Emilia Bonzi Dal Pozzo e Arturo Benedetti Michelangeli nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Emilia Bonzi Dal Pozzo e di Arturo Benedetti Michelangeli:

Siamo in zona Magenta, l’antica Porta Vercellina, nell’appartamento di Emilia Bonzi Dal Pozzo, dove nella quiete di una mattina di sole invernale, senza note, si ripercorre la storia del legame tra il pianista Arturo
Benedetti Michelangeli e i nonni della nostra ospite.
Arturo Benedetti Michelangeli negli anni Venti era un bambino che piangeva al parco quando i Bonzi lo vedono e vogliono capire perché versi quelle lacrime. Il bambino rivela di voler studiare musica, ma di non poterlo fare perché in famiglia c’era già il fratello più grande che si dedicava alle note, aveva avuto un violino e mancavano i soldi per far studiare tutt’e due. La famiglia Bonzi si commuove per il pianto del futuro pianista e lo fa studiare a proprie spese, comprandogli anche uno Steinway a coda qualche
anno dopo. Durante la guerra Arturo Benedetti Michelangeli si rifugia nel castello di Zoagli, che il padre di Emilia Bonzi, Leonardo, campione di tennis, esploratore e ardito dei cieli, ha acquistato dallo scrittore Sem Benelli.
Benelli è l’autore della Cena delle beffe, commedia dalla quale è stato tratto l’omonimo film interpretato da Clara Calamai, una delle prime dive a comparire nude sul grande schermo e interprete della pellicola che dà
l’avvio del neorealismo, Ossessione, di Luchino Visconti. Leonardo Bonzi del Serio, padre di Emilia, sarà il futuro marito della Calamai. I due si sposano nel 1945. Nella famiglia Bonzi c’è anche un altro esploratore, alle cui imprese si devono le grandi zanne di elefante – per anni detentrici del primato mondiale di grandezza (112 e 115 libbre) – che si trovano all’ingresso dell’appartamento di Emilia, in un palazzo progettato da Piero Portaluppi, dove i copricaloriferi richiamano il motivo dei balconi di piazza Santa Maria
in Beltrade.

Foto: Emilia Bonzi Dal Pozzo tra Gianluigi Maragliano Caranza (a sin.) e Guglielmo Guidobono Cavalchini

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