“Il Nuovo Umanesimo di Giuseppe Conte” a cura di Antonino Giannone – Prolusione magistrale del Premier alla cerimonia inaugurale delle celebrazioni del centenario della nascita di Fiorentino Sullo – Teatro Gesualdo di Avellino 14 ottobre 2019 – Europasia

 

“Il Nuovo Umanesimo di Giuseppe Conte”
a cura di Antonino Giannone *

 

Nel 100° Anniversario della nascita di Fiorentino Sullo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte spiega l’importanza vitale del cattolicesimo democratico e la sua attualità nella fase politica italiana e lo definisce “Nuovo Umanesimo”. Ad Avellino nel teatro Gesualdo, davanti a una platea formata da Rappresentanti delle Istituzioni: Sindaco, Presidenti Provincia e Regione; dalla maggior parte dei Sindaci dell’Irpinia; dagli Ex Parlamentari della Democrazia Cristiana che si sono dispersi in tanti anni tra Partiti di Centro Destra e di Centro Sinistra, uniti dopo 25 anni; dai Vescovi di Avellino e Sant Angelo dei Lombardi; da autorità civili e militari; da imprenditori e manager di livello nazionale; da centinaia di Studenti delle scuole dove studiò Fiorentino Sullo, si è tenuta la celebrazione del 100° anniversario della nascita dell’ex Ministro irpino.

Sulla figura di Sullo ha parlato Gerardo Bianco, Presidente del Comitato Promotore del centenario della nascita di Sullo, che ne ha esaltato le qualità morali e politiche, nonché la concretezza nel porre al centro la questione del Mezzogiorno per lo sviluppo dell’intero Paese. Ha poi parlato Gianfranco Rotondi, Presidente della Fondazione Sullo, che cambia il suo nome in Fondazione DC, che ha organizzato nei minimi particolari l’evento con grande partecipazione popolare. Rotondi ha ricordato aneddoti di Sullo: quando dimostrava di essere lo studente con il “dito alzato” grazie alla sua vivacità intellettuale; il suo grande coraggio: quando faceva propaganda per la Democrazia Cristiana, rischiando la propria incolumità con i fascisti del tempo; quando poneva il Mezzogiorno al centro di ogni ipotesi di sviluppo dell’Italia; quando incoraggiava i giovani a servire la politica. E’ quindi intervenuto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con una Lezione per giovani e meno giovani: “Il ruolo dei Cattolici e dei democristiani nell’Assemblea Costituente”. Conte ha fatto un’analisi del cattolicesimo democratico, decisivo nella fase dell’Assemblea Costituente e nella formulazione dei programmi politici della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi. Ha citato La Pira con il fine dello Stato; ha parlato del personalismo di Mounier in grado di Riconoscere- Garantire – Promuovere. I diritti della persona: si è soffermato sui concetti dell’uomo Integrale. Conte condivide con il personalismo che lo Stato non è il tutto, ma che è l’uomo al vertice e lo Stato al servizio dell’uomo. Di conseguenza il Presidente ha respinto l’idea della cultura orientata a misurare la persona in relazione alla sua produttività e il dominio del neoliberismo sull’uomo e sulla politica. L’uomo non è fatto di aspirazione soltanto economica; serve una massima attenzione alle possibili sopraffazioni della Tecnica sull’uomo; della globalizzazione e della info telematica. Per riuscire in questi obiettivi, Conte ha sostenuto che serve ricorrere agli insegnamenti delle Encicliche: Rerum Novarum, Quadrigesimus annum, Evangelii Gaudium che ha definito “la Rerum Novarum del XXI secolo”. Conte ha infine citato Aldo Moro e la sua idea della “socialità progressiva”, e ha lodato la grande intuizione della Democrazia Cristiana di tutelare le classi intermedie, unitamente alla Famiglia, la Scuola e il Lavoro che vanno messi al centro del programma politico, citando gli Art. 1 e Art. 2 e Art.4 della Costituzione. Oggi secondo Conte per rafforzare il recupero dei cittadini alla costruzione della Polis bisogna riproporre la Visione e Concezione dei cattolici costituenti del 1948. “Nella Costituzione tutti i cittadini dovevano sentirsi rappresentati perché la Costituzione è l’anima della polis, custode della vita e ad essa hanno contribuito in modo altamente significativo i costituendi cattolici”.

Ha richiamato così l’importanza del “Codice di Camaldoli” degli intellettuali cattolici; “Le Idee costruttive” (luglio 43) e “La parola ai democratici Cristiani” (dic 43) di A. De Gasperi, unitamente al suo discorso su “Le basi morali della democrazia” tenuto nel 1948 alla Conferenza di Parigi. Accanto al valore della laicità espresso da De Gasperi, si affianca il valore promozionale dell’aspetto religioso. In questa direzione Conte ha chiarito il convincimento che il Cristiano nel guardare alla Missione di Cristo nella storia deve manifestare la sua piena laicità che dovrebbe ispirare la politica italiana per i prossimi anni. Una bella lezione di storia e di etica politica che è servita ai giovani e ai numerosi presenti, ma anche a Conte per chiarire, con questo suo intervento, a differenza che in passato, il significato che lui attribuisce al Nuovo Umanesimo, cioè quello di un cattolicesimo democratico adattato nell’era digitale e nella società della globalizzazione perché pone l’uomo al centro con la sua dignità, senza sottrarsi a guardare a Dio. Dunque Conte ha ampiamente risposto alle accuse di Padre Livio e tanti critici (tra i quali anch’io),  che avevano interpretato il Nuovo Umanesimo di Conte con quello del filosofo Edgar Morin che teorizza nella società globale l’Uomo= Dio= Ragione Alla luce di questi riferimenti, Conte ha dunque affermato che politicamente è di grande attualità il cattolicesimo democratico anche per affrontare i problemi emergenti del XXI secolo: Crisi ambientale, sopraffazione dei popoli più deboli con  guerra e distruzioni. Ma cosa resta di questa cultura politica dei cattolici? “Il Cristianesimo non ammette fughe dalle responsabilità”. Dunque il Nuovo Umanesimo, secondo Conte, ha come nutrimento i valori cattolici perché possa vivificare e soddisfare i bisogni dell’era digitale. “Serve, quindi ai cattolici un sussulto di responsabilità per partecipare alla costruzione della Polis nella società italiana e nella casa comune europea. Non sappiamo se servirà un’unità politica o una più rinnovata democrazia dei Cristiani”. Noi ci sentiamo di concludere che possa servire, in questo tempo di globalizzazione, una nuova DC per riportare un “nuovo umanesimo” con la persona al centro, senza subire il regresso e la decadenza morale di questi ultimi 25 anni. Conte ha quindi concluso che i cattolici sono chiamati a registrare l’attualità dei valori politici declinati da Don Luigi Sturzo con l’Appello ai Liberi e Forti.

 

* Prof. Leadership ed Etica – ICE Lab Politecnico di Torino

 

 

 

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