Archivio per giugno 2019

Convegno Assoedilizia: PGT Milano 2030: considerazioni – 25.6.2019

giugno 17, 2019

 

 

 

CONVEGNO 

PGT MILANO 2030: CONSIDERAZIONI 

Sala convegni Assoedilizia, via Meravigli 3, 1° piano
25 giugno 2019

Ore 15

 

  

 

Saluto introduttivo
Avv. Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia

Interverranno:
Avv. Marco Di Tolle
Avv. Bruna Vanoli Gabardi
Arch. Susanna Rosellini
Arch. Sandro Ghiozzi
Avv. Luca Stendardi

 

Partecipazione gratuita. Ingresso libero senza prenotazione fino a esaurimento posti disponibili

Il Giornale – Ed. Milano pag. 1 – 16.06.2019 Assoedilizia “Decine di edifici a rischio esproprio” (Marta Bravi)

giugno 17, 2019

Assoedilizia: “Decine di edifici a rischio esproprio”
“Illegittima la norma che obbliga a demolire”
L’allarme di Assoedilizia: Comune padrone impone abbattimento ed “espropria” i titolari
Il Pgt prevede l’obbligo di abbattimento dei palazzi degradati

Marta Bravi

E Assoedilizia si prepara a dare battaglia al Comune a colpi di ricorsi al Tribunale amministrativo.
Nel mirino dell’Associazione milanese della proprietà edilizia il Piano di governo del territorio, che prevede per il Comune la possibilità di demolizione o di “esproprio” di edifici abbandonati o degradati.

Si tratta dell’articolo 11, del piano delle regole, una norma che già aveva suscitato scalpore quando era comparsa nel Regolamento edilizio, e che ora è rientrata nel Pgt in via di revisione. Il nuovo Pgt è stato adottato con delibera del 4 marzo, 15 maggio; ora è il tempo delle osservazioni (il termine ultimo per presentarle è il 15 luglio) dopodichè verrà discusso, emendato in consiglio e approvato. Un iter lungo e complicato che durerà diversi mesi. Ma come l’articolo 12 del Regolamento edilizio era da considerarsi illegittimo, lo è allo stesso modo ora anche se inserito nel Piano di governo del territorio. In sostanza prevede l’obbligo per i proprietari di edifici degradati, cioè “che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana o situazioni di degrado ambientale e sociale” di recuperarli pena la demolizione. “Agli edifici abbandonati e dismessi, così come individuati, (in futuro) anche da determina dirigenziale, recita l’articolo è data facoltà di presentare proposta di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell’immobile; i lavori dovranno essere avviati entro 18 mesi dalla loro prima individuazione. In alternativa è fatto obbligo di procedere con la demolizione del manufatto: in caso di demolizione dell’edificio esistente su iniziativa della proprietà è riconosciuta integralmente la SL esistente. In caso di mancata demolizione da parte della proprietà, l’amministrazione si riserva il potere sostitutivo finalizzato alla demolizione dell’edificio”.
Non solo il Comune si riserva di decidere sulla necessità di demolire o meno l’edificio abbandonato da 2 anni, ma il proprietario è tenuto anche a sostenere i costi dell’abbattimento.
Peccato che l’articolo sia illegittimo: nessuna legge regionale o nazionale lo prevede.
Questo articolo, che non è sostenuto da leggi, stride con il diritto di proprietà e impone azioni minacciando sanzioni, come la perdita del diritto volumetrico.

“In altri termini si tratta di una disciplina che comprime il diritto di proprietà, avendo contenuti di tipo espropriativo” spiega il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.
La norma, però, non rientra, sulla base non solo delle nostre leggi, ma anche dei principi dettati dalle normative dell’Unione Europea, nella competenza del Comune.
Non solo, così l’amministrazione si erge a giudice univoco, stilando la lista degli edifici abbandonati, che comunicherà poi a Questura e Prefettura, senza doverla nemmeno comunicare ai proprietari degli stessi edifici.
Così è arbitrario anche il concetto di “degrado ambientale sociale o disagio per il decoro e la sicurezza urbana” che non viene in alcun modo declinato.
“In due articoli, questo e quello sulla certificazione di idoneità statica degli immobili traspare la chiara volontà dell’amministrazione di mettere sotto pressione la proprietà privata” la conclusione di Colombo Clerici. Enorme l’impatto che la norma ha sul mercato immobiliare che viene paralizzato per l’incertezza appunto delle mosse del Comune che a sua discrezione, può decidere se un palazzo merita di essere demolito. Non solo, “qui si preme sul piano economico degli imprenditori, in piena crisi”.

Marta Bravi

 

 

QN Il Giorno pag. 27 – 15.06.2019 Le direttive europee energetiche (Achille Colombo Clerici)

giugno 17, 2019

La questione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica nell’edilizia e più in generale dell’impatto climatico zero nella prospettiva dell’anno 2050 – come emerge dalle  Direttive dell’Unione Europea – ha quali obiettivi aumentare le fonti di energie rinnovabili e diminuirne i costi nel quadro di una riduzione dell’entità dei consumi e di una maggiore semplificazione (sportello unico). Le preferenze vanno agli impianti di piccola taglia, alla geotermia e, per quanto riguarda i trasporti, al biocarburante ed alla cosiddetta mobilità elettrica. Le Direttive intendono rifarsi al principio di sussidiarietà, con un compromesso, per gli incentivi, tra libero mercato e intervento pubblico. Obiettivi, disposizioni e strumenti avranno implicazioni economiche, legali e di policy su diversi settori rilevanti per lo sviluppo dell’edilizia intelligente e delle smart cities, e riguarderanno le pubbliche amministrazioni, le imprese e tutti i consumatori.

Tali Direttive devono tener conto in Italia di due fattori imprescindibili: che nei decenni scorsi abbiamo scelto, con l’opzione referendaria del 1984, di inquinare dove l’energia è consumata (città) e non viceversa dove è prodotta (località di campagna); e che la maggior parte delle famiglie vive in case in proprietà e in condomìnio. Sicché la gran parte degli immobili italiani è economicamente congelata: non produce cioè, né reddito imponibile e quindi gettito fiscale, né attività economica indotta da efficientamenti energetici, riqualificazioni, manutenzioni, certificazioni etc. Come ho riferito all’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi di Milano.

Mentre il teleriscaldamento segna il passo, ingenti risorse pubbliche vengono impiegate per sostenere le energie da fonti rinnovabili di produzione domestica: suggestivo intendimento, certo, ma che non tiene presente che questa via ha altissimi costi, individuali e collettivi, cui non corrispondono adeguati benefici. Basti considerare che il fabbisogno energetico del Paese (il quale comprende anche le industrie e i trasporti su strada, ferrovia, navali ed aerei) viene soddisfatto solo in piccolissima parte dalle energie cosiddette alternative, mentre in stragrande parte è soddisfatto dal fossile (petrolio/idrocarburi, addirittura dal carbone) e dall’idroelettrico.

Comunque, per quanto riguarda le fonti energetiche rinnovabili, la via maestra per la produzione rimane quella industriale, non i pannelli fotovoltaici sui tetti delle villette, o il “microimprenditore” privato.

E’ l’ennesima conferma della necessità di un deciso cambio di politica della casa a favore della locazione abitativa privata: unica via per realizzare la mobilità e la virtuosità economica della casa, e consentire quella gestione (e amministrazione) centralizzata e professionale della tecnologia domestica (impianti, apparecchiature), senza la quale il cittadino diventa schiavo della tecnologia stessa.

Ubi Banca – Incontro Economia 2019 Letizia Moratti – Europasia informa

giugno 17, 2019

Istituto Europa Asia
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Tradizionale incontro di UBI Banca con imprenditori e operatori finanziari
MORATTI: SENZA L’UE INERMI DI FRONTE AI MERCATI MONDIALI
Dibattito: 130 Miliardi, il costo della crisi per il sistema bancario italiano.

*   *   *

L’economia italiana tornerà ai livelli precrisi (2008) soltanto nel 2023: 15 anni per recuperare il terreno perduto. E’ la previsione di Prometeia all’appuntamento 2019 che Ubi Banca organizza da circa quarant’anni per riflettere sui messaggi lanciati dal Governatore della Banca d’Italia e dal presidente di Consob in occasione delle tradizionali relazioni annuali.

Di fronte a un selezionato parterre di imprenditori e di operatori finanziari – invitato il presidente di Assoedilizia e di Eurasia Achille Colombo Clerici – la presidente dell’istituto di credito Letizia Moratti ha sottolineato i temi chiave toccati negli interventi dei vertici delle due istituzioni finanziarie,  il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il Presidente Consob Paolo Savona: crescita, invecchiamento della popolazione, ritardo tecnologico, banche e finanza, appartenenza alla UE.

“Condivido l’urgenza – ha detto – di sostenere la crescita e allentare le tensioni sui mercati finanziari. La crescita economica del nostro Paese va rimessa al centro dell’agenda politica italiana. E noi tutti dobbiamo contribuire a questo obiettivo primario. In tal senso, l’elevato rapporto tra debito pubblico e Pil rimane un vincolo e occorre una strategia rigorosa di riduzione nel medio termine. L’Italia paga anche un ritardo tecnologico. Il 5 per cento del totale del valore aggiunto è oggi riconducibile ai settori dell’economia digitale contro l’8 in Germania e una media del 6,6 nell’Unione Europea, mentre il mondo è cambiato e cambierà ancora. Nei servizi bancari si è certamente ridotto il numero degli sportelli tradizionali per far fronte alla politica di riduzione dei costi ma dall’altra parte si stanno sviluppando le Fintech, i Big data e l’uso delle tecniche di intelligenza artificiale”.

“Per quanto riguarda l’Europa” ha continuato Moratti “sono una convinta sostenitrice dell’Unione Europea perché non possiamo abbandonare la nostra volontà di sostenitori del progetto e dobbiamo continuare su un percorso di sviluppo e di stabilità. I mercati globali ci pongono delle sfide che da soli non potremmo sostenere. L’Europa ci consente di aprirci a mercati più ampi, di godere di sostegni maggiori e facilita la cooperazione in campi strategici. Vorrei ricordare che la crescita italiana non è stata debole a causa dell’Unione europea o dell’euro perché gran parte degli Stati membri hanno fatto meglio di noi. Il Paese ha reagito con ritardo al cambiamento tecnologico e all’apertura dei mercati a livello globale. Servono mercati integrati a livello finanziario, del lavoro, di beni e servizi con norme e istituti comuni e un autentico bilancio unico europeo”.

E’ toccato a Giuseppe Lusignani vice presidente di Prometeia e professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Bologna (il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ha concluso i lavori) analizzare la situazione. Tra le considerazioni più interessanti il fatto che il risparmio delle famiglie congelato nei conti correnti delle banche, è tra i più alti del mondo in quanto i risparmiatori non si fidano ad investirlo in Italia (anzi, spesso preferiscono finanziare attività all’estero): a differenza, per citare, di quanto succede in Giappone che ha un debito pubblico ben più alto del nostro ma che è detenuto per la quasi totalità dai risparmiatori nipponici.

Chi allora finanzia le imprese italiane? Prevalentemente le banche che hanno pagato, con la grande crisi, uno scotto enorme: circa 130 miliardi di euro. (Ma, per inciso è lecito chiedersi: chi si è arricchito?  Il criterio del “cui prodest” mantiene ancora la sua validità.)

Se non torna la fiducia nel ”sistema Paese”, la ripresa sarà impresa ardua.

Foto:
Letizia Moratti con Achille Colombo Clerici

 

“Il contratto di locazione a canone concordato” Convegno in Regione Lombardia – 20 giugno 2019 ore 9,30 e segg. Belvedere di Palazzo Pirelli

giugno 14, 2019

Convegno organizzato dalla Regione Lombardia sul tema “L’affitto a canone concordato in Lombardia. Analisi e prospettive degli accordi locali” in programma giovedì 20 giugno al Belvedere di Palazzo Pirelli.

Il programma.

9:30     Registrazione partecipanti

10:00   Saluti istituzionali e introduzione ai lavori
– Stefano Bolognini, Assessore regionale Politiche sociali, abitative e disabilità
– Giovanni Daverio, Direttore generale Politiche sociali, abitative e disabilità
– Armando De Crinito, Direttore scientifico Polis Lombardia

10:30   Costanzo Ranci Ortigosa, Politecnico di Milano
11:15   Gabriele Rabaiotti, Assessore ai Lavori pubblici e casa, Comune di Milano
11:30 Achille Colombo Clerici, Presidente di ASSOEDILIZIA e di Federlombarda Edilizia
11:45   Rosa Cioffi, Direttore Agenzia Sociale Locazione “Milano Abitare”
12:00   Leo Spinelli, Segretario SICET Lombardia
12:15   Stefano Chiappelli, Segretario SUNIA Lombardia
12:30   Spazio a domande dei partecipanti

13:00   Conclusioni e chiusura dei lavori

Modera: Francesco Foti, Direttore vicario Politiche sociali, abitative e disabilità

Foto:
Achille Colombo Clerici

Osservatorio Metropolitano, Conversazione in Assoedilizia il 18 giugno 2019 ore 18,00 – CIAM, ARCHxMI- AIM – tema: LA PERIFERIA: REALTA’ E STRATEGIE con Alberico Belgiojoso, don Gino Rigoldi, Pierfrancesco Majorino – Europasia informa

giugno 14, 2019

Europasia informa

 

LA PERIFERIA DI MILANO. REALTA’ E STRATEGIE

In Assoedilizia – via Meravigli 3, Milano – si conclude il ciclo di Incontri 2019 dell’Osservatorio Metropolitano con una conversazione che si terrà in data 18 giugno 2019 ore 18.00 e segg. Gli incontri sono  organizzati da Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, da  ARCHxMI-Associazione Architetti per Milano e da AIM-Associazione Interessi Metropolitani. Coordinatore dell’Incontro ing. Gianni Verga.  Relatori del 18 giugno: prof. Alberico Belgiojoso, don Gino Rigoldi, europarlamentare Pierfrancesco Majorino, già assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano.

I temi dei precedenti “Incontri”: L’evoluzione delle legislazioni regionali in materia di territorio; Ruolo e significato dei concorsi di progettazione; Burocrazia e politica.

Il titolo del ciclo: “Osservatorio Metropolitano – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova Qualità Urbana” riassume l’obiettivo dell’iniziativa finalizzata ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della sua Area Metropolitana attraverso il coinvolgimento di relatori esperti e riferiti ad un ampio quadro multidisciplinare. Coordinamento: Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

La partecipazione è gratuita e libera. L’iscrizione è consigliata in particolare agli Ingegneri ed Architetti per il rilascio di CFP.

Con il supporto e patrocinio di: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, Assoedilizia, Cersu-Centro regionale di Studi Urbanistici della Lombardia, Fondazione Ordine Ingegneri provincia di Milano.

Foto d’archivio:
Don Gino Rigoldi con il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

Gentiloni Paolo a Milano, Incontro organizzato da Mattia Mor – Chiostri di San Barnaba 10 giugno 2019 – Europasia informa

giugno 13, 2019

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Milano,  Chiostri di San Barnaba 10 giugno 2019

Incontro con Paolo Gentiloni organizzato da Mattia Mor

NECESSARIO IL DIALOGO CON LE ISTITUZIONI EUROPEE

“In un quadro internazionale ricco di tensioni innescate dall’America di Trump – dalle guerre dei dazi ai rapporti con Iran, Cina, Russia – la situazione dell’Italia è seria anche se appare esagerato definirla esplosiva. Ciò non significa che la classe politica dirigente non debba preoccuparsi: ma il Paese mantiene fondamentali forti, lo spread non si muove più di tanto, il mancato sfondamento sovranista alle elezioni europee fa intravvedere la necessità di un dialogo con le istituzioni europee”.

Non perde il ben noto aplomb Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio dei Ministri, all’incontro con un seletto gruppo di imprenditori, top manager e professionisti organizzato a Milano ai Chiostri di San Barnaba dal neoparlamentare Mattia Mor “il primo incontro di un ciclo trimestrale che metterà a confronto su vari temi personalità di rilievo nazionale e internazionale con selezionati esponenti della società milanese” annuncia. In questi incontri si potranno esprimere opinioni e informazioni solitamente riservate a cerchie ristrette. All’incontro con Gentiloni presenza di spicco quella del presidente di Assoedilizia e di Eurasia Achille Colombo Clerici.

E’ stata l’occasione per fare il punto su un anno di governo Lega-M5S, analizzare la situazione politica post voto europeo, per raccogliere spunti sulle priorità politiche da portare avanti nei prossimi mesi e per impostare un confronto costruttivo di lungo periodo tra tutti gli intervenuti.

Situazione europea secondo Gentiloni. Ci potrebbe essere spazio per l’Italia per inserirsi nel non più granitico rapporto tra Germania e Francia anche perché cambiano i protagonisti (Merkel) e sono in crisi i partiti tradizionali. Ma soprattutto perché il voto popolare ha detto chiaramente: sì all’Unione e all’Euro e altrettanto chiaramente che di fronte all’”assedio” delle superpotenze, al Vecchio Continente non resta che accelerare il processo di integrazione – dal fisco alla difesa in comune – pena la dissoluzione con esiti catastrofici per tutti. Brexit ed austerità a tutti i costi insegnano.

Nell’ampio dibattito che è seguito, Gentiloni si è detto convinto che, a meno di imprevedibili nuovi fatti, il governo continuerà. E sul tema spinoso dei migranti, che tanto ha condizionato il risultato elettorale, ha detto parole chiare: l’immigrazione è un fenomeno inarrestabile che va comunque controllato da una Europa più efficiente e meno egoista. Non si può accogliere tutti. Va evitato lo scontro tra poveri e chi nulla ha; e nel contempo preservata l’identità nazionale.

Foto:
Paolo Gentiloni con Achille Colombo Clerici

Rapporto annuale Banca d’Italia sull’ Economia Lombarda: sede di Milano della Banca d’Italia – Anno 2018 – Presentazione in Assolombarda – Europasia informa

giugno 13, 2019

Istituto Europa Asia
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Presentato in Assolombarda il Rapporto annuale sull’ Economia Lombarda, redatto dalla sede di Milano della Banca d’Italia.

Nel 2018 l’economia della Lombardia cresce ancora ma rallenta

Ancora una volta l’economia della Lombardia surclassa la media nazionale, ma comincia a perdere colpi: soltanto i prossimi mesi diranno se si tratta di una temporanea battuta d’arresto o se il trend verso il basso continuerà. Molto dipenderà dalla congiuntura internazionale in quanto il punto di forza sta nell’esportazione; ma molto dipenderà anche dalle scelte di politica economica del governo che condizionano i consumi interni. E’, in estrema sintesi, quanto afferma il Rapporto annuale sulla salute di imprese e del mondo del lavoro realizzato da Bankitalia e presentato nella sede di Assolombarda a Milano a un selezionato parterre di imprenditori e di operatori economici, tra i quali il presidente di Assoedilizia e di Europasia Achille Colombo Clerici.

Nel 2018 la produzione manifatturiera lombarda è cresciuta ancora (+3,0%) ma ha decelerato rispetto al 2017 (+3,7%). Nello specifico, l’attività produttiva è aumentata in maniera sostenuta nel primo trimestre 2018, si è contratta nel secondo e nel terzo, per poi recuperare nel quarto. Tutte le classi dimensionali di impresa sono cresciute a tassi similari. A livello di settori, meccanica e minerali non metalliferi hanno registrato incrementi superiori alla media, mentre calzature e abbigliamento hanno visto un calo.

Tra gennaio e marzo 2019 la produzione è tornata ad indebolirsi.

Nel 2018, rispetto al 2017, si è dimezzata la crescita del fatturato delle imprese manifatturiere (+0,9% vs +2,1% a prezzi costanti), a causa di un rallentamento della domanda e di una battuta d’arresto degli ordinativi sia nazionali sia dall’estero. Secondo le indagini di Banca d’Italia, non c’è da essere ottimisti: le previsioni sul 2019 sono di un’ulteriore diminuzione. È cresciuto, ma a un ritmo inferiore rispetto al 2017, anche il fatturato dei servizi non finanziari.

Gli investimenti hanno accelerato, soprattutto in tecnologie 4.0, anche grazie agli incentivi fiscali. Ciò ha confermato che quasi solo le imprese che si sono ammodernate continuano a fare consistenti utili.

Nel 2018 la dinamica degli investimenti ha accelerato rispetto al 2017: le imprese industriali lombarde potrebbero aver anticipato in parte i programmi di investimento, anche per usufruire delle agevolazioni fiscali ridimensionate per il 2019. Tra le agevolazioni, il super-ammortamento è stato il più utilizzato (dal 55% delle imprese), seguito dall’iper-ammortamento (usufruito da circa il 33%). Gli investimenti sono stati soprattutto in tecnologie digitali, automazione ed interconnessione.

Le esportazioni hanno continuato a crescere; più +5,2%, in rallentamento rispetto al 2017 (+7,9%). Quasi tutti i settori manifatturieri sono aumentati, soprattutto metalmeccanica, farmaceutica, chimica e gomma-plastica. Fanno eccezione alimentare, e minerali che hanno registrato un segno meno.

Le esportazioni sono aumentate, sia verso i Paesi Ue, sia extra Ue. Tra i Paesi dell’Unione, le vendite sono diminuite solo verso il Regno Unito, ma ciò ha inciso in maniera poco rilevante.   In caso di mancato accordo con l’Ue, l’incidenza della protezione tariffaria sul totale delle esportazioni lombarde verso il Regno Unito sarebbe stimabile intorno al 4,6%.

Tra il 2014 ed il 2018 l’economia lombarda ha registrato migliori performance dell’Italia e significativi cambiamenti nella struttura produttiva: l’andamento del PIL lombardo è sempre stato migliore rispetto alla media del Paese, senza però recuperare il divario di crescita cumulato con la Ue.

Alla migliore performance lombarda rispetto alla media nazionale hanno contribuito superiori tassi di crescita della produttività del lavoro e dell’occupazione. Infatti, nel 2018 la produttività del lavoro lombarda (misurata come valore aggiunto per unità di lavoro equivalente) risultava più alta del 20% rispetto a quella italiana nei principali comparti produttivi.

Nel decennio 2008‑2018 il numero di aziende in Lombardia è diminuito in concomitanza con le fasi di crisi, per poi tornare a crescere con il rafforzarsi della ripresa ed attestarsi a fine 2018 su valori in linea con il 2008. L’uscita dal mercato si è accompagnata anche a cambiamenti della scala produttiva: si è osservato un diffuso ridimensionamento nel settore edile, un aumento dimensionale delle imprese manifatturiere a maggior contenuto tecnologico e nei servizi a più elevata intensità di conoscenza.

Per quanto riguarda la struttura produttiva, in Lombardia la quota di stabilimenti con meno di 10 addetti (94,0%) è inferiore di un punto percentuale al dato italiano. Tutte le classi dimensionali mostrano una produttività maggiore rispetto alla media italiana: in particolare, il divario nella produttività media è particolarmente marcato tra gli stabilimenti più piccoli (circa 25%).

I prestiti bancari alle imprese sono cresciuti moderatamente e la diversificazione delle fonti di finanziamento è aumentata (quindi minor bancocentrismo anche se gli istituti di credito restano la principale fonte di finanziamento delle imprese)

I finanziamenti sono cresciuti per le medie e le grandi imprese, mentre è continuata la flessione per le piccole. A livello settoriale, i prestiti sono aumentati per il manifatturiero e i servizi, mentre è proseguita la contrazione delle costruzioni.

Negli ultimi anni le imprese lombarde hanno diversificato le fonti di finanziamento, facendo maggiormente ricorso al mercato dei capitali (+12 nuove quotazioni di società finanziarie con sede in regione nel 2018) e beneficiando anche di alcune agevolazioni all’emissione di strumenti finanziari. Significativo è risultato l’impatto dei PIR (Piani Individuali di Risparmio), che nel 2018 hanno effettuato investimenti in aziende lombarde per 2,6 miliardi di euro. Inoltre, si è registrata un’accelerazione dell’apporto di capitale di rischio nelle imprese da parte di investitori specializzati nel private equity.

Presentando il Rapporto, Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano di Bankitalia, ha sottolineato il gap tra domanda e offerta di conoscenza da colmare. Aggiungendo: “Come dissi già lo scorso anno, c’è l’effetto traino di Expo che ha messo Milano sulla ribalta nazionale . Il combinato disposto di tutti i suoi punti di forza crea un circuito virtuoso, ma occorre alimentare questi vantaggi, avere una veduta lunga e azioni coerenti. La Lombardia ha tanti punti di forza, che consentono di affrontare meglio un’accelerazione quando c’è e di resistere invece a una eventuale congiuntura difficile”.

Per Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, che ha elencato con soddisfazione i dati positivi emersi da Rapporto, resta la preoccupazione per la decelerazione mondiale cui si aggiunge “il rischio Italia, l’instabilità e l’incertezza che il Paese ha ripreso a diffondere”. “In questo quadro, non ha senso – ha poi detto – una nuova sfida frontale alle regole europee”. E’ stata una disamina ad ampio raggio quella di Bonomi, della quale cogliamo la frase conclusiva di papa Francesco: “La vocazione di un imprenditore è un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato più ampio della vita. Interroghiamoci allora: è il momento di fare qualcosa di più ampio per l’Italia tutta”.

Ai lavori sono inoltre intervenuti Paola Rossi e Massimiliano Rigon coredattori del Rapporto, Alessandro Spada di Assolombarda, Ferruccio de Bortoli, notista economico, Andrea Sironi, presidente di Borsa Italiana. Conclusioni di Luigi Cannari, vicecapo dipartimento di Banca d’Italia.

Foto:
Giuseppe Sopranzetti e Achille Colombo Clerici

 

 

“Il destino delle PMI dipende dallo Stato” messaggio dal Premio Eccellenze d’Impresa 2019 – Premiati: Cucinelli, Technoprobe; Interpump, SOL; Humanitas, Dallara – Europasia informa

giugno 10, 2019

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Il richiamo degli esperti al convegno “Eccellenze d’Impresa”. I premiati

ALLE SCELTE PUBBLICHE IL COMPITO DI SOSTENERE LE PMI “Il destino delle PMI dipende dallo Stato”

“Ci sono aziende che rappresentano un modello di quella eccellenza imprenditoriale che si ritrova nelle PMI italiane le quali investono nell’innovazione e affrontano la concorrenza estera puntando su prodotti ad alto valore aggiunto”, ha detto Luigi Consiglio, presidente di GEA-Consulenti di Direzione che assieme ad Harvard Business Review Italia ed ARCA FONDI SGR con il patrocinio di Borsa ha promosso l’evento.

“Tuttavia – ha aggiunto – le imprese italiane hanno ancora ampi spazi di crescita anche attraverso la diversificazione degli strumenti alternativi alle banche. Ed è questo il messaggio che vogliamo lanciare con il premio Attrattività Finanziaria.”
In tale occasione, nel salone di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, il presidente di Assoedilizia e di Europasia Achille Colombo Clerici si è incontrato con esponenti della finanza e dell’imprenditoria.

Che le PMI italiane costituiscano il nerbo dell’economia del Paese è arcinoto. Forse meno noto è il fatto che nel quadriennio 2015-2018, che ha visto il Pil (prodotto interno lordo) aumentare di soli 4,6 punti, poco più di un punto all’anno, quindi al di sotto della media europea,  il sistema imprenditoriale ha registrato un incremento dell’ 11,5%, più della media europea.

A introdurre i lavori Ugo Loser, amministratore delegato Arca Fondi;
Luigi Consiglio, presidente GEA;
Enrico Sasson, direttore responsabile Harvard  Business Review.

Mentre gli interventi-base sono stati di
Elsa Fornero, economista,
Piercarlo  Padoan, deputato, entrambi ex ministri.

Fornero ha sostenuto la necessità dell’Italia di effettuare le riforme: del mercato finanziario, del lavoro, della burocrazia, della previdenza, per citare.

Riforme da realizzare con equità, evitando privilegi come spesso è avvenuto.

Per Padoan, i fondamentali del Paese sono solidi, ma è indispensabile indicare al più presto, sin dalla prossima legge di bilancio, la strategia del governo per lo sviluppo dell’economia.

La tavola rotonda successiva, coordinata da Federico Fubini, notista economico nonché vicedirettore del Corriere della Sera ha visto gli interventi
di Alberto Borgia, presidente AIAF;
Silvia Candiani, amministratore delegato Microsoft;
Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison;
Federico Ghizzoni, presidente Rothschild;
Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato Borsa italiana;
Corrado Passera, amministratore delegato Illimity.

Quindi le premiazioni.
Brunello Cucinelli, casa di moda italiana fondata dall’omonimo imprenditore, e
Technoprobe, azienda leader nel settore della microelettronica, sono risultati vincitori rispettivamente nella categoria “Aziende quotate” e “Aziende non quotate”.

Menzioni speciali invece per le quotate
Gruppo Interpump, maggior produttore mondiale di pompe a pistoni professionali ad alta pressione ed uno dei principali gruppi operanti sui mercati internazionali nel settore dell’oleodinamica, e al
Gruppo SOL, multinazionale che opera nella produzione, ricerca applicata e commercializzazione di gas tecnici, puri e medicinali e nell’Home Care per la cura di patologie croniche.

Mentre tra le non quotate le Menzioni speciali sono andate al
Gruppo Humanitas, gruppo ospedaliero, e a
Dallara Automobili, azienda specializzata nella progettazione, produzione e sviluppo di vetture da competizione.

Foto:
Luigi Consiglio con Achille Colombo Clerici

Marco Fortis con Achille Colombo Clerici

 

 

Certificato di idoneità statica CIS, Regolamento Comune Milano – Corriere della Sera MI pag. 4 – 08.06.2019 “CERTIFICATI FLOP UNA PROROGA PER LA SICUREZZA DEGLI EDIFICI”- Colombo Clerici pres. Assoedilizia: “lo scaglionamento un ulteriore pasticcio”

giugno 10, 2019

Il regolamento edilizio
Idoneità statica

Certificati flop
Una proroga per la sicurezza degli edifici

Il Comune ha pronta la determina per prorogare i termini perché, a meno di sei mesi dalla scadenza ufficiale (il 27 novembre), solo 500 edifici su 25mila hanno presentato il certificato d’idoneità statica.

Era una delle novità introdotte dal regolamento edilizio voluto dalla giunta Pisapia. Milano, primo e unico Comune d’Italia a esigere che tutti i fabbricati, entro i 50 anni dalla loro ultimazione, fossero sottoposti in ogni loro parte a un controllo di idoneità statica. Per mettersi in regola Palazzo Marino aveva concesso cinque anni di tempo. Un edificio privo di certificato avrebbe perso l’agibilità formale con un’ulteriore conseguenza: l’assenza di documentazione avrebbe comportato l’impossibilità di vendere l’appartamento. Di risposte ne sono però arrivate poco più di 500 in cinque anni, delle quali un quarto circa esibisce oltretutto un sì condizionato, presentando cioè una “prescrizione”, ovvero la raccomandazione di un intervento manutentivo. I balconi oppure la grondaia, il tetto oppure le scale: qualcosa non va in quel

condominio. Agibilità sì, ma non totale. In questo caso c’è tempo due anni per mettersi completamente in regola e presentare un certificato d’idoneità statica pienamente regolare. Cinquecento su quasi 25mila sono una goccia nel mare. Per questo tra pochi giorni arriverà la proroga ufficiale, con scaglionamento delle scadenze a seconda della fascia anagrafica degli stabili.

Entro il 27 novembre 2020 tocca agli edifici completati prima del1948. Entro il 27 novembre 2021 tutti gli edifici completati prima del 1951.

Entro il 27 novembre 2022 tutti gli edifici completati prima del 1962. Entro il 27 novembre 2023 tutti gli edifici completati prima del 1973. L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran si dice comunque soddisfatto della sperimentazione: “Perché siamo i primi che nel Paese hanno messo in moto la macchina. Centinaia di condomini si stanno attrezzando e noi concederemo una proroga per permettere a tutti di. mettersi in regola”. Anche secondo il presidente dell’ordine degli ingegneri Bruno Finzi, la dilazione “è necessaria e indispensabile per diffondere la cultura della sicurezza in tutti i proprietari di immobili e in tutti gli amministratori di condominio milanesi”. Le associazioni di categoria avrebbero però preferito una proroga generalizzata e senza scaglionamenti. “Ma non perché si voglia concedere una grazia ai nostri concittadini poco diligenti”, precisa Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: “Alcuni aspetti della normativa sono punitivi e andrebbero rivisti”.

Andrea Senesi