“Ogni ulteriore patrimoniale è improponibile” Articolo su QN Il Giorno del 23 maggio 2020 di Achille Colombo Clerici

I segnali ci sono già tutti: drastica riduzione del numero delle compravendite, crisi diffusa delle attività economiche cui gli immobili sono funzionali, ripensamenti e recessi sui programmi di investimento immobiliari. Ma, al di là della fase due, della fase tre e via dicendo, caratterizzate da politiche di sostegno, come si prospetta il futuro non immediato del comparto immobiliare?

Molto dipenderà da come riuscirà a riprendersi l’economia turistica del Paese. E’ il turismo, infatti, soprattutto quello internazionale, unitamente alla cultura, a fare l’immagine dell’Italia, ormai non più paese industriale; ed a crearne l’appeal ai fini anche degli investimenti produttivi e commerciali non solo nazionali, ma esteri. E’ quindi in gioco la capacità dello Stato di approntare misure di rilancio per queste attività economiche primarie.

Fatte le debite premesse, in tema di investimenti distinguerei fra l’edilizia della finanziarizzazione, che serve in prima battuta a fabbricare plusvalenze e titoli finanziari e l’edilizia dell’economia, che serve a produrre reddito. Mentre la prima seguirà il suo passo, l’altra potrà subire un ridimensionamento; si porranno problemi di riconversione, soprattutto alla luce di una tendenza improntata a smart working, al co-working, al processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Fattore di incertezza è la fiscalità in generale e non solo quella immobiliare. Una ulteriore patrimoniale immobiliare o mobiliare, volta a colpire persone fisiche o società, è del tutto irragionevole e improponibile, perché avrebbe devastanti effetti recessivi sull’economia.

La stessa tassazione ordinaria dei redditi immobiliari, iniqua e sperequativa, ha prodotto nei risparmiatori una profonda disaffezione, che la pandemia sta fortemente accentuando, verso gli investimenti in locazione.   In mancanza di adeguati investimenti pubblici per finanziare nuove abitazioni popolari, si dovrà fare, dunque, un sempre maggior ricorso all’ housing sociale che potrà diventare un enorme peso a carico dei nuovi interventi edilizi.

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