I progetti per il Recovery Plan – Articolo su QN Il Giorno – Achille Colombo Clerici

Il progetto di teleriscaldamento che, utilizzando l’acqua calda della Centrale termoelettrica di Cassano d’Adda, interesserà 150.000 famiglie milanesi, è un modello di grande opera da finanziarsi con il Recovery Fund. Esso contiene infatti tutte le caratteristiche ideali che dovrebbero contraddistinguere tali tipologie di interventi: coinvolgimento di gran numero di utenti, valore ecologico, risparmio energetico, sicurezza, durata nel tempo.  Ed è un esempio per le altre città italiane.

Altre grandi opere da inserire nel Recovery Plan dovrebbero riguardare la dispersione idrica. L’Italia, con 156 metri cubi per abitante, è il Paese dell’Unione Europea con il consumo  maggiore di acqua: ebbene, il volume di perdite idriche totali (ottenuto sottraendo i volumi erogati autorizzati ai volumi immessi in rete), ammonta a 3,4 miliardi di metri cubi, corrispondenti a una dispersione giornaliera di 9,4 milioni di metri cubi di acqua per uso potabile, pari, a livello nazionale, al 41,4% del volume complessivamente immesso nella rete. Una percentuale in costante aumento, a causa del degrado della rete idrica.

Considerando i soli capoluoghi di provincia, nel gruppo di ‘maglie nere’ si registrano Frosinone, Campobasso, Potenza, Vibo Valentia, Tempio Pausania e Iglesias. Tra i capoluoghi di regione Milano è la città con il valore più basso di perdite idriche totali in termini percentuali rispetto ai volumi immessi (16,7%).

Risulta quindi improcrastinabile un massiccio intervento di riqualificazione della rete di distribuzione idrica. Fra i grandi progetti da inserire nel Piano di finanziamento in fase di formazione – ne ho scritto di recente – la realizzazione di infrastrutture ferroviarie, quali il quadruplicamento dei binari tra Monza e Chiasso per completare il Corridoio ferroviario europeo 24 che unisce i porti di Genova e Rotterdam, nonché un serio programma di investimenti in edilizia residenziale pubblica. Proposte di grande portata, investimenti concreti e mirati all’ammodernamento, alla crescita e allo sviluppo del Paese

Sembra invece che sia in atto un “assalto alla diligenza” al Recovery Fund con ben 405 proposte di investimento, per un totale di 460 miliardi di euro (oltre il doppio di quelli a noi assegnati), frammentati in una miriade di progetti: alcuni dei quali addirittura inferiori a 100.000 euro. Evidentemente per conquistare consenso elettorale.  Non è così che si prepara il rilancio dell’Italia che si sta giocando il futuro di potenza economica mondiale.  

 

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