Archivio per giugno 2020

ASSOEDILIZIA chiede al Comune di Milano la sospensione dei termini del Reg. Edilizio e del PGT in tema di CIS Certificazione di idoneità statica degli edifici, e di Edifici degradati e abbandonati

giugno 10, 2020

Richiesta del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici al Comune di Milano

SOSPENDERE CIS (regolamento edilizio)  E RECUPERO DEGLI EDIFICI ABBANDONATI E DEGRADATI (Piano delle regole del P.G.T.)

“I proprietari di casa milanesi non sono assolutamente in grado di far fronte ai gravosi obblighi loro imposti per quanto attiene al CIS-Certificato Idoneità Statica e al recupero degli edifici abbandonati e degradati e chiedono la sospensione dei termini previsti dal Regolamento edilizio per il Cis (26 novembre 2020) e dal Piano delle Regole allegato al P.G.T. (un anno)”.

E’ la richiesta rivolta dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici al Comune di Milano, con istanza della quale si riporta il testo.

“Assoedilizia richiama l’attenzione dell’ill.mo Assessore Maran e di tutta l’Amministrazione comunale competente sulla gravissima posizione dei proprietari immobiliari milanesi che, già penalizzati dalla situazione di crisi generale che perdura ormai da diversi anni, aggravata da una parallela indiscriminata imposizione fiscale, sono  attualmente gravati dagli effetti della pandemia che li sta penalizzando in quanto, se diretti utilizzatori degli immobili, hanno dovuto sopportare gravissimi disagi, oneri e difficoltà di vita familiare ed economico-lavorativa, e se locatori si sono trovati a sostenere, oltre alle proprie,  le derivate difficoltà dei conduttori a pagare i canoni di locazione con il conseguente tentativo di recedere dai contratti in corso o, quanto meno, di ottenere una diminuzione degli importi di corrispettivo e, d’altra parte, a dover adempiere a  tutti gli obblighi, a loro carico, senza eccezione alcuna.

Inoltre la sospensione, durante tutta la fase del lockdown, delle attività dei professionisti privati e della Pubblica Amministrazione, non ancora pienamente superata (stante il permanere del contagio, nonostante la parziale “liberazione”, sul piano meramente giuridico, dalla consegna rigida) ha prodotto e sta producendo un intasamento e un rallentamento operativo che non sono certamente le condizioni migliori per poter far fronte regolarmente alle scadenze amministrative.

E in questa situazione di eccezionale gravità i proprietari di case si stanno rendendo conto che saranno tenuti anche a dare esecuzione ai gravosi obblighi loro imposti dalle nuove normative comunali (nuovo PGT e Regolamento edilizio).

In particolare ci riferiamo all’art. 11 del Regolamento Edilizio, attualmente ancora in vigore, che ha introdotto l’obbligo del CIS i cui termini di deposito sono stati differiti, dall’art. 52 comma 12 del Piano delle Regole del nuovo PGT, di 12 mesi stante l’avvio del procedimento di formazione del nuovo Regolamento Edilizio in adeguamento al Regolamento Edilizio Tipo: il primo termine scadrà il 26 novembre 2020 ed è altamente improbabile che prima di tale data venga approvato il Nuovo Regolamento. In ogni caso nell’attuale situazione di emergenza risulterebbe assolutamente impossibile l’acquisizione della documentazione indispensabile per la formazione della certificazione (uffici oberati di arretrato e tutte le difficoltà che abbiamo costantemente segnalato).

Ci riferiamo inoltre all’art. 11 del Piano delle Regole del nuovo PGT del Comune di Milano, che prevede, per gli “edifici abbandonati e degradati” (si considerano abbandonati gli edifici dismessi da più di un anno) l’obbligato recupero pena la demolizione che, se non viene effettuata dal proprietario, porta alla penalizzazione rappresentata dal mancato riconoscimento della integrale SL esistente.

A questo punto è pacifico che i proprietari non sono in grado, né di affrontare, né di sopportare oneri del genere in questa situazione di emergenza di salute ed economica.   Divengono necessari, quindi, provvedimenti che li esentino da quegli obblighi che non risultino finalizzati a particolari situazioni immobiliari di emergenza, per le quali l’Amministrazione è già dotata di tutti i poteri di legge necessari per attuare le opportune misure.

Assoedilizia pertanto si fa portavoce di tutti i suoi soci per chiedere la sospensione degli obblighi di cui sopra.

 

 

La Società dei Concerti di Milano riprende l’attività concertistica dopo il lockdown – Rinviato all’anno prossimo la finale del “Premio internazionale Antonio Mormone”

giugno 10, 2020

Le finali del Premio Internazionale Antonio Mormone, co-sponsor l’associazione Amici di Milano,   posticipate di un anno

LA SOCIETA’ DEI CONCERTI RIPRENDE L’ATTIVITA’ IL 15 GIUGNO

Importante evento nel mondo milanese della cultura musicale. Dal prossimo 15 giugno riprende l’attività La Società dei Concerti, sebbene con restrizioni nel numero di spettatori e con tutte le cautele e predisposizioni di sicurezza. Lo comunica la presidente della Fondazione  omonima Enrica Ciccarelli Mormone: per gli artisti (così duramente colpiti dall’emergenza sanitaria), per il pubblico e per dare un segnale importante di vitalità e desiderio di cultura.  “Abbiamo vissuto un periodo difficile e drammatico – afferma Ciccarelli Mormone – e ci auguriamo che i momenti più critici e pericolosi siano alle spalle. Il silenzio assordante cui ci ha costretto il virus ci ha fatto ancor più amare la musica e sentirne il bisogno. Una comunità senza cultura, così come senza educazione, non può dirsi completa.”

Due gli appuntamenti straordinari in Sala Verdi, via del Conservatorio, Milano. Ogni concerto, senza intervallo, prevede un’ora di musica.

Mercoledì 24 giugno 2020 ore 17.45 e in replica alle ore 20.45
ANNA TIFU, violinista
GIUSEPPE ANDALORO, pianista

Programma:
L. van Beethoven    Sonata in fa maggiore op 24 “La Primavera”
M. Ravel                  Tzigane, Rhapsodie de concert
P. de Sarasate         Fantasia sulla Carmen

Mercoledì 1 luglio 2020 ore 17.45 e in replica alle ore 20.45
INGRID FLITER, pianista
ANTON DRESSLER, clarinettista

Programma:
F. Poulenc              Sonata per clarinetto e pianoforte
F.  Chopin              Notturno in do diesis minore op. posth.   per pianoforte
I. Stravinsky            Tre pezzi per clarinetto solo
F.  Chopin              Due valzer op.64 n.1 e n.2 per pianoforte
A. Piazzolla             Tango Etude n.3 (versione per clarinetto solo)
D. Milhaud             Scaramouche  Suite per clarinetto e pianoforte

 

Tutte le misure di sicurezza sono state previste. Ad ogni spettatore verrà misurata la temperaturaperatura e dovrà indossare la mascherina protettiva. Per partecipare ai concerti è necessaria la prenotazione obbligatoria e verrà preassegnato il posto numerato. Il costo del biglietto, simbolico, è di 5 €.

La pandemia ha obbligato a rinviare di un anno le finali del Premio Internazionale Antonio Mormone. Il Premio  nasce  come omaggio alla memoria di Antonio Mormone, fondatore della Società dei Concerti, figura di spiccata sensibilità artistica e intraprendenza nella scoperta di giovani talenti. Tra le stelle della musica che ne riconoscono senza dubbio il ruolo c’è il pianista Evgeny Kissin, che ha deciso di accettare la nomina di Presidente Onorario del Premio, l’unico cui Kissin abbia aderito nella sua carriera. Il Premio ha il patrocinio di Regione Lombardia  e del Comune di Milano ed è in collaborazione con Teatro alla Scala e Conservatorio di Milano. Tra gli sponsor, l’associazione Amici di Milano, presieduta da Achille Colombo Clerici, che assegna un riconoscimento di 5.000 euro a uno dei due finalisti non vincitore. Alla prima edizione, riservata al pianoforte, hanno partecipato 94 candidati di 16 Paesi, tra cui Usa, Cina, Gran Bretagna. Dieci i finalisti.

La Fondazione Società dei Concerti è in attesa delle disposizioni del Governo e della Regione relative al prossimo autunno, che consentiranno di presentare ufficialmente la stagione concertistica 2020/2021.

Anima della Fondazione per oltre 35 anni è stato Antonio Mormone che con grande passione e incessante impegno si è prodigato per promuovere e diffondere la cultura musicale; amico di grandi artisti, è stato anche presidente de I Solisti Veneti.

Antonio Mormone ha consentito al pubblico milanese di ascoltare, nella Sala del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, i più significativi protagonisti della scena concertistica internazionale, scoprendo talenti in ogni parte del mondo. 

Sostengono la Fondazione Mibac-Ministero per i beni e le attività culturali e Regione Lombardia, Comune di Milano; collaborano Classica musica, Ibis Milano centro.

 Foto: Enrica Ciccarelli Mormone con Achille Colombo Clerici

Circolare n.14/E – Risoluzione 32/E Agenzia delle Entrate

giugno 8, 2020

Circolare n. 14/E Agenzia delle Entrate: “Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda – Articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34
Circolare 14 del 6 giugno 2020 (pagg. 20)

Risoluzione n, 32/E Agenzia delle Entrate: “Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta di cui all’articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34
Risoluzione 32 del 6 giugno 2020 (pag. 1)

“Bene i fondi europei ma al Paese servono riforme” Articolo su: QN Il Giorno del 6 giugno 2020 – di Achille Colombo Clerici

giugno 8, 2020

Una valanga di miliardi europei potrebbe riversarsi sull’Italia: oltre ai 173 miliardi del Recovery Fund ovvero “Next Generation Eu”, per rilanciare l’economia affossata dal coronavirus e ai 37 del Mes – se li richiederemo – ci sono i fondi di Sure e Bei. Questi enormi stanziamenti provengono da un piano europeo di 2400 miliardi, che diventano 3000 se si considera l’effetto moltiplicatore di alcuni strumenti, a disposizione di tutti i Paesi comunitari.

Ma a raffreddare gli entusiasmi conseguenti ecco alcune realtà.

Il Recovery Fund, ad esempio, dovrà essere approvato all’unanimità dai 27 Paesi UE, compresi i cosiddetti “frugali” del Nord (anche se di frugale la capolista Olanda ha ben poco) da sempre contrari agli “spreconi” del Sud: se tutto va bene arriviamo al 2021, quest’anno disponibile ci sarà molto meno.

Poi, solo una parte degli stanziamenti sarà a ‘fondo perduto’ (sovvenzioni) il che è molto lontano dal” piano Marshall”; per la maggior parte si tratta di prestiti che dovremo comunque restituire anche se a condizioni favorevoli.

E ancora. Il denaro serve a una modernizzazione dell’economia non solo al rilancio della congiuntura, con priorità al digitale e alla green economy. Indispensabili perciò le riforme in casa nostra: dal sistema fiscale alla giustizia e al mercato del lavoro, dalla maggiore efficienza della pubblica amministrazione all’istruzione e alla ricerca. Si renderanno quindi necessari progetti specifici per ciascun settore che verranno finanziati secondo l’andamento dei lavori.

Ma le intenzioni europee mostrano una grave carenza: nessun cenno ad un progetto di Edilizia residenziale pubblica-Erp, elemento trainante di ogni economia e base di stabilità sociale.

Ci si rende subito conto che non ci sono imposizioni all’Italia in cambio degli stanziamenti, come avvenne nel caso della Grecia. Ma si lascia al Paese il compito non facile di portarsi al livello dei più avanzati Paesi europei: una modernizzazione forzata, insomma.

Saremo in grado di invertire una rotta che da un quarto di secolo – singolare coincidenza, da quando lo Stato eliminò ogni investimento in Erp – ci vede fanalini di coda in Europa? Qualche dubbio viene dal caso dell’utilizzo dei Fondi europei destinati all’Italia (145 miliardi nel settennio 2014-2020) che siamo riusciti a utilizzare solo in parte; e non conforta l’instabilità politica nazionale e regionale.

RAI NEWS 24 – Domenica 7 maggio 2020 ore 12,50 – ABSTRACT intervista al presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – “Prospettive del settore immobiliare e delle costruzioni in Italia e a Milano”

giugno 8, 2020

RAI News abstract intervista Presidente 7.6.2020

La ripresa di Milano – Intervista di MITOMORROW al Presidente di Assoedilizia

giugno 8, 2020

Assoedilizia: «M4 fondamentale per la nostra ripartenza»

Achille Colombo Clerici (Assoedilizia): «Turismo e grandi opere per recuperare l’attrattività perduta»

di

Giovanni Seu

5 Giugno 2020

Ha conosciuto Milano in tutti i suoi momenti importanti del dopoguerra svolgendo sempre un ruolo da osservatore e protagonista. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, a Mi-Tomorrow spiega come Milano può ripartire e quale ruolo può svolgere la M4.

M4, la posizione di Assoedilizia: parla Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

Com’è cambiata Milano con l’avvento dell’epidemia?
«E’ cambiato tutto, la città è rimasta segnata profondamente, gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti: presenza umana ridotta, consumi calati drasticamente, molti non sono riusciti a riprendere l’attività».

E’ possibile stabilire quanto ha inciso il Covid-19 sul tessuto economico-sociale?
«Non adesso, solo nel futuro si potrà mettere a fuoco. Ora possiamo immaginare ma un’analisi definitiva non è facile».

Come ha reagito il mercato immobiliare?
«Il valore della case è determinato dal mercato che è fatto dalla domanda, ovvero di una platea interessata all’acquisto: se manca la platea il valore cala, anche l’oro è soggetto a questa regola».

Sta dicendo che il valore delle case può crescere solo se si riparte Milano.
«Se vogliamo ripartire, se vogliamo che Milano riacquisti il suo dinamismo economico bisogna rilanciare il turismo perché riesce a portarsi dietro tutto, il commercio, gli investimenti: il guaio è che non sarà facile fare tornare i turisti, ora ci troviamo con gli alberghi in grandissima difficoltà».

Gli analisti del mercato immobiliare dicono che le compravendite sono in calo ma i prezzi non calano: è d’accordo?
«Forse questo discorso vale per le case di lusso, per quelle griffate. Bisogna tenere conto che a Milano esiste un’edilizia finanziaria che prescinde dalla reddittività».

Oltre al turismo un altro volano dell’economia possono essere le infrastrutture?
«Certo, i cantieri significano distribuzione di stipendi, servono per mantenersi in vita ma attenzione perché non sono un meccanismo di acquisizione di ricchezza dall’estero: per centrare questo obiettivo bisogna battere la strada del turismo».

Quale impatto può avere M4 sul rilancio della città?
«Sarà fondamentale per restituire competitività a Milano».

Quale contributo potrà dare per la fluidificazione del traffico?
«Abbiamo un grande problema di gestione dei trasporti perché Milano ha un tessuto urbano che risale alla città romana. In passato si è pensato convogliare il traffico del centro alla periferia con le sopraelevate, ora la soluzione è nel trasporto sotterraneo, M4 sarà molto importante».

Sarà anche un biglietto da visita per chi arriva in città.
«Certo, basti pensare che in 13 minuti da Linate si arriverà in centro. M4 sarà un’opera che farà crescere tutta la città: dobbiamo lavorare per riaffermare la nostra attrattività, lo stile italiano nel mondo che noi esprimiamo al vertice».

Ce la faremo?
«Ho visto un fioraio vicino a casa che teneva il suo carretto con ostinazione nonostante non stesse vendendo nulla. Vedo in giro tanta voglia di fare, c’è grande determinazione, c’è voglia di lottare e questa è la cosa più importante perché ci sarà tanto da lottare».

 

“Riqualificazione delle abitazioni, volano del rilancio” QN Il Giorno del 29 maggio 2020 di Achille Colombo Clerici

giugno 3, 2020

Il nostro sistema economico è mosso alla base da quattro fondamentali motori, il turismo, la produzione industriale, l’agricoltura e l’edilizia – commercio, servizi alla persona ed alle imprese, stanno al passo con il funzionamento di questi motori. Ha inoltre una grande risorsa a disposizione, costituita dal risparmio depositato dalle famiglie presso il sistema bancario, che ammonta complessivamente a ben 1400 miliardi.

Questo risparmio può essere utilmente coinvolto nel processo di rinascita economica del Paese, a condizione che si rigeneri la fiducia dei risparmiatori italiani nella serietà del sistema stesso. Dei quattro, il motore che meno funziona è l’edilizia, la quale non riesce a coinvolgere le risorse a disposizione del Paese. Eppure, fra i programmi che rientrano nelle politiche dell’Unione Europea, per le quali si sta approntando il potente strumento del Recovery Fund, rientra, assieme a cultura, ambiente, ricerca e digitalizzazione, anche un vasto piano di riqualificazione energetica degli edifici. Il patrimonio abitativo europeo ammonta a circa 25 miliardi di metri quadrati e sistemarne solo il 3 per cento all’anno comporta un piano di investimenti di 75 miliardi annui: questi i conti sulla base dei quali il Parlamento europeo si appresta a varare l’intero piano di riqualificazione edilizio/energetica degli immobili nell’ambito di uno dei pilastri della policy comunitaria.

L’Europa pensa ad una ondata di ristrutturazioni profonde e di sostituzioni edilizie. In Italia un piano di questo genere è di là da venire. Gli ostacoli sono: burocrazia infinita, vincoli condominiali, normative edilizio-urbanistiche punitive. Da noi riqualificazione edilizio-energetica significa prevalentemente rifacimento di infissi, sostituzione di caldaie e caldaiette, al massimo qualche cappotto termico.

Per risolvere il problema della attuale ingessatura del nostro sistema, derivante dalla presenza di 1milione e 200mila condomini, che si possono considerare tra i soggetti maggiormente sordi a qualsiasi istanza di rinnovamento urbano, occorrerebbe, oltre che l’istituzione di una vera e propria zona franca sul piano fiscale, una forte incentivazione economica per i singoli condomini, che solo una massiccia immissione di finanziamenti a fondo perduto sarebbe in grado di permettere.

Altrimenti il rinnovamento urbano potranno farlo solo le “multinazionali” del mattone.

Il problema è convincere proprietari e inquilini a lasciare per qualche tempo la loro abitazione ed a risiedere in case-parcheggio in attesa della ricostruzione. In Germania lo si sta facendo con successo, ed altri Paesi sono sulla stessa strada. E’ necessario che anche in Italia lo Stato convinca economicamente i condòmini a sopportare le conseguenze materiali e psicologiche dell’operazione.

Un impegno di tale natura da parte dello Stato, mettendo in moto tutta la filiera economica legata al momento ricostruttivo e riorganizzativo della vita urbana, potrà avere notevoli effetti moltiplicatori di investimenti, conseguendo quel coinvolgimento auspicato del risparmio privato di cui dicevamo.