Remigio Ratti, dell’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano, del Canton Ticino, del progetto AlpTransit. Segue il testo di una lettera scritta in data 22 marzo 2021 dall’On. prof. Remigio Ratti a Colombo Clerici a titolo di gratitudine

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.                   

Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Remigio Ratti, dell’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano, del Canton Ticino, del progetto AlpTransit. Segue il testo di una lettera scritta in data 22 marzo 2021 dall’On. prof. Remigio Ratti a Colombo Clerici a titolo di gratitudine.

Il 7 febbraio 1992 è nata – grazie a un gruppo di promotori italiani, tra i quali l’allora Console Generale d’Italia Salvatore Zotta, Eugenio Radice Fossati senior, Gaetano Barbiano di Belgiojoso, Bernardo Negri da Oleggio, Alberto Falck, Angelo Caloia, coordinati da Achille Colombo Clerici, e di un gruppo di ticinesi, fra cui il primo presidente, Franco Masoni Fontana, predecessore di Alfredo Gysi quale presidente della Banca della Svizzera Italiana, Paolo Grandi, Riccardo Moscatelli, Remigio Ratti, Adriano Cavadini, Alma Bacciarini e Giordano Zeli della “Pro Venezia” di Lugano e Achille Crivelli della Regio Insubrica – l’associazione culturale di diritto svizzero “Carlo Cattaneo” (che Carlo G. Lacaita ha definito «il maggior saggista italiano dell’Ottocento») la cui finalità è promuovere relazioni in campo culturale, sociale ed economico tra l’Italia e la Svizzera nel presupposto del condiviso interesse alla difesa di un bene comune, la cultura e la lingua italiane. Un sodalizio riconosciuto dal Ministero italiano degli Affari esteri – con la presenza organica del Consolato Generale d’Italia a Lugano e l’appoggio della Ambasciata d’Italia a Berna – che favorisce linee di collaborazione tra l’Italia e la Svizzera, nonché tra le comunità frontaliere italo-svizzere e che ha potuto vantare tra i suoi sostenitori personaggi quali Giovanni Spadolini e Marcello Staglieno, le municipalità di Lugano rette dai sindaci Giorgio Giudici e Marco Borradori e di Campione d’Italia, la “Regio Insubrica”. Oggi il sodalizio è presieduto da Giancarlo Dillena, per anni Direttore del “Corriere del Ticino” e gode della attenzione di figure di spicco nel campo della interrelazione fra il mondo italiano e quello ticinese, quali Lino Terlizzi, Marcello Foa, Ferruccio de Bortoli.
Masoni Fontana ha delineato lo “spirito” della associazione legata alla figura del “nostro” Carlo Cattaneo, come usa dire tra il familiare e l’orgoglioso.
Nel 2019 se ne celebrerà il centocinquantenario della morte.
«Le scoperte scientifiche del nostro tempo ci mostrano l’attualità del pensiero di Carlo Cattaneo, innanzitutto per la sua fiducia nella scienza e nelle scoperte della scienza e per il posto che la scienza ha nella sua filosofia. Mentre l’idealismo moderno giunse a dare un posto preminente alla filosofia astratta, declassando le opere scientifiche e tutte le scienze, Carlo Cattaneo precorse i nostri tempi, immaginando il prevalere della scienza, anzi addirittura per aspetti essenziali l’identificarsi della filosofia con le scienze: una filosofia, la sua, che potremmo chiamare scientifico-naturale, in cui egli vedeva confluire via via i risultati più aggiornati delle scoperte scientifiche. La stessa mentalità anticipatrice mostrò il Cattaneo in materia economica, precorrendo idee sulla libertà economica e sulla necessità, per risolvere importanti problemi (stradali, ferroviari, bonifiche, ecc.), di concentrare gli sforzi di più imprenditori, finanziatori e promotori (ente pubblico compreso). Non diverso fu il suo metodo nell’affrontare problemi pratici, di realizzazioni tecniche e di sviluppo agricolo attuali, il Cattaneo soleva rivolgersi con richieste di informazioni e collaborazioni ai vari studiosi che si occupavano dei diversi problemi.
«Le stesse preoccupazioni accompagnano l’opera del Cattaneo, i suoi continui sforzi di aggiornare studi e conoscenze, con lo svantaggio talora, come nella filosofia, di esitare a trarre conclusioni d’assieme in attesa di sempre nuovi approfondimenti.
«Anche il suo federalismo, prima delle grandi linee, come nei suoi articoli che alla vigilia delle Cinque giornate accendono la necessità di una confederazione degli Stati d’Europa, poi approfondito della conoscenza dei federalisti americani e del Tocqueville, quindi esaminato nella sua prima importanza all’interno delle Città, dove contribuisce anche alla maturazione culturale e intellettuale dei popoli.
«Il Cattaneo, nello sviluppo del suo federalismo, si basa anche sullo studio della storia dei Comuni italiani quanto su quella dei Cantoni elvetici, la cui organizzazione, economia e prosperità l’avevano impressionato nella visita fatta, con il giovane Franscini, ai floridi Cantoni dell’Altipiano svizzero e nella traduzione, fatta insieme con lui, del volume Storia della Svizzera pel popolo svizzero dello Zschokke.»
Negli anni Novanta, fra i principali impegni dell’Associazione vi fu quello di portare a conoscenza dell’opinione pubblica italiana il progetto Alp-Transit, allora sconosciuto ai più nella Penisola. Non si può dimenticare che molto attivi in questo compito sono stati il Consolato Generale di Svizzera a Milano e l’Ambasciata di Roma con figure di diplomatici di spicco quali Alexis Lautenberg, Giancarlo Kessler, Bernardino Regazzoni, Franco Besomi, Marco Cameroni, David Vogelsanger, Massimo Baggi, Fèlix Baumann, Sabrina Dallafior.
Sul versante svizzero, i consoli d’Italia a Lugano dal 1989 al 2015, Salvatore Zotta, Lucio Pallotta, Antonio Di Stefano, Giovanni Cerutti, Alessandro Pietromarchi, Roberto Mazzotta, Alberto Galluccio, Marcello Fond, Mauro Massoni.
Come nei corsi e ricorsi storici, stanno purtroppo riemergendo diffidenza reciproca e pregiudizi tra la Svizzera e l’Unione Europea che la circonda, mentre cresce l’ostilità dei cittadini elvetici a una maggiore integrazione nella UE (solo il 17%, è stato detto, è favorevole); e proprio in Canton Ticino riprendono vigore sentimenti xenofobi. Le istituzioni tentano di ricucire in maniera organizzata una serie di accordi bilaterali; ma crediamo che a migliorare i rapporti saranno soprattutto i due popoli, lo svizzero e l’italiano, con lo sguardo al futuro ben al di là dei problemi contingenti.
Commentiamo, conversando con gli editori Ulrico Hoepli, svizzero-milanese e Giampiero Casagrande, luganese: «La vicenda di AlpTransit e della galleria di base del Gottardo, che vede gli svizzeri e gli italiani coinvolti, da più di vent’anni, in un impegno per il comune progresso, ha rappresentato un grande fattore, non solo di coesione, ma anche di nuova amicizia, tra i due popoli e come tale sarà iscritto nel libro della nostra storia».

LETTERA DI REMIGIO RATTI A ACHILLE COLOMBO CLERICI in data 22 marzo 2021
“CON GRATITUDINE”

Stimato Presidente, caro amico dei ticinesi,
l’editore Giampiero Casagrande mi ha fatto omaggio del suo poderoso volume “giovanissima e immensa”. Subito alla lettura di questo o quel capitolo mi sono lasciato quasi coinvolgere nel suo piacevole discorrere sui temi più diversi; ma sempre con il focus su questa immensa Milano, come più che mai appare a noi che la viviamo dal triangolino elvetico in terra lombarda.

Carlo Cattaneo non solo ci unisce da tempo, ma ci spinge con le riflessioni da lei regolarmente trasformate in atti a completare quell’AlpTransit da Lugano a Milano e su tutto il corridoio Reno-Alpi. Siamo al capitolo “Il Mondo alle porte”, che mi piace far mio, in senso figurato ma nello stesso tempo molto concreto e promettente.

Le sono molto grato per la sua vicinanza e mi auguro di ritrovarla presto, anche all’insegna di un Mare di Svizzera,

Cordialmente Remigio Ratti

PS: a proposito di linee d’accesso ad AlpTransit mi piacerebbe che  il suo volume – con quanto ripetutamente espresso nei suoi pensieri e nelle sue iniziative – potesse essere portato a conoscenza del “Comitato ProGottardo, ferrovia d’Europa”, co-presieduto da Giovanna Masoni Brenni, Renzo Respini e Pietro Martinelli. Domani abbiamo una seduta e sarà un piacere per me ricordare la sua forte e da sempre adesione alla causa.

Foto: Remigio Ratti con Achille Colombo Clerici

REMIGIO RATTI Economista e Politico:
da Wikipedia:

Laureatosi in economia politica all’Università di Friburgo, in Svizzera, nel 1967, Remigio Ratti seguì successivamente dei corsi di specializzazione in economia del benessere e dei trasporti all’Università di Leeds e all’Università degli studi di Trieste. Nel 1970 ottiene il dottorato di ricerca in scienze economiche e sociali all’Università di Friburgo, dove si abilita nel 1975 e nel 1982 diviene professore titolare presso la cattedra di Economia Internazionale e di Economia Regionale. Vi ha insegnato fino al 2009, mentre dal 2008 al 2012 è stato docente al corso Master ‘Globalisation et Régionalisation’ all’EPFL di Losanna Nel 1972 assunse la direzione dell’Istituto di ricerche economiche del Canton Ticino (IRE), funzione che abbandonò nel 1999. Attualmente è docente di Economia e istituzioni presso la Facoltà di scienze economiche dell’Università della Svizzera italiana a Lugano.

Funzioni politiche e di servizio pubblico

Nel 1995 Remigio Ratti fu eletto deputato al Consiglio nazionale della Confederazione svizzera nelle liste del Partito Popolare Democratico ticinese (PPD). Durante il suo mandato è stato membro della commissione parlamentare per la Scienza, l’Istruzione e la Ricerca (fino al 1998), e della commissione per i Trasporti e le Telecomunicazioni (dal 1998). Inoltre è stato membro delle delegazione parlamentare svizzera all’Associazione europea di libero scambio (EFTA) e al Parlamento Europeo.

In seguito alle dimissioni del consigliere federale Flavio Cotti, il PPD nominò Remigio Ratti candidato ufficiale alla successione. Tuttavia, il partito non riuscì a imporre la propria scelta al parlamento che elesse Joseph Deiss, lasciando il Ticino senza rappresentanza nel governo.

Dal 1º gennaio 2000 al 30 novembre 2006 Remigio Ratti è stato direttore generale della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RTSI) e membro del consiglio direttivo della Società svizzera di Radiotelevisione (SRG SSR idée suisse). Remigio Ratti ha inoltre presieduto dal 2002 al 2009) la fondazione La Catena della solidarietà e dal 2000 al 2010 la Comunità radiotelevisiva italofona con sede a Roma.

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