Archivio per marzo 2019

Premio Socrate a Marcello Foa, Lino Banfi, Salvatore Rossi, Franco Romeo, Gaetano Miccichè, Sandra Milo, Laura Cioli ed Alda Merini (alla memoria) – Amici di Milano informa

marzo 13, 2019

Associazione
AMICI  DI  MILANO

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PREMIO SOCRATE 2019

Premiati: Marcello Foa, Lino Banfi, Salvatore Rossi, Franco Romeo, Gaetano Miccichè, Sandra Milo, Laura Cioli ed Alda Merini (alla memoria)

ASSEGNATO QUESTA SERA A MILANO IL PREMIO SOCRATE

Il “Premio Socrate 2019”  viene assegnato questa sera alle ore 17.30 presso il Rosa Grand Piazza Fontana 3 Milano – Starhotels Collezione. Ecco i nomi dei vincitori, ad eccezione di un solo nome, per un “Premio Speciale”, che verrà rivelato nel corso dell’evento.
Come nelle precedenti edizioni, tra i premiati vi sono personaggi che appartengono al mondo dell’editoria, dello spettacolo e dell’economia, delle istituzioni, quali: Marcello Foa, Presidente Rai, scrittore e giornalista; Lino Banfi, celebre attore, nominato recentemente Commissario Unesco che, nonostante le frettolose polemiche, svolgerà, con professionalità e competenza, il compito che gli è stato affidato; Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Ivass, manager stimato a livello nazionale ed internazionale per le sue competenze e professionalità; Laura Cioli, Amministratore delegato del gruppo editoriale Gedi, che comprende testate giornalistiche come L’Espresso, La Repubblica e La Stampa, un’eccellenza del settore manageriale italiano che ama stare dietro le quinte, evitando il chiasso e le polemiche; Sandra Milo, attrice e conduttrice televisiva, vincitrice del Montecarlo Carrer Award e del Premio Speciale alla Carriera di Berlino; Gaetano Miccichè, Presidente Lega Calcio e Presidente di Banca IMI; Alda Merini, scrittrice, insignita del Premio alla memoria; Franco Romeo, primario chirurgo presso il Policlinico Tor Vergata e Direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Il prestigioso “Premio Socrate”, fondato da Cesare Lanza, è un movimento di opinione libero, atipico ed apolitico. Dopo il lancio nel maggio 2011, ha ottenuto un successo di adesioni, distinguendosi, dagli altri, come un movimento aperto a tutti coloro i quali pensano che oggi, in Italia, sia indispensabile recuperare e rilanciare il valore della meritocrazia.
La scelta di Socrate come modello di riferimento è dettata dalla considerazione che il filosofo greco è il simbolo della fiducia nel merito, un valore che dovrebbe sempre imporsi al di là di ogni ostacolo possa presentarsi nella vita, a livello personale e professionale.

 

Foto d’archivio:
Achille Colombo Clerici, presidente di Amici di Milano, con Marcello Foa, Nicolo’ Zanon, Giuseppe Valditara

Achille Colombo Clerici, presidente di Amici di Milano, con Giuseppe Sopranzetti, Direttore della Banca d’Italia sede di Milano

 

 

 

 

Proroga del termine (26 nov. 2019) per il CIS Certificato di idoneità statica degli edifici – Regolamento edilizio del Comune di Milano – Assoedilizia chiede proroga del termine di scadenza

marzo 13, 2019

COMST

 

Assoedilizia chiede la proroga del termine di scadenza per la redazione del C.I.S. – Certificato di idoneità statica degli edifici

 

Preoccupa seriamente i milanesi, proprietari di immobili ultimati da più di cinquanta anni che non siano in possesso del certificato di collaudo statico degli edifici, la prescrizione contenuta nel comma 6 dell’art. 11 del Regolamento Edilizio vigente che richiede l’acquisizione di un certificato di idoneità statica (CIS) entro il termine di cinque anni dalla data di pubblicazione e cioè entro il 26/11/2019.

La sanzione prevista in caso di inadempimento è estremamente grave: “Nel caso di mancato rilascio di tale certificazione nei limiti temporali previsti viene meno l’agibilità dell’edificio o delle parti di questo non certificate.
In caso di compravendita i notai dovranno allegare la certificazione all’atto di vendita”

Indipendentemente dalla legittimità di tale norma di natura regolamentare, legittimità che Assoedilizia ha contestato dall’inizio nelle sedi opportune, sono indiscutibili le difficoltà e gli oneri creati in capo ai proprietari che sono chiamati ad intervenire, secondo un procedimento formulato dal Comune in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, che ha portato alla definizione di Linee Guida per l’effettuazione della verifica, Linee Guida approvate da una “Determinazione Dirigenziale “del Comune in data 25/11/2016.

La determina prevede anche che il CIS debba essere allegato al fascicolo di fabbricato e depositato presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano “ai fini dell’attività di monitoraggio e di analisi statistiche del patrimonio costruito”.
Il procedimento concordato prevede un primo ed un secondo livello di indagini sull’immobile che si concludono o con il rilascio del certificato dopo l’esame di primo livello se viene ritenuta sufficiente per accertare l’idoneità dell’edificio già questa prima indagine, che comporta costi di esecuzione contenuti, o, in ipotesi negativa, si dovrà passare a indagini approfondite con costi di esecuzione di grosso rilievo e serie difficoltà di attuazione.
Oltre ai costi la difficoltà, che potrebbe risultare addirittura impeditiva, riguarda il reperimento di tutti gli atti di fabbrica degli edifici e il complesso dei procedimenti di assentibilità di tutti gli eventuali interventi eseguiti successivamente alla originaria costruzione in assenza dei quali il tecnico delegato a certificare non si assume la responsabilità di procedere. Si pensi a tutti i passaggi di proprietà che possano essere intervenuti per l’edificio e alla impossibilità di ritrovare presso tutti i successivi proprietari i documenti richiesti o alla difficoltà di ottenerne il rilascio da parte della Amministrazione con un accesso.
In questa situazione è intervenuto un nuovo elemento che cambia i termini della problematica.

La Regione Lombardia con delibera di Giunta n. XI/695 ha recepito il Regolamento Edilizio-tipo di fonte statale stabilendo che i Comuni debbano adeguare i loro Regolamenti Edilizi a tale regolamento tipo che costituisce espressione di principio dello Stato, indirizzato a determinare su tutto il territorio principi omogenei nel regolamentare la materia edilizia a livello comunale.
Il Comune di Milano, in esecuzione di quanto stabilito dalla Regione, in data 21 dicembre 2018 ha reso noto l’avvio di procedimento relativo alla redazione del nuovo Regolamento Edilizio in adeguamento al Regolamento Edilizio tipo.
Il regolamento in vigore, pertanto, dovrà essere riscritto rispettando la procedura di approvazione prevista per legge e cioè adozione, osservazioni, approvazione definitiva e rispettando, quel che più conta, i principi che configurano il regolamento-tipo.

E a questo punto sembra proprio che la norma attualmente in vigore, esaminata sopra, che in forza del giudizio di un tecnico potrebbe arrivare a determinare il venir meno del provvedimento di agibilità dell’immobile e l’incommerciabilità dello stesso, non possa essere considerata conforme ai principi del regolamento-tipo.

Ne consegue che la disciplina relativa all’obbligo di acquisizione del certificato di idoneità statica, così come formulata, ha senz’altro diverse probabilità di essere sostituita. A questo punto emerge la necessità, o quanto meno la convenienza, in capo alla Amministrazione, di seguire la strada della realizzazione dell’interesse pubblico prorogando il termine del 26 novembre 2019 per gli adempimenti qualora non si arrivasse a portare a termine prima di tale data (tenendo presente anche i tempi necessari ai privati per adempiere) il procedimento di approvazione del nuovo Regolamento.
Sarebbe questo l’unico mezzo idoneo ad evitare un notevole contenzioso nei confronti del Comune.

Assoedilizia ha invitato a discutere di questa problematica docenti universitari ed esperti in materia urbanistica e condominiale al convegno che si terrà, presso la sua sede il 14 maggio 2019.

 

“Che Europa sarà” ISPI-Fondazione Corriere della Sera dibattito sul tema – Europasia informa

marzo 12, 2019

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Convegno ISPI-Fondazione Corriere della Sera sul tema “Che Europa sarà”
NON C’E’ ACCORDO TRA NORD E SUD DEL CONTINENTE

Se la maggioranza degli italiani ritiene l’Unione Europea non madre ma matrigna, una maggioranza ancora più grande vuole restare nell’Eurozona. Segnale evidente di una certa confusione che è bene dipanare alla vigilia delle prossime elezioni per l’Europarlamento, le prime nelle quali 27 Paesi – non è ancora dato sapere quale sarà il destino del Regno Unito – voteranno non per scegliere un partito nazionale, ma il futuro dell’Unione. Si prospetta infatti una risicata maggioranza per i partiti moderati e l’ascesa di gruppi più nazionalisti ed euroscettici in quello che sarà il Parlamento Ue più frammentato di sempre.

Bene ha fatto quindi l’ISPI, uno dei più autorevoli think-tank europei fondato nel 1934, ad organizzare in collaborazione con Fondazione Corriere della Sera il ciclo di incontri “Che Europa sarà”: cosa attendersi su euro, migrazioni, lavoro e disuguaglianze, e politica estera? Come si giocherà dopo il voto la partita delle nomine dei vertici Ue? Più in generale, di cosa dovrà occuparsi l’Europa del futuro in un mondo di grandi potenze?
Il primo convegno ha avuto quale tema “L’Euro e l’Europa delle regole”. Ne hanno parlato Marco Buti, Direttore Generale della DG Affari Economici e Finanziari, Commissione europea in un dialogo con Veronica De Romanis, Professoressa di European Economics, Università LUISS Guido Carli e Giovanni Dosi, Professore di Economia, Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa, moderatore Antonio Villafranca, Co-Head Osservatorio Europa e Global Governance, ISPI.
Le regole europee – dal bail in al fiscal compact – hanno fatto male o bene all’economia continentale, e in particolare a quella italiana?

Innanzitutto va detto che le “regole” sono arrivate, con colpevole ritardo, soltanto con la Grande Crisi del 2008 importata dagli Stati Uniti, dopo avere sprecato dieci anni di sviluppo durante i quali nessuno ha provveduto – eccezion fatta per la Germania, allora la malata d’Europa, che le riforme le aveva fatte nel 2003 – e pochi altri Paesi, a mettere grano in solaio per gli inevitabili anni magri (ciclo tipico del capitalismo).  Si è trattato allora di riparare il motore dell’aereo mentre questo era in volo.  Il caso drammatico della Grecia è lì a testimoniarlo, anche se il Paese mediterraneo si era reso responsabile del grande imbroglio presentandosi al consesso europeo con i conti truccati: meno del 3% di deficit/pil quando era superiore al 15%.

Certo, le regole europee limitano la sovranità dei singoli Stati: ma non è quanto avviene quando si lascia volontariamente la villetta unifamiliare per andare a vivere in condominio dove c’è un regolamento cui tutti devono adattarsi?

Ma è altrettanto vero che il “regolamento condominiale” è lungi dall’essere completato. Per citare, le norme bancarie sono un cantiere aperto dove è stata imposta una sorveglianza europea sulle principali banche, ma non è stata ancora varata una normativa che garantisca chi nelle banche deposita i propri risparmi.

L’ opposizione di fondo, in tema di economia e di vincoli, viene dai Paesi del Nord guidati dalla Germania e investe scelte di ben maggiore calibro: ad esempio, la riluttanza dei Paesi ricchi ad accollarsi i debiti dei Paesi in difficoltà: saremmo anche disposti a farlo, dice il Nord al Sud del continente, ma prima dovete mettere a posto i vostri conti; se non ci aiutate,  risponde il Sud, non saremo mai in grado di farlo. I fatti sembrano dar ragione a questi ultimi.

C’è un lontano precedente in merito. Agli inizi dell’800 alcuni Stati dei neocostituiti Usa si trovarono sull’orlo del fallimento e molto più di recente la ricca California. In tutti i casi intervenne il governo federale: e ancora oggi gli Stati più ricchi “finanziano” quelli più poveri o in temporanea difficoltà. Un po’ come avviene, nel nostro Paese, con le Regioni.

Al centro di tutto l’Euro, che nel 2019 compie vent’anni, dal quale dipende l’intera Unione Europea. Dall’Eurozona (19 Paesi) nessuno intende uscire, anche se è una sorta di “mostro”: una moneta priva di una istituzione di riferimento, conseguenza dell’illusione che all’unione monetaria sarebbe seguita l’unione politica e fiscale, un governo in grado di tassare, investire, indebitarsi quando necessario. Non è avvenuto. Ed ogni Paese dell’Eurozona fa la politica economica che gli pare, anche se le sue scelte influiscono sui bilanci di tutti (il temuto effetto contagio).

L’Italia, nel 2015, ha ottenuto la concessione di una flessibilità (cioè concessione a fare più debito) pari a 30 miliardi: dovevano servire per attuare riforme e investimenti – non solo infrastrutture ma anche cultura, ricerca, scuola – ma sono stati spesi per le spese correnti.  La comune vulgata afferma che la ripresa è stata frenata dall’austerità imposta dall’Europa: è vero il contrario. Le scelte politiche alla ricerca del consenso ci hanno portato ad essere agli ultimi posti in Europa. E nell’immediato futuro pesano le clausole di stabilità, accettate a suo tempo dal governo Berlusconi, che nel 2020 equivalgono a 23 miliardi di euro. Né ci può essere di grande aiuto il fatto di avere, da anni, un consistente avanzo primario tra entrate e uscite: quelle somme vanno a finanziare gli interessi dell’enorme debito pubblico.

Foto:
Achille Colombo Clerici presidente di Europasia

 

 

 

 

QN Il Giorno pag. 21 – 09.03.2019 Dare voce ai cittadini (Achille Colombo Clerici)

marzo 11, 2019

Se il Comune di Milano, con il Progetto 2030, indica il futuro della città metropolitana sul piano residenziale/urbanistico – alcuni punti: collegamenti per la mobilità, verde, housing sociale, recupero delle periferie e delle aree degradate, riqualificazione delle piazze – è interessante conoscere quali siano le aspirazioni dei cittadini per quanto riguarda la vita domestica, la sanità, i trasporti, il commercio.
Domina su tutti il tema dell’ambiente, sentito soprattutto dai millenials. Tema che si traduce, nelle aspettative di un potenziamento del trasporto pubblico e, per quanto riguarda il trasporto privato, nella scelta di auto elettriche.

Trasporti e mobilità diventeranno sempre più elettrici e connessi, favorendo la riduzione dei costi, la riduzione dei tempi di viaggio, l’aumento della sicurezza stradale e il miglioramento della qualità di vita.  Si aggiunge lo sviluppo di servizi personalizzati per i viaggiatori, ad esempio l’ottimizzazione dei percorsi e la regolazione del traffico gestita dalla municipalità.
Anche la casa riveste un ruolo fondamentale nelle aspettative dei cittadini: prevalgono la locazione sull’acquisto; la sicurezza e l’efficienza energetica; l’utilizzo di materiali ecocompatibili con il grande ritorno del legno per le costruzioni residenziali; dispositivi controllati a distanza, assistenti vocali e sistemi domotici pienamente connessi. Una buona percentuale di cittadini si aspetta di avere in casa un assistente virtuale personale o un robot.
Sanità preventiva e diagnostica e cure a domicilio saranno la norma. Oltre l’80% si aspetta di prevenire le malattie e di vivere più a lungo, perché la tecnologia consentirà di gestire la salute personale in modo più semplice ed efficace; i programmi di prevenzione basati sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari raggiungeranno la massima efficacia; e si diffonderanno dispositivi indossabili e protesi personalizzate.
I negozi non scompariranno, ma molti esercizi commerciali cambieranno ruolo diventando le “vetrine” delle catene di distribuzione on line, dove l’oggetto può essere visto e toccato, dove è possibile chiedere direttamente informazioni sulle sue caratteristiche, mentre l’acquisto avverrà on line.   Ai pagamenti mobili si abbina la richiesta di ricevere consegne ovunque e in qualsiasi momento, per rendere gli acquisti più comodi.
I cittadini della Grande Milano 2030 si aspettano enormi cambiamenti in ogni aspetto della loro vita. Sapere cosa essi pensano può aiutare la pubblica amministrazione ad acquisire indicazioni utili sulle linee da seguire.

 

 

QN Il Giorno – Ed. Milano pag. 14 – 06.03.2019 Affitti agevolati, aumenti fino al 10% (A.Lazzari)

marzo 6, 2019

L’ACCORDO FRA LE ASSOCIAZIONI RAPPRESENTATIVE DEI PROPRIETARI DI CASA ED I SINDACATI DEGLI INQUILINI

Affitti agevolati, aumenti fino al 10%
Accordo rinnovato, adeguato al mercato e con differenze in base alle 12 zone

di Annamaria Lazzari

MILANO

È stato rinnovato l’accordo sindacale per il contratto di locazione agevolato a canoni concordati. L’intesa per Milano rinnova quella siglata nel 2015. La novità più rilevante riguarda i canoni: “Si sono convenuti aumenti dal 5% al 10% a seconda delle varie zone, adeguandoli alle mutate realtà del mercato della locazione, ma lasciando inalterati quelli di quartieri che non hanno visto un miglioramento generalizzato del patrimonio edilizio. Sono previste, come prima, agevolazioni fiscali sia per i proprietari sia per gli inquilini, coi contributi di Comune e Regione”, precisa il segretario generale di Assoedilizia, Cesare Rosselli, che ha sottoscritto l’accordo con il presidente Achille Colombo Clerici e i rappresentanti sindacali, come Sunia-Cgil e Conia. Ha assistito all’atto della sottoscrizione anche l’assessore alla Casa del Comune, Gabriele Rabaiotti. Ma cos’è il canone concordato e quando fu istituito?

Bisogna fare un salto indietro nel tempo a 20 anni fa. Nacque con la legge n. 431 del 1998 che introdusse una liberalizzazione controllata della locazione. Oltre al contratto 4+4 in libero mercato, la legge ha previsto anche il contratto con affitto a canone concordato che è più breve del primo, 3+2, e attraverso le agevolazioni fiscali permette di formulare un canone più basso rispetto ai prezzi di mercato. Più basso quanto? “Tra il 15% e il 20% nella città di Milano”, specifica l’avvocato Rosselli. Gli “Accordi Locali” definiscono i canoni, per le varie zone di ciascuna città. Milano viene divisa in 12 zone: “La novità è che queste zone sono state ridisegnate nei loro confini, tenendo conto dei nuovi quartieri come Santa Giulia che precedentemente non era inclusa”, dice Rosselli. In ciascuna zona viene definito l’importo annuo minimo e massimo del canone per metro quadro. Nella zona 1 che arriva fino ai Navigli il canone massimo passa da 190 euro annui al metro quadro agli attuali 218 euro annui al metro quadro. Quasi impercettibile l’aumento per la zona 9, intorno a via Padova. Per il numero uno di Assoedilizia, Colombo Clerici: “È stato messo a fuoco con l’accordo un importante strumento per affrontare una parte del problema abitativo». Gli esempi Nella zona 1 fino ai Navigli si passa da 190 a 218 euro Rincari impercettibili in zona 9 I destinatari “Il canone concordato viene incontro alle esigenze di famiglie che vogliono vivere a Milano ma non possono né accedere all’edilizia residenziale pubblica né al libero mercato” spiega Cesare Rosselli.

Foto:
Achille Colombo Clerici e Cesare Rosselli

Gabriele Rabaiotti e Achille Colombo Clerici

Rinnovato l’accordo per il contratto di locazione abitativa a canoni concordati – Milano 5 marzo 2019 presso la Casa Comunale di Milano

marzo 5, 2019

 

A s s o e d i l i z i a
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Siglato oggi nella sede del Comune di Milano il nuovo accordo associazione proprietari di casa-sindacati inquilini

A MILANO RINNOVATO L’ACCORDO SINDACALE PER IL CONTRATTO DI LOCAZIONE A CANONE CONCORDATO

Colombo Clerici: “messo a fuoco un importante strumento per affrontare una parte del problema abitativo”

E’ stato siglato oggi, presso l’Assessorato alla Casa del Comune di Milano, l’accordo sindacale per il contratto di locazione agevolato a canoni concordati tra le associazioni maggiormente rappresentative di proprietari di casa e di sindacati inquilini.

Presenti alla firma il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ed il Segretario Generale Cesare Rosselli, in rappresentanza dei proprietari immobiliari, ed i rappresentanti dei sindacati degli inquilini.

Ha assistito all’atto della sottoscrizione l’Assessore alla Casa ed ai Lavori pubblici del Comune di Milano Gabriele Rabaiotti.

L’accordo, riservato ai comuni ad alta tensione abitativa ed al settore residenziale rinnova, adeguandolo alle mutate realtà del mercato della locazione, quello siglato per la Città di Milano nel 2015, e prevede agevolazioni fiscali sia per i proprietari sia per gli inquilini.

1.- Premessa
I contratti a canone concordato (c.d. 3+2, transitori e per studenti universitari) sono regolati dalla legge n.431/1998 che, dettate solo disposizioni sulla tipologia e durata contrattuali, rimanda alla “Convenzione nazionale” (un accordo tra le organizzazioni della proprietà edilizia ed i sindacati conduttori promosso dal Ministero competente) che deve poi essere recepita in un Decreto ministeriale la formulazione di regole di dettaglio, dei criteri di determinazione dei canoni e dei contenuti contrattuali. Gli “Accordi Locali” – seguendo la Convenzione-Decreto – definiscono i canoni, per le varie zone di ciascuna città, in funzione delle tipologie di ciascun appartamento.
Sia la Convenzione-Decreto, sia gli Accordi locali dovrebbero essere rivisti ogni 3 anni.

2.- Storia
Il primo Decreto è del 1999 e sulla base di questo è stato concluso il primo accordo per Milano, sempre nel 1999. Il secondo Decreto è del 2002 e solo nel 2015 è stato concluso l’accordo a Milano sulla base dello stesso. Il terzo Decreto è del 2017 e questo nuovo accordo ne è l’attuazione a Milano.

3.- Il nuovo accordo per Milano
L’accordo locale è diretto a:
– rivedere la suddivisione in zone della Città per tener conto delle trasformazioni (ad esempio recupero e valorizzazione di alcuni quartieri) e dell’evoluzione cittadine e del patrimonio edilizio
– rivedere i canoni di locazione per tener conto dell’andamento del mercato
– adeguare la parte normativa alle disposizioni della nuova convenzione nazionale recepita dal Decreto ministeriale del 16 gennaio 2017

4.- Le novità
– Quanto alle zone: si è voluto tener conto dei nuovi quartieri o degli interventi di recupero (ad esempio Santa Giulia o la zona ex fabbrica OM)
– Quanto ai canoni: si sono convenuti aumenti dal 5 al 10% a seconda delle varie zone rispetto ai canoni già stabiliti nel 2015 lasciando inalterati i canoni di quartieri che non hanno visto un miglioramento generalizzato del patrimonio edilizio.
Quanto agli aspetti normativi si sono recepite le novità del DM 2017 e operate delle modifiche alle modalità di determinazione dei canoni. Le principali sono:
– maggior valorizzazione delle unità non soggette a specifiche fonti di inquinamento ambientale o acustico,
– possibilità di stipula di contratti transitori di durata inferiore a 30 giorni con canone direttamente convenuto tra le parti,
– ampliamento delle ipotesi in cui è possibile stipulare contratti transitori a canone concordato,
– superamento delle difficoltà di documentazione delle esigenze transitorie mediante specifica assistenza da parte delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori,
– prevenzione delle possibili controversie mediante l’assistenza facoltativa preventiva alla stipula dei contratti o mediante le attestazioni di conformità dei canoni e del contratto all’accordo o mediante il ricorso ad apposita commissione
– migliore definizione degli Accordi Integrativi che le grandi proprietà presenti sul territorio di Milano concludono – assistite dall’ organizzazione della proprietà edilizia – con i sindacati dei conduttori.

– Achille Colombo Clerici con Gabriele Rabaiotti

– Achille Colombo Clerici con Cesare Rosselli

 

Nasce a Milano il Premio musicale internazionale Antonio Mormone – Presentazione a Palazzo Marino – “Amici di Milano” informa

marzo 5, 2019

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Il sindaco Sala: “Mormone un esponente straordinario dell’arte musicale nel panorama milanese”

IL PREMIO MUSICALE INTERNAZIONALE  ANTONIO MORMONE: SOSTEGNO AI GIOVANI TALENTI E APERTURA INTERNAZIONALE DI MILANO

“Antonio Mormone è stato un esponente straordinario dell’arte musicale nel panorama milanese. Due i capisaldi della sua opera: aiutare i giovani talenti e rafforzare l’apertura internazionale di Milano. In questo spirito nasce il premio musicale internazionale che a lui si intitola”.

Con queste parole il sindaco Giuseppe Sala accompagnato dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha presentato il Premio Internazionale Antonio Mormone in Sala Alessi di Palazzo Marino. Con lui Enrica Ciccarelli Mormone, pianista di fama internazionale presidente della Fondazione La Società dei Concerti e Matthieu Mantanus, co-direttore artistico del Premio.

Partecipanti Alexander Pereira, sovrintendente al Teatro alla Scala e Cristina Frosini, direttore del Conservatorio ‘G. Verdi’ di Milano.

L’assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardi, Stefano Bruno Galli, ha inviato un messaggio ed Evgeny Kissin, presidente onorario, un intervento video.  Invitati esponenti del mondo della cultura e della società civile milanese tra i quali il presidente di Agis (Associazione Generale italiana dello spettacolo) Carlo Fontana,  il presidente di Assoedilizia e dell’Associazione “Amici di Milano” Achille Colombo Clerici, la collezionista di strumenti musicali Fernanda Giulini, il banchiere Roberto Mazzotta, Margot Alberti De Mazzeri, il pianista di fama internazionale Bruno Canino.

La Fondazione La Società dei Concerti nasce nel 1983 da un’intuizione di Antonio Mormone, imprenditore napoletano, milanese di adozione, di cultura umanistica e grande appassionato di musica classica.

Mormone decide di mettere le proprie doti imprenditoriali al servizio della musica e organizza una prima stagione di 16 concerti nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano.  Primo solista: il giovane Jean Marc Luisada, premiato alla prima edizione del Concorso Dino Ciani di Milano.

La prima stagione del 1983 fa registrare il tutto esaurito. Da allora si sono tenuti più di 1300 concerti per un pubblico di oltre 60.000 persone. Si sono esibite 520 grandi orchestre europee e 2.300 solisti di fama, tra i quali centinaia di giovani under 35. Ogni anno circa 2.200 abbonati scelgono la Fondazione La Società dei Concerti riconoscendone l’eccellente qualità nella programmazione musicale e la capacità di attrarre i grandi nomi del concertismo, ma anche di scoprire, tra tanti giovani talenti, le stelle del futuro.

Ciccarelli Mormone e Mantanus hanno illustrato il Premio che vedrà vincitore un giovane musicista scelto tra dieci finalisti. A prescindere dall’entità economica (30.000 euro al primo classificato, 5.000 euro ai due finalisti non vincitori) ciò che caratterizza il Premio è che esso accompagnerà il vincitore i finalisti nell’inserimento nel mondo della musica, in Italia e all’estero, con rappresentazioni sui palchi più vari: dalle città italiane alle periferie metropolitane a diversi Paesi: 25 destinazioni che comprendono Germania, Francia, Stati Uniti, Corea, Polonia.

Le tre fasi di selezione prevedono l’invio di video e dossier nei prossimi mesi di luglio, agosto e settembre; il 4 ottobre verranno scelti i 10 candidati che sosterranno una serie di prove e venerdì 8 maggio verranno resi noti i nomi dei tre pianisti che si contenderanno il Premio.

Le periferie.

I dieci pianisti selezionati si “racconteranno” alla città attraverso concerti organizzai da comunità di quartiere. Duplice l’intento: rendere partecipi all’iniziativa anche cittadini che usualmente non frequentano sale concertistiche e abituare gli artisti a confrontarsi con pubblici nuovi. Perché, è stato detto, musica è sì cultura ma anche internazionalità, comunità, palestra di vita.

Foto:

– Enrica Ciccarelli Mormone con Achille Colombo Clerici

– il Sindaco Giuseppe Sala con il pres. di Amici di Milano Achille Colombo Clerici

– Concerto in memoria di Antonio Mormone “Concerto per Antonio” Ralpf Alexandre Fassey, Enrica Ciccarelli Mormone, Salvatore Accardo, Claudio Scimone, Anna Tifu, Achille Colombo Clerici, Edoardo Zosi, Laura Gorna

 

 

Il Giorno 02.03.2019 Il risparmio da tutelare (Achille Colombo Clerici)

marzo 4, 2019

Nel rapporto Istat “La Ricchezza non finanziaria in Italia” del 2017, emerge che il valore di tale ricchezza detenuta dagli italiani è di circa 9.505 miliardi di euro. Lo stock di attività non finanziarie è costituto per il 60% da immobili residenziali – pari a circa 5.700 mld – e per il 24% da immobili non residenziali. Gli altri beni di capitale fisso, materiale e immateriale, rappresentano meno del 10%. Le scorte pesano circa il 4%, i terreni coltivati meno del 3% del totale.

I nostri Governanti hanno sempre considerato questo valore come variabile indipendente del sistema economico, cioè come ricchezza degli italiani, da tassare e tartassare senza particolari effetti sull’economia, anche a costo di deprimerne il prezzo di mercato.

Si tratta viceversa di una ricchezza dell’economia italiana, componente fondamentale del sistema economico, il cui valore andrebbe politicamente presidiato. Non solo perché la Costituzione all’art. 47 afferma: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio…” E quello investito nella casa – per motivi di sicurezza e di stabilità sociale ed economica – dovrebbe esser il primo a venir “incoraggiato e tutelato”, come prima forma di investimento delle famiglie.

Ma soprattutto per due ordini di ragioni: perché in caso di investimenti dall’estero il nostro sistema introiterebbe maggiore ricchezza ed anche a motivo del fatto che un valore alto di mercato è un fattore fortemente incentivante le manutenzioni e le riqualificazioni in termini strutturali e funzionali degli edifici. Con tutto il conseguente indotto di attività edilizie, che potrebbe generare crescita economica.

Per avere un ordine di grandezza si pensi che, soltanto per manutenzioni e riqualificazioni degli edifici, nel 2017 sono stati spesi in Italia 47 miliardi di euro, contro i 19 miliardi investiti per l’acquisto di case nuove.

Non solo, ma se il valore del risparmio immobiliare rimanesse alto, gli italiani sarebbero indotti a maggiori consumi, spendendo parte dei 4mila miliardi di ricchezza mobiliare di cui dispongono.

Quali le vie per presidiare il valore di mercato degli immobili? Sostanzialmente due: la garanzia che non intervenga un aggravamento del carico fiscale, mantenendo la fiducia del risparmiatore, quanto meno nel senso che il risparmio investito negli immobili non perda valore: no a patrimoniali, a revisioni delle imposte successorie, a riforme catastali avventuristiche.

D’altro lato occorrono misure atte a favorire gli interventi edilizio/urbanistici, per garantire la competitività degli immobili sul piano commerciale.

TAR Lombardia Milano – Inaugurazione Anno Giudiziario – Istituto dei Ciechi 1 marzo 2019 – Europasia informa

marzo 4, 2019

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Inaugurato l’Anno Giudiziario del TAR-Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
IL PRESIDENTE DE ZOTTI: LA BUROCRAZIA “VITTIMA” DI TROPPE LEGGI

Oltre il 70% delle imprese di costruzione italiane si sta organizzando per conquistare appalti all’estero.

In calo i ricorsi in materia edilizio/urbanistica, rispetto all’anno scorso (-5,6%), una linea tendenziale; in aumento i ricorsi nella materia degli appalti (+2,44%).

Milano 1 marzo 2019

Con gli inni dell’Unione Europea e dell’Italia eseguiti dalla fanfara dei Carabinieri si è aperta all’Istituto dei Ciechi di Milano la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del TAR-Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia.

Nella sua documentata relazione il presidente Angelo De Zotti giunto al termine del mandato quadriennale – “una esperienza di lavoro certamente impegnativa ma anche esaltante” l’ha definito, annunciando il successore Domenico Giordano, già presidente del TAR Piemonte – ha riassunto l’attività dell’istituzione da lui presieduta in una città, Milano, “avamposto avanzato del nostro Paese in Europa”.

Tra i punti che la relazione ha messo in rilievo il successo del Pat-Processo amministrativo telematico – il più avanzato d’Europa – che consente la continua operatività degli uffici; anche se i positivi risultati non possono eliminare le lungaggini dei processi stante la cronica carenza di personale giudiziario (in Lombardia c’è un giudice amministrativo ogni 450.000 abitanti, ed alcuni magistrati vengono inviati in missione altrove).

Il “caso Farmactoring” – 650 ricorsi bloccati fin dal 2011 e risolti con un tour de force straordinario durato 18 mesi – può essere considerato un buon esempio di lavoro del TAR grazie anche al processo telematico che non permette più di nascondere faldoni di carta.

Sottolineando come il giudice metta quotidianamente in pratica la “giustizia misericordiosa” invocata da Papa Francesco, a favore dei soggetti più deboli pur nel rispetto delle leggi, ha rilevato come, pe citare, nel caso degli immigrati la collaborazione con la Questura di Milano abbia consentito un metodo che si sta espandendo anche in altri tribunali.

Ha quindi spezzato una lancia in favore della macchina amministrativa, o burocrazia, la quale, pur celando sacche di pigrizia e di inefficienza, soggiace al sistema normativo più elefantiaco d’Europa. La politica continua a produrre migliaia di leggi, talvolta orribili, e ne elimina pochissime.

Citando il Codice dei contratti, De Zotti ha messo in rapporto il recepimento delle Direttive Comunitarie che la Germania ha riassunto in 39 articoli mentre l’Italia, elaborando 250 articoli e 25 allegati, vi ha aggiunto ulteriori atti regolamentari: per cui oltre il 70% delle imprese di costruzione italiane si sta rivolgendo all’estero per conquistare appalti, ivi costituendo strutture per concorrere in appalti fuori dall’Italia. Ritenendo che il sistema degli appalti pubblici in Italia sia divenuto rischioso e inaffidabile, perché costoso e del tutto aleatorio, sia nella fase che caratterizza la gestione delle gare pubbliche sia, e ancor peggio, quando approda nella sede contenziosa e dunque al TAR.

In realtà – sostiene De Zotti – non è la corruzione, fenomeno sicuramente sovradimensionato a causa dell’effetto “percezione” ad essere la prima emergenza del Paese; quanto piuttosto la malversazione, ossia la distrazione ovvero il pessimo uso, se non lo spreco diffuso, del denaro pubblico da parte delle pubbliche amministrazioni.

Per restare nel tema, va registrato il calo dei ricorsi in materia edilizio/urbanistica, rispetto all’anno scorso (-5,6%), una linea tendenziale; e il rimbalzo dei ricorsi nella materia degli appalti (+2,44%).

Sono seguiti interventi di saluto, tra gli altri, del presidente della Regione Attilio Fontana, del vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, del presidente dell’Ordine degli Avvocati Remo Danovi, del prof. Giuseppe Franco Ferrari ordinario di diritto costituzionale alla Bocconi, rappresentante degli avvocati amministrativisti.  Fontana ha annunciato che sarà presto operativo l’Orac (l’Organismo Regionale Anti Corruzione); e che la Regione ha voluto intraprendere un percorso, condiviso con gli attori del territorio, per la semplificazione in tutte le aree che afferiscono alla gestione pubblica. Tra gli invitati alla cerimonia il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa,  il prefetto Renato Saccone, il questore Marcello Cardona, i vertici dei Carabinieri e della Guardia di Finanza,  il presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Anna Tavassi, il presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi, il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, la prorettrice dell’Università degli Studi di Milano Maria Elisa D’Amico, il presidente dell’Istituto dei Ciechi Rodolfo Masto,  il professor Pierluigi Mantini, l’avvocato Bruna Gabardi Vanoli.

Foto:

– Il Presidente del Tar Angelo De Zotti con Achille Colombo Clerici

– Achille Colombo Clerici, Maria Elisa D’Amico, Anna Scavuzzo, Rodolfo Masto

– Ignazio Larussa con Achille Colombo Clerici

– Attilio Fontana con Achille Colombo Clerici

– Renato Saccone con Achille Colombo Clerici

– Marcello Cardona con Achille Colombo Clerici