Edifici degradati, risanamento forzato Il Sole 24 Ore pag. 24 – 16.07.2019 (Achille Colombo Clerici)      

Edifici degradati, risanamento forzato
Il Sole 24 Ore pag. 24 – 16.07.2019 di Achille Colombo Clerici

Alcune delle nuove norme contenute nel Pgt varato da poco dal Comune di Milano (la delibera di adozione, assunta il 4 marzo, è stata pubblicata il 15 maggio scorso) mirano a mettere sotto pressione il proprietario per indurlo ad un “fare” non previsto da alcuna legge e non ottemperando alle quali si incorre nella sanzione della compressione sul piano economico del diritto di proprietà immobiliare.

Dall’esame del Pgt sono emerse alcune questioni di grande rilievo, fra le quali è la norma dell’art. 11 del Piano delle Regole che disciplina i cosiddetti “edifici abbandonati e degradati ” da più di 24 mesi (nel testo 2018 erano 36).
I proprietari degli edifici individuati come tali dal piano – che contiene un elenco/tavola specifico (aggiornabile semplicemente mediante determina dirigenziale – l’individuazione va comunicata a prefettura e questura; non è prevista comunicazione ai proprietari interessati) – sono tenuti a presentare un piano attuativo o una domanda per un titolo abilitativo al recupero dell’immobile, ed i lavori dovranno iniziare entro 18 mesi dalla loro individuazione.
In difetto, è fatto obbligo di procedere alla demolizione del manufatto.
Se la demolizione è compiuta ad iniziativa del proprietario, questi mantiene il diritto alla superficie lorda del precedente edificio. Diversamente si perderà tale diritto. L’area sarà considerata nuda (l’Amministrazione si riserva di demolirla a spese del proprietario) e dotata, ai fini edificatori, solo di una superficie nei limiti dell’indice territoriale, pari a 0,35 mq/mq.

L’applicazione della norma rimane “sospesa” nel caso in cui il proprietario non disponga direttamente del bene: a causa ad esempio di fallimenti, pignoramenti, concordati, sequestri.
L’indisponibilità economica del proprietario non è contemplata fra le cause di sospensione dell’obbligo. Paradossalmente, per conservare il valore della proprietà è preferibile fallire: se fallisco mantengo il valore, se non ottempero il valore quasi si azzera.

Si tratta di una norma strumentale e sanzionatoria (compressione del contenuto di un diritto reale) avente carattere di penale, per la quale potrebbe esserci qualche dubbio, nel nostro ordinamento, che possa rientrare nella competenza del Comune, in quanto oggetto di riserva di legge.

 

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