostro mondo associativo, fiducioso che la sua preparazione professionale, la sua cultura, la sua indipendenza intellettuale siano adeguatamente posti al servizio della comunità internazionale;  in un periodo in cui i valori fondamento di ogni democrazia liberale  – libertà, solidarietà, uguaglianza – sono oggetto di pesanti attacchi.”

Foto:
Félix Baumann con Achille Colombo Clerici

 

 

 

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Giuseppe Conte a Milano – Fotogallery Formiche.net

gennaio 31, 2019

Fotogallery al link:

https://formiche.net/gallerie/giuseppe-conte-a-milano-foto/

 

 

 

Premier Giuseppe Conte in visita ufficiale a Milano incontro con Assoedilizia COMST

gennaio 30, 2019

A s s o e d i l i z i a

 

Tra i temi affrontati, la tutela del risparmio dell’economia immobiliare
IL PREMIER CONTE INCONTRA DELEGAZIONE DI ASSOEDILIZIA

 

Milano, 30 gennaio 2019

Il  Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Giuseppe Conte con il  Sottosegretario di Stato dott. Stefano Buffagni ha incontrato questa mattina nella sede della Borsa di Milano una delegazione di Assoedilizia subito dopo analogo incontro con i vertici della Borsa.

La delegazione di Assoedilizia, guidata dal Presidente avv. Achille Colombo Clerici, era composta dal Consigliere Amministratore ing. Paolo Jacini, dal Segretario Generale avv. Cesare Rosselli, dal componente del Consiglio Direttivo prof. Stefano Simontacchi, dall’avv. Roberto Fusco, dall’avv. Antonio Bellantoni. Tema del cordiale colloquio le prospettive di sviluppo dell’economia del Paese e, in particolare, la tutela del risparmio dell’economia immobiliare.

Foto:

Il Premier Giuseppe Conte con Achille Colombo Clerici

Il tavolo dell’incontro alla Borsa di Milano da sin. Stefano Buffagni, Giuseppe Conte, Roberto Fusco,  Cesare Rosselli, Paolo Jacini, Achille Colombo Clerici, Antonio Bellantoni, Stefano Simontacchi

Paolo Jacini, Roberto Fusco, Achille Colombo Clerici, Antonio Bellantoni, Cesare Rosselli

 

Giornata della Memoria Milano 28 Gennaio 2019 Università degli Studi, Commemorazione – Convegno Unimi – Europasia informa

gennaio 29, 2019

 

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Giornata della Memoria, le iniziative dell’Università Statale di Milano

RAZZISMO, PRODOTTO INEVITABILE DI OGNI FASCISMO

Il concetto di “razza italica” era estraneo alla nostra cultura fino agli anni ’30 del secolo scorso quando esponenti della cultura fascista, anche se nelle istituzioni – dall’esercito alle università alle associazioni imprenditoriali alla pubblica amministrazione – operavano molti ebrei, cominciarono a instillare tale concetto nell’opinione pubblica.  Ma il progetto di Benito Mussolini di una internazionale fascista diffusa in Europa ma anche in Usa, nel Sud America e persino in Asia, aveva bisogno di una giustificazione “culturale” forte. Ecco l’operazione di indottrinamento del popolo che scivolò verso le leggi razziali.
E’ soltanto uno dei molti temi trattati nei numerosi e molto interessanti interventi organizzati dall’Università Statale di Milano per celebrare la Giornata della Memoria con due momenti di incontro: nella Sala Napoleonica un convegno sull’Italia fascista e le leggi razziali; e in Aula Magna la proiezione del documentario Memoria di Ruggero Gabbai e la presentazione dei progetti sulla Memoria dell’ateneo.
Ad aprire la giornata di iniziative è stato il convegno “L’Italia ai tempi del ventennio fascista tra storia, scienza e diritto. A ottant’anni dalla promulgazione delle leggi antiebraiche.” Promosso dai dipartimenti di Diritto pubblico italiano e sovranazionale e di Studi storici, il convegno, aperto dai saluti del rettore Elio Franzini, ha visto l’intervento di esperti e studiosi, tra cui il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida che ha tenuto una relazione sulle radici delle leggi razziali; Marilisa D’Amico, prorettrice alla Legalità, Trasparenza e Parità dei Diritti  dell’Università Statale e docente di Diritto costituzionale; Ivano Granata, docente di Storia Contemporanea alla Statale; Lorenza Carlassare, professoressa emerita di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Padova.
La giornata è proseguita con l’incontro “Memoria. I sopravvissuti raccontano” in aula Magna, con la proiezione del film documentario di Ruggero Gabbai sulla Shoah italiana intitolato Memoria. Attraverso le interviste a 90 ebrei italiani sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz, il film ha raccontato, dalla viva voce dei testimoni, le diverse fasi della Shoah italiana. A introdurre il film sono stati Marilisa D’Amico e Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data del Comune di Milano. Prima della proiezione è stato trasmesso un messaggio della senatrice a vita Liliana Segre e al termine della pellicola la serata è proseguita con il regista Ruggero Gabbai e un incontro dedicati ai progetti e alle iniziative dell’ateneo in difesa del valore civile e umano della memoria: sono intervenuti i referenti delle iniziativa,  Nando Dalla Chiesa (Progetto Memoria), Emanuele Edallo (Ma poi che cos’è un nome?), Giacomo Aresi (Promemoria_Auschwitz) e Stefano Marrone (La Statale e le epurazioni).
A margine di altro evento, Liliana Segre così si è espressa su un fatto di attualità, la vicenda della Sea Watch 3: “Avendo provato a essere una persona che è stata nel mare dell’indifferenza ed è stata annegata nel mare dell’indifferenza con la mia famiglia intera, da cui solo io sono tornata a raccontare, sono certamente più sensibile a una nave che non trova attracco; ma come non ho trovato allora le risposte perché il mondo intero è stato indifferente, non solo i nazisti colpevoli, trovo che quest’indifferenza si ripeta anche oggi.”

Foto:

– Valerio Onida con Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia e di Europasia

– Alessandro Pajno, Marilisa D’Amico, Achille Colombo Clerici

– Nicolò Zanon con Achille Colombo Clerici

“Sturzo, cent’anni dopo. Buone ragioni per una nuova politica” in Sala Alessi di Palazzo Marino presentazione del libro di Mattioli e Nardi – Europasia informa

gennaio 29, 2019

 

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Presentato a Palazzo Marino di Milano il libro di Mattioli e Nardi su don Luigi Sturzo

BUONE RAGIONI PER UNA NUOVA POLITICA

“A tutti gli uomini liberi e forti facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà.”

Suonano quanto mai attuali le parole di don Luigi Sturzo, che il 18 gennaio di cent’anni fa, vigilia dell’avvento del regime fascista, invocava e sollecitava un sussulto d’orgoglio nei cattolici – e non solo ‒ a prendersi a cuore la costruzione di una nuova Italia, fondata sugli ideali della libertà, dello sviluppo, del progresso, della giustizia e del lavoro per tutti.

Lettere, discorsi, pensieri che anche oggi suscitano riflessioni importanti e sono capaci di ispirare tempi in cui obiettivamente l’agire politico sembra aver perso smalto e capacità di appassionare uomini e donne “liberi e forti” per costruire un progetto – come scrisse Sturzo – che sappia “congiungere il giusto senso dei diritti e degli interessi nazionali con un sano internazionalismo”, portatore di bene comune.

Prende spunto da queste riflessioni il dibattito “Sturzo, cent’anni dopo. Buone ragioni per una nuova politica” in Sala Alessi di Palazzo Marino, Milano, promosso da ITL-In Dialogo Editore, Unione Cattolica della Stampa Italiana-Lombardia, Istituto Luigi Sturzo e Comune di Milano   a partire dalla pubblicazione del volume  “Liberi e forti. Per una nuova politica a cent’anni dall’appello di Luigi Sturzo” curato da Alberto Mattioli e Pino Nardi, che ha moderato il dibattito.

L’ attualità di quei concetti, espressi comunque in una realtà non paragonabile a quella odierna (si era appena conclusa la Grande Guerra), è stata sottolineata da Rosy Bindi, politico, già presidente della commissione parlamentare antimafia : “Anche allora lo Stato liberale era in crisi, incapace di cogliere la separazione tra politica e società, con il rischio che si scelga l’autorità liberticida per superare le disuguaglianze cui la politica, in Italia e nel mondo, non riescono a rispondere”.
A monito dei governanti che ci reggono Rosy Bindi, entrando nella attualità, ha ribadito l’intima connessione esistente tra mafia e corruzione: ai tempi di don Sturzo, come anche ai nostri giorni.

La conversazione è stata anche l’occasione per ricordare i convulsi mesi da gennaio ad aprile 1919: la visita a Milano del presidente Usa Woodrow Wilson fautore della Società delle Nazioni;  l’irruzione dei fascisti alla Scala che interruppe il discorso del socialista Leonida Bissolati; la costituzione dei Fasci italiani di Combattimento  da parte di Benito Mussolini nella sala riunioni del Circolo dell’alleanza industriale  in piazza San Sepolcro di Milano; in aprile l’assalto alla redazione dell’Avanti! Mesi cruciali nei quali una alleanza tra uomini “liberi e forti” cattolici e laici avrebbe dato alla storia un corso diverso.

Gli interventi hanno tratteggiato la figura di don Sturzo. Figlio di un proprietario terriero di Caltagirone, già ordinato sacerdote, gestì con capacità imprenditoriale e umanità la proprietà di famiglia opponendosi all’organizzazione mafiosa che già allora imperversava nella zona. Diventato sindaco di Caltagirone, governò il Comune in maniera anticipatrice dei tempi, rivendicando autonomia dal potere centrale: fondò scuole, imprese, centri sociali. Il suo pensiero politico lo portò all’esilio all’avvento del fascismo: ma anche il ritorno nell’Italia repubblicana non fu facile, tanto che si tentò di convincerlo a restare all’estero il più a lungo possibile. Grande amico di Alcide De Gasperi, subì con lui larvate forme di ostracismo. La sua visione dell’economia, ispirata alla Rerum Novarum, si basava sulla libertà dell’iniziativa privata temperata dall’intervento pubblico, contro il capitalismo di rapina che oggi domina. Lo statalismo non come fine ma come mezzo.

Dopo i saluti introduttivi
– Lamberto Bertolé, Presidente del Consiglio comunale di Milano;
– Beatrice Uguccioni  Vicepresidente Consiglio comunale di Milano;
– Alessandro Galimberti  Presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia;
– Monica Forni, Presidente Ucsi Lombardia;
– Alberto Mattioli e Pino Nardi, curatori del volume Liberi e forti, gli interventi di Matteo Truffelli, docente di Storia delle dottrine politiche (Università di Parma) e presidente dell’Azione cattolica italiana;
Antonio Carioti,  giornalista “Corriere della Sera”;
Marco Vitale, economista e opinionista.

Folto il pubblico: tra i presenti, Roberto Biscardini, Federico Falck, Achille Colombo Clerici, Antonio Ivan Bellantoni.

Rosy Bindi con il pres. di Europasia e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

 

 

 

QN Il Giorno pag. 24 – 26.01.2019 “L’Italia punti sul turismo” (Achille Colombo Clerici)

gennaio 28, 2019

In questi giorni i mezzi di comunicazione snocciolano cifre allarmanti paventando una nuova recessione: negli ultimi mesi, 14 dei 17 settori della nostra economia sono in rosso più o meno profondo. Si salvano soltanto alimentari e farmaceutici. Ma tra gli indicatori manca la voce turismo, a conferma di quale scarsa considerazione continui a soffrire questo settore anticiclico, vitale per la nostra economia, cui contribuisce, tra diretto e indotto, con 180 miliardi: oltre il 10 per cento del Pil e con 2 milioni 600 mila posti di lavoro.

Dati Istat ancora non definitivi parlano di un aumento degli arrivi nel 2018 del 4,5% e delle presenze del 3,9% rispetto al pur buono 2017. Bene anche la spesa degli stranieri; più 4%. Milano fa meglio della media nazionale: quasi 7 milioni di turisti in un anno, il 10% in più rispetto al 2017. Turisti che diventano 10 milioni se, oltre alla città, si considera anche l’hinterland. Anche in dicembre le presenze in città sono aumentate: 543.613 persone, il 13,81% in più rispetto a dicembre 2017, quando gli arrivi erano stati 477.636.

Secondo una ricerca della Banca d’Italia, però, non è il caso di entusiasmarsi. Se paragoniamo lo sviluppo del turismo in Italia al Paese competitor a noi più affine per vocazione e dimensione, la Spagna (il primato francese è generalmente accettato), ci si chiede come sia possibile che la Spagna riceva molti più turisti dell’Italia: 82 milioni contro 59, e incassi 60 miliardi di spese contro 40; anche se per bellezze paesaggistiche, patrimonio culturale e monumentale, qualità enogastronomica e quant’altro siamo oggettivamente superiori.

Da decenni la Spagna fa dello sviluppo turistico il pilastro della propria economia: ha istituito un ministero ad hoc mentre in Italia il turismo dovrebbe essere assorbito dal ministero dell’Agricoltura. Il settore inoltre lamenta da sempre poca attenzione alla pianificazione strategica, incapacità di promuovere l’immagine del Paese, bassi investimenti pubblici.

Questi punti di debolezza si rivelano anche all’interno del Paese. Il Nord e il Centro intercettano l’85% del turismo, nonostante il Sud (che comunque sta migliorando in classifica) conti il 78% delle coste, tre quarti dei parchi nazionali, un quarto dei musei e più della metà dei siti archeologici.

Bankitalia invita ad attrezzarsi per trarre beneficio dalla prevista ulteriore espansione dei flussi turistici mondiali, che hanno raggiunto quota 1 miliardo e 350 milioni di viaggiatori. Tra i punti critici del sistema Italia annota la relativa preparazione del capitale umano e la carenza di infrastrutture di trasporto.

Arcivescovo di Milano Mario Delpini – Incontro con i giornalisti 2019 – Istituto dei Ciechi – Europasia informa

gennaio 28, 2019

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute
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Incontro con i giornalisti dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini
UN’INFORMAZIONE CORRETTA PER SCELTE CONSAPEVOLI

Calo di lettori (in vent’anni le vendite dei quotidiani sono scese della metà), di pubblicità, ma anche di professionalità nell’informazione sono tra le cause e gli effetti della crisi della carta stampata e in parte anche della televisione con un pubblico, in grande maggioranza giovani, che si documenta sui social, miniera inesauribile di disinformazione. Limitandoci alle responsabilità della categoria degli informatori professionali va detto che talvolta il giornalista si abbevera a fonti di parte senza avere la voglia, o la possibilità, di controllarne l’attendibilità. Nel Dopoguerra il caso più clamoroso è quello della bufala (gli anglofili la chiamano fake news) delle armi di distruzione di massa, mai esistite, che giustificò la guerra in Irak di Usa e alleati e i conseguenti decenni di destabilizzazione del Medio Oriente con centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi dei quali l’Europa sopporta le conseguenze.

“Le informazioni tendenziose e ideologicamente orientate, come ad esempio quelle che individuano nei profughi il capro espiatorio di tutti i mali d’Europa, sono deboli. Soprattutto non sono un aiuto a comprendere la realtà nella sua verità più profonda”. Lo ha affermato mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, all’incontro dal titolo “Il futuro dell’informazione, i giornalisti di domani” organizzato all’Istituto dei ciechi dall’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi, in collaborazione con Ucsi Lombardia in occasione della Festa del Patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione San Francesco di Sales. Per Delpini “il buon giornalismo deve favorire relazioni, non contrapposizioni dialettiche. Per esprimere un giornalismo di pace è necessario tuttavia esporsi, se davvero si vuole difendere il bene comune, che non è mai gratuito e a buon mercato”. Rispondendo a una domanda sul suo rapporto con i social, l’arcivescovo ha poi ricordato che al recente Sinodo dei vescovi sui giovani, con 250 vescovi provenienti da tutto il mondo, si è osservato che “i giovani nel mondo vivono in condizioni sociali e culturali molto diverse, ma una cosa li accomuna: tutti abitano sui social”. In questo senso bisogna “abitare i social, la tv, la carta stampata proponendo il bene, cose buone: sono convinto che il bene fa bene e convince”. Concludendo con l’invito di dare vita a un giornalismo “made in Italy”, a una via italiana al giornalismo di qualità.

L’incontro   è stato introdotto da don Walter Magni, portavoce dell’Arcivescovo e responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi. Sono seguiti interventi di Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, di Fausto Colombo (direttore del dipartimento di Scienze della comunicazione della Cattolica), Claudio Lindner (vicedirettore del Master in giornalismo “Walter Tobagi” all’Università degli Studi), Marco Lombardi (direttore della Scuola di giornalismo della Cattolica) e Ugo Savoia (coordinatore didattico del Master in Giornalismo alla Libera università di lingue e comunicazione – Iulm). Moderatore Alessandro Zaccuri, giornalista di Avvenire.  Quindi un dialogo tra Delpini e sei allievi delle tre scuole di giornalismo milanesi.   L’evento è stato seguito, oltre che da RaiTre e da numerose testate giornalistiche milanesi, anche da TvChina e ChinaFm.

Foto:
Arcivescovo Mario Delpini con il pres. di Europasia Achille Colombo Clerici

Il pres. di Europasia Achille Colombo Clerici con Alessandro Galimberti