Archivio per novembre 2020

Assoedilizia – Achille Colombo Clerici confermato Presidente. Due nuove entrate nel Consiglio Direttivo

novembre 12, 2020

Si è svolta a Milano la riunione del Consiglio Direttivo di Assoedilizia eletto nel corso dell’Assemblea generale dello scorso luglio che ha confermato all’unanimità l’avv.  Achille Colombo Clerici  Presidente per il triennio 2020-2022. Nella stessa occasione è stata approvata l’entrata nel Consiglio della dott.ssa Maria Luisa Negri da Oleggio Consiglio e dell’avv. Paola Luisa Di Patrizio.

Foto di archivio


Nuove strategie perché il metano non faccia danni – Articolo su QN IL GIORNO del 7 Novembre 2020 di Achille Colombo Clerici

novembre 11, 2020

Contrariamente a quanto si ritiene comunemente, dopo il biossido di carbonio, il metano è il secondo più importante agente dei cambiamenti climatici, come causa del cosiddetto ‘effetto serra’. È anche un potente inquinante atmosferico locale che provoca gravi problemi di salute.   Lo afferma la Commissione europea che negli scorsi giorni ha presentato la sua strategia per ridurre appunto le emissioni di metano.  

La strategia contiene interventi legislativi e non legislativi nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti, che insieme interessano circa il 95 % delle emissioni di metano associate all’attività umana nel mondo. La Commissione collaborerà con i partner internazionali dell’UE e con l’industria per conseguire riduzioni delle emissioni lungo la catena di approvvigionamento.

Una delle priorità della strategia è quella di migliorare la misurazione e la comunicazione dei dati sulle emissioni di metano (attualmente il livello di monitoraggio varia secondo i settori e gli Stati membri e nell’intera comunità internazionale). Inoltre la Commissione sosterrà la creazione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano in collaborazione con Onu ed altre istituzioni mondiali. Il programma satellitare Copernicus dell’UE migliorerà la sorveglianza e contribuirà a individuare i super emettitori mondiali e le principali perdite di metano.

Tra i provvedimenti per ridurre le emissioni di metano nel settore dell’energia si proporrà l’obbligo di migliorare il rilevamento e la riparazione delle perdite nelle infrastrutture di trasporto e di  distribuzione del gas e verrà introdotto il divieto di pratiche routinarie di combustione in torcia e di rilascio in atmosfera.

Nel settore agricoltura la Commissione introdurrà misure per la riduzione delle emissioni, con il sostegno della politica agricola comunitaria. Per esempio, i rifiuti organici umani e agricoli che non siano riciclabili possono essere usati per produrre biogas, biomateriali e prodotti biochimici, in modo da generare flussi di reddito supplementari nelle zone rurali.  

Nel settore dei rifiuti la Commissione proporrà ulteriori azioni per migliorare la gestione dei gas di discarica, sfruttandone il potenziale ai fini del consumo energetico. Riducendo nel contempo le emissioni, in quanto ridurre al minimo lo smaltimento dei rifiuti biodegradabili nelle discariche è fondamentale per evitare la formazione di metano.

I dibattiti dell’Osservatorio Metropolitano – Nuovo ciclo

novembre 10, 2020

Collegio Ingegneri ed Architetti – ARCHXMI -Associazione Interessi Metropolitani  
Dibattiti dell’ OSSERVATORIO METROPOLITANO 

Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana. Secondo ciclo di incontri edizione 2020

5. LA PANDEMIA TRA MILANO/ITALIA/EUROPA/MONDO – Martedì 17 nov.2020 ore 18,00
Coordinatore: Gianni Verga
Relatori: Stefano Rolando, Piero Bassetti, Riccardo Fedriga
Intervento conclusivo di Achille Colombo Clerici


6. LA RESIDENZA UNIVERSITARIA. IL RUOLO DEL COLLEGIO DI MILANO. -Martedì 1 dic. 2020 ore 18,00
Coordinatore: A.Belgiojoso
Relatori: F.Schiaffonati, S.Carrubba, S.Blanco


7. MILANO E LA SUA ARCHITETTURA NELLO SGUARDO DELLA FOTOGRAFIA – Martedì 15 dic. 2020 0re 18,00
Coordinatore: C.Berizzi
Relatori: F.Brunetti, E.Galimberti, S.Gusmeroli
Coordinamento
Alberico Belgiojoso Carlo Berizzi Gianni Verga

MARTEDÌ 17 NOVEMBRE 2020
Ore: 18.00

MARTEDÌ 1 DICEMBRE 2020
Ore: 18.00

MARTEDÌ 15 DICEMBRE 2020
Ore: 18.00

A causa delle restrizioni per il COVID gli incontri si terranno sulla piattaforma online BigMarker.

Sono stati richiesti cfp all’Ordine degli Architetti.

Per la partecipazione ai 3 incontri verranno riconosciuti 6 cfp agli ingegneri.

Locandina Osservatorio Metropolitano – totale 2020_01

 

Intervista su LA DISCUSSIONE del 7 novembre 2020 a cura di Angelica Bianco – “La forza immobiliare, Colombo Clerici (Assoedilizia): patrimonio che dà valore al Paese”

novembre 9, 2020

“La forza immobiliare, Colombo Clerici (Assoedilizia): patrimonio che dà valore al Paese”
Intervista su LA DISCUSSIONE del 7 nov. 2020 a cura di:
Angelica Bianco

Assoedilizia, è un punto di riferimento storico per i proprietari di immobili. Nella sua lunga storia ha annoverato sfide vinte, progetti realizzati, crescita di un patrimonio che in Italia resta saldamente nel cuore e nelle ambizioni dei cittadini. Oggi l’Associazione ha di fronte con la Pandemia e i suoi effetti collaterali socio-economici e sanitari, uno scenario impegnativo, inedito e che comporterà iniziative innovative, e coraggiose. C’è il super bonus 110%, c’è una situazione economica difficile che creerà non pochi problemi alle famiglie, ma c’è anche la possibilità di fare di più e meglio e confidare nella ripresa. Ne parliamo con il presidente Colombo Clerici, che illustra le prossime iniziative di Assoedilizia.

Presidente Clerici per quanti non conoscono la lunga e gloriosa storia di Assoedilizia ci può fare il punto della situazione? Ci può spiegare il ruolo e la forza economica della sua Associazione?
Se scorro gli annali della Associazione (che datano dal lontano 1894, anno della sua fondazione), mi rendo conto di tutti i passaggi storici attraversati dal mondo della proprietà immobiliare, che è il mondo delle famiglie italiane risparmiatrici, nel suo rapporto con la politica e le sue scelte. Siamo passati dall’entusiasmo creativo, alla sfiducia sistematica, dalla libera iniziativa alle operazioni dirigistiche. Il mainstream della politica è passato, dalla alleanza con il risparmio familiare, alla alleanza con i centri del potere finanziario internazionale.
Fino a vent’anni fa la gestione della ricchezza, mobiliare e immobiliare, era a misura d’uomo. Poi, gradatamente è diventata un fatto sempre più tecnico e sempre più complesso, sempre più riservata a specialisti intermediari che finiscono per convergere sui fondi di investimento, finanziari o immobiliari. Il fai da te è divenuto troppo difficoltoso.
La gestione dei patrimoni in via digitale contribuisce fortemente a questo risultato.
Allora la ricchezza era nelle mani degli anziani, che la gestivano direttamente in modo oculato e prudente, con l’ausilio dei vari consulenti: gli agenti di cambio, poi le banche, da un lato, e gli agenti e i professionisti immobiliari dall’altro. Ora, pur appartenendo sempre ai vecchi, è gestita dai giovani manager, ma in modo talvolta  spregiudicato e spesso imprudente.
Nel frattempo, la politica abitativa e immobiliare italiana, dopo aver condannato la gran parte del patrimonio immobiliare del Paese alla sterilità economica, ora lo sta consegnando alla inammodernabilità socio-urbanistica.
Il pluridecennale sfavore legislativo nei confronti della locazione abitativa privata (blocchi dei contratti, blocchi degli sfratti, equo canone, canoni concordati, fiscalità opprimente, responsabilità civile crescente, gestione amministrativa sempre più complicata e onerosa etc.), non accompagnato da una adeguata politica di investimenti pubblici nell’edilizia residenziale, oltre a tenere sempre aperta una prospettiva di squilibrio del settore abitativo, scaricando oneri di socialità sulla proprietà privata, ha generato un fenomeno tutto italiano e mediterraneo nel rapporto dei cittadini con l’abitazione: la più alta percentuale di case, a livello europeo, occupate direttamente a titolo di proprietà dalle famiglie, l’82% del totale.
Il fatto è che queste case appartengono ad una economia statica e non dinamica: non producono gettito fiscale (né IMU, né imposte dirette e indirette), non fanno certificazioni elettriche ed energetiche (come le abitazioni in locazione), non danno luogo all’indotto derivante dal turn over abitativo legato alla locazione (agenti immobiliari, artigiani vari addetti alle pulizie e alla manutenzione dell’immobile, ditte di traslochi, professionisti e tecnici, mobilieri e tappezzieri etc.). E dunque sono sterili dal punto di vista economico.
Ma non basta: l’Italia è diventata la patria dei condomini. Il loro numero ascende ad 1 milione e 200mila condomini, che sono, tra i tutti i soggetti coinvolti nel rinnovamento urbano, i meno sensibili e i più restii alle operazioni di rigenerazione edilizia. Nelle nostre città, in tutti questi anni, le sole operazioni di ristrutturazione che si son viste, son state quelle promosse su immobili a proprietà unitaria.
Ecco perché oggi, se lo stato vuole ottenere un minimo risultato almeno in termini di semplice riqualificazione edilizia è costretto a finanziare a fondo perduto e al 110% gli interventi del Superbonus. Fatte queste operazioni, per tutti questi immobili non si parlerà più di rigenerazione urbana (che consiste soprattutto in sostituzioni edilizie e ristrutturazioni profonde). Dunque, non si tratta di un processo di conservazione, che ha altre ragioni e logiche, ma di un processo di semplice e sommario maquillage, con conseguente imbalsamazione delle città. Ma ormai, in piena pandemia, con la mente dei cittadini rivolta prevalentemente ai problemi di salute, di incolumità e di sopravvivenza economica, c’è poco da andare per il sottile. Almeno il Superbonus fa “girare” un po’ di economia attiva”. 

Presidente Clerici, come lei ricorda si parla molto di Superbonus al  110% che sulla carta è una maxi agevolazione fiscale prevista dal Decreto Rilancio (DL 34/2020) che eleva al 110% la detrazione fiscale. Sarebbe opportuno spiegare come richiederlo in sede di ristrutturazione. In sintesi spiegare ai singoli cittadini quali gli step e soprattutto cosa pagano alle ditte edili?
“Rifare casa rendendola più sicura e virtuosa sul piano energetico a spese dello stato. Di primo acchito è il messaggio che giunge al potenziale beneficiario (condomini, persone fisiche – che non siano proprietarie di un’abitazione signorile, di una villa di lusso o di un castello – istituti autonomi case popolari ecc.) dal cosiddetto superbonus 110% e da altre agevolazioni introdotte dal governo con il Decreto Rilancio. L’interesse è enorme, i tecnici asseveratori ricevono centinaia di richieste, ma attenzione: senza nulla togliere alla validità complessiva  del provvedimento, si può rischiare di commettere errori che farebbero saltare ogni beneficio e in più portare a conseguenze anche penali.
Per accedere al superbonus, gli interventi “trainanti” devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o, se non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.
Alcuni tra i principali aspetti applicativi  sul superbonus, valido dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2023, riguardano i tetti di spesa, le modalità di cessione del credito, la convenienza a proposito del cessionario (banche o imprese che eseguono i lavori?): tenendo presente comunque che ‘quota 110’ di recupero non sarà mai raggiungibile in quanto banche e imprese edili  detrarranno quote  di rischio e di interessi (mediamente al committente toccherebbe sborsare dal 5 al 10% della spesa complessiva). Ed è fondamentale che venga messa a fuoco la responsabilità dei diversi attori – committente, esecutore, istituto di credito – in caso di irregolarità. Inoltre sarà opportuno valutare la convenienza dei lavori: ad esempio, non avrebbe senso realizzare un ‘cappotto’ in un edificio con ampie finestrature perché difficilmente si otterrebbe il miglioramento di due livelli di classificazione energetica richiesto.  Assoedilizia, per l’assistenza la consulenza in questa materia, ha istituito un apposito ufficio, ed è a disposizione  per informazioni ed assistenza”.

Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio, del 28 ottobre 2020 riporta la didattica a distanza per gli studenti universitari. Ciò ha determinato la conclusione anticipata di molti contratti di locazione con i privati. Spesso gli immobili acquistati in zone cosiddette universitarie, sono stati investimenti al pari delle seconde case su cui non esiste il blocco del mutuo ma allo stesso tempo non vi è alcun ristoro per l’ammanco ormai di mesi in cui gli universitari non affittano più appartamenti. Il danno di tutti i proprietari immobiliari è ingente. Cosa ha pensato di fare Assoedilizia per la tutela di questa categoria dimenticata?
“Milano è, in Italia, città universitaria per eccellenza con ca. 175.000 studenti dei quali 120.000 fuori sede (15.000 gli stranieri).  I fuori sede, per alloggi, alimentazione, librerie, trasporti, divertimento spendono oltre 700 milioni di euro. Secondo una stima prudenziale, ca. 30.000 studenti, dopo l’esodo conseguente al lockdown, non hanno fatto ritorno in città scegliendo corsi ed esami a distanza, mentre regioni come la Sicilia hanno deciso incentivi per trattenerli ‘a casa’. I proprietari di casa milanesi stanno perdendo incassi per ca. 80 milioni di euro su base annua.
Finora il Governo non ha assunto impegni per risorse sostanziali, né alle famiglie dei fuori sede, né ai proprietari di casa. Non sono previsti neppure gli sgravi dell’Imu che continua ad essere dovuta anche per gli alloggi sfitti.
È necessario intervenire a livello nazionale e locale. A livello nazionale dovrebbe essere consentito anche agli studenti la possibilità di accedere al Fondo sostegno affitti, mentre dovrebbe esser disposta legislativamente l’esenzione dall’IMU. Viceversa, lo Stato ha disposto il blocco degli sfratti, non solo per le finite locazioni, ma anche per i casi di morosità per ogni categoria di immobili o di contratti di locazione: è una via per mettere in ginocchio definitivamente i proprietari immobiliari”.

Quali sfide ha di fronte a sé Assoedilizia? Ci sono motivi che incoraggiano le vostre molteplici iniziative?
“Assoedilizia rappresenta e tutela un mondo la cui mentalità si basa, quanto al profilo sociale, sui valori e sull’impegno civile, sul concetto di merito, sulla laboriosità come principio costruttivo, e, quanto al profilo economico, su dinamismo legato al lavoro ed al risparmio. Un tempo, questa parte sociale veniva tacciata, da una sinistra prevenuta, di sfruttare una “rendita parassitaria”. Ora, per fortuna non ci sono più quei toni, ma rimane una prevenzione di fondo che è difficile da sradicare.  Se quei toni accesi non si usano più è anche merito della nostra azione “culturale” che fa vedere il nostro mondo in una luce diversa, maggiormente inserito nelle dinamiche sociali ed economiche. Ma oggi, gli orizzonti sono totalmente mutati rispetto a quelli di venti, trent’anni fa. Anzi, mutano di giorno in giorno. La nostra “azione culturale”, aderente a questo ritmo storico, è dunque ad horas, cioè più che mai aderente ai mutamenti in corso”.

Quali sono le previsioni del dopo emergenza Covid 19 del mercato immobiliare? Ci sarà la tanto auspicata ripresa?
“In un mondo economico globalizzato il cui fondamento poggia sull’indebitamento reciproco e su una ricchezza monetaria di dimensioni stratosferiche, gli immobili rimangono la principale fonte di ancoraggio di questa ricchezza cartacea a beni reali. Ritengo quindi che, una volta approdati al definitivo new normal, per tutti quegli immobili che avranno mantenuto o acquisito un certo grado di funzionalità, si assisterà ad un rimbalzo significativo dei valori di mercato”. 

Telemedecina, il futuro della sanità – Articolo pubblicato su QN IL GIORNO del 31 ottobre 2020 – di Achille Colombo Clerici

novembre 4, 2020

Covid-19 – prima e seconda fase – ha messo in drammatica evidenza la carenza della rete sanitaria sul territorio. In estrema sintesi, è avvenuto che la pandemia abbia scaricato, in pochissimo tempo, sui pronto soccorso e sugli ospedali, una massa enorme di pazienti con le terribili conseguenze riassumibili nei molteplici decessi avvenuti nelle Rsa e nel collasso dei reparti ospedalieri intasati da contagiati, la maggioranza dei quali avrebbe potuto essere curata altrove, anche a domicilio: se ci fossero state strutture, medici, infermieri sul territorio, appunto.

Infatti, curare a distanza si può in molti casi. Non solo. Al recente Digital Health Summit che ha chiamato a raccolta 203 rappresentanti dell’intera filiera della life science (dal servizio sanitario nazionale, all’industria dei dispositivi medici e alla farmaceutica, dal sistema della ricerca a quello del mondo Ict e della tecnologia), particolare rilievo è stato dato alla telemedicina, nelle sue varie declinazioni: una risposta efficace e tempestiva anche in una situazione di emergenza come quella Covid-19.

Televisite e teleconsulti da remoto con monitoraggio dei parametri vitali, telemonitoraggio periodico attraverso centrali operative coordinate con le squadre di emergenza-urgenza (esperienze USCA) sono solo alcune delle importanti applicazioni durante l’emergenza.

Un tema che si prospetta cruciale nel post Covid è il recupero delle visite mancate e la riduzione delle liste d’attesa che potrebbero essere in parte convertite in televisite, così come lo svolgimento di determinate attività da remoto come la teleriabilitazione. Strategica appare la predisposizione – ovviamente facoltativa, a titolo di standard urbanistici non computabili a fini volumetrici – di appositi spazi privati attrezzati, nei nuovi building, per accogliere malati non gravi o in quarantena.

Interessante un sondaggio. Per il 64% dei partecipanti è estremamente importante potenziare la sanità sul territorio, con i giusti strumenti e strutture fuori dagli ospedali;

il 51% pensa sia fondamentale disporre e aggiornare i piani pandemici;

per il 45% è basilare una governance nazionale su aspetti critici come le pandemie attraverso una struttura di coordinamento a livello centrale che, sulla base di un sistema informatizzato di raccolta dei dati dal territorio, sia in grado di attivare piani di emergenza; si evidenzia anche la necessità di strumenti di monitoraggio del territorio, che siano in grado di interpretare i segnali deboli ed emergenti.

RE ITALY Monitorimmobiliare Ottobre 2020

novembre 3, 2020

Ragionato pessimismo a Re Italy di Monitorimmobiliare
IMMOBILIARE, IL PROSSIMO ANNO PEGGIORE DEL 2020

L’immobiliare, sorta di sfera di cristallo per leggere il futuro prossimo dell’economia italiana? E’ l’impressione fornita dal recente meeting Re Italy organizzato a Milano da Monitorimmobiliare.  

Anche se riservato ai 50 relatori presenti sul palco, è stato senza dubbio un successo. “Non solo per Monitorimmobiliare – dice il direttore Maurizio Cannone – ma per l’intero settore. È stato un segnale, come lo fu a giugno il primo evento in Italia post lockdown con l’edizione estiva di Re Italy, di forza, resilienza, voglia di fare nonostante tutto.”  

Cosa prevedono i guru del settore, fondamentale per le sorti di ogni economia? Luca Dondi, amministratore delegato Nomisma Roberto Anedda, vicepresidente Gruppo MutuiOnline, Faustino Musicco, head of logistics agency JLL (moderatore Francesco Sanna, Partner K&L Gates) sono su opposte sponde: al ragionato pessimismo di Dondi e Anedda, si contrappone l’altrettanto ragionato ottimismo di Musicco.

 “Il comparto immobiliare – dicono Dondi e Anedda – ha registrato negli scorsi mesi risultati migliori delle attese per compravendite e prezzi, tanto da far prevedere un deciso rimbalzo nel 2021: poi è arrivata la seconda ondata della pandemia.”

 Si temono nel 2021 risultati peggiori del 2020.  Per molteplici motivi. Innanzitutto una stretta sui mutui: l’80% delle famiglie ne ha bisogno per comprare casa; ma quali istituti finanziari sono disposti a concederli a chi è in cassa integrazione oppure ha il posto di lavoro in bilico perché, prima o poi, finirà il blocco dei licenziamenti? Oggi l’attenzione della gente è comprensibilmente polarizzata sulla crisi sanitaria che dovrebbe concludersi entro l’autunno del prossimo anno; ma c’è anche la crisi economica che durerà ben di più.

 Anche le asset class sono sotto pressione: turistico, commerciale, office registrano cambiamenti che potranno durare anni, inducendo alla prudenza gli investitori tradizionali.

Realtà diversa per Musicco (logistica). Il comparto da tempo sta vivendoun grande sviluppo che la pandemia ha accelerato: basti pensare all’incremento degli acquisti on line con il conseguente aumento dei trasporti, dei magazzini e la loro evoluzione. Ed altra linfa arriverà con il vaccino che dovrà essere immagazzinato e distribuito in condizioni particolari (temperatura). Infine, possibilità di grandi investimenti lungo la costiera adriatica, carente di tale tipo di infrastrutture.

 Più in generale un notevole aiuto post Covid al comparto immobiliare, verrà dalla possibilità di abbattere e ricostruire l’esistente: la rigenerazione urbana dovrà godere di un ulteriore impulso.

 Una sola certezza: le grandi imprese dell’immobiliare possono investire oggi con successo in qualsiasi settore. Hanno la forza finanziaria di attendere che il mondo riparta.  Le altre imprese hanno bisogno di confrontarsi ogni giorno per aggiornare la rotta. 

 (testo di Benito Sicchiero)