Archivio per settembre 2020

“Milano Ventunopuntozero. Guardare al futuro con occhi puliti” Libro di Giampaolo Berni Ferretti – Presentazione alla Fabbrica del Vapore

settembre 30, 2020

Intervenendo alla presentazione del libro di Giampaolo Berni Ferretti “Milano Ventunopuntozero. Guardare al futuro con occhi puliti”
COLOMBO CLERICI: MILANO CITTA’ ATTRATTIVA PER I GRANDI INVESTIMENTI ESTERI

“Milano è una città globale dove si amalgamano cultura, economia, finanza, fascino. E’ una città attrattiva per gli investitori stranieri – il 40 per cento del totale italiano – soprattutto perché ha nel turismo internazionale il più valido ambasciatore nel mondo” esordisce il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici alla presentazione del libro “Milanoventunopuntozero – Guardare al Futuro con occhi puliti” dell’avvocato Giampaolo Giorgio Berni Ferretti. E così prosegue: “Se consideriamo le cifre astronomiche  dell’economia mondiale annuale – 88.000 miliardi di dollari (ma anche 253.000 miliardi di debito pubblico e 7-800.000 miliardi di pericolosi ‘derivati’) – ci rendiamo conto che questa immensa massa di denaro plana sui luoghi, principalmente le città, che la business community internazionale ritiene più dinamiche dal punto di vista economico. Milano è una di queste città, anche se, al momento, è frenata dalle conseguenze della pandemia.” Aggiungendo: “Traiano pensava prima al benessere dei cittadini poi a quello dello Stato che deve essere ispirato da lealtà nei confronti dei governati, dalla conservazione e valorizzazione del risparmio delle famiglie, dalla speranza di queste di ottenere benefici piuttosto che dal timore di pene. Calandomi nella realtà odierna, cito ad esempio la Regione Lombardia che con la sua legge sulla rigenerazione urbana punta sulla premialità invece che sulle sanzioni.”

L’autore Berni Ferretti descrive tutti i difetti del Sistema Italia dalla tassazione eccessiva, alla troppa burocrazia, dalla necessità di utilizzare gli strumenti che la cooperazione e le convenzioni internazionali mettono a disposizione per governare i fenomeni migratori, dall’urgenza di una riforma della giustizia. Quindi lancia le sfide per costruire un Mondo Nuovo, parlando della Milano, motore dell’Italia, del modello di smart city e lanciando le prime idee sulla partita strategica sul Mediterraneo che l’Europa unita deve percorrere. Su Milano, in particolare: “Negli ultimi anni è stato dilapidato un patrimonio costruito in un periodo d’oro per la città, quello di Gabriele Albertini sindaco, che si è trovato a governare una città paralizzata e l’ha fatta rinascere. Ma il percorso è iniziato prima, grazie a forze liberali che hanno fatto fiorire una città che ha saputo anche reinventarsi dopo gli anni del terrorismo”.

Chiamato in causa, Albertini afferma: “Il libro cita un’amministrazione liberale che ha avviato investimenti privati per 40 miliardi di euro e speso 6 miliardi in opere pubbliche senza aumentare la tassazione, avviando una città policentrica e verticale che ha generato spazi verdi per i cittadini nonostante le critiche a suo tempo espresse  da Adriano Celentano nella famosa canzone  “Il ragazzo della via Gluck”. Oggi si vede quanto quelle critiche fossero ingenerose”. E Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, rispondendo alla domanda del conduttore Pietro Senaldi direttore di Libero: “Non si può negare che Milano sia stata permeata da tanta ideologia che ha portato ad esaltare le sue indubbie qualità, a vedere tutto in positivo, ma anche a sottacere criticità e problemi sociali che si esprimono soprattutto nelle periferie. Oggi occorre coraggio e capacità progettuale per ricucire le distanze che si sono create.”

Sono intervenuti inoltre Gianluca Comazzi, presidente di Forza Italia in Regione Lombardia e Carmelo Ferraro Presidente di Piattaforma Milano. L’onorevole Maria Stella Gelmini, Presidente di Forza Italia alla Camera dei Deputati, ha inviato un messaggio.

Foto: da sin. Gabriele Albertini, Carmelo Ferraro, Giampaolo Berni Ferretti, Pietro Senaldi, Achille Colombo Clerici, Alessandro Galimberti, Gianluca Comazzi

 

Immobiliare, settore chiave per l’economia – QN Il Giorno – Articolo di Achille Colombo Clerici

settembre 29, 2020

Il settore immobiliare non è, come ritengono i maxieconomisti, una variabile indipendente del sistema economico sicché, comunque trattato sul piano fiscale, non ha effetti sull’economia; bensì è un comparto fortemente interconnesso con gli altri settori produttivi. Anzi, è il settore centrale, il settore hub dell’intera economia.

Ricordo la massima del muratore-deputato francese Martin Nadau, (1850): quand le batiment va tout va.  Quella massima, rapportata al tempo nostro, significa che quando il mercato immobiliare va, tutta l’economia va: come causa e come effetto.

Se il mercato immobiliare funziona (raccogliendo e garantendo il risparmio di milioni di famiglie italiane per oltre il 60% della ricchezza nazionale), genera la fiducia necessaria e le famiglie consumano e investono. Ciò genera crescita economica, che produce gettito fiscale per fronteggiare le spese dello Stato. Un circolo virtuoso.

Diversamente (in mancanza di spending review, di recupero dell’evasione, di eliminazione degli sprechi), l’unica via per l’equilibrio dei conti resta l’aumento della pressione fiscale, che ha sull’economia un effetto depressivo della crescita economica stessa.  Un circolo vizioso.

Occorre arrivare ad una rivoluzione copernicana: rivitalizzare la locazione privata (che agevola la mobilità abitativa) poiché, con l’attuale politica che l’ha penalizzata, abbiamo relegato nell’area dell’irrilevanza economica due terzi delle abitazioni del Paese. Questi due terzi vanno riportati nell’area della attività produttiva e della contribuzione fiscale.

Dalla mobilità abitativa deriva inoltre un cospicuo indotto economico. Sta emergendo, anche a causa della pandemia, una domanda immobiliare diversa dalla precedente che riguarda soprattutto il residenziale, ma anche uffici e negozi. Si impongono la riqualificazione edilizia e il rinnovamento urbano.

Il turn over generato dalla locazione, dà luogo ad attività di progettazione, di certificazione, di rinnovamento tecnologico, di allestimento di interni, di mediazione immobiliare, di traslochi: lavoro per professionisti, imprese, artigiani, agenzie immobiliari e quindi potente indotto di valenza anticiclica, generante reddito e imposte. Una irripetibile occasione perché tale rivoluzione venga oculatamente gestita da una moderna politica immobiliare basata sugli incentivi e non sulle tasse.

 

Presentazione del libro di Berni Ferretti “Guardare al futuro con occhi puliti” – Fabbrica del Vapore

settembre 28, 2020

Lunedì 28 settembre ore 20,15, alla Fabbrica del Vapore di Milano

COLOMBO CLERICI RELATORE ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BERNI FERRETTI “GUARDARE AL FUTURO CON OCCHI PULITI”

Il Presidente di Assoedilizia e di AMICI DI MILANO, Achille Colombo Clerici è relatore alla presentazione del libro “Milanoventunopuntozero – Guardare al Futuro con occhi puliti” dell’avvocato Giampaolo Giorgio Berni Ferretti – Collana i Quaderni Milano Vapore, che avviene lunedì 28 settembre 2020 alla Fabbrica del Vapore di via Messina 26, Milano.

L’Autore impetuosamente descrive tutti i difetti del Sistema Italia dalla tassazione eccessiva, alla troppa burocrazia, dalla necessità di utilizzare gli strumenti che la cooperazione e le Convenzioni Internazionali mettono a disposizione per governare i fenomeni migratori, dall’urgenza di una riforma della Giustizia. Quindi lancia le sfide per costruire un Mondo Nuovo, parlando della Milano, motore dell’Italia, del modello di smart city e lanciando le prime idee sulla partita strategica sul Mediterraneo che l’Europa unita deve percorrere.

Introduce Giampaolo Berni Ferretti, Presidente Milano Vapore. Relatori Onorevole Maria Stella Gelmini, Presidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati; Gianluca Comazzi, Presidente del Gruppo di Forza Italia in Regione Lombardia; Gabriele Albertini, ex Sindaco di Milano; Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia; Alessandro Galimberti, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lombardia; Carmelo Ferraro Presidente di Piattaforma Milano. Modera Pietro Senaldi, Direttore di Libero.

Foto d’archivio: Achille Colombo Clerici e Gabriele Albertini in Prefettura a Milano

 

Infrastrutture ferroviarie e corridoi europei – Terzo Valico e raddoppio della Monza Chiasso – Articolo su QN Il Giorno – di Achille Colombo Clerici

settembre 28, 2020

Il completamento del tunnel ferroviario del Monte Ceneri in Canton Ticino – inaugurato il 4 settembre scorso – che conclude la gigantesca opera di trafori alpini nota come AlpTransit è fondamentale per la realizzazione del Corridoio europeo 24 – inserito tra le 30 opere prioritarie dell’Unione – destinato a rivoluzionare i collegamenti tra Genova e Amsterdam velocizzando notevolmente il trasporto di persone e merci in numero e quantità.

La Lombardia ed il suo capoluogo sono interessati dall’opera che, a Milano, intercetta il Corridoio 5, l’altro grande asse ferroviario europeo Lisbona-Kiev. Il Corridoio 5 tocca i porti di Venezia e Trieste i quali, con quello di Genova, rappresentano i più importanti terminali mediterranei della Nuova Via della Seta, la colossale infrastruttura marittima e ferroviaria (68 i Paesi interessati) che la Cina sta realizzando per incrementare l’interscambio tra Asia ed Europa. Melzo, l’hub ferroviario italiano, è in attività da oltre un anno e mezzo.

Purtroppo manca un tassello importante al corridoio Genova-Rotterdam: mentre i lavori sulla Genova-Milano proseguono (l’apertura del Terzo valico dei Giovi avverrà nel 2023), il potenziamento della linea Chiasso-Monza (raddoppio dei binari, da due a quattro) resta in sostanza sulle ginocchia di Giove. I costi di progettazione e di realizzazione non sono ancora finanziati anche se sono in corso lavori di adeguamento tecnologico. Si corre così il ‘rischio imbuto’ a sud di Chiasso, che vale ovviamente anche nella tratta opposta, da Genova a Chiasso.

Secondo l’Osservatorio delle Infrastrutture del Nord-Ovest nel 2025 ogni giorno passeranno il confine in direzione Milano 98 treni pendolari (nel 2015 erano 37) e 170 treni merci (nel 2015 erano 44).

Tra i progetti in corsa per le risorse del Recovery Fund un posto in prima linea dovrebbe quindi essere riservato alla Monza – Chiasso.  Teniamo presente che il trasferimento su ferrovia di buona parte delle merci che oggi viaggiano su gomma decongestionerebbe l’area metropolitana milanese con notevole riduzione dell’inquinamento atmosferico, che supera di gran lunga i limiti imposti dall’Unione Europea con il rischio di sanzioni; e soprattutto diminuirebbe le conseguenze nocive per la salute della popolazione.

Slittamento e proroga, da parte del Comune di Milano, del termine per la redazione del CIS

settembre 24, 2020

CIS – CERTIFICATO DI IDONEITA’ STATICA – slittamento del termine e  proroga da parte del Comune di MILANO

24 sett. 2020

Assoedilizia comunica che il Comune di Milano, con determinazione del Direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia – Atto n. DD 6063 del 2 settembre 2020 – dato atto che la scadenza del termine per la presentazione del certificato di idoneità statica (CIS) previsto dall’art. 11 comma 6 del Regolamento Edilizio, termine già prorogato di un anno, è stato ritenuto dalla Amministrazione comunale soggetto al periodo di sospensione stabilito dalla normativa statale anti covid e quindi avrà la sua prossima scadenza al 16 febbraio 2021, ha prorogato questo termine per tutto il tempo occorrente all’Amministrazione Comunale per il reperimento degli atti e dei documenti necessari per l’analisi degli stati di fatto, come risultante dal confronto tra la data di protocollazione della richiesta degli stessi atti e documenti e la data di loro messa a disposizione al richiedente.

Bologna Fiere sbarca a Milano con All Around Work

settembre 21, 2020

Istituto Europa Asia Europasia informa

Con  All Around  Work alleanza Milano-Bologna nel settore fieristico

COLOMBO CLERICI: IL TURISMO INTERNAZIONALE PER RISPONDERE ALLA GRANDE SFIDA DELLA RIPRESA

“Lo  sviluppo di una città è dovuto alla sua apertura che si traduce in  contatti economici e culturali. Ben vengano, quindi, soprattutto dopo la chiusura dovuta alla pandemia, iniziative come All Around Work che nel settore fieristico riaprono la stagione con un segnale di grande importanza: la collaborazione tra Milano e Bologna, capoluoghi delle due regioni traenti l’economia del Paese, che registrano il più basso residuo fiscale italiano”.

Così Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’associazione Amici di Milano alla presentazione della manifestazione milanese che si terrà dal 6 all’8 ottobre presso lo spazio Megawatt Court, nel distretto Around Richard a Milano. E proseguendo: “Milano, dopo aver pagato un terribile prezzo in termini di vite umane e di blocco economico a Covid-19 si trova nella necessità di rispondere alla nuova, grande sfida: riprendere, assieme a città come Bologna, la centralità della ripartenza. Per questo – come ho recentemente sostenuto a The European House-Ambrosetti di Cernobbio – è indispensabile che, assieme ad ogni altra incentivazione, si avvii un progetto mirato di promozione del turismo internazionale di alto livello E’ il turismo, infatti, soprattutto quello internazionale, con tutta la sua filiera e tutto l’indotto, unitamente alla cultura, a fare l’immagine delle città italiane; ed a crearne l’appeal ai fini anche degli investimenti produttivi e commerciali. Il turista quindi non solo attiva l’economia locale – alberghi, ristoranti, shopping – ma diventa, al rientro nel proprio Paese, il migliore ambasciatore della qualità e della competitività della città della quale è stato ospite. E’ quindi in gioco la capacità dello Stato di approntare misure di sostegno per queste attività economiche primarie.”

Donato Loria, general manager Bologna Congressi, Marco Predari e Alfonso Femia, architetti e ideatori di All Around Work hanno illustrato l’evento organizzato da Events Factory, divisione del Gruppo BolognaFiere. Sono inoltre intervenuti Luca Bigliardi, architetto, fondatore e partner Principioattivo Architecture Group e Marialisa Santi, architetto e consigliere dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Milano.

Il debutto di questa prima edizione rappresenta un’importante testimonianza della volontà, da parte di tutta la struttura organizzativa di All Around Work, di sostenere la ripresa della città di Milano, cuore e punto di riferimento del design nel mondo. La manifestazione si inserirà, inoltre, temporalmente nel ciclo di eventi legati alla Milano Design City Week, che avrà luogo dal 28 settembre al 10 ottobre 2020.

All Around Work nasce con l’obiettivo di far conoscere da vicino l’evoluzione del mercato e rispondere alle esigenze di progettazione di nuovi modelli organizzativi per l’ufficio e il lavoro – individuale o condiviso – che favoriscano produttività, collaborazione, creatività e benessere.  La manifestazione si propone quindi come luogo di incontro fra domanda e offerta, collocandosi in modo puntuale nel contesto attuale dell’emergenza sanitaria, che ha portato a una forte accelerazione di un fenomeno, già in atto da tempo, legato alla trasformazione dei luoghi di lavoro.

Durante i tre giorni di manifestazione, che avrà come cuore pulsante un percorso espositivo di nuova generazione inserito in un concept architettonico unico e innovativo suddiviso in 5 aree tematiche ( architettura, ingegneria, general contract, arredo per ufficio, tecnologie) , si susseguirà un palinsesto ricco e autorevole di eventi, incontri, in presenza e in streaming, di assoluto valore per il mondo della progettazione e delle imprese dell’arredo, per gli sviluppatori e gestori immobiliari e per le aziende di servizi che si occupano di spazi per il lavoro.

Gli incontri, accreditati presso l’Ordine degli Architetti di Milano, vedranno la partecipazione di esperti del settore e opinion leader che racconteranno le migliori prassi, maturate anche in questo periodo di profondo cambiamento del mercato. Molti i temi che saranno proposti: nuovi layout e modelli di business, anche in risposta all’ibridazione dei luoghi di vita con gli spazi del lavoro, i criteri ambientali minimi e le novità in materia di gare pubbliche, gli investimenti nel settore immobiliare e i nuovi servizi del proptech, i cambiamenti dei comportamenti e dei processi delle organizzazioni alla prova della rivoluzione digitale e dell’evoluzione delle biotecnologie, come stanno evolvendo le tecnologie e i servizi per la condivisione delle informazioni, quali i nuovi parametri fisici per definire e  ottimizzare il comfort indoor, lo scenario internazionale dei migliori spazi, e dei servizi integrati, per lavorare e creare. Uno degli appuntamenti, inoltre, vedrà ospiti alcuni degli studi di progettazione più giovani che, in ambito italiano, hanno costruito recenti ed interessanti spazi per il lavoro. Non mancherà un incontro con alcuni dei nomi più noti della progettazione, del Real Estate e dei servizi, per ascoltare un punto di vista, tutto al femminile, sulle evoluzioni del settore.

Ad arricchire il programma degli eventi anche il concorso di industrial design patrocinato da ADI, Associazione Italiana per il Disegno Industriale e rivolto a progettisti, designer, architetti, ingegneri iscritti all’albo di riferimento, sia italiani che stranieri e studenti degli ultimi due anni di corso delle facoltà di Architettura, Ingegneria o scuole di Design.  Il concorso sarà presentato ad All Around Work, lunedì 6 ottobre 2020, alle ore 18.

Informazioni complete su programma, parcheggi e navetta sono disponibili all’interno del sito della manifestazione: www.allaroundwork.it

 

E’ strutturale la mancanza di fiducia nel sistema-Paese – Articolo di Stefano Simontacchi pubblicato su Il Sole 24 Ore del 16.9.2020

settembre 16, 2020

IL CANTIERE DEL FISCO RIFORMA, PRIMA L’OBIETTIVO di Stefano Simontacchi

La crisi innescata dall’emergenza Covid ha reso manifesta la strutturale mancanza di fiducia nel nostro sistema-Paese, che per troppo tempo i governi non hanno saputo affrontare.

FISCO, UNA RIFORMA STRUTTURALE PER RIDARE SLANCIO ALL’ECONOMIA di Stefano Simontacchi

Siamo chiamati dalla stessa progettualità del programma Next Generation Eu a intraprendere un percorso di riforme profonde: giustizia, fisco, riforma della Pa, infrastrutture, scuola e ricerca su tutte.

Si pone innanzitutto un tema di metodo: per fare pianificazione strategica bisogna prima definire un obiettivo e poi identificare le azioni che consentono di perseguirlo.

È fondamentale quindi che il governo non vari riforme che siano monadi, ma invece proceda in modo coordinato partendo da un progetto di sistema Paese affidabile e credibile, sul quale si inserisca un piano industriale che manca da troppo tempo (infrastrutture, settori chiave di cui in primo luogo il turismo, innovazione). Le norme e le riforme devono essere funzionali alla progettualità e agli obiettivi che ci si è prefissati e, soprattutto, sinergiche e complementari tra loro.

In questo quadro, non si può continuare a dimenticare il livello del nostro debito e agire spesso in logica meramente elettorale con una visione di breve termine. Le misure da varare devono non già essere finalizzate a “spendere” le risorse messe a disposizione dall’Europa, ma invece utilizzate per innescare un circolo virtuoso di investimenti che portino crescita strutturale e sostenibile.

Dopo decenni di inerzia che ha prodotto un numero spaventoso di norme tributarie non coordinate tra loro, si è tornati a parlare di riforma fiscale ricordandosi che la politica fiscale ha un impatto diretto sulla stabilità macroeconomica, la crescita e la distribuzione della ricchezza.

Non vi è dunque alcun dubbio circa la necessità di una riforma fiscale nel nostro Paese capace di innescare un circolo virtuoso che faccia perno sulla fiducia dei cittadini e degli investitori nell’Amministrazione finanziaria. La riforma dovrebbe avere a oggetto, inter alia: l’organizzazione in modo chiaro e sistematico della normativa esistente, creando un unico codice tributario (che consenta di coordinare la disciplina sostanziale e procedurale di tutti i tributi); la finalizzazione dell’intrapreso progetto di riforma della giustizia tributaria, mediante l’istituzione di giudici tributari professionali e assicurando tempi certi per la trattazione delle vertenze tributarie nei diversi gradi di giudizio; la riduzione della pressione fiscale mediante una rivisitazione del sistema di imposizione e la lotta all’evasione.

Ma, tornando al tema del metodo vi sono due considerazioni fondamentali: una riforma strutturale e sistematica richiede tempo e ha delle significative implicazioni politiche e sociali e, perché abbia una valenza strategica, tale riforma deve essere coerente con il progetto di sistema e con il piano industriale.

Quindi cosa diventa veramente urgente in questo momento? Da un lato identificare i principi ispiratori e le linee portanti della riforma e avviarne i lavori e dall’altro varare con la legge di Bilancio misure urgenti che supportino il rilancio dell’economia e siano coerenti con il progetto di riforma. Il fisco può e deve essere volano per la ripresa dell’economia.

A titolo esemplificativo si segnalano alcune aree di intervento.

  1. Nell’attuale economia della conoscenza, la competitività e la creazione del valore delle imprese sono per lo più riconducibili all’innovazione e i dati mostrano come l’Europa debba recuperare posizioni in questo campo. È, dunque, necessario agevolare l’investimento in ricerca e tecnologia per dare attuazione ai processi di innovazione con il ripristino e l’ampliamento degli incentivi fiscali connessi a industria 4.0 (ad esempio iper-ammortamento, super-ammortamento e credito per la ricerca). Non bisogna ovviamente dimenticare tutte le norme non fiscali che in modo sistemico vanno coordinate per conseguire tale obiettivo (ad esempio, il sistema dei visti per gli expat, l’infrastruttura tecnologica e il rilancio della ricerca universitaria).
  2. Abbiamo un tessuto di imprese sottocapitalizzate e sottodimensionate che faticano a fare ricorso al mercato del debito. Vanno introdotti incentivi alle aggregazioni (detassazione del reddito incrementale e riconoscimento dell’avviamento) e alla ricapitalizzazione delle imprese (super Ace). 3. L’Italia ha una caratteristica unica, un risparmio molto rilevante (oltre 4mila miliardi di cui circa 1.500 sui conti correnti). La leva fiscale può fare sì che anche il risparmio italiano si indirizzi verso l’economia reale in proporzioni analoghe a quelle degli altri Paesi avanzati. Va favorita la nascita di un mercato adeguato del private equity e del venture capital (ad esempio, con esenzione da capital gain e dividendi per chi investe nei prossimi 24 mesi e mantiene l’investimento per almeno 5 anni più un credito di imposta del 30% in caso di perdita a fine investimento). Ciò unito alle azioni di categoria speciale di filiera e alla riduzione del limite minimo di investimento nei Fia, dovrebbe dare un aiuto importante e sistemico alle Pmi italiane.
  3. La crisi ha evidenziato l’importanza di presidiare le catene del valore e la strategicità di alcune filiere. Come altri Paesi stanno facendo sarebbe opportuno introdurre norme che favoriscano il reshoring e l’insediamento di nuovi stabilimenti produttivi in Italia (sgravi contributivi e maggiori ammortamenti). Non bisogna infatti pensare solo a fare rientrare impianti delocalizzati, ma anche ad evitare che nuovi impianti che potrebbero essere stabiliti in Italia siano delocalizzati.
  4. Le analisi economiche e strategiche evidenziano in modo, purtroppo, inequivocabile come l’Italia abbia troppo a lungo trascurato l’investimento nel capitale umano (driver chiave nella produzione di valore) e di come il mutato contesto economico richieda nuove competenze. Si dovrebbero, dunque, introdurre incentivi fiscali alla formazione e riqualificazione dei dipendenti (sgravi contributivi e detrazioni)
  5. Le nostre imprese hanno bisogno di rafforzarsi nel processo di internazionalizzazione e la variabile fiscale può svolgere un ruolo incentivante nella localizzazione di holding in Italia Parimenti andrebbero previste misure che agevolino la localizzazione in Italia di investimenti in Africa, continente considerato strategico anche a livello europeo.
  6. I dati ufficiali stimano l’economia sommersa (non quella illegale) in circa 190 miliardi di euro con un gettito evaso di oltre 90 miliardi di euro. Le stime dicono che una grande maggioranza dell’evasione (e quindi del recupero da effettuare) riguardi l’Irpef. È solo riportando la legalità diffusa a questo livello che si possono recuperare efficacemente e velocemente risorse per il sistema, al fine di abbassare il livello impositivo. L’Europa ha infatti chiarito che non si possono utilizzare i fondi del Recovery Fund per ridurre le imposte. Ecco perché non si può evitare di affrontare il tema pur politicamente scomodo del contante e della lotta all’evasione. Il patto con i cittadini deve prevedere quale contraltare a un fisco riformato e user friendly il senso civico e legalità. Da un lato vanno inasprite le sanzioni per chi evade e dall’altro incentivati l’uso dei pagamenti elettronici (deduzioni e detrazioni) e disincentivato l’uso del contante.

Esplosione a Milano in piazza Libia: fuga di gas – Assoedilizia COMST

settembre 14, 2020

Esplosioni di gas nelle case, quasi un bollettino di guerra

COLOMBO CLERICI (ASSOEDILIZIA): E’ INCONCEPIBILE CHE CIO’ CONTINUI AD AVVENIRE, NEGLI ANNI DUEMILA E IN UN PAESE MODERNO E CIVILE

Ieri mattina alle 7 a Milano, piazzale Libia, esplosione in un condominio di nove piani dovuta a fuga di gas metano secondo i primi rilievi dei Vigili del fuoco.  Bilancio, 6 feriti – di cui uno grave – 50 sfollati, tre piani dell’edificio danneggiati, danni anche ad auto e moto parcheggiate nei pressi dell’edificio. Il boato dell’esplosione è stato udito ad un chilometro di distanza.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare). Secondo l’annuario statistico dei Vigili del Fuoco, in Italia si è registrato nel 2016 il numero record di 26.458 interventi per fughe di gas – con o senza esplosioni conseguenti – in costante, sensibile aumento dal 2011 (18.274 interventi).  Morti, feriti, danni difficilmente calcolabili. E’ quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile?

Il presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici dichiara:

C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas.  Emblematica è la storia del metano: il “pubblico” fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante (ricordiamo che esso possiede 5 volte il potere calorifico del vecchio gas di città ed inoltre stratifica rendendo difficile la dispersione).

In questo quadro, si potrebbe pensare che il pubblico debba assumersi l’onere di tutelare la sicurezza dei cittadini, ma non ne dispone la integrale obbligatorietà; non stabilisce che gli enti erogatori (che esercitano un’attività economica, traendone profitto, costituente però al tempo stesso un servizio di interesse pubblico) eseguano, sotto la loro responsabilità, i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza all’interno delle abitazioni, oltre che all’esterno, interrompendo l’erogazione in caso di anomalie; non dispone per una assicurazione sociale (come la previdenza e l’assistenza sociali) che risponda, in termini di primo rischio assoluto e con copertura del cento per cento,  sul piano non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile.

Ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale ineluttabile, come fosse un terremoto od una inondazione, generata dalle forze della natura; ma ad un fatto causato da azioni umane (private e pubbliche) combinate a norme di legge lacunose o distorte.

I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore che li effettua sotto la sua responsabilità, anche ai fini della responsabilità civile (se qualcosa non va, dovrebbe bloccare subito la erogazione).

A valle dei contatori (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’ASL.

Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi in Italia si permette che nelle case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.

Non viene disposta l’installazione  obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa (ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni).

Il tutto sotto la responsabilità degli enti erogatori che dovrebbero, in presenza di difetti, interrompere immediatamente la fornitura del gas.

Sui nostri suggerimenti tecnici concorda anche il C.I.G. Comitato Italiano Gas.

Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:

– agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione delle spese in più anni dall’Irpef);

– obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici;

– tariffe elettriche agevolate.

– congegno di blocco manuale generale della erogazione da attivare in caso di fughe di gas.

Quando si sente odore di gas chiunque deve potersi attivare per eliminare il pericolo: un po’ come avviene sui treni dove esiste il comando di freno di emergenza, azionabile prima ancora di avvisare il capotreno.

Occorre dunque installare un comando nelle parti comuni degli edifici che permetta, a chiunque avverta il pericolo ed ovviamente sotto la sua responsabilità, di interrompere il flusso del gas bloccando le condutture direttamente all’esterno dell’ edificio stesso. Poi arriveranno i Vigili del fuoco, i tecnici del settore e faranno tutte le verifiche ed i controlli o le riparazioni del caso prima di “riarmare” il congegno di blocco e ripristinare il flusso del gas.

Ad evitare scherzi scriteriati potrebbe essere installata una telecamera collegata al dispositivo di blocco per identificare l’autore dell’allarme.

Ovviamente il costo di tale installazione di sicurezza va addebitato non al proprietario di casa, ma all’azienda erogatrice.

“Ridare fiducia ai Bot people ” Articolo su QN Il Giorno del 5 sett. 2020 di Achille Colombo Clerici

settembre 11, 2020

E’ complesso il rapporto tra le famiglie italiane e il denaro: secondo l’ABI nei conti correnti giacciono oltre 1.000 miliardi di euro (su una ricchezza finanziaria totale di 4.445 miliardi): per fare un raffronto, quasi cinque volte la quota di nostra spettanza del famoso Recovery Fund che attendiamo come la manna dal cielo per il ’21-‘22.  Addirittura durante il lock down il risparmio ha fatto un balzo in avanti: nel solo mese di marzo sono stati accantonati 16,8 miliardi, più 254 per cento rispetto allo stesso mese del 2019. Se gli oltre 1.000 miliardi venissero, almeno in parte, immessi nell’economia reale, l’Italia potrebbe risolvere molti antichi problemi.  Perché ciò non avviene?

Manca la fiducia, domina l’incertezza, ritengo.” Meglio non spendere e tenere i soldi pronti per ogni evenienza”, pensano i connazionali. Se ne è parlato anche al Forum The European House  Ambrosetti di Cernobbio – al quale partecipo da molti anni – il noto appuntamento annuale che dal 1975 riunisce personalità, statisti ed esperti di tutto il mondo per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l’economia globale e la società nel suo complesso.

Una mancanza di fiducia che riguarda tutto e tutti: governo, opposizione, burocrazia, giustizia, società civile, imprenditori, sindacati, sistema finanziario. Una sfiducia che si era manifestata ben prima della pandemia: già nel primo trimestre 2019 il sentiment delle famiglie italiane, non sostenuto da prospettive positive di crescita economica, aveva mostrato segni di flessione, per poi proseguire il trend di riduzione; cause, l’andamento del mercato del lavoro e le incertezze a livello macroeconomico.

Certo, come viene denunciato a Cernobbio, l’ignoranza sui più elementari meccanismi della finanza non aiuta (siamo ultimi tra i Paesi del G20 per educazione finanziaria). Ma è soprattutto la delusione dei ‘Bot people’ ad aver sottratto centinaia di miliardi di risparmio privato al finanziamento della spesa pubblica che veniva impiegata per rimborsare alti tassi di interesse, ma anche per sostenere servizi e tutele pubbliche. Oggi Il Paese è legato a regole comunitarie. Ed è inevitabile che sia così.  Ma l’imperativo rimane: ridare fiducia ai Bot People.

Foto: Achille Colombo Clerici con il Premier Giuseppe Conte al Forum Ambrosetti Cernobbio 2020 The European House

Photo gallery Assoedilizia – Forum Ambrosetti Cernobbio The European HouseHOUSE 2020

settembre 7, 2020

Il Premier Giuseppe Conte con Achille Colombo Clerici

Ministro Luigi di Maio con Achille Colombo Clerici

Senatore Matteo Salvini con Achille Colombo Clerici

La prof. Elsa Fornero con Achille Colombo Clerici