Tecnologia innovativa negli edifici – Edifici smart per garantire funzionalità e sicurezza

Articolo su QN Il Giorno del 10 ottobre 2020 – di Achille Colombo Clerici

L’imprevedibilità della domanda immobiliare, conseguente ad una realtà che varia repentinamente, è sempre più accentuata. Si pensi, ad esempio, alla recente pandemia che ha visto mutate le esigenze di uffici e di abitazioni. Si è passati dagli uffici in stanze separate a grandi open space per poi passare al lavoro da remoto; il residenziale chiede alloggi più grandi (una stanza da dedicare al lavoro), ampi balconi, terrazze.

Un interessante contributo “smart” per uffici e abitazioni può venire dalla sensoristica capillare e multidevice; la capacità di elaborare le informazioni ricevute dai sensori così come la capacità degli impianti di adattarsi rapidamente al grado di occupazione dell’unità immobiliare e delle sue parti comuni.

Gli esempi applicativi che si possono fare sono pressoché infiniti. Per citare: la igienizzazione dell’aria dei locali in funzione del numero delle persone presenti, il miglioramento possibile della convivenza nello stesso stabile con sensori del livello di pressione sonora. Naturalmente i sensori possono rendere più sicuro l’immobile; accendendo ad esempio le luci “a giorno” quando rilevano il transito di una persona, oppure si possono prevedere antenne di rete cellulare ai piani interrati. In questo modo si favorisce anche l’industria del mattone poiché potrà, grazie ad edifici sempre più smart, sostenere la richiesta economica degli edifici nuovi e così giustificare il gap di costo rispetto a quelli meno recenti. Le esigenze organizzative della sanità potrebbero suggerire la realizzazione di standard, nelle nuove costruzioni, finalizzati alla ricettività, ai fini della cura, degli ammalati non gravi tenuti al rispetto della quarantena.

Ne ho parlato all’Osservatorio Smart City dell’università Bocconi di Milano. Da anni Assoedilizia è impegnata sul fronte della sicurezza degli immobili in particolare per quanto riguarda l’uso del gas, soprattutto del metano. Ad oggi, non si sono fatti decisivi passi avanti sul fronte della introduzione di adeguate misure.

Tra le adottande misure penso ad esempio a sensori – da installarsi nei condomini a cura delle aziende erogatrici – per segnalare la fuoruscita del gas incombusto e in tal caso interrompere automaticamente l’erogazione del metano.

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