Archivio per giugno 2020

Abbassare le tasse di chi già le paga, prima di dare soldi a chi non le paga ancora. Il Giorno del 27 giugno 2020

giugno 29, 2020

Abbassare le tasse di chi già le paga, prima di dare soldi a chi non le paga ancora. QN Il Giorno del 27 giugno 2020

di Achille Colombo Clerici

 

Uno dei principali elementi di incertezza sulla possibile reazione della nostra economia nel prossimo autunno, come è emerso qualche giorno addietro dal dibattito in Banca d’Italia a Milano in occasione della presentazione del rapporto annuale sull’andamento della economia lombarda, è costituito dalla ripresa o meno dei consumi, che oggi stanno languendo.

Lo scenario generale, descritto dal rapporto, è comunque drammatico, come da attese: perdita di fatturato delle imprese del 25%, calo della produzione industriale e delle esportazioni del 10%, calo del Pil di circa il 6%. Dopo il 2019, anno in cui l’espansione dell’occupazione era proseguita, il blocco delle attività produttive ha coinvolto oltre un terzo degli occupati e le ore autorizzate di Cassa integrazione sono aumentate di quasi venti volte rispetto allo stesso periodo del 2019.  Domina l’incertezza su quanto avverrà nei prossimi mesi: se i tecnici possono elaborare attendibili previsioni sulla base dei dati in loro possesso, il fattore umano sfugge ad ogni calcolo. E diventa decisivo tra ripresa più o meno rapida e crollo ulteriore.
La nostra economia fino ad oggi non ha ricevuto spinte positive: va avanti per forza di inerzia. Ma per quanto tempo lo potrà fare, se non si immettono urgentemente iniezioni di energia e di fiducia che valgano a rilanciare i consumi e a rinvigorire la produttività?
La via più diretta, semplice ed efficace, che non implica dispersioni e  incentiva al tempo stesso la parte attiva della popolazione, come ha avuto modo di affermare la Corte dei conti, è quella di ridurre le aliquote Irpef, in modo tale che coloro che pagano le tasse sui redditi del loro lavoro, siano incentivati a lavorare di più’ ed a consumare di più.

Ma non solo, come limitativamente ha detto la Corte, per i pensionati e i dipendenti. Le aliquote vanno abbassate per tutti i contribuenti, cioè anche per lavoratori autonomi, piccoli imprenditori, professionisti, risparmiatori i quali oggi, con il sistema delle attuali aliquote, sono penalizzati anche dal fiscal drag.
Ed infine, per completare il quadro di misure efficaci ai fini del rilancio economico, andrebbe anche ridotta l’ Imu su tutti gli immobili, almeno del 50%.

Ne beneficerebbero famiglie e imprese produttive e commerciali, a titolo di alleggerimento dei costi aziendali.

Il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia – 24 giugno 2020

giugno 29, 2020

SCENARIO DRAMMATICO, MA POSSIBILITA’ DI RIPRESA

Lo scenario, come da attese, è drammatico: la perdita di fatturato delle imprese potrebbe toccare il 25 per cento nel primo semestre dell’anno, anche a seguito della sospensione per lungo tempo di attività rappresentative di circa il 59 per cento del valore aggiunto del comparto. E’ quanto emerge dal consueto rapporto della Banca d’Italia sulla Lombardia presentato dal direttore della sede milanese Giuseppe Sopranzetti e analizzato dai ricercatori Paola Rossi e Massimiliano Rigon. Nella successiva discussione sono intervenuti Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e Carlo Mazzi, presidente di Prada spa. Conclusione del direttore generale di Banca d’Italia Daniele Franco.

Nel primo trimestre 2020 la produzione industriale è diminuita del 10 per cento circa, sia rispetto allo stesso periodo del 2019 sia rispetto al trimestre precedente. Le riduzioni più marcate sono state nei comparti delle calzature (-24,5 per cento sul periodo precedente), del legno (-19,2 per cento), dell’abbigliamento (-19%) e della siderurgia (-12,1%); nella chimica e nell’alimentare il calo è stato invece più contenuto (-0,1 e -3,7%, rispettivamente). Pesanti gli effetti del Coronavirus anche sull’export della Lombardia. Il rapporto di Banca d’Italia prevede che la domanda di beni proveniente dai principali partner commerciali della regione si possa contrarre di oltre il 10 per cento nel 2020.

La regione  “locomotiva d’Italia” si conferma tale: nonostante tutto, i suoi indici sono sopra la media italiana. Pur con una economia in rallentamento, ha raggiunto nel 2019 i livelli pre-recessione del 2008 quando l’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown ha causato un calo del pil di circa il 6% nel primo trimestre ed una significativa contrazione del prodotto anche nel secondo trimestre dell’anno, pur in presenza di numerose misure di sostegno dell’economia varate dal governo e dalle autorità locali.

La possibilità di recuperare nel 2020 i livelli di attività dipenderà da un insieme di fattori. Per alcuni settori, come quello manifatturiero, è possibile che venga recuperata parte della produzione persa durante la vigenza delle misure di contenimento; per molti comparti dei servizi si tratta di un’eventualità meno plausibile, anche per la riduzione dei flussi turistici che resteranno verosimilmente modesti per un periodo prolungato (alcune fonti parlano del 2022).

Il mercato del lavoro. Dopo un anno in cui l’espansione dell’occupazione era proseguita, il blocco delle attività produttive ha coinvolto oltre un terzo degli occupati e le ore autorizzate di Cassa integrazione sono aumentate di quasi venti volte rispetto allo stesso periodo del 2019. Dati fortemente negativi riguardano anche i bilanci degli enti territoriali lombardi, in particolare i Comuni, per la riduzione delle entrate e l’aumento delle spese.

Il Rapporto presenta anche una sezione dedicata alla sanità, nella quale si leggono numeri interessanti.
In base ai dati del Ministero della Salute, nel 2018 la Lombardia aveva una dotazione complessiva di posti letto superiore alla media italiana e allineata a quella delle regioni del Nord, coinvolte in misura più intensa nell’emergenza sanitaria. Il confronto è meno favorevole con riferimento ai posti letto riservati alla terapia intensiva, che a inizio 2020 erano in linea con la media nazionale, ma inferiori a quella del Nord (8,6 ogni centomila abitanti in Lombardia e in Italia, contro i 9,0 nella macroarea). E ancora.  In rapporto alla popolazione, la Lombardia si caratterizza per una dotazione di personale in convenzione (che comprende medici di base, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale) inferiore alla media italiana e delle regioni del Nord.   Il divario era più forte soprattutto con riferimento agli anziani: 547 ogni 10.000 curati a domicilio in regione, contro circa 720 nella media del Nord; tale forma di assistenza risultava in Lombardia meno sviluppata anche nel confronto con la media nazionale. L’utilizzo di strutture residenziali e semiresidenziali, in particolare per anziani, era invece superiore in regione rispetto alla media delle altre regioni di confronto. Traducendo: la Lombardia ha puntato sulle RSA più che sulla cura domiciliare degli anziani, così come è avvenuto per la sanità in generale che ha visto penalizzata quella sul territorio a favore degli ospedali pubblici e privati.

Cosa avverrà nei prossimi mesi? Difficile prevederlo anche perché non è possibile tradurre in percentuali la risposta della popolazione allo choc della pandemia: tornerà la fiducia? Riprenderanno i consumi? E in quale misura?

Gli interventi forniscono alcune importanti indicazioni: investimenti sul ‘capitale umano’, in ricerca e sviluppo, formazione, innovazione, velocità di esecuzione dei progetti. La crisi Covid-19 può trasformarsi in opportunità grazie alle risorse europee. A decidere sarà la politica.

Nella foto: Giuseppe Sopranzetti con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

“Rinegoziazione obbligatoria, orrore ed errore giuridico” QN IL GIORNO del 19 giugno 2020 di Achille Colombo Clerici

giugno 22, 2020

I periodi di emergenza, nella storia dell’umanità, sono sempre stato forieri di sconquassi istituzionali e ordinamentali. Raramente si è arrivati a sovvertire i principi millenari cardine del diritto regolatore dei rapporti interumani. Anche perché essi sono il frutto, non di elucubrazioni mentali del momento, fatte da persone più o meno capaci di cogliere la profondità di quel che viene affermato, in altri termini, di valutare appieno le conseguenze di un prescritto normativo, alla luce di una verifica storica. Quei principi sono essi stessi il portato di un equilibrio, storicamente verificato, nei rapporti tra i consociati all’interno di un ordinamento.

Ricordiamo che anche il Code Napoléon di diritto civile, divenuto poi il modello seguito da moltissime legislazioni del mondo occidentale, recava una forte impronta del plurimillenario diritto romano (Corpus juris civilis).

Nell’attuale situazione di transizione al new normal ci sono lobbies che, per mantenere posizioni acquisite riducendo i costi, cercano di far passare (utilizzando il disegno di legge per la revisione e l’integrazione del codice civile) proposte di modificazione del principio cardine della disciplina contrattuale fissata dal codice stesso, secondo il quale l’eccessiva onerosità per una delle parti, dà luogo alla facoltà di chiedere la risoluzione del contratto. Si vorrebbe introdurre, in sostituzione, il principio della rinegoziazione obbligatoria, secondo buona fede.

Un obbrobrio, con nefaste conseguenze sul piano della certezza del diritto in una miriade di fattispecie contrattuali (es. compravendita, somministrazione, appalto etc.) a danno della parte che subisce l’imposizione di legge.

Nel caso della locazione immobiliare, si parla anche di ripartizione per legge del rischio/onerosità tra locatore e conduttore o in via presuntiva o con incentivazione – attraverso la riduzione Imu Tari – della rinegoziazione.

La questione è che la varietà delle situazioni presenti non permette generalizzazioni. Non ci sono solo le boutiques del lusso negli immobili griffati, con canoni negoziati negli ultimi anni tra un locatore che magari ha dovuto pagare fior di buonuscite ai precedenti conduttori riuscendo poi a contrattare ex novo canoni aggiornati ed elevati. Ci sono anche – e sono la gran parte – le locazioni commerciali in cui i locatori sono stati costretti ad un canone basso, bloccato da decenni dal combinato meccanismo dell’indennità di avviamento commerciale e della cessione del contratto di locazione, ad un nuovo conduttore, insieme a quella del ramo di azienda.

Il criterio che deve presiedere alla regolazione della materia, dunque, non può che essere quello della libera valutazione da parte degli interessati. Ovviamente al pubblico spetta il compito di intervenire con provvidenze atte a favorire l’incontro delle libere posizioni di interesse delle parti contrattuali, senza forzarne la volontà.

Da Torre Branca il Rilancio internazionale di Milano – Dibattito sulla ripresa di Milano nella prospettiva del new normal

giugno 22, 2020

Da Torre Branca di Milano il dibattito sul rilancio internazionale della città

COLOMBO CLERICI: IL TURISTA MESSAGGERO DELLA NOSTRA COMPETITIVITA’

Dalla sommità della Torre Branca di Milano, un metro sotto l’altezza della Madonnina, la città si stende meravigliosa con i grattacieli, i palazzi, i monumenti, in primis l’Arco della Pace, che sembrano miniature: le forti raffiche di vento di un temporale, che fanno vibrare la struttura, aggiungono ulteriore fascino all’eccezionale palcoscenico dal quale alcuni milanesi doc, di nascita o di adozione, discutono sul rilancio internazionale di Milano post Covid, organizzato dall’associazione Milano Vapore e dal comitato M’Impegno: il direttore del Giorno Sandro Neri, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici, Giampaolo Berni Ferretti consigliere di Municipio 1, Elisabetta Cicigoi docente Master PolisMaker al Politecnico di Milano, Luca Finardi vicepresidente Mandarin Oriental Italia.

Secondo Neri che ha introdotto e moderato il dibattito, Milano, da sempre capitale d’Italia per economia, finanza, moda e design, grazie ad Expo è salita sul podio anche del turismo: ora la pandemia ha colpito duro, come ripartire?

Colombo Clerici punta sul turismo internazionale: “A Milano – spiega – il visitatore non è ‘mordi e fuggi’: ci si viene per la qualità dell’offerta, dall’hotellerie allo shopping, alla cultura, all’enogastronomia. Ma questo turista internazionale di alto livello, oltre ad attivare l’economia della città, svolge una funzione più importante, quella di ‘messaggero’ della competitività-Milano presso i connazionali investitori, attraendo alla Città investimenti industriali, commerciali, edilizi. Un circolo virtuoso che abbina, caso raro al mondo, modernità e classicità: spezzato dalla pandemia, va al più presto ripristinato.”

Anche Berni Ferretti sottolinea l’importanza per la città del rilancio turistico e ricorda come la nuova trasformazione-modernizzazione di Milano sia merito di uomini lungimiranti come l’ex sindaco Gabriele Albertini che ha tracciato la via del suo avvenire turistico. Ma oggi sono necessari, per tutte le imprese, anche quelle culturali, di capoluogo e Lombardia, provvedimenti forti quali “tassazione zero” fino alla ripresa: non è possibile, per citare, realizzare mostre che riuniscano mille o più persone.

Finardi ha ricordato che nel 2015, anno di Expo, il New York Times ha indicato Milano come prima meta turistica mondiale oltre che per le sue doti intrinseche anche per essere l’hub di località di eccellenza, dai laghi ad Alba con i suoi tartufi e vini: si tratta di confermare il messaggio di allora con il rilancio del ‘prodotto Italia’ attraverso una massiccia campagna di comunicazione internazionale per riportare fiducia. Previsioni sulla ripresa del turismo? Primi passi l’anno prossimo ma per tornare ai livelli pre-covid bisognerà attendere il 2023.

Per Cicigoi solo a Milano il turismo offre lavoro a 160.000 persone e 23.000 aziende. Lo scorso anno-record in città sono giunti 7,5 milioni di visitatori, tra i quali 3 milioni di giovani tra i 19 e i 35 anni molto sensibili ai temi ambientali. Ma manca una visione strategica sul futuro che ha il fulcro in una partnership pubblico-privato. E cita ad esempio di tale alleanza il cond-hotel, albergo già esistente che può trasformare parte delle stanze in appartamenti da vendere ai turisti oppure da costruire con le medesime caratteristiche.

Sollecitato da Neri sul tema infrastrutture, Colombo Clerici ha risposto elencandole: estensione della metropolitana; teleriscaldamento ed energia elettrica per migliorare la qualità dell’aria; riqualificazione della rete dei navigli extraurbani; rigenerazione urbana come sistema di interventi; apertura del Terzo Valico per un veloce collegamento, via Milano, tra Genova e Rotterdam. A Milano l’occasione potrebbe essere il Piano di Governo del territorio sul quale grava il rischio che i grandi investitori internazionali, pur preziosi, soffochino i piccoli e medi operatori. A tal proposito ci sono alcune criticità da emendare.

A concludere, l’emozione di “Va pensiero” magistralmente cantata da Larisa Yudina, presidente di Strawinsky Russkie Motivi dell’Associazione culturale Italia-Russia. Le cupe nubi temporalesche si squarciano e il sole fa brillare la città: un segno?

 

Riflesso-Riflessioni. Autoritratti allo specchio al tempo del Covid 19. Una mostra on line. Scuola di Pittura di Stefano Pizzi. Accademia di Brera

giugno 16, 2020

 

Riflesso Riflessioni. Autoritratti allo specchio al tempo del Covid 19. Scuola di Pittura. Accademia di Brera_

Rilancio internazionale di Milano – “Cafè Vapore” di Associazione Milano Vapore e M’Impegno alla Torre Branca – webinar 18 giugno 2020 ore 18,00

giugno 16, 2020

 

Rilancio internazionale di Milano – “Cafè Vapore” di Associazione Milano Vapore e M’Impegno alla Torre Branca – webinar 18 giugno 2020 ore 18,00

Relatore il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

RILANCIO INTERNAZIONALE DI MILANO, CENTRO DI ATTRATTIVA’ COME CITTA’ GLOBALE

L’associazione Milano Vapore e il comitato M’Impegno, nell’ambito del ciclo di incontri “Cafè Vapore” organizzano giovedì 18 giugno 2020 alle ore 18 un webinar da Torre Branca di Milano su “Rilancio internazionale di Milano. Discussione attorno alla centralità della città come attrazione socio- culturale ed economica”. Introduce e modera Sandro Neri, direttore del quotidiano Il Giorno. Relatori Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia; Gabriele Albertini, già sindaco di Milano; Giampaolo Berni Ferretti, consigliere di Municipio 1; Carmelo Ferraro, portavoce del Comitato M’Impegno; Elisabetta Cicigoi, docente Master PolisMaker Politecnico di Milano; Luca Finardi, vicepresidente Mandarin Oriental Italia; Mauro Mancini, fondatore del magazine Master&Meeting e ideatore del Premio Excellent per il turismo.

Diretta sui social www.milanovapore.org Fb Milano Vapore – Fb Giampaolo Giorgio Berni Ferretti Fb Comitato mimpegno – Fb Il Giorno.

 

Il cordoglio di Amici di Milano per la scomparsa del filosofo della scienza Giulio Giorello

giugno 16, 2020

Cordoglio in mortem di GIULIO GIORELLO 15 giugno 2020

Il cordoglio di Amici di Milano per la scomparsa del filosofo della scienza Giulio Giorello
COLOMBO CLERICI: UN GRANDE PENSATORE LAICO STIMATO DAL CARDINALE MARTINI

Il presidente dell’Associazione Amici di Milano,  Achille Colombo Clerici, esprime profondo cordoglio alla famiglia per la scomparsa  del filosofo della scienza ed epistemologo Giulio Giorello: “Un grande pensatore laico stimato dal cardinale Martini.  Milano, l’Italia e l’Europa perdono uno dei massimi intellettuali, maestro di generazioni di filosofi.”

Giorello si è spento a Milano, dove era nato 75 anni fa, vittima illustre del coronavirus che continua a flagellare la regione. Era stato ricoverato un mese fa al Policlinico da cui era stato dimesso recentemente. Negli ultimi giorni la sua situazione era peggiorata, ed aveva voluto sposare la sua compagna Roberta Pelachin. L’ultimo suo scritto era stato “La mia battaglia contro il Covid”.

Giorello si era laureato prima in filosofia nel 1968, allievo di Ludovico Geymonat, poi nel 1971 in matematica. Ricopriva la cattedra di Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Milano. Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica i suoi interessi si erano ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni riflettendo intensamente su scienza, etica, politica e religione. Ha approfondito le sue ricerche nel campo dell’epistemologia e della storia della scienza, offrendo un contributo determinante alla diffusione della filosofia analitica in Italia.  Ha diretto presso l’editore Raffaello Cortina, la collana Scienza e idee e ha collaborato come editorialista alle pagine culturali del Corriere della Sera. Recente la sua partecipazione agli  Incontri di Caidate presso il Castello Confalonieri Barbiano di Belgiojoso.

QN Il Giorno – “Strategico il settore immobiliare” 13 giugno 2020 pag. 24 di Achille Colombo Clerici

giugno 15, 2020

La premessa è d’obbligo: il settore immobiliare è tra i comparti più importanti del sistema economico Italia. L’impatto della pandemia su questo mondo è stato notevole e il suo futuro non è prevedibile: troppe le variabili da verificare, dalla politica governativa ai tempi della disponibilità del vaccino; senza considerare che non si parla di un solo mercato immobiliare, ma di mercati diversi, che rispondono a logiche diverse. E’ la sintesi di una mia lunga intervista concessa a Marco Mirabile di Rainews 24.

Cominciamo dalla pluralità dei mercati: c’è quello, ancora ampiamente diffuso presso le famiglie, della fiducia nel mattone quale tutela del risparmio, ben diverso da quello dei grandi investitori, prevalentemente stranieri; il mercato dei fondi immobiliari, il “mattone di carta”; poi ci sono gli immobili “griffati” e quelli di “civile abitazione”. Il futuro di questi mercati sarà condizionato dalle scelte politiche.

Il governo ha deciso una serie di misure di sostegno dell’economia, alcune riguardano il settore immobiliare, quali, ad esempio, gli ecobonus per ristrutturazioni che in Italia saranno prevalentemente limitate a infissi, pannelli solari, facciate, cappotti termici. Bene, ma ci vuole altro.

Dall’Europa sono in arrivo, speriamo in tempo, risorse di portata eccezionale: molte decine di miliardi da Recovery Fund, Bei Mes, Bce, Sure e quant’altro; ma, per quanto riguarda l’immobiliare, tagliate su misura per i grandi investimenti di rigenerazione urbana, ristrutturazioni profonde e sostituzioni cioè l’abbattimento e la ricostruzione di edifici più efficienti. In tale contesto l’Italia trova difficoltà a collocarsi perché l’operazione deve passare attraverso una proprietà frammentata, quale è quella condominiale, tra le meno agili nel rinnovamento urbano.

Certo, ottimismo e fiducia non devono mancare perché non ci sarebbe futuro. Ma, passeggiando per Milano e vedendo ancora negozi ed alberghi chiusi, vie e piazze “ferragostane”, mi rendo conto di come non si possa sperare nella ripresa se non ci sarà il ritorno del turismo internazionale: che non è solo attività di hotel, ristoranti, luoghi del lusso, botteghe artigianali, ma connotazione di una città moderna ed efficiente, di una città globale, aggancio dell’Italia all’Europa, luogo vocato agli investimenti.

Senza turismo internazionale Milano fa un salto indietro di 20 anni.

“11 maggio/11 giugno La ripartenza” – Articolo pubblicato su MilanoVibra 11.6.2020

giugno 12, 2020

 

Articolo Milanovibra 6.2020

COMST – Assoedilizia chiede al Comune di Milano il rinvio del pagamento IMU (16 Giugno) o la eliminazione delle sanzioni

giugno 11, 2020

ASSOEDILIZIA CHIEDE  AL COMUNE DI MILANO: RINVIARE IL TERMINE PER IL PAGAMENTO DELL’IMU OPPURE ELIMINARE SANZIONI E INTERESSI

Rinviare il termine per il pagamento della prima rata dell’Imu, previsto per martedì 16 giugno, oppure stabilire che, in caso di versamento successivo all’ordinaria scadenza, non si applichino sanzioni e interessi. È quanto chiede al Comune ASSOEDILIZIA, evidenziando come la risoluzione n. 5/DF dell’8 giugno del Ministero dell’economia e delle finanze – nel confermare la facoltà delle Amministrazioni locali di procedere in questo senso – ha precisato che tale decisione, che rientra nelle competenze del Consiglio comunale, può essere in questa circostanza assunta dalla Giunta per via della situazione emergenziale in atto. In quest’ultimo caso, ha aggiunto il Mef, il relativo provvedimento dovrà essere successivamente oggetto di espressa ratifica da parte del Consiglio.

L’Imu – ricorda ASSOEDILIZIA – è un’imposta patrimoniale e, come tale, ha due soli modi per essere pagata: con i redditi provenienti dal bene colpito (è il caso degli immobili dati in locazione) o con redditi di altra natura, generalmente quelli da lavoro. In un periodo di eccezionale crisi come questo, però, entrambe le fonti di entrata sono a rischio. Gli affitti, specie quelli dei locali commerciali (negozi, ristoranti ecc.), in molti casi non vengono pagati. I redditi da lavoro, dal canto loro, sono venuti spesso a mancare o ad essere fortemente ridotti.

L’appello al Comune – rileva ancora Assoedilizia – si rende necessario anche per l’assenza di qualsiasi decisione da parte del Governo su un problema, quello di una tassazione patrimoniale sugli immobili esorbitante, che avrebbe dovuto essere considerato almeno in questo momento così grave per le famiglie italiane.

L’amministrazione comunale – Assoedilizia – ha ancora tempo per intervenire.

Risoluzione n. 5 Dipartimento delle Finanze: “Differimento dei termini di versamento dei tributi locali – Emergenza epidemiologica Covid 19 – Quesiti
Risoluzione n. 5-DF 8 giugno 2020 (pagg. 5)