Archivio per dicembre 2020

Livia Pomodoro nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 24, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Livia Pomodoro:

Sono nella sede della presidenza del “Milan center for food law and policy”, al 24esimo piano del grattacielo Pirelli. Livia Pomodoro si alza allarmata e va a vedere alla finestra una colonna di fumo che sale all’orizzonte.
Dalle vetrate del piano si vedono due panorami completamente diversi.
Verso la stazione tetti bassi, e case d’epoca. Predominano tegole e mattoni. Dall’altro lato, da dove proviene il fumo, si vedono i riflessi argentei del sole sui grattacieli appena costruiti.
Con Livia Pomodoro si ragiona del perché in Italia sia così difficile programmare, pensare al futuro, avere come prospettiva il lungo periodo.
«Siamo molto afflitti da quella che io chiamo l’emergenza quotidiana» dice la Pomodoro, poi si alza di nuovo e va a chiedere informazioni vedendo dalla finestra del fumo che sale. Un furgone incendiato in un parco, le spiegano.
«In Italia – prosegue – le emergenze sono tante e purtroppo si susseguono. Questo ci costringe, costringe tutti, a occuparci solamente dell’emergenza. L’Italia è il Paese dove si passa da un’emergenza all’altra. Dove si passa dall’esigenza di regolamentazione di un’emergenza all’esigenza di regolamentazione di un’altra emergenza. In una realtà siffatta è assai difficile avere una visione di futuro. Io spero che Expo –, ma non vedo molti effetti in questo senso – spinga a programmare il futuro.»
Che cosa pensi di Expo?
«Noi siamo deputati a costruire la legacy immateriale del futuro Expo. A costruire una piattaforma di regole comuni che consentano di implementare tutte le iniziative necessarie a tenere focalizzata l’attenzione del mondo sui problemi della nutrizione. Soprattutto sui problemi dell’utilizzo delle risorse. Non abbiamo ancora sconfitto la fame. Quindi una grande responsabilità per Milano.»

Beppe Belgiojoso nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 24, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Beppe Belgiojoso

A Caidate, un antico borgo che sovrasta la Valle dell’Arno nel Varesotto, l’austero castello Confalonieri, pervenuto in via ereditaria alla famiglia Barbiano di Belgiojoso, all’inizio di ottobre, ormai da più di vent’anni, si popola di un numero considerevole di esponenti della società lombarda, prevalentemente milanesi appartenenti al mondo dell’aristocrazia, della economia, delle professioni, della cultura, delle arti. Da dibattere sempre un tema nuovo, di grande attualità, e due relatori di spicco, possibilmente interpreti di una dialettica concettuale, coordinati da un moderatore. Al termine colazione all’antica nel cortile porticato e nelle sale del castello, allestita con magnificenza da tutta la famiglia Belgiojoso. L’idea era stata di Adolfo Beria di Argentine che, per la prima edizione degli “incontri”, aveva invitato il cardinale Carlo Maria Martini. Poi, negli anni, si erano susseguiti parecchi personaggi, da Giuseppe De Rita a Vincenzo Scotti, da Mino Martinazzoli e Gianfranco Miglio a Mario Monti, Carlo Scognamiglio, Pascal Couchepin allora presidente della Svizzera, Alberto Ronchey, Piero Barucci, Tommaso Padoa Schioppa, Federico Zeri, Monsignor Gianfranco Ravasi, Cesare Romiti, Corrado Passera, Renato Dulbecco. Alla morte di Beria gli era succeduto Sergio Romano. Così ogni anno, di anno in anno, per cinque lustri: una oktoberfest socio-intellettuale tutta italiana, di lunga tradizione. Ora Beppe Belgiojoso ha affidato la guida della iniziativa alla figlia Margherita, coadiuvata sempre da Franco Bruni, Luigi Brioschi e Paolo Biscottini.

Valentina Cortese nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 24, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Valentina Cortese:

L’associazione “Amici di Milano” vanta tra i soci fondatori nomi illustri. Per citarne alcuni, tra chi ha voluto dar vita all’iniziativa figurano Giorgio Rumi, Alberto Falck, Adriano De Maio, Giuseppina Bruti Liberati, Paolo Ferretti di Castelferretto, Giacomo Elias, Gaetano e Giuseppe Barbiano di Belgiojoso, Ippolito Calvi di Bergolo, Umberto Veronesi, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Vigorelli, Bernardo Negri da Oleggio, Elisabetta Falck, Emilio Tadini. Componenti della Giuria del premio Amici di Milano, oltre ai membri del Consiglio, già citati: Giulio Ballio, Mario Boselli, Diana Bracco de Silva, Giuseppe Branca di Romanico, Ferdinando Cornelio, Valentina Cortese, Ferruccio de Bortoli, Enrico Decleva, Sergio Escobar, Federico Falck, Maria Teresa Fiorio, Carlo Fontana, Renato Mannheimer, Guido Martinotti, Lorenzo Ornaghi, Angelo Provasoli, Lina Sotis, Pasquale Spinelli, Gianni Vallardi, Umberto Veronesi, Sergio Zaninelli.

L’ultima edizione si è tenuta nel 2009, nel ricordo e in onore di Nicola Bruti Liberati, il giovanissimo nipote di nonna Giuseppina, morto all’alba di un giorno d’estate; travolto su un’autostrada della lontana Australia, mentre si recava all’University of Technology di Sidney nella quale insegnava matematica finanziaria e quantitativa. Aveva 31 anni e avrebbe meritato a pieno titolo il nostro riconoscimento. Gli Amici hanno rispettato il sentimento di dolore della nonna, lasciando da allora il premio in un sospeso silenzio.

Foto: Valentina Cortese, Mariangela Melato al Premio “Amici di Milano” per i giovani

Francesco Saverio Borrelli nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 24, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Francesco Saverio Borrelli:

Come siamo finiti a parlare delle serie di Netflix con Francesco Saverio Borrelli? Ci troviamo a pranzo con colui che fu il capo di Mani pulite. In Italia è stata girata una serie televisiva su Tangentopoli. Il ruolo di Borrelli era affidato all’attore Giuseppe Cederna, figlio dell’ambientalista Antonio, nipote di Camilla.
«Non l’ho vista» commenta Borrelli. «Mi dicono che era tutta inventata.» Mani pulite ha fatto scuola. Si rievoca uno scandalo scoppiato in Repubblica ceca negli anni Novanta, con le privatizzazioni seguite alla caduta del Muro, e ribattezzato Cˇ iste ruce, Mani pulite in ceco.
Il cameriere, insieme all’antipasto, insalata di verdure tiepide e astice o cuore di carciofo con verdure, serve il vino: del Ca’ del Bosco bianco e del Pernice Pinot nero, prodotto da Carlo Vistarino de’ Giorgi, nella sua tenuta alla Rocca.
Mi viene in mente una colazione d’affari, pre-Tangentopoli, in un posto molto “in” della nostra città, dove un banchiere mi aveva invitato.
Si capiva subito, dall’attenzione riservatagli dai camerieri, che il mio ospite era un habitué del locale.
Dopo un lieve antipasto di petali di fiori liofilizzati, si presenta lo chef…

Foto: l’autore con Francesco Saverio Borrelli

Cardinale Gianfranco Ravasi nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 23, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Cardinale Gianfranco Ravasi.

Se la città ha un’anima… Per favorirne la formazione il cardinal Gianfranco Ravasi suggerisce il criterio della interculturalità.
Certo, nel centro storico si concentra un importante milieu sociale, i più importanti monumenti, gli eventi di valenza nazionale e internazionale; ma l’anima dei centri storici, cosmopolita e omogeneizzata da una cultura che tende al globale, è molto simile a Milano come a Napoli, a Roma, a Parigi, a New York. L’identità più genuina di una città, non legata alla sua élite, si riscontra proprio nelle periferie. Permane, anacronisticamente in un’epoca di globalizzazione della comunicazione, una dicotomia, matrice di diseguaglianze, tra centro e periferia. La rivalutazione di quest’ultima può venire dalla Città Metropolitana nella quale le attuali periferie sono destinate a diventare centri di raccordo con i Comuni della nuova realtà amministrativa.
La Grande Milano indica la via da seguire e il Coordinamento dei Comitati Milanesi è particolarmente attivo in questo campo.

Foto: Il Cardinale Gianfranco Ravasi con l’autore

Gabriele Nissim nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 23, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Gabriele Nissim.

 …non solo smuovere la coscienza con l’implicita domanda che soffia tra gli alberi: «E voi dove eravate, da che parte state?».
C’è anche Raif Badawi «blogger saudita condannato a mille frustate nel 2014 per aver difeso il dialogo tra tutte le fedi e le culture». Non solo quello nazista: altri grandi genocidi del XX secolo vengono ricordati. Armenia, Unione sovietica, Rwanda, Bosnia… Le scelte non sono mai scontate.
Si rende omaggio ad Aleksandr Solženic’yn, il dissidente sovietico, l’autore di Una giornata di Ivan Denisovicˇ, la prima denuncia letteraria dei crimini dello stalinismo, ma anche di studi sugli ebrei della Russia non proprio filo-semiti.
Il fondatore della “Foresta dei giusti”, iniziativa che appartiene alla rete “Gardens of the righteous worldwide”, è Gabriele Nissim, scrittore e giornalista della Mondadori che si è messo in luce con un libro sull’Oscar Schindler bulgaro: L’uomo che fermò Hitler. La storia di Dimitar Peshev che salvò gli ebrei di una nazione intera. Il presidente di Gariwo, nato a Milano nel 1950, si è occupato del dissenso nei regimi comunisti dell’Est Europa oltreché della Shoà, temi che si sono incrociati a partire dalla nascita di Israele,
quando cioè la politica estera del Cremlino ha iniziato a influenzare quella interna facendo riemergere l’antisemitismo zarista che Lenin aveva cercato di cancellare.

Roberto Jarach nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 23, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano. Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Roberto Jarach.

Non chiamatelo Binario 21. La storia della deportazione degli ebrei italiani a Milano si mantiene viva nel luogo dove è partita. Non su un binario, ma nella grande area oscura e fredda sottostante la stazione centrale.
Qui gli ebrei venivano scaricati dai camion e caricati su vagoni destinati ai cavalli senza che nessuno potesse vedere e senza che loro potessero vedere nessuno. I vagoni venivano portati dall’elevatore in superficie, dove termina la copertura sui binari e si trova la sala d’aspetto esclusiva destinata ai reali di casa Savoia, la Sala Reale. Ci guida sui passi di questa discesa negli inferi della crudeltà e dell’indifferenza Roberto Jarach, presidente della fondazione Memoriale della Shoah e discendente di una antica famiglia di ebrei, le cui tracce si perdono tra un banco dei pegni di Casale e la bottega di un circoncisore in Provenza.
«Il Memoriale nasce dal lavoro di una commissione» ricorda Jarach all’inizio del percorso. «Dal 1998 un gruppo di rappresentanti della comunità ebraica di Milano ha iniziato a pensare come realizzare un luogo di formazione dei giovani. Un ambiente dove confrontarsi, dibattere e creare coscienza.»
Si sente un rumore di treno molto forte dai binari di sopra. Un effetto sonoro naturale. Jarach interrompe il racconto e riprende quando il treno è passato.

Nella foto con l’autore: Roberto Jarach, Giovanna Colombo Clerici, il generale S.A. Silvano Frigerio

Salvatore Accardo, Claudio Scimone, Anna Tifu nel libro Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 23, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Salvatore Accardo, Claudio Scimone e di Anna Tifu.

Tra le iniziative di maggior prestigio nazionale e internazionale, le “Serate Musicali” di Luisa Longhi e di Hans Fazzari; la Società dei Concerti fondata da Antonio Mormone, alla memoria del quale si è svolto il “Concerto per Antonio” in collaborazione con il Conservatorio di Milano, con Salvatore Accardo, Anna Tifu e i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone.
Anima della Società per oltre 35 anni, Mormone con grande passione e incessante impegno si è prodigato per promuovere e diffondere la cultura musicale; amico di grandi artisti cui non ha mai fatto mancare impegno, stima e concreta ammirazione, è stato anche presidente de “I Solisti Veneti”.
La sua opera è ora proseguita dalla moglie Enrica Ciccarelli Mormone, che ha istituito il premio Musicale Internazionale a lui intitolato. Un riconoscimento cui si è affiancato, per il secondo classificato, il premio della associazione “Amici di Milano”.

Foto: Ralph Fassey, Enrica Ciccarelli Mormone, Salvatore Accardo, Claudio Scimone, Anna Tifu, Achille Colombo Clerici

Cardinale Carlo Maria Martini nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 22, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.

Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.                    

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Cardinale Carlo Maria Martini:

Ho avuto modo di incontrare il cardinal Carlo Maria Martini in molte occasioni, durante i 23 anni del suo ministero pastorale alla guida della Arcidiocesi di Milano, e di frequentarlo assiduamente per lunghi periodi.
Era a Milano da quattro anni, quando mi aveva chiamato fra i componenti del terzo Consiglio Pastorale Diocesano, i cui lavori si svolsero nell’arco di un quinquennio, dal 1984 al 1989.
155 i membri complessivi, dei quali 40 di nomina arcivescovile; sessioni plenarie, commissioni di indagine e di studio, assemblee, incontri “dopo-cena”.
Segretario generale Marco Vergottini e delegato monsignor Giovanni Saldarini, che poi sarebbe divenuto Arcivescovo di Torino.
Martini annetteva molta importanza al ruolo e alla funzione di questo organismo di partecipazione alla vita della Chiesa, che peraltro era di recente istituzione. E lo considerava importante anche ai fini della conservazione di una memoria storica “per la comprensione che i posteri avranno della nostra vicenda attuale”.
Le sessioni si tenevano in varie sedi; quelle plenarie, in particolare, presso il Seminario di corso Venezia a Milano, nella Villa Cagnola di Gazzada e nella Villa S. Cuore di Triuggio. Qui il sabato e la domenica ci si incontrava, alla sua presenza, per discutere tutti i temi di interesse della Chiesa locale e della fede, in generale.
Non ricordo che il Cardinale sia mai mancato in una qualche occasione, né gli ricordo un minimo raffreddore, un periodo di malessere, di stanchezza.
Sempre eguale, sempre sereno, non particolarmente espansivo. Non ho mai capito se si trattasse di timidezza o di un’intima esigenza di essenzialità: se debbo dire propenderei per quest’ultima. In occasione della mia nomina monsignor Enrico Mariani, a capo dell’ufficio amministrativo della Curia, mi raccomandò di esser sobrio nella risposta di accettazione: «… il Cardinale non ama le lettere cerimoniose…». Tutto ciò nulla toglieva al senso di paternità che sapeva comunicare.

Foto: Cardinale Carlo Maria Martini con Achille Colombo Clerici e Giorgio Malagoli, vicesindaco di Milano


Giuseppe Tornatore nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. – di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano

dicembre 22, 2020

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.

Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Premio Oscar Giuseppe Tornatore: Cerimonia di consegna del premio annuale Excellent, seguito da una cena di gala alla quale hanno sempre partecipato non meno di quattro, cinquecento persone. L’hotel Principe di Savoia, dobbiamo riconoscerlo, regge bene l’impatto. E la cucina, in tanti anni, di fronte a simile carico, non ha mai mostrato defaillances di sorta. D’altronde, la Giuria si riunisce due mesi prima dell’evento, che solitamente cade in concomitanza della BIT-Borsa internazionale del turismo, la quale si svolge a Milano nella prima quindicina di febbraio: e in quell’occasione sceglie tra due menu che lo chef appronta con ogni cura e fantasia. Sceglie piatti e vini… ma dopo aver deciso l’assegnazione dei premi. Così avveniva anche quando, nei primi anni, la cerimonia si teneva al Four Seasons, di via del Gesù.
Nato nel 1995 da una idea di Mario Mancini, presidente di Communication Agency e promosso dal magazine “Master Meeting”, il premio Excellent, giunto alla XXIII edizione annuale, può considerarsi l’evento clou della settimana BIT-Borsa internazionale del turismo. È destinato a imprenditori, manager e figure istituzionali che abbiano dato un importante contributo alla valorizzazione del settore turistico. È anche l’occasione per mettere in risalto il contributo e l’apporto di personalità del mondo politico, della cultura, della scienza e della comunicazione. Personalità che con il loro lavoro e con il loro impegno aumentano le opportunità di promozione del capitale Italia nel mondo.