Archivio per aprile 2019

QN IL GIORNO pag. 21 · 27-04-2019 «L’EUROPA UNITA NON IMITI ATENE» (Achille Colombo Clerici)

aprile 29, 2019

QN IL GIORNO pag. 21 · 27-04-2019 «L’EUROPA UNITA NON IMITI ATENE»

 

 

di Achille Colombo Clerici

 

 

Giulio Tremonti, nel suo recentissimo saggio «Le tre profezie. Appunti per il futuro» analizza le radici di populismo e sovranismo nell’Europa di oggi.   Per capire il grande disordine che investe le nostre vite, prende spunto da tre profezie.

 

Quella di Marx sulla deriva del capitalismo globale; la previsione del Faust di Goethe sul potere mefistofelico del denaro e del mondo digitale; infine l’intuizione di Leopardi sulla crisi di una civiltà che diviene cosmopolita. Tre chiavi di lettura che l’autore intreccia con la personale esperienza di studioso e di protagonista della politica.

 

La giovane ‘talpa’ del populismo sta scavando il terreno su cui, appena caduto il muro di Berlino, è stata costruita l’utopia della globalizzazione. Oggi sembra di essere tornati agli anni ’20 della Repubblica di Weimar, in una società stravolta e incubatrice di virus politici estremi.

 

Passando alla storia, rifletto: la complessità della questione europea nasce dal fatto che nel progetto dei padri fondatori si intrecciavano economia e politica; ma poi oggi è la prima a tener banco.  Molte regole vanno raddrizzate se non si vuole che si ripeta la vicenda della Lega di Delo.  Nel 477 a.C. si costituiva un’alleanza economico-militare che univa gli ateniesi e le città-stato indipendenti (poleis) loro alleate in una difesa comune contro il pericolo persiano. Ciascuna polis contribuiva a mantenere la flotta sia fornendo direttamente le triremi, sia pagando un tributo al tesoro comune.

 

Nel giro di una generazione la Lega di Delo era divenuta un pretesto per coprire l’imperialismo di Atene, il suo sogno di egemonia.  Il tesoro della Lega venne trasferito dal santuario di Apollo, nell’isola di Delo, al tempio ateniese del Partenone.

 

La giustificazione fu che, così, era messo al sicuro da un eventuale attacco persiano nell’Egeo; in realtà da allora in avanti Atene ebbe mano libera nell’utilizzo dei fondi. Nel 449 a.C. fu stabilito un accordo tra Atene e la Persia.     A quel punto, di fatto, cadevano i motivi per cui era stata costituita la Lega.

 

Diverse poleis sospesero il pagamento dei tributi, ma Atene reagì: richiamò gli alleati e ridusse l’autonomia di quelle città che si erano ribellate. Il predominio ateniese divenne sfrontato. Il Consiglio della Lega non fu più convocato; tutte le decisioni vennero prese da Atene.

 

Fu imposta la dracma come moneta comune, ma ancora più pesanti furono le ingerenze di Atene nella politica interna delle varie città: molte di esse passarono ad un governo di tipo democratico non per libera scelta, ma per obbedienza, visto che ovunque Atene imponeva le sue guarnigioni militari.  Dopo un tentativo di riforma (nuova Lega di Delo, ma Atene continuava a prevaricare sulle altre poleis), tutto finì con la rivolta di alcune città e la sconfitta di Atene.

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QN IL GIORNO pag. 25 · 20-04-2019 Macroeconomisti e tributi immobiliari in Italia – di Achille Colombo Clerici

aprile 24, 2019

QN  IL GIORNO pag. 25 · 20-04-2019 – Macroeconomisti e  tributi immobiliari in Italia

di Achille Colombo Clerici

 

 

Eurostat indica che i prezzi delle case nella zona euro e nella Ue nel quarto trimestre 2018 sono aumentati del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mentre in Italia, il solo Paese dell’ Eurozona in cui ciò si registra, i prezzi sono calati rispetto a un anno prima: meno 0,6 %.

Parallelamente è di pochi giorni fa il suggerimento all’Italia, da parte del FMI di Washington, presieduto da Christine Lagarde, di aumentare le imposte sugli immobili.

 

Inutile dire che su questa scia si pongono Ocse, Commissione Europea, sistema finanziario internazionale.

 

Non si capisce bene nell’interesse di chi sia dato questo suggerimento: se dell’economia del nostro Paese, o della regolarità’ contabile che sta strangolando la nostra economia.

 

Oggi la cultura economica nell’ Unione è pesamente influenzata dai macroeconomisti, teorici della econometria, basata sulla valutazione a livello quantitativo della reazione dei sistemi, non dei singoli operatori, alle regole e sull’applicazione di algoritmi fondati su dati statistici.

 

Ricordiamo che domina  una certa dottrina nella burocrazia europea e presso i tink thank internazionali quali Ocse, Fmi, Bce, Eurostat, secondo la quale sussiste un ordine fra le diverse categorie di tributi, per cui alcuni sono piu’ dannosi di altri; nel senso che incidono negativamente piu’ di altri sullo sviluppo economico.

 

Questi sono nell’ordine decrescente: i tributi sui redditi delle societa’, quelli sui redditi delle persone, l’Iva ed i tributi  immobiliari.

 

Non solo, ma addirittura quelle immobiliari sarebbero imposte virtuose perche’ in grado di spostare i risparmi delle famiglie dalla economia statica a quella dinamica, dalle persone alle cose, dalla gestione diretta alla gestione indiretta degli intermediari finanziari, dal capitale alla produzione.

 

A parte le suggestioni lessicali che mascherano intenti retrostanti, cio’ di cui l’econometria non tien conto e’ la reazione dei singoli operatori ai meccanismi di sistema, ivi compreso quello del prelievo tributario.

 

Esemplificando, l’aumento della imposizione tributaria sugli immobili della fine del 2011 ando’ ad incidere su un “flottante” immobiliare assai basso ( circa 1,5 % del valore complessivo ) provocando  un abbassamento dei prezzi e dei valori, che determino’ nella generalita’ degli italiani la convinzione diffusa di una perdita di valore del proprio ‘risparmio immobiliare’.

 

Da qui una serie di conseguenze negative, ai fini della crescita economica del Paese, che non sto a ripetere, ma che provocò  vasti effetti depressivi sulla nostra economia.

 

Si tratta di un equivoco: perche’ l’economia immobiliare non e’ statica, ma semplicemente stabile e non e’ improduttiva (basti pensare alla attività di costruzione,  manutenzione e rinnovamento degli immobili ed a tutto l’indotto potenziale).

 

Anzi e’ quella  che, nel rapporto incremento produttivo ( e quindi crescita economica ) e investimento pubblico sarebbe in grado di generare il miglior risultato con il minor impiego di risorse pubbliche: cioe’ di risorse fiscali.

 

Di conseguenza la piu’ adatta al rilancio della crescita economica.

Purche’ si varino politiche in grado di mobilitare il risparmio privato in mano alle famiglie, ridando slancio al mercato, secondo lo storico modello italiano.

EUROPA Elezioni – RAI News, Interviste a margine del Convegno in Banca d’Italia sede di Milano per la presentazione del libro di Guido Carli ‘MERCATO, EUROPA E LIBERTA” – Patuelli, Colombo Clerici, Calabro’ – Europasia informa

aprile 23, 2019

Istituto Europa Asia

EUROPASIA

Europe Asia Institute

 

Informa

 

 

Intervista di Rai News ad Achille Colombo Clerici sullo ‘stato dell’Unione’

 

BANCHE: L’ATTUALITA’ DI GUIDO CARLI NEL LIBRO ‘MERCATO, EUROPA E LIBERTA”

 

L’Europa così non funziona e va riformata. E’ un parere unanime, anche di chi difende convintamente i motivi che ne hanno ispirato la nascita. Spiega Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia in una intervista a Rai News, realizzata da Marco Mirabile “Il peccato originale sta nel fatto che le decisioni più importanti passano ormai non piu’ dalla Commissione, braccio esecutivo politicamente indipendente della UE, ma dal Consiglio Europeo composto dai rappresentanti dei singoli  Stati dove, non solo  lo Stato più forte impone la sua linea, ma ogni Stato  mette in primo piano i propri interessi nazionali. Inoltre, per raddrizzare i rapporti europei che non funzionano, derivanti dai trattati, occorre l’unanimita’. E in tal modo non si riesce a fare piu’ nulla. ”

 

L’intervista è avvenuta in occasione della presentazione a Milano nella sede della Banca d’Italia, del volume “Mercato, Europa e libertà”, che raccoglie gli interventi pronunciati da Guido Carli alle assemblee dell’Associazione Bancaria Italiana e alle Giornate mondiali del risparmio.

 

E così prosegue: “Prima di tutto l’Europa deve rendersi consapevole del fatto che non può trattare a pesci in faccia un Paese colonna portante dell’intera Unione. Non ci possiamo sentir dire “Così hanno votato i 27, il caso e’ chiuso” Insomma, chi ha avuto ha avuto… Non può essere questo il modo di interpretare l’interesse della politica comunitaria. Cosi’ si persegue l’interesse dei singoli Paesi. Non va bene questa logica.”

 

All’incontro, moderato da Ferruccio de Bortoli, hanno preso parte il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti, il vice presidente di Assolombarda, Antonio Calabrò e Federico Pascucci, curatore dell’ opera e segretario generale dell’Istituto Einaudi. Il libro, pubblicato da Editori Laterza, è introdotto dalla prefazione di Patuelli e di Maurizio Sella, presidente dell’Istituto Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi; è arricchito da un profilo di Carli a firma di Alfredo Gigliobianco, dirigente di Banca d’Italia.

 

Promosso dall’Abi e dall’Istituto Einaudi, ‘Mercato, Europa e libertà’, si inserisce nella collana ‘Storia e Società’ ed è la terza opera pubblicata su impulso di Abi e Istituto Einaudi dopo i libri dedicati da Laterza agli scritti di Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi. Il volume celebra l’attualità della figura di Guido Carli, protagonista del processo di costruzione dell’Europa unita come pure della rinascita economica italiana, e offre al contempo un significativo spaccato della storia della Nazione nel secondo dopoguerra, vista attraverso le lenti della finanza e dell’economia.

 

Raccoglie i 14 interventi pronunciati da Carli alle assemblee dell’Abi negli anni in cui fu Governatore della Banca d’Italia (1960-1975), integrati da quelli tenuti alle celebrazioni delle Giornate del risparmio. Compaiono nel volume anche le tre relazioni tenute alle assemblee dell’Abi negli anni 1990, 1991 e 1992, periodo in cui fu Ministro del Tesoro. Attraverso le riflessioni di Carli, focalizzate su questioni creditizie nel periodo in cui fu Governatore, riaffiorano alcuni momenti cruciali del boom economico.

 

All’inizio degli anni Sessanta, ad esempio, Carli invitava le banche a conciliare ‘in ogni circostanza’ l’attività di adeguato sostegno a un’economia in espansione con la tutela della propria solidità patrimoniale e dei depositanti. Gli interventi alle assemblee dell’Abi tra il 1990 e il 1992, incentrati su temi di politica economica e monetaria, si collocano in una cruciale fase di impegno pubblico di Guido Carli, che da Ministro del Tesoro servì la Repubblica in un triennio fondamentale per la realizzazione della riforma del settore creditizio e finanziario, culminata nel Testo unico bancario del 1993, e nel quale vennero poste le basi dell’adesione dell’Italia all’Unione europea, sancita dal Trattato siglato a Maastricht nel febbraio 1992 e del quale Carli fu, per l’Italia, il principale artefice.

*  *  *

Nella stessa intervista a RAI News, Calabro’ sostiene che, se l’economia italiana rallenta, cio’ non dipende dalle regole di Maastricht, ma dal fatto che la produttivita’ e’ stagnante da anni, che il bilancio pubblico e’ fuori parametri e fuori regola, i deficit si accumulano, l’avanzo primario dimunuisce e non son fatti adeguati investimenti per la struttura produttiva.

 

Mentre, sulla questione dell’Unione Bancaria Europea, ed in particolare sul “bail in”, il salvataggio interno delle banche in difficolta’, Antonio  Patuelli afferma che occorre modificare e correggere questa regola, profondamente errata, che finisce per assimilare i risparmi, assistiti dalla tutela costituzionale prevista dall’art. 47 della nostra Costituzione, agli investimenti a rischio.

 

 

Foto

– l’intervista di Rai News Achille Colombo Clerici e Marco Mirabile della Rai.

Convegno “Regolamento edilizio del Comune di Milano e adeguamento al regolamento edilizio-tipo” – Assoedilizia – 14.5.2019

aprile 17, 2019

 

CONVEGNO


REGOLAMENTO EDILIZIO DEL COMUNE DI MILANO E ADEGUAMENTO AL REGOLAMENTO EDILIZIO-TIPO

In particolare esame dell’obbligo di certificazione di idoneità statica (CIS) degli edifici con più di cinquanta anni – Fonti della disciplina attualmente in vigore e valutazione della sua legittimità.
Controllo della Amministrazione pubblica relativo agli interventi sugli immobili privati con riferimenti al regime vigente in altri paesi europei

 

Sala convegni Assoedilizia, via Meravigli 3
14 maggio 2019
Ore 15

 

 

Saluto introduttivo 
Avv. Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia

Ne parleranno:
Prof. Avv. Marilisa D’Amico
Professore ordinario di Diritto costituzionale Università degli Studi di Milano e Prorettore

Prof. Avv. Sara Valaguzza
Professore ordinario di diritto amministrativo Università degli Studi di Milano – Direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario Centre of Construction Law and Management(CCLM)

Avv. Marco Di Tolle
Avvocato in Milano – esperto in diritto amministrativo relativo al settore immobiliare dell’urbanistica e edilizia

Avv. Bruna Vanoli Gabardi
Avvocato in Milano – consulente urbanistica Assoedilizia

Avv. Luca Stendardi
Avvocato in Milano – consulente urbanistica Assoedilizia

Avv. Cesare Rosselli
Avvocato in Milano – coordinatore consulenti Assoedilizia

Gli interventi saranno coordinati dall’Avv. Bruna Vanoli Gabardi

Partecipazione gratuita. Ingresso libero senza prenotazione fino a esaurimento posti disponibili

Federlombarda edilizia – Le città lombarde in sinergia con Milano e Regione, per un unico polo attrattivo e competitivo a livello globale. Progetto

aprile 17, 2019

 

A Milano l’ Assemblea generale della Federazione Regionale Lombarda della Proprietà Edilizia-Federlombarda Edilizia

COLOMBO CLERICI: SINERGIA TRA CAPOLUOGO, PROVINCE E REGIONE
PER UN FUTURO DI ATTRATTIVITA’ E DI COMPETITIVITA’ INTERNAZIONALE

Si è svolta a Milano nella sede di Assoedilizia l’annuale Assemblea della Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia-Federlombarda Edilizia.  Ai lavori, coordinati dal presidente avv. Achille Colombo Clerici, hanno partecipato i responsabili delle associazioni della proprietà edilizia lombarde.

A conclusione dei lavori, è stato redatto un documento programmatico che, in un momento economico e storico particolarmente delicato e complesso della storia italiana, alla luce anche del rapporto con l’Unione Europea, impegna tutte le organizzazioni territoriali lombarde della Proprietà Edilizia ad uno sforzo operativo congiunto per promuovere, nell’ interesse della categoria rappresentata nonché dell’intero Paese, il progresso dei rispettivi territori e lo sviluppo delle economie locali, nel quadro dell’economia generale italiana.  Si tratta, in sintesi, di partire dalla messa a fuoco e dalla analisi delle realtà (culturali, ambientali, socio-economiche) dei rispettivi territori per farle confluire nell’ambito di un progetto di collaborazione sinergica con la città e la realtà socio-economica di Milano e della Regione Lombardia.

Si ritiene infatti che i fattori che hanno consentito al capoluogo lombardo di raggiungere invidiabili livelli di sviluppo possano coinvolgere, in tutto o in parte, anche i territori e le economie delle città lombarde. “Milano – ha concluso Colombo Clerici – deve assolvere al compito di traghettare le città lombarde in un  futuro di attrattività e di competitività internazionale, giovandosi della sfera di influenza di cui gode, come città inserita nel circuito economico-finanziario globale.”

 

Osservatorio Metropolitano. Ciclo di incontri edizione 2019. Primo incontro 6 maggio

aprile 16, 2019

Il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, l’Associazione Architetti per Milano e AIM – Associazione Interessi Metropolitani – promuovono il ciclo di incontri “Osservatorio Metropolitano – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova Qualità Urbana“, finalizzato ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della sua Area Metropolitana attraverso il coinvolgimento di relatori esperti e riferiti ad un ampio quadro multidisciplinare. Coordinamento: Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

Gli incontri si svolgono presso la sede di Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano.

La partecipazione è gratuita e libera. L’iscrizione è consigliata solo agli Ingegneri ed Architetti per il rilascio di CFP.

La prima locandina è riassuntiva dei quattro incontri.

Il primo appuntamento sarà lunedì 6 maggio, per le iscrizioni sarà possibile cliccare sulla dicitura “MODULO ONLINE” , presente sulla singola locandina.

Primo appuntamento: L’evoluzione delle legislazioni regionali in materia di territorio, del 6 Maggio, ore 18.00.
Coordinatore: A. Belgiojoso. Relatori: G. Verga, M. Federici, G. Inzaghi

Locandina ciclo incontri:
OsservatorioMetropolitano

Locandina incontro 6 maggio:
locandina 6 maggio

 

 

QN Il Giorno pag. 27 – 13.04.2019 – Rubrica casa Città Società – Economia circolare scelta obbligata (Achille Colombo Clerici)

aprile 15, 2019

Nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. Viene denunciato, da fonti ambientaliste, che negli oceani si sono formate sei mostruose isole di rifiuti, in particolare costituite da plastica, che misurano fino a centinaia di migliaia di chilometri quadrati (per intenderci, l’Italia ha una superficie di circa 300.00 kmq). Di fronte a questa realtà – lo affermano gli esperti – si impone una diversa politica sui rifiuti non biodegradabili.

La soluzione ci sarebbe. La chiamano “economia circolare”: un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti che durino il più a lungo possibile, abolendo la nefasta strategia dell’obsolescenza programmata dei prodotti.  In questo modo, con il prodotto che dura più a lungo, si riducono i rifiuti al minimo

Obiettivamente, non abbiamo grandi possibilità di scelta. Ci troviamo di fronte a un aumento della domanda di materie prime e allo stesso tempo a una scarsità delle risorse. Peraltro, a fronte di una popolazione mondiale che continua a crescere, aumenta di conseguenza anche la richiesta di tali risorse che non sono infinite. Un problema non da poco per i Paesi come l’Italia – ma la considerazione è valida anche per molti Paesi europei – dotati di limitate risorse naturali e perciò costretti a rivolgersi ad altri Paesi.

Se è ampiamente noto che dipendiamo dagli arabi e dai russi per petrolio e gas, pochi sanno che le “terre rare” indispensabili per fabbricare telefonini, computer e quant’altro, sono quasi monopolio della Cina.

Grazie a misure come prevenzione dei rifiuti e riutilizzo dei materiali, le imprese europee otterrebbero un risparmio netto di € 600 miliardi, pari all’8% del fatturato annuo, e ridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%. E ancora, per citare: ricondizionare i veicoli commerciali leggeri anziché riciclarli potrebbe portare a un risparmio di materiale per 6,4 miliardi di euro all’anno (circa il 15% della spesa per materiali), con una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 6,3 milioni di tonnellate.

C’è chi obbietta che riciclare i prodotti e farli durare più a lungo potrebbe mettere in crisi la produzione industriale. Senza alcuna intenzione di entrare in aspre polemiche, ci limitiamo a citare un dato dell’UE secondo il quale l’ “economia circolare” creerebbe 580.000 nuovi posti di lavoro (industrie di riparazione, di recupero e riciclaggio,  centri di ricerca e innovazione).