“Versilia, paesaggio giardino” dalla raccolta “Ritratti in miniatura” di Achille Colombo Clerici – Pubblicato nel volume “Forte dei Marmi, amore mio” 2002 a cura di Ente Ville Versiliesi

In Versilia, a Forte dei Marmi, si sta preparando la stagione dei concerti nelle dimore delle famiglie, che si svolgerà nel prossimo mese di agosto.
Una iniziativa ormai ultradecennale coordinata dall’Ente Ville Versiliesi presieduto da Fernanda Giulini.

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, come omaggio alla manifestazione, presenta un “Ritratto in miniatura” celebrativo della Versilia, scritto per “Forte dei Marmi amore mio”, pubblicazione curata dall’ Ente Ville Versiliesi nel 2002.

 

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“Versilia, paesaggio giardino”

Se plani in questa “serenità di luce” mediterranea e hai tempo di osservare il paesaggio che scorre e di soffermarti con lo sguardo e con la mente sugli esseri terrestri, di distinguere, di capire, allora, sia pur con fatica, ma con chiara lucidità, riesci a distinguere le cose, come se dipanassi un pensiero contorto.

Lontano “il palpitare di scaglie di mare”, nell’abbaglio del sole.

Sotto di te, addormentata nel tepore del meriggio, la terra accoglie la vita che dalle altezze non si scorge, ma traspare dai segni lasciati dall’uomo, come solchi, nella natura.

Nella scura macchia di una antica e mistica foresta di alberi secolari, nel “grandeggiare di eccelse fronde” intravvedi larici, “ondanti platani”, aceri, “ampi faggi”, ippocastani, tigli, sicomori, pioppi tremuli, noccioli, ontani e querce, “elci antiche e negre”.

Più presso all’aria del Tirreno, boschi cedui di corbezzoli, mirti, lecci, acacie, ginepri, pini marittimi, sugheri, allori, ginestre, “bianchi ligustri”.

E con le “tamerici salmastre”, con le palme, con le lentiggini dal profumo squisito, con gli oleandri, con le rose canine e le mimose, con i fichi d’india, convivono limoni e aranci, “il melograno dai bei vermigli fior”, in mezzo ad uliveti, “glauche vigne” e ficaie.

Osservando con cura scorgi il contrasto che regna nell’ordinamento del creato.

Senza la mano dell’uomo la natura selvaggia è in lotta con se stessa.

Rovi e sterpi, canneti occupano ogni spazio vitale; il sambuco tiranneggia sul fico, le edere mangiano i coriacei ulivi dalle ombre contorte: le sassifraghe tentacolari minano le rocce, e soffocano “l’elce ai cavi sassi ombrosa” e lo “stillante muschio”.

Ma l’uomo forgia la natura ad immagine del proprio pensiero; vi immette la sua cultura, il suo spirito.
“Una veduta – allora – è molto simile alla tristezza o alla gioia”.

La natura costruita si fa paesaggio. Ed il paesaggio, nel particolare, si fa giardino. Hortus conclusus, governato, disegnato ed ordinato dall’uomo, luogo di pace, popolato di “erbe” per il riparo dagli sguardi estranei e la protezione, in senso leopardiano, del pensiero.

In tutto questo cominci a vedere il giardino come figura allegorica della vita. E ogni uomo lo concepisce a sua misura.

“Se il contemplatore dei parchi guarda con l’occhio inconscio del latifondista la superba distesa del suo paesaggio, così l’occhio del previdente massaio pascoliano è capace di sublimarsi nello spettacolo degli inutili fiori campestri e del suo giardinetto improduttivo. Che è poi la memorabile e portentosamente paradigmatica equivalenza del trifoglio e della rosa”.

Etica e retorica. La natura brada e la natura doma: prodigioso, divino dualismo.

Il massimo del disordine ed il massimo dell’ordine. Due evidenze antitetiche, ma perfette ed equivalenti, come spesso accade in natura: sul piano della composizione molecolare il vetro e il diamante, tanto simili e tanto dissimili tra loro.

In entrambe – ma purtroppo non c’è via di mezzo – lo spirito dell’uomo riposa. Così è in questo lembo di terra, paesaggio-giardino della Versilia.

Ho evocato immagini poetiche di: John Ruskin, Eugenio Montale, Lucrezio, Catullo, Virgilio, Francesco Petrarca, Gabriele d’Annunzio, Alceo, Giosuè Carducci, Giacomo Leopardi, Orazio, Edoardo Sanguineti (che evoca Giovanni Verga e Giovanni Pascoli)

Foto di Ornella Burchianti:

– Achille e Giovanna Colombo Clerici nel giardino di Fernanda Giulini, alla presentazione del libro di Maria Adriana Giusti “Paesaggi segreti di Forte dei Marmi”

– Emanuele Canevaro di Zoagli con Achille e Giovanna Colombo Clerici

– Vittorio Sgarbi e Achille Colombo Clerici

 

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