Il Premio Nobel Giulio Natta la tenuta Cassinazza nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – di Achille Colombo Clerici

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.
Esposto nella vetrina della Libreria Hoepli a Milano           
Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla del Premio Nobel Giulio Natta e della tenuta Cassinazza

Il Nobel per la plastica e il primato della natura.
Straordinario il caso della tenuta Cassinazza a Vellezzo Bellini, in provincia di Pavia, gestita dagli eredi del premio Nobel 1963 per la chimica, Giulio Natta. L’agricoltura, come industria agricola che migliora l’ambiente, creando un paesaggio naturale, e al tempo stesso produce utile economico.
Il tutto con gli incentivi economici della Unione Europea. Non si tratta soltanto di produzione di materie prime per alimenti, il che resta ovviamente la funzione primaria: ma anche di recupero del paesaggio e della biodiversità, con il trasferimento nelle aree agricole periurbane di attività di lavoro tipiche della città (uffici), e l’utilizzo dei rifiuti organici per sostituire concimi e fertilizzanti chimici. Ci troviamo di fronte non a meri studi e ricerche, lodevoli quanto astratti; ma a una realtà sperimentata da molti anni, a 21 km dal centro di Milano, in una tenuta che costituisce l’ennesimo esempio lombardo di felice connubio tra l’apice italiano della produzione, del terziario avanzato, della ricerca, della tutela del territorio e dell’agricoltura;
a conferma dei frutti cospicui che può dare la circolazione di idee in una cultura aperta alle innovazioni.
È un modello che viene presentato come esemplare dalla Federazione della Proprietà Fondiaria e da ELO-European Landowner’s Organisation e Friends of the Countryside META-Movimento Europeo Terra e Ambiente.
La Cassinazza si estende per circa 1400 ettari all’interno del territorio neorurale di Giussago e di altri comuni limitrofi. L’assetto attuale è stato raggiunto a partire dal 1996 con la collaborazione del sindaco di allora Ivan Chiodini che, primo in Italia, redasse un Piano regolatore che comprendeva principi innovatori rivoluzionari, oggi recepiti dalla legge nazionale.
Numerosi interventi di rinaturalizzazione dell’ambiente – spiegano Giuseppe e Francesco Natta (figlio e nipote del premio Nobel) – hanno portato alla formazione di oltre 107 ettari di aree umide, 78 di boschi, 65 di rimboschimento da legname, 50 di prati, 110 km di siepi e di filari campestri.
Mentre sono aumentate del 170% le specie di uccelli, dell’81% i mammiferi, praticamente raddoppiate e oltre farfalle, libellule e altri insetti. E la fertilità del suolo si è accresciuta del 71%. A costo praticamente zero grazie ai contributi della Politica agricola comunitaria (PAC).
Cosa vuol dire territorio neorurale? Con gli interventi di rinaturalizzazione, alle attività agricole già presenti si sommano altri servizi di natura ambientale quali, per esempio, la qualità del paesaggio, la biodiversità, la
valorizzazione delle risorse rinnovabili, il miglioramento della salute e della qualità della vita. Nell’ottica neorurale anche i fabbricati agricoli possono ospitare attività lavorative tradizionalmente urbane senza incrementare la superficie costruita. Ad esempio, la cascina Darsena, una delle sette che costituiscono
il comprensorio neorurale della Cassinazza, permette di ospitare un ufficio per 300 persone, restituendo a verde tre ettari di superficie.
Si trasforma quindi il territorio agricolo in un nuovo motore economico e sociale, coniugando il rispetto dell’ambiente con la riqualificazione di un importante patrimonio rurale, realtà preziose soprattutto nelle
aree periurbane.
La necessità di un’agricoltura più sostenibile anche economicamente, in un’epoca nella quale la produzione internazionale massacra gli operatori agricoli lombardi e italiani costretti talvolta a vendere sottocosto, obbliga a cercare ogni forma di risparmio. Uno degli oneri più consistenti è quello dei concimi e dei fertilizzanti chimici che, oltretutto, rendono la terra sempre meno fertile aumentando quindi…

Foto: Giuseppe Natta con Achille Colombo Clerici

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