QN Il Giorno pag. 21 – 29.06.2019 “Vivere meglio senza metano” (Achille Colombo Clerici)

Nelle ultime due settimane a Rocca di Papa (Roma) e a Gorizia sono esplosi per fughe di gas il Municipio e una villetta: bilancio, 5 morti e numerosi feriti, ingenti danni materiali.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare). Secondo l’annuario statistico dei Vigili del Fuoco, in Italia si sono registrati nel 2017 (ultimi dati disponibili) 26.223 interventi per fughe di gas, con o senza esplosioni conseguenti. E’ quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile?

Portare il fuoco nelle abitazioni ha tradizioni antichissime, ma per ciò stesso è ampiamente anacronistico. E’ certo che il processo di rinnovamento delle città (smart city) e del Paese non passi attraverso i fornelli a gas delle cosiddette “cucine economiche”. Se si punta alla “casa domotica” va tenuto presente che si può avviare l’accensione “a remoto” del forno elettrico per cuocere l’arrosto, ma farlo quando si utilizza il gas è una forzatura.

In un recente convegno all’Università Bocconi di Milano organizzato dall’Osservatorio Smart City ho trattato un aspetto poco discusso ma fondamentale per l’evoluzione del nostro sistema di abitare e di vivere.  Occorre un deciso cambio di politica abitativa a favore della locazione privata. La più ampia diffusione di questo strumento costituisce l’unica via per realizzare la mobilità e la virtuosità economica della casa: condizioni necessarie per consentire quella gestione e amministrazione centralizzate e professionali della tecnologia domestica, senza le quali l’uomo rischia di diventare schiavo della tecnologia stessa.

La sostituzione del gas metano per l’uso domestico è possibile e spesso si rivela più economica, oltreché sicura: per citare, l’acqua calda sanitaria, il teleriscaldamento, le pompe di calore e le caldaie a biomasse; per la cucina, i piani di cottura a induzione elettrica.

In attesa dell’auspicabile ma inevitabile cambiamento, bisogna intervenire sulla normativa, incoerente e lacunosa, che regolamenta l’uso del gas metano. Il “pubblico” che fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante deve, ad esempio, obbligare gli enti erogatori ad eseguire gli opportuni controlli all’interno delle abitazioni, oltre che all’esterno. E disporre una assicurazione che risponda oggettivamente, con copertura integrale, sul piano non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile.

Dovrebbe incentivarsi inoltre l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso: agevolazioni per chi opera la trasformazione da gas ad elettricità, simili a quelle per il contenimento energetico;  obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici; tariffe elettriche agevolate per tutti gli usi domestici.

 

 

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