Archivio per maggio 2020

“L’egemonia tedesca in Europa” QN Il Giorno del 9 maggio 2020 di Achille Colombo Clerici

maggio 11, 2020

Pur senza pensare che la sentenza della Consulta tedesca di qualche giorno addietro possa essere un segno, da parte della Germania, di volersi sottrarre all’onere della solidarietà verso Paesi come l’Italia, attanagliati dalla crisi economica che contrassegnerà il “new normal”, credo comunque che essa rappresenti un evidente riconoscimento che l’ ”architettura” dell’Unione, per come è stata disegnata, possa dimostrarsi inconciliabile con le prerogative degli Stati nazionali membri.

Intendiamoci. La Consulta tedesca, giudicando, oltre che sul piano di legittimità, nel merito l’operato della BCE/Unione Europea ha agito correttamente.

Cioè ha esercitato quel potere di sindacato giurisdizionale sui trattati internazionali in relazione ai prescritti della Costituzione tedesca, che il popolo germanico accortamente ha voluto mantenere.

Da noi vige il principio opposto.  Con la riforma costituzionale bocciata dal referendum del dicembre 2017, avremmo addirittura specificatamente subordinato le nostre leggi ai” vincoli derivanti dall’ Ordinamento dell’Unione Europea e dagli obblighi internazionali”.

I tedeschi d’altronde, sostenuti dai francesi, che anche in questa occasione si stanno mostrando molto tiepidi, negli ultimi sessant’anni hanno costruito l’Unione Europea a loro misura. Ricordo Paolo Baffi – il quale peraltro riteneva che l’Italia non dovesse entrare in Europa prima di aver ammodernato il suo sistema strutturale – che in una lettera degli anni Sessanta, notava come in Germania già allora ci fosse un milieu scientifico/istituzionale, operativo in campo economico, che studiava da futura classe dirigente europea.

Ciò in cui la Consulta tedesca sta sbagliando è il rivolgersi per chiarimenti direttamente alla Bce, sul cui operato non ha alcun potere giurisdizionale. Il fatto che questa istituzione europea abbia sede nel territorio germanico già conferisce, con una mostruosità giuridica conseguente al fatto che l’Unione non è uno stato dotato di sovranità territoriale, un potere giurisdizionale in sede penale sulle azioni dei funzionari e dei rappresentanti della Bce. Mentre l’Italia non ha alcun simile potere. Ma da qui a pretendere di sindacare sul piano del vaglio costituzionale l’azione politica dell’Unione ce ne corre. La Consulta tedesca, per eventuali chiarimenti, deve rivolgersi alla Bundesbank, la quale peraltro è la principale intestataria del capitale della BCE con il 21,43 per cento delle quote.

 

 

Cordoglio di AMICI DI MILANO in mortem di Franco Cordero

maggio 11, 2020

La scomparsa di Franco Cordero, giurista e scrittore

COLOMBO CLERICI:  INSIGNE GIURISTA,  GRANDE FIGURA DELLA CULTURA ITALIANA

Il presidente di Amici di Milano Achille Colombo Clerici, che lo ha avuto tra i propri docenti all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Franco Cordero, giurista e scrittore, rinnovando la profonda stima per le preclari doti di eccelsa professionalità, di umanità, e per le qualità di studioso e di pensatore che ne hanno fatto una figura di riferimento della cultura italiana.

Franco Cordero, tra i più insigni giuristi italiani, è stato tra l’altro, negli anni ’60, ordinario di filosofia del diritto nell’Università Cattolica di Milano.  Aveva 91 anni.  Autore di numerosi testi scientifici, tra cui un manuale di Procedura penale costantemente ristampato, ha esordito nella narrativa con “Genus” (premio Viareggio opera prima 1969). Nella sua ampia produzione letteraria, che include romanzi, saggi e pamphlet, ricordiamo “Le strane regole del signor B.” (2003, premio Bagutta 2004), “Fiabe d’entropia” (premio Brancati 2005), “Savonarola” (2009), “Morbo italico” (2013), “Bellum civile” (2017). È stato anche editorialista di Repubblica.

Lettera del presidente Assoedilizia Avv. Achille Colombo Clerici ai soci

maggio 7, 2020

 

Gentili Signore e Signori Soci,

siamo alla ripresa, sia pur graduale, della normalità dopo il lungo periodo di blocco. Ciascuno di noi con i suoi lutti, con le sue difficoltà di vita, con i problemi economici derivanti da una situazione di crisi che si preannuncia durissima, lunga e densa di incognite.

Lo stesso nostro reinserimento fisico nelle dinamiche della vita quotidiana ci imporrà cautela, buon senso, e grande equilibrio per evitare rischi connessi alla ulteriore diffusione di un morbo ancora sconosciuto quanto a contagio e cura.  Il pericolo non è ancora scongiurato e forse, ma auguriamoci il contrario, non lo sarà per molto tempo: almeno fino alla scoperta del vaccino. E’ necessario dunque che ogni cittadino si armi di pazienza e di buona volontà perché l’attuale danno di ciascuno non abbia a trasformarsi in tragedia irrimediabile.

In tutto questo periodo la nostra Associazione, grazie alla responsabile collaborazione di tutto il personale e dei consulenti, ha continuato a funzionare da remoto: ogni addetto, dal proprio domicilio, collegato telematicamente con le strutture digitali della sede, che è rimasta aperta, ha continuato a svolgere il suo lavoro nell’assistenza e nella consulenza ai soci, ai quali sono stati erogati senza interruzione tutti i relativi servizi. La Dirigenza è stata costantemente attiva, intervenendo sul piano legislativo nazionale nella fase formativa e interpretativa delle norme, e mantenendo contatti con tutte le istituzioni del nostro settore, pubbliche e private, nazionali e internazionali, senza mancare di diffondere quotidianamente comunicazioni di indirizzi operativi per gli Associati e di suggerimenti anche sul piano della politica amministrativa.

Ora, si stanno ponendo con urgenza le problematiche connesse alla gestione dei rapporti con i conduttori, in tutte le innumerevoli sfaccettature.

Ne abbiamo seguito l’evoluzione durante il periodo del lockdown, maturando una vasta esperienza e soprattutto la convinzione che non si possa generalizzare il problema, rispondendo con uno standard procedurale. Ogni caso merita attenzione e valutazione specifiche. Una lettera della Segreteria Generale preciserà le nostre indicazioni in proposito.

A me preme sottolineare che la nostra Associazione è come sempre al servizio dei Soci, per sostenerne le ragioni e per risolvere, con una puntuale assistenza, i loro problemi.

Con buona volontà e costanza. Nell’ interesse della categoria rappresentata e per il bene del nostro Paese, in cui continuiamo a credere.

Vogliate gradire, con il nostro augurio di uscire indenni da questa emergenza, i sensi della più profonda stima e vicinanza.

 

Achille Colombo Clerici
Presidente di Assoedilizia                                                                                                

Progetto di relazione Parlamento Europeo Commissione ITRE “sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell’UE”.

maggio 6, 2020

INI efficienza energetica_IT

Ritwitt e commento di Achille Colombo Clerici – Decisione della Corte Costituzionale della Germania TGCOM24

maggio 5, 2020

Articolo TGCom24:

Bce, Consulta Germania: “La corte tedesca non boccia il QE ma chiede chiarimenti” | Bce: “Risponderemo a tempo debito”

Per la prima volta lʼorgano principale della giustizia del Paese mette in dubbio lʼeccesso di “aiuti” da parte della banca centrale europea. Ue: “Sentenze Corte Ue superano le Corti nazionali”

La Corte tedesca, pur proclamando la legittimità del programma di acquisto titoli della Bce (il Quantitative Easing), dà a Francoforte tre mesi di tempo per adottare una decisione che dimostri entro tre mesi “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti”. Per la prima volta la Consulta tedesca afferma però che le misure intraprese da un organo Ue “non sono coperte dalle competenze europee”.

La Corte tedesca chiede quindi all’Eurotower di dimostrare “in modo comprovato e comprensibile che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti” dal programma di acquisto titoli “non siano sproporzionati rispetto agli effetti di politica economica e fiscale risultanti dal programma”. Inoltre, “alle stesse condizioni, la Bundesbank deve garantire che le obbligazioni già acquistate e detenute nel suo portafoglio siano vendute sulla base di una strategia, possibilmente a lungo termine, coordinata con l’Eurosistema”, si legge ancora nella sentenza della Corte tedesca.

Stando alla Corte i programmi di acquisti di bond contrastano però le competenze della stessa Bce. Per la prima volta nella storia della repubblica tedesca, l’organo principale della giustizia del paese afferma che le misure prese da un organo europeo “non sono coperte dalle competenze europee” e per questo “non potrebbero avere validità in Germania”.  Da qui la richiesta di spiegazioni alla Bce. Immediata la reazione sul mercato dei bond con gli spread che hanno cominciato a salire.

Bce valuta sentenza: ci esprimeremo a tempo debito – La Bce sta valutando la sentenza diffusa dalla Corte Tedesca sul programma di acquisto di titoli di Stato “e si esprimerà a tempo debito”. Lo si apprende da un portavoce della Banca Centrale Europea.

Ue: “Sentenze Corte Ue vincolanti per tutte le Corti nazionali” – “Riaffermiamo la supremazia del diritto comunitario: le sentenze delle Corte di giustizia europea sono
vincolanti per tutte le Corti nazionali”. Questo il commento “a caldo” del portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer, interpellato sulla sentenza della Corte costituzionale tedesca sul piano di acquisti di bond della Bce, che ha anche accusato la Corte Ue di eccesso di potere su una precedente sentenza. “La commissione – ha aggiunto il portavoce – ha sempre rispettato l’indipendenza della Bce nell’attuazione della politica monetaria”.

Bundesbank costretta a vendere i titoli di Stato tedeschi? – Se entro tre mesi non dovessero arrivare le richieste di chiarimento da parte della Bce, la Bundesbank potrebbe non partecipare più al piano di acquisto bond. Ma c’è di più: la Corte tedesca ha stabilito che la Banca Centrale tedesca sarebbe costretta a vendere i titoli di Stato (tedeschi) acquistati durante l’applicazione del QE.

A Bruxelles slitta la proposta Ue per il bilancio e Recovery fund – Intanto la proposta su Recovery fund e bilancio pluriennale, che la Commissione europea avrebbe voluto presentare mercoledì, slitta ancora di qualche settimana. Sulla carta, l’operazione appare un rebus irrisolvibile: la presidente Ursula von der Leyen deve riuscire
a comporre un piano che accontenti il Nord e il Sud, i frugali e quelli disposti a investire nel bilancio comune, gli amanti dei vecchi strumenti finanziari e quelli che invece li vogliono innovativi. La vicepresidente Margrethe Vestager ricorda perché è importante aiutare chi sta indietro non avendo le risorse dei Paesi più forti come la Germania: non è solo questione di solidarietà, ma è per preservare l’equilibrio del mercato unico. Intanto si lavora ai dettagli tecnici del Mes, a cui venerdì l’Eurogruppo dovrà dare il via libera definitivo.

“Una indicazione ‘comunque’ di buon senso ai fini della profilassi e delle cure Covid19 nonché della sicurezza delle relazioni personali e relazioni sociali” Tweet di Achille Colombo Clerici in merito all’articolo pubblicato su Corriere-it il 5 maggio 2020

maggio 5, 2020

 

Articolo:

«Coronavirus, subito tamponi di massa». L’appello di Crisanti, Ricolfi e Valditara

In undici punti le richieste dei tre professori, sottoscritte dai professori di Lettera 150: «Occorre cambiare rotta se non vogliamo che milioni di lavoratori perdano il posto. Incostituzionale bloccare a casa le persone sane»

Di Andrea Di Santi*, Luca Ricolfi**, Giuseppe Valditara**

Se vogliamo che la imminente riapertura non sia effimera, se vogliamo evitare la chiusura di centinaia di migliaia di aziende, se vogliamo che milioni di lavoratori non perdano il posto di lavoro, occorre cambiare rotta. Bisogna iniziare subito a fare tamponi di massa. È necessario, ed è possibile. Ecco perché:

1
Finora nelle regioni italiane si è fatto un numero insufficiente di tamponi giornalieri per abitante e ciò è ancora più evidente quando si confronta questo numero con i casi positivi identificati.

2
Una recente comparazione internazionale mostra che il numero di tamponi giornalieri per abitante è inversamente correlato a quello dei morti: più tamponi, meno morti (vedi www.fondazionehume.it) .

3
Gli studi epidemiologici collegano ormai una efficace strategia di contenimento del virus ad una campagna di tamponi di massa (vedi, per esempio, gli articoli pubblicati su www.thelancet.com del 17 e 18 aprile 2020). Persino l’OMS ora caldeggia l’esecuzione di tamponi di massa.

4
Uno studio fatto dai professori Francesco Curcio e Paolo Gasparini ritiene che, utilizzando le esistenti strumentazioni di laboratorio, e con una efficiente organizzazione, ogni regione potrebbe processare già oggi un numero notevolmente superiore di tamponi.

5
Il costo per il processamento di un tampone, utilizzando reagenti almeno in parte prodotti nei laboratori di ricerca, è dell’ordine di 15 euro (inclusi il costo del personale tecnico, le utenze, il costo di ammortamento della strumentazione).

6
Risulta che molte imprese private, in diverse regioni italiane, si sono rese disponibili a pagare una campagna di indagini molecolari per i propri dipendenti e persino a finanziare laboratori che eseguano tamponi.

7
Macchinari di ultima generazione arrivano a processare fino a 10.000 tamponi al giorno.

8
La capacità di fare tamponi in grande numero permetterebbe di contenere ed eliminare prontamente la trasmissione del virus in caso di sviluppo di focolai epidemici, come effettuato con successo a Vo’.

9
Dopo 2 mesi di confinamento domiciliare esistono in Italia milioni di persone negative a Covid-19 che, adottando adeguati strumenti di protezione, potrebbero vivere nella pienezza dei propri diritti costituzionali invece finora conculcati. Una campagna di tamponamento può consentire a loro di riprendersi pienamente la libertà di movimento, e di riunione, la libertà religiosa, la libertà di lavorare, e quella di iniziativa economica, tutte attualmente e in vario modo compresse. Ovviamente, tutto ciò richiede che, sempre a scopo precauzionale, si osservi il distanziamento e si indossino obbligatoriamente le mascherine. È altresì auspicabile un efficace tracciamento con app.

10
Vietare a persone sane di circolare liberamente sul territorio nazionale, di lavorare o di intraprendere iniziative economiche è contrario ai principi costituzionali.

11
Senza una politica di tamponi di massa si avranno più morti, più danni alla salute, maggiori rischi di nuovi lockdown con conseguenze catastrofiche per la nostra economia.

Perciò invitiamo le autorità nazionali e regionali ad avviare una massiccia campagna di tamponi per contenere la diffusione di Covid 19, per difendere la vita, la salute, il lavoro, i risparmi degli italiani oltre ai loro diritti fin qui sospesi.
Il tempo è poco, i rischi sono grandissimi: è ora di agire.

L’appello è promosso dai tre professori firmatari, ed è stato sottoscritto dai professori di «Lettera 150»

* Università di Padova
** Università di Torino

 

 

 

Comunicato stampa e documento Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano inviato al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Lombardia e al Sindaco di Milano contenente considerazioni e proposte sul dopo-emergenza

maggio 4, 2020

Comunicato Collegio Ingegneri Architetti per il dopo emergenza covid

Documento Collegio Ingegneri Architetti per dopo emergenza

Telemedicina – Nota dell’ing. prof. Antonino Giannone del Politecnico di Torino – ISTITUTO EUROPA ASIA informa

maggio 4, 2020

Informa

 

LA TELEMEDICINA  di Antonino Giannone

L’emergenza coronavirus ha dimostrato che un utilizzo ben programmato di applicazioni di Telemedicina avrebbe contenuto il numero dei contagi e quelli dei morti ospedalieri. Infatti la telemedicina, come l’e-commerce, significa evitare di muoversi da casa quando non è necessario.

Oggi è impossibile ricevere a casa un certificato telematico di malattia, il certificato medico che serve per l’ufficio, se non ci si reca fisicamente dal medico o in ospedale, luoghi non certo salubri quando c’è un’epidemia in corso. Oggi, la televisita non è indicata in caso di emergenza, ma sarebbe sicuramente un primo livello di controllo; se si riuscissero anche a realizzare delle App da dare ai pazienti che si prenotano; in pratica il dialogo con il proprio medico di Medicina generale o con gli specialisti potrebbe migliorare di molto.

Oggi non possiamo continuare a riempire lo studio del medico di medicina generale, ogni volta che abbiamo l’influenza stagionale, figuriamoci in presenza del Covid 19 in autunno in mancanza di vaccino.

Servirà dotare tutte le ASL nei territori di strumenti di telemedicina per il monitoraggio di pazienti, con gravi fragilità, in particolare per il monitoraggio dei pazienti affetti da Coronavirus positivi. E’ già stata avviata qualche procedura di questo tipo nella ASL di Latina con buoni risultati consentendo l’assistenza medica e il monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti.

I dati rilevati dal cellulare fornito ai cittadini positivi al Covid-19 (temperatura corporea, atti respiratori per minuto, battito cardiaco, ecc.) sono costantemente trasmessi alla “centrale di monitoraggio” ove sono sempre presenti h.24 degli infermieri che, in caso di dati non conformi al buono stato di salute, consultano lo pneumologo che deciderà con il medico di medicina generale la più opportuna strategia da adottare.

Si tratterà di formalizzare procedure di telemedicina e non lasciarle alla sperimentazione e che si esauriscono quando finiscono i fondi messi a disposizione dall’azienda tecnologica.

Un caso emblematico: il primo ambulatorio cardiologico telematico nazionale fu sperimentato nel 1999/2000 dall’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano (Dir. Gen. Dr. Carlo Pampari) con Azienda ICT Agilent Tecnologies, Capo Progetto Ing. Antonino Giannone.

Adesso nell’era digitale, servirà accelerare i processi organizzativi con la Telemedicina. In pratica sarà necessario fornire appositi cellulari ai pazienti da monitorare in particolare ai positivi al coronavirus (finché non arriverà un vaccino) che rimangono/rimarranno nelle proprie abitazioni, in modo da garantire il monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti senza ricoveri anticipati negli ospedali ovvero presso le strutture Covid ovvero per emergenze epidemiche che si stanno completando su tutto il territorio nazionale

La Sanità digitale non vuol dire solo utilizzo ottimale in emergenza con meno ricoveri in ospedale, un monitoraggio o un consulto a distanza con specialisti, ma anche un collegamento a distanza con la propria cartella clinica digitale, con tutto ciò che consegue in termini di tempestivo intervento nella diagnosi ed assistenza.

Anche il risparmio è di grande importanza perché ciò è possibile realizzarlo con la Sanità digitale; con la Telemedicina il sistema sanitario nazionale potrebbe realizzare i suoi obiettivi con una migliore sostenibilità finanziaria. Si tratta di un sistema sanitario che organizzativamente è stato considerato il più complesso (Peter Drucker) ma che in Italia è in ritardo di 20 anni! Infatti, per esperienze dirette, queste ipotesi di realizzazione con la Telemedicina sono state già prospettate in questi ultimi 15/20 in numerosi Convegni: MOSAN- SMAU – ISS- Ministero della Salute contemporaneamente a Convegni internazionali: Telemed in Lussemburgo; Europacs, MIE in vari Paesi: Saint Malò (Francia), Ginevra (Svizzera), Praga e Berlino ai quali ho partecipato sia da Relatore, sia da Chairperson con il risultato che da diversi anni negli altri Paesi europei la Telemedicina è entrata strutturalmente nelle aziende sanitarie mentre in Italia è stata respinta, unitamente alla politica di una notevole riduzione dei posti letto e di non ampliamento delle terapie intensive…

Antonino Giannone
Ing. Prof. Leadership and Ethics
Ex Direttore Generale di Aziende Sanitarie