Archivio per Maggio 2020

“Il virus della paura”: interviene Gustavo Cioppa La riflessione del magistrato, già Procuratore Capo della Repubblica di Pavia – Articolo pubblicato su Il Ticino – maggio 2020

Maggio 28, 2020

Senza informazione si crea il panico, la troppa informazione crea confusione. Quale giusto equilibrio?

Questa è la domanda che ci attanaglia da quando abbiamo capito che l’Italia era vulnerabile come la Cina e come tutte le Nazioni di questo pianeta e che anche noi saremmo stati colpiti da questa “Idra” che conosciamo di giorno in giorno.
Parlare del virus per esorcizzarne la paura. Tutti i giorni assistiamo ad interviste, inermi davanti a pareri discordanti: chi dice state in casa, chi dice che il virus fa come gli pare, chi ancora ci invita a riprendere la nostra esistenza, per ridare vita a città sempre più fantasma, chi paragona il virus ad una normale influenza.
La nostra verità è quella che ci vogliamo dare, la stessa, che consente di vivere un quotidiano che non ci soffochi di angosce.
La rielaborazione del fatto dettato dall’esperienza personale e dalla soggettività che ognuno di noi ha, non è più un parametro di vita. L’unico e vero parametro dovrebbe essere la scienza, che ad oggi, sia pure con difficolta, si impegna ad arginare l’evoluzione del virus.
Ancora una volta noi cerchiamo di credere in quello che ci dicono, perché non vogliamo perdere del tutto la fiducia: “ci fidiamo” oggi in un momento storico, dove la fiducia è disattesa da tutte le parti, l’incertezza dilaga, e sono più le domande  delle risposte .
Perché in un mondo come il nostro si smette di studiare e sperimentare, perché i famosi fondi alla ricerca vengono periodicamente tagliati senza pensare che in tal modo si colpisce uno degli elementi essenziali della nostra civiltà, compromettendo il nostro futuro?
Non ho una risposta a tutte queste domande, ho solo la speranza che dopo questa profonda crisi diversa da tutte le altre, raccontate in letteratura, si riscoprano valori e si impari a far diventare l’imprevedibile, prevedibile.
Il trinomio epidemia, contagio e quarantena è indice di cambiamento e ha modificato la storia e l’economia sin dal dal 1300 con la peste nera che devastò l’Europa.          Da Boccaccio a Manzoni si narrano morte e disfacimento delle abitudini e dei costumi, anche allora la critica alle autorità incapaci di prendere misure efficaci. Il bisogno di trovare un colpevole, la paura del contagio che ha rievocato in molti di noi il disvalore delle divisioni, la paura dell’untore.
I muri territoriali e sociali che speravamo essere crollati con le globalizzazioni sono quanto mai di moda.
La nostra cultura e il nostro ingegno sono ormai secondari alla paura. Non sapremo quando e come, ma dalle ceneri come una fenice dovremo rinascere, avendo fatto tesoro dei nostri errori sulla gestione  della comunicazione. Per l’ennesima volta, uno spettro aleggia sopra gli umani, proiettando ai loro occhi orizzonti sinistri. Occorre, allora, ricorrere ad  una lente speciale per evitare visioni fuorvianti e portatrici di suggestioni: la lente della ragione. Tutte le cose e le vicende umane hanno un inizio ed una fine. Così, la terribile esperienza del virus, che si è abbattuto su di noi, è destinata a concludersi in una dinamica scandita dall’alfa fino all’omega: a ciascuno il compito di far in modo che siffatta declinazione sia rapida e priva di errori. Forse per ora c’è una paroletta magica che gioverebbe a tutti. La parola virtuosa è “sobrietà “da parte di tutti: degli scienziati (chiamati a darci lumi), dei politici e di noi tutti, cittadini di un mondo che si deglobalizza e, contemporanemente, deve affrontare una pandemia globale. La sobrietà sarà  l’antidoto al panico ed all’ euforia e ci renderà più forti ed uniti.
Dott. Gustavo Cioppa
(Magistrato, già Procuratore Capo della Repubblica di Pavia, già Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia)
Link all’articolo: http://www.ilticino.it/2020/05/16/il-virus-della-paura-interviene-gustavo-cioppa/

“Ogni ulteriore patrimoniale è improponibile” Articolo su QN Il Giorno del 23 maggio 2020 di Achille Colombo Clerici

Maggio 25, 2020

I segnali ci sono già tutti: drastica riduzione del numero delle compravendite, crisi diffusa delle attività economiche cui gli immobili sono funzionali, ripensamenti e recessi sui programmi di investimento immobiliari. Ma, al di là della fase due, della fase tre e via dicendo, caratterizzate da politiche di sostegno, come si prospetta il futuro non immediato del comparto immobiliare?

Molto dipenderà da come riuscirà a riprendersi l’economia turistica del Paese. E’ il turismo, infatti, soprattutto quello internazionale, unitamente alla cultura, a fare l’immagine dell’Italia, ormai non più paese industriale; ed a crearne l’appeal ai fini anche degli investimenti produttivi e commerciali non solo nazionali, ma esteri. E’ quindi in gioco la capacità dello Stato di approntare misure di rilancio per queste attività economiche primarie.

Fatte le debite premesse, in tema di investimenti distinguerei fra l’edilizia della finanziarizzazione, che serve in prima battuta a fabbricare plusvalenze e titoli finanziari e l’edilizia dell’economia, che serve a produrre reddito. Mentre la prima seguirà il suo passo, l’altra potrà subire un ridimensionamento; si porranno problemi di riconversione, soprattutto alla luce di una tendenza improntata a smart working, al co-working, al processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Fattore di incertezza è la fiscalità in generale e non solo quella immobiliare. Una ulteriore patrimoniale immobiliare o mobiliare, volta a colpire persone fisiche o società, è del tutto irragionevole e improponibile, perché avrebbe devastanti effetti recessivi sull’economia.

La stessa tassazione ordinaria dei redditi immobiliari, iniqua e sperequativa, ha prodotto nei risparmiatori una profonda disaffezione, che la pandemia sta fortemente accentuando, verso gli investimenti in locazione.   In mancanza di adeguati investimenti pubblici per finanziare nuove abitazioni popolari, si dovrà fare, dunque, un sempre maggior ricorso all’ housing sociale che potrà diventare un enorme peso a carico dei nuovi interventi edilizi.

Aquila Reale a Milano – Twitter; 25 maggio 2020 ore 11,00 – Aquila reale in volo sulla Madonnina insieme alle Frecce Tricolori dell’ Aeronautica Militare – Evento straordinario Twitter di Achille Colombo Clerici

Maggio 25, 2020

https://twitter.com/hashtag/Pattugliaacrobaticaitaliana?src=hashtag_click

 

Osservatorio SMART CITY Università Bocconi di Milano – Newsletter n. 3 maggio 2020 “Coronavirus e governance della città smart” – Assoedilizia

Maggio 22, 2020

Newsletter 3-Osservatorio Smart City

“Telemedicina, una branca da rilanciare” di Achille Colombo Clerici QN IL GIORNO del 16 maggio 2020

Maggio 19, 2020

L’emergenza coronavirus ha dimostrato come un utilizzo ben programmato di applicazioni di telemedicina avrebbe contenuto il numero dei contagi e quelli dei morti. E’ l’opinione di Antonino Giannone, docente di Etica e Responsabilità Sociale delle Tecnologie dell’Informazione presso il Politecnico di Torino che mi sento di dover riferire.  Lo confermerebbero d’altronde i casi del Veneto, di Latina ed altri ancora.

In Italia non siamo ai primi passi.  Agli anni 1999/2000 risale addirittura il primo ambulatorio cardiologico telematico nazionale realizzato dall’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano.

Perché questa promettente strada si è interrotta? Molte le concause. In primis i consistenti tagli al servizio sanitario nazionale dovuti alla crisi economica del 2008: meno posti letto, meno medici e infermieri, l’aggravio dei superticket. Ma anche un approccio antropologico negativo al tema da parte dell’opinione pubblica per gli sprechi di alcune Regioni (chi non ricorda l’emblematico caso della siringa pagata cinque volte di più in una regione rispetto ad un’altra?). E pure una politica sanitaria che in alcune regioni ha privilegiato gli ospedali – centri di potere –  rispetto alla sanità sul territorio rappresentata dai medici di base.

Un peccato. Per fare un solo esempio, una applicazione inserita nel cellulare di un paziente che ne registri temperatura corporea, atti respiratori per minuto, battito cardiaco, e via dicendo, trasmessi 24 ore su 24 ad una centrale operativa, consentirebbe agli addetti di consultare in caso di necessità il medico per la più opportuna strategia da adottare.

La sanità digitale – che è prassi nei Paesi più avanzati d’Europa – in emergenza non vuol dire solo interventi ottimali con meno ricoveri in ospedale, e monitoraggi o consulti a distanza con specialisti, ma anche un collegamento in tempo reale con la propria cartella clinica digitale. Con tutto ciò che consegue in termini di tempestivo intervento nella diagnosi e nella assistenza, consentendo altresì al Servizio sanitario nazionale notevoli risparmi. Ma per fare ciò è necessario potenziare, e non depauperare, la sanità di base operante capillarmente sul territorio, investendola del compito di un primo intervento contro epidemie e malattie varie; riservando all’ospedale il ruolo di ultimo approdo per i casi più gravi.

Speciale: Ripartiamo QN GIORNO del 16 maggio 2020 – Intervista a Colombo Clerici: nel “new normal” il rilancio del turismo internazionale

Maggio 18, 2020

Nel New Normal di Colombo Clerici l’idea di Paese, l’idea di Milano Assoedilizia.

“Penso a New York che, in piena pandemia, ha lanciato un messaggio forte: New York c’è”

The New Normal? Of course. Nella comune accezione economica, il New Normal indica la definizione di una rinnovata stabilità finanziaria dopo eventi profondi che l’hanno alterata; un’accezione più raffinata, però, traduce questa formula come un processo di crescita, magari più lenta, ma di maggiore qualità. In vista di una ripartenza post Covid-19, in certa misura è quanto pensa Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, l’antica Associazione milanese della proprietà edilizia, in pista dal 1894. “Siamo convinti afferma infatti che il New Normal si debba affrontare di slancio, con una proiezione delle nostre realtà urbane sul piano internazionale; una proiezione forte, per riconquistare il ruolo turistico che avevamo”. Meno quantità e più rapidità? Certamente più qualità. “Perché il nostro futuro continua Colombo Clerici si gioca ormai sul turismo. Le nostre non sono più città industriali. Il nostro Paese non è più una potenza industriale. Ha cessato di esserlo da più di vent’anni”. Messaggio chiaro, nitido, che più non si può. Non per questo, tuttavia, è minore la difficoltà dell’intento. “Il turismo – afferma Colombo Clerici – è molto più difficile da mettere in moto. Non è come una fabbrica che apre i battenti, chiama a lavorare gli operai, schiaccia un bottone e parte la produzione di milioni di pezzi, basta che arrivi un ordine dalla Cina. Il turismo si conquista pezzo a pezzo e si realizza con la fiducia”.

Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria – Newsletter n. 5/2020 – 15 maggio 2020

Maggio 15, 2020

 

Newsletter n.5 Proprietà Fondiaria

In arrivo dall’Europa il “Passaporto di ristrutturazione” degli edifici. Programma europeo di riqualificazione energetica degli edifici e Recovery Fund: le osservazioni di Achille Colombo Clerici

Maggio 14, 2020

La PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell’UE.

Il commento del presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici:

Massima efficienza energetica degli immobili ( ritagliata su misura per le multinazionali della green economy) nel programma della U.E. (75 miliardi all’anno destinati prevalentemente agli investimenti dei grandi operatori) impronterà i criteri di erogazione del Recovery Fund.<
La corsa al rialzo degli obiettivi metterà in difficoltà le economie più deboli ed i soggetti più deboli.  Ad esempio si traduce immediatamente in un condizionamento nella concessione dei bonus edilizio-energetici (scatti di classi energetiche etc.)
Il “passaporto di ristrutturazione”: un appesantimento burocratico inutile e costoso, che si pone sulla stessa linea della carta d’identità degli edifici, alias fascicolo del fabbricato.

Il programma di neutralità climatica 2050, che verrà approvato prossimamente dal Parlamento Europeo, sembra disegnato su misura per le operazioni condotte dalle grandi imprese; la stessa platea delle società ed enti che hanno fatto pervenire documentalmente propri contributi conoscitivi ai fini della redazione del programma, mostra uno schieramento di tutti i maggiori operatori economici del settore della green economy europea.  Manca, a nostro avviso, ( tranne che per qualche accenno “di stile” ) una attenzione ai problemi del popolo minuto degli utenti, che muovono su una lunghezza d’onda differente rispetto a quella delle grandi imprese. Creano una domanda, ma non sono visti come operatori. I loro problemi sono: burocrazia infinita, vincoli condominiali, normative edilizio/urbanistiche punitive, difficoltà economica diffusa. La logica ispiratrice del programma non sembra tanto quella di favorire operazioni spontanee, quanto quella di promuovere operazioni “spintanee”.

In particolare, questo programma di rigenerazione urbana, pur lodevole per gli obiettivi che si pone, viene dibattuto in un momento di grande difficoltà per il settore edilizio esistente. Esso appare pertanto decontestualizzato anche per quanto riguarda l’invito alla Commissione a rivedere al rialzo gli obiettivi del 2030: tipica logica di un’economia ricca che si può permettere di essere virtuosa ad oltranza, e non di una economica di crisi qual è quella che ci troveremo a dover affrontare nel lungo periodo del “new normal”.

Si parla di una “ondata di ristrutturazioni”. A noi sembra che tutto questo sia fuori dalla realtà italiana.

L’asticella sempre più elevata degli obiettivi metterà in difficoltà i Paesi più deboli, come l’Italia, la quale ad esempio si trova nella necessità di ridurre i bonus edilizi, in relazione al grado di riqualificazione energetica degli edifici.

Questa logica francamente ci preoccupa poiché, secondo quanto anticipato dalla presidente della Commissione Europea  Ursula von der Leyen, informerà anche i criteri di erogazione del Recovery Fund.

Tra l’altro, la richiesta di introdurre un ”passaporto di ristrutturazione” degli edifici  ( requisito necessario in tutta la U.E. ) che registri i miglioramenti costanti e verifichi la profondità delle ristrutturazioni nonché la prestazione energetica,  rappresenta un ulteriore appesantimento burocratico del quale non si avverte minimamente la necessità; inoltre non precisandosi se applicabile solo alla nuova produzione edilizia, ovvero anche agli interventi edilizi ordinari su edifici esistenti, rischia di aggravare i problemi finanziari dei proprietari immobiliari privati, senza alcuna effettiva utilità: infatti tale documento, se correttamente realizzato per raggiungere i fini che si propone, avrà un costo notevole.

Viene fatto presente che, al fine di garantire l’efficienza energetica del parco immobiliare entro il 2050, siano necessari incentivi UE per oltre 75 miliardi di euro all’anno.   Ma l’entità degli stimoli che tali investimenti produrrebbero in termini di incremento dell’economia e dell’occupazione sembra elaborata prima della pandemia e comunque è del tutto apodittica.

NOTA (parte integrante del documento europeo):

[1] Secondo i calcoli dell’Istituto europeo per la prestazione energetica nell’edilizia (BPIE), la superficie abitabile degli edifici europei raggiunge all’incirca i 25 miliardi di m2. Ristrutturarne il 3 % all’anno significa ristrutturare ogni anno 750 milioni di m2. Il costo della ristrutturazione profonda oscilla fra i 300 e gli 800 EUR al m2, a seconda dei costi locali e delle condizioni dell’edificio. Una sovvenzione di 100 EUR per ogni m2 ristrutturato comporta una spesa di 75 miliardi di EUR all’anno. Spendendo 75 miliardi di EUR all’anno per il prossimo decennio sarebbe quindi possibile sostenere un tasso di ristrutturazione profonda pari al 3 %. Tale importo contribuirebbe con una percentuale compresa tra il 12 % e il 30 % agli investimenti nella ristrutturazione profonda, che a loro volta producono un risparmio energetico del 50 % almeno

 

 

FOCUS SOLE 24ORE del 13 maggio 2020: Tutte le novità per gli immobili – L’impatto del virus – Articolo di fondo del presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici

Maggio 14, 2020

FOCUS SOLE 24ORE: TUTTE LE NOVITA’ PER GLI IMMOBILI – L’IMPATTO DEL VIRUS – Articolo di fondo del presidente di Assoedilizia – Cosa cambierà nel “new normal “: investimenti immobiliari, fiscalità, lavori edilizi, locazioni, attività commerciali, modelli architettonici.

I segnali premonitori ci sono già tutti: drastica riduzione del numero delle compravendite, crisi diffusa delle attività economiche cui gli immobili sono funzionali, ripensamenti e recessi sui programmi di investimento immobiliari in corso. Ma, al di là della fase due, della fase tre e via dicendo, nelle quali domina la logica del sussidio e delle misure tendenti ad assicurare la sopravvivenza dell’importante tessuto economico rappresentato dall’universo mondo immobiliare, come si prospetta il futuro non immediato del comparto?

Molto dipenderà, a mio giudizio, da come riuscirà a riprendersi l’economia turistica del Paese. E’ il turismo, infatti, soprattutto quello internazionale, con tutta la sua filiera e tutto l’indotto, unitamente alla cultura, a fare l’immagine dell’Italia, ormai non più colosso industriale; ed a crearne l’appeal ai fini anche degli investimenti produttivi e commerciali non solo nazionali, ma esteri. E’ quindi in gioco la capacità dello Stato di approntare misure di sostegno per queste attività economiche primarie.

LE DUE EDILIZIE

Fatte le debite premesse, in tema di nuovi investimenti o di prosecuzione di quelli già varati, distinguerei fra l’edilizia della finanziarizzazione, che serve in prima battuta a fabbricare plusvalenze e titoli finanziari e l’edilizia dell’economia, che serve a produrre reddito. Mentre la prima seguirà il suo passo, l’altra potrà subire una contrazione , soprattutto se volta alla realizzazione di strutture destinate all’uso collettivo da parte di masse di persone. Addirittura parecchie strutture di questo genere oggi esistenti potrebbero dover essere riconvertite: a dettarne tempi e modi, le pressanti istanze dello smart working, del co-working, del processo di digitalizzazione della P.A. Molto probabilmente si avrà un rilancio del commercio retail legato alla piccola distribuzione. Si potrà anche riscontrare una accelerazione negli investimenti in strutture strategiche, legate cioè allo sviluppo di particolari aree urbane con effetto di trascinamento della circostante economia immobiliare.

 

IL FATTORE FISCO

Fattore certamente di incertezza è costituito dalla piega che prenderà la fiscalità  in generale e non solo quella immobiliare. Una ulteriore patrimoniale immobiliare o mobiliare, volta a colpire persone fisiche o società, è del tutto irragionevole e improponibile, perché avrebbe devastanti effetti recessivi sull’economia.

La stessa tassazione ordinaria dei redditi immobiliari, iniqua e sperequativa, ha prodotto una profonda disaffezione dei risparmiatori verso gli investimenti in locazione, abitativa o per usi diversi. La pandemia inoltre sta fortemente accentuando le ragioni di tale disaffezione. In mancanza di adeguati investimenti pubblici in conto capitale per finanziare nuove abitazioni popolari, si dovrà fare, dunque, un sempre maggior ricorso all’housing sociale che potrà diventare un enorme peso a carico dei nuovi interventi edilizi, al pari dei crescenti costi per le bonifiche e per gli oneri di urbanizzazione.

Nelle città, si pone peraltro l’esigenza di evitare le ghettizzazioni zonali, con gli inevitabili squilibri tra immobili “griffati”, ubicati in zone prestigiose o dalla grande funzionalità urbana, ed immobili che godono di minor plusvalore posizionale: per cui è urgente pensare al policentrismo urbano .

Credo si possa ritenere che nelle località turistiche torneranno in grande auge le seconde case per villeggiatura, cui potrebbe fare pendant una forte ripresa della nautica da diporto.

 

LE NUOVE CASE ANTI PANDEMIA

E’ opportuno anche un accenno a qualche profilo edilizio-urbanistico nella progettazione di nuovi building. Il futuro, come sosteneva anni addietro lo scienziato Umberto Veronesi, ci insegnerà a convivere con il rischio di un virus di tale grado di letalità da poter insidiare la sopravvivenza stessa dell’umanità. Sarà il vero nemico dell’uomo e andrà combattuto con eserciti di medici e attrezzature pronti alla bisogna. Volendo essere previdenti dovremmo pensare a nuovi modelli architettonici:  andrebbero cioè incentivati con misure premiali, nelle nuove grandi costruzioni, standard edilizi, facoltativi e non computabili a fini volumetrici, per la realizzazione di spazi attrezzati a ricoveri ospedalieri, pronti all’occorrenza, gestiti, ai fini delle profilassi, delle diagnosi e delle cure, anche in telemedicina.

 

 

FOCUS NORME & TRIBUTI ‐” Saranno ridisegnate anche le costruzioni”- Articolo di fondo del presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici – Il Sole 24ORE 13 maggio 2020

Maggio 13, 2020

“SOLO ABSTRACT” ‐ NORME E TRIBUTI ‐ SARANNO RIDISEGNATE ANCHE LE COSTRUZIONI

Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, in un articolo pubblicato sull’inserto “Norme & Tributi” del Sole 24 Ore, parla delle conseguenze dell’epidemia di Covid‐19 sul settore immobiliare, i cui segnali premonitori già si vedono: dalla drastica riduzione del numero delle compravendite alla crisi diffusa delle attività economiche cui gli immobili sono funzionali, ai ripensamenti e recessi sui programmi di investimento immobiliari in corso. Il futuro del comparto, secondo il presidente di Assoedilizia, sarà legato al settore del turismo e alla sua capacità di ripresa, nonché alla piega che prenderà la fiscalità in generale. Inoltre, in mancanza di adeguati investimenti pubblici per nuove abitazioni popolari, si dovrà fare un sempre maggior ricorso all’housing sociale che rischia di diventare un peso enorme a carico dei nuovi interventi edilizi. Colombo Clerici, infine, fa un accenno anche alla nuova edilizia anti‐pandemia, sottolineando che dovranno essere ripensati i modelli architettonici, con la realizzazione nelle nuove grandi costruzioni di ricoveri ospedalieri pronti all’occorrenza ai fini delle profilassi, delle diagnosi e delle cure, anche in telemedicina.