Archivio per maggio 2021

Osservatorio Metropolitano, terzo appuntamento del ciclo sul PGT di Milano, piani e progetti. Le zone e i luoghi – CIAM, ARCHXMI, AIM

maggio 28, 2021

Osservatorio Metropolitano (CIAM, ARCHXMI, AIM) terzo appuntamento del ciclo sul PGT
MILANO. PIANI E PROGETTI. LE ZONE E I LUOGHI

 di Benito Sicchiero

Dalla Milano del passato alla città del presente, al tentativo di prevedere quale sarà la Milano del prossimo futuro. E’ stato l’affascinante percorso della tappa numero 3 di Osservatorio per Milano, patrocinato da Assoedilizia, secondo ciclo di incontri che intende offrire proposte e relative soluzioni al divenire della città metropolitana così come delineato dal PGT.

Il titolo dell’incontro “Milano. Piani progetti. Le zone e i luoghi” già inquadra la tipologia degli interventi che il coordinatore Alberico Belgiojoso ha messo sul tavolo. Ha iniziato con la storia quasi bimillenaria della ‘città delle trasformazioni’, corredandola con una ricca serie di immagini: dai resti, non adeguatamente valorizzati, di Milano capitale dell’Impero romano d’Occidente (286-402) per l’importanza militare, politica ed economica che la città possedeva, arrivando ai giorni nostri attraverso Medioevo e Rinascimento, le dominazioni spagnola, austriaca, francese e i loro influssi sulla città , al Neoclassico che coincide con lo sviluppo della Milano moderna ed i primi Piani regolatori (Beruto e Pavia-Masera), le Università, i trafori ferroviari del Sempione e del Gottardo, l’annessione del comune   dei Corpi Santi – primo passo per la grande Milano –  cui seguirono altre inclusioni, da Affori a Baggio, Gorla, Greco, Lambrate, Turro ecc.

Quindi, l’espansione fine Ottocento inizio Novecento, l’inizio di una nuova architettura che supera l’Eclettismo ottocentesco, fonda le Avanguardie, che proprio a Milano si sviluppano nel Novecento;  la cintura ferroviaria con la nuova Stazione Centrale , il Piano Albertini del 1933, i grandi insediamenti industriali a ridosso del centro città, la deindustrializzazione (con i 10 milioni di mq delle cosiddette ‘aree dismesse’) e la riconversione in città del terziario prima e della conoscenza poi, della quale sono testimoni i grattacieli di Porta Nuova. Rimangono parzialmente irrisolti i grandi problemi della ‘ricucitura’ con le periferie e per citare solo due dei rilievi di Belgiojoso, la riqualificazione della cinta ferroviaria e il progetto di abbattere lo stadio di San Siro.

Di grande interesse l’esperimento sul campo di Maria Vegeto del Politecnico di Milano autrice di studi ed analisi su alcune zone chiave della citta: San Siro, Scalo Farini, Rubattino, Lambrate. La sua convinzione di coinvolgere la popolazione sulle scelte che la riguardano l’ha portata ad accompagnare giovani allievi che risiedono lungo il Lambro a ‘riscoprire’ il fiume e le località affascinanti che esso percorre tanto da realizzare un documento “Cartoline dal Lambro” che illustra realtà diverse – urbane, agricole, industriali – fuse in un mix lungo l’itinerario Forlanini, Lambrate, Monluè.

Giovanni Padula, economista urbano e docente nell’università Carlo Cattaneo di Castellanza, si è assunto il compito di analizzare gli impatti del Covid sulla tipologia del lavoro (esempio smartworking) e quindi sul mercato immobiliare commerciale e di tentare di prevedere la sua evoluzione nel prossimo futuro, cosa non facile, ammette. Afferma, in sostanza, che gli spazi del terziario si dividono in due categorie: quelli che necessitano di contatti in presenza (rappresentanza, creatività, innovazione, ricerca ecc.) che non subiranno flessioni; e gli spazi destinati alla produttività (per citare, uffici generici, studi commerciali, associazioni) per i quali si prevede un calo, molti diventeranno abitazioni.   

Se Milano subirà la competizione dei centri urbani più vicini, resterà comunque il luogo del lavoro privilegiato. I suoi poli di sviluppo più promettenti sono Scalo Farini e Mind. Ma molto dipenderà dallo sviluppo demografico.

Riassume Gianni Verga, co-coordinatore dell’Osservatorio: la città deve trasformarsi continuamente. E’ successo con la deindustrializzazione che ha causato una certa sofferenza nel tessuto economico e sociale; ma che ha consentito di mettere a disposizione 10 milioni di mq di aree. Resta comunque la scuola il luogo più importante della città dove si avvia il processo di aggregazione e socializzazione. La scuola dovrebbe essere aperta dalla mattina alla sera: per insegnare, ma anche per svolgere altre utili funzioni.

Prossimo ed ultimo appuntamento dell’Osservatorio martedì 22 giugno, ore 18, con il tema “Milano. La questione della casa”. Resta la possibilità offerta ai cittadini di rivolgere osservazioni, critiche, proposte utilizzando la email eventi@aim.mi.it

Foto:

L’espansione fine Ottocento inizio Novecento, l’inizio di una nuova architettura che supera l’Eclettismo ottocentesco e fonda le Avanguardie – I gloriosi palazzi di via Spartaco 8 e 10, prima sede storica della Fondazione Prada

L’asse San Satiro, Sant’Alessandro e San Sebastiano

Milano, città d’arte delle trasformazioni

Il Sindaco Beppe Sala con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

ADI Design Museum – Compasso d’oro, “Simbolo di ripartenza” – Inaugurazione

maggio 26, 2021

Inaugurato dal ministro della Cultura Dario Franceschini 
ADI DESIGN MUSEUM-COMPASSO D’ORO, SIMBOLO DI RIPARTENZA 

di Benito Sicchiero

Con l’inaugurazione dell’ADI Design Museum-Compasso d’Oro, benedetta da una splendida giornata di avanzata primavera, Milano conferma diversi primati: essere la capitale mondiale del design, avere il museo sul tema più grande d’Europa, frutto della collaborazione pubblico-privato, simboleggiare la ripartenza di una città, di una regione, tra le più duramente colpite dalla pandemia.

“E’ sempre un giorno di festa quando apre un nuovo museo” ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini ai selezionati invitati, tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “E questo è un museo straordinario che raccoglie la storia del design ed è contemporaneamente proiettato sul futuro: è una grande operazione e una grande festa anche perché si inaugura in una fase di ripartenza, non solo di Milano, ma di tutto il Paese.”

Gli ha fatto eco nella fase pomeridiana della cerimonia il presidente della Regione Attilio Fontana: “La creatività e l’ingegno che tutto il mondo invidia alla Lombardia e all’Italia ha una nuova casa. Un progetto che come Regione Lombardia abbiamo sostenuto e che simbolicamente prende il via in questa fase di riaperture e rilancio per tutto il Paese”.

“Milano torna ad essere attrattiva” ha commentato il sindaco Giuseppe Sala. “Come dimostra l’evento di oggi, la pandemia non ne ha piegato le competenze, la capacità di fare cultura e di produrre. E lavorando insieme ricostruiremo una Milano migliore di prima”.

Umberto Cabini, presidente Fondazione ADI; Luciano Galimberti, presidente ADI (della quale è tesoriere Marco Predari); Andrea Cancellato, direttore ADI; Beppe Finessi, curatore della mostra “Il cucchiaio e la città”; Stefano Galli, assessore regionale all’autonomia e alla cultura; Barbara Beltrame Giacomello, vicepresidente di Confindustria si sono alternati nel descrivere funzioni ed obiettivi del nuovo museo.

Realizzato in un edificio degli anni ’30 che veniva utilizzato come deposito di tram a cavallo e come impianto di distribuzione di energia elettrica il Museo sorge davanti al Monumentale con ingressi da via Bramante e via Ceresio. Copre una superficie di 5.135 metri quadrati ricreati da più architetti con un investimento del Comune di 6 milioni e mezzo, due dell’ Adi per gli allestimenti, oltre ai contributi dal Ministero e dalla Regione. L’impianto conserva caratteristiche industriali: luce zenitale, ferro e un carroponte come testimonianza. Il grande spazio espositivo sarà tagliato in due da un boulevard vetrato, poi ci saranno uffici, depositi e all’esterno la piazza Compasso d’oro.

La raccolta permanente del Museo si intitola “Il cucchiaio e la città” (dal noto slogan di Ernesto Nathan Rogers) ed è curata da Beppe Finessi: il Museo ha anche un curatore dell’allestimento, che in questo caso si fa in tre: Ico Migliore&Mara Servetto e Italo Lupi, ideatore anche del marchio Adi Design Museum.

È composta dalla collezione del Compasso d’Oro, oggetti selezionati dal 1954 a oggi: 350 dei vincitori e 140 dei menzionati, più circa duemila altri oggetti e documenti.

Il Compasso d’Oro, nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti, vede tra i maggiori premiati Richard Sapper, Mario Bellini, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e i Castiglioni. Questa esposizione permanente resterà per almeno un anno, ma il museo offre al pubblico altre otto rassegne di approfondimento. Non ci sarà la tradizionale biglietteria: il ticket (12 euro; 9 il ridotto; orari: 10.30-20 dal martedì alla domenica) si acquista con l’app. Ticket in vendita anche sul sito del Museo (adidesignmuseum.org) o sul posto con pagamenti elettronici.

Fra le mostre permanenti tre sono installazioni e videoinstallazioni: “Il design entra nella storia” realizzato dalle OffiCine (Ied e Anteo), Bios (com POLI.design – Sistema Design Politecnico di Milano. “Il cucchiaio e la città” mette in mostra le collezioni storiche con un racconto di tutte le edizioni e focus su 28 progetti premiati, mentre “Manifesto alla carriera” è un omaggio della grafica italiana ai 139 Compassi d’oro alla carriera. A questi si aggiungono le esposizioni temporanee “Uno a uno. la specie degli oggetti” con accoppiamenti di oggetti vincitori come una Ferrari e la Fiat Zagato; “Renata Bonfanti, tessere la gioia” personale dedicata alla prima vincitrice donna, che è stata fra i primi designer di textile italiani, e “Giulio Castelli”, tributo all’imprenditore che ha creato Kartell ed è stato fra i fondatori dell’ADI. In programma ci sono a giugno l’ADI Design Index 2020, mentre quello del 2021 sarà a novembre. In autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti in collaborazione con la Fondazione Olivetti.

Foto dell’evento:

Dario Franceschini con Achille Colombo Clerici

Beppe Sala con Achille Colombo Clerici

Foto del pubblico

“Il risparmio torni ad affluire in aziende e in immobili” Articolo su QN Il Giorno del 22 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

maggio 24, 2021

Se la pandemia ha causato dolorose perdite umane ed ha inferto un colpo durissimo all’economia e alla qualità della vita, ha pure avuto pesanti riflessi sul sistema finanziario/bancario che dell’economia è l’ossatura portante.

Se ne è discusso alla prima edizione del “The Global Banking Forum” organizzato da Eccellenze d’impresa, Prometeia, Associazione per lo sviluppo degli Studi di banca e borsa dell’Università Cattolica, con il patrocinio della Commissione Europea e di Borsa Italiana.  

Dal webinar è giunto un messaggio di moderato ottimismo. Covid-19 ha pure accelerato processi di modernizzazione prima impensabili: basti pensare al vaccino creato in meno di un anno, al rinato ruolo dello Stato che sembrava surclassato da multinazionali e globalizzazione, allo sviluppo della tecnologia che investe anche le banche.   

In Italia questo settore sta registrando un rapido cambiamento tanto che si può parlare di una corsa veloce per recuperare il gap con il mondo bancario internazionale. Opportuno sarebbe ora agevolare – con opportuni incentivi – transizione del risparmio italiano, che ha toccato in aprile il nuovo record di 1746 miliardi di euro, o almeno di una parte di esso, dall’economia finanziaria all’economia reale: cioè al sistema produttivo-commerciale  nazionale.  

Dati provenienti da altre fonti mostrano un panorama in bianco e nero. L’esposizione delle banche italiane al debito pubblico nazionale ha raggiunto il record di 712 miliardi di euro lo scorso agosto; mentre i governi della zona euro hanno emesso una quantità record di obbligazioni nell’ultimo anno per finanziare la loro risposta alla pandemia, mandando l’indebitamento sopra il 100 per cento del prodotto interno lordo per la prima volta.

 Sul fronte privato ci saranno conseguenze su prestiti erogati ed erogandi. I danni per l’attività economica potrebbero innescare infatti un incremento delle insolvenze e delle morosità, nonostante gli interventi europei e nazionali. Così le condizioni per i prestiti per famiglie e imprese si stanno facendo più restrittive (indagine trimestrale della Banca centrale europea). 

 E c’è di più. La liquidità dei conti correnti sta scatenando appetiti vari: delle banche stesse che stanno studiando tassi di interesse negativi (in Europa qualche istituto di credito li sta già applicando) ai governi che stanno attuando piani con tassi di interesse passivi e con commissioni extra: un pericoloso precedente.

La legge sulla rigenerazione urbana – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

maggio 24, 2021

Illustrata dal sen. Mirabelli in un  video-incontro del PD milanese
ENTRO L’ESTATE LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA

                                                                                  I N S T A T  informa

di Benito Sicchiero

La legge sulla rigenerazione urbana potrebbe essere approvata entro l’estate. L’ha annunciato Franco Mirabelli, Vicepresidente gruppo PD al Senato e relatore della legge nel corso di un video-incontro organizzato dal Dipartimento trasformazione urbana PD Milano Metropolitana. Il dibattito, coordinato dal Responsabile del Dipartimento Mario Oro, ha visto la partecipazione di Chiara Braga, Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD; Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano; Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat; Silvia Roggiani, Segretaria PD Milano Metropolitana; Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente.

Il testo unificato sulla rigenerazione urbana – ha spiegato Mirabelli – nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione. 

La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra Stato, Regioni e Comuni fino a prevedere il dibattito pubblico. Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle Regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia Residenziale Pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le Regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana.

Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche,  un miliardo l’anno per venti anni,  gli incentivi di natura diversa (da esenzione IMU e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei Fondi strutturali europei e sono pensati incentivi adeguati per indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Si tratta di un sistema di incentivazione che non è destinato, né deve esserlo, a qualunque intervento edilizio in ambito urbano, ma esplicitamente a quegli interventi che servono a combattere il degrado, in tutte le sue forme: la rigenerazione urbana è strumento per i Comuni per migliorare le città, le loro periferie e la qualità di vita dei cittadini, oltre che per impedire, o quantomeno per contenere, il consumo di suolo.

Si è pensato ad un processo decisionale semplice e lineare, ispirato alla strategia di transizione ecologica, che preveda un ruolo forte delle Regioni e che riconosca ai Comuni la definizione degli interventi, dal generale al particolare, con adeguato sostegno pubblico e stimoli ai privati.

Altri interventi hanno posto in rilievo il fatto che il quadro guida nazionale ha quali principali obiettivi ricostruire la comunità e la coesione sociale, prevedendo che il post pandemia non porterà le città e i suoi abitanti alla vita di prima, con conseguenze sul mercato del lavoro e sulle modalità di lavorare (smartworking). La politica ha il compito non di subire tale trasformazione ma di governarla, attraverso una cabina di regia nazionale. Resta comunque il timore che la burocrazia complichi tutto.

Ma non solo. Il PNRR prevede massicci investimenti in infrastrutture (strade, ferrovie): bisognerà che l’impatto sul territorio e il paesaggio venga regolamentato e che non si ripeta il caso dell’autostrada Brebemi la quale ha generato uno sviluppo sconsiderato delle strutture logistiche.

La nuova legge aiuterà i territori più arretrati per ragioni storiche a recuperare il tempo perduto e i suoi benefici effetti si perpetueranno nei futuri governi.  

 Foto: Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici “Urban structures, functionality needs to be reviewed” – Articolo pubblicato su Italy24news.com

maggio 19, 2021

Everyone can see that the climate is changing. In Milan, to quote, in 50 years (1961-2010) the average summer temperatures have increased by 2 degrees, the periods of drought have been prolonged (the record is 48 days without rain) interrupted by ‘tropical’ storms that cause flooding and, in other cities, sometimes floods with numerous victims and considerable damage to which must be added the dead, especially the elderly and frail, due to heat waves. The phenomena are increasing exponentially. This has significant consequences on the cities of the globe, where over half of the world population now lives. Speaking about it at the Smart City Observatory of the Bocconi University of Milan, I recalled how in the building-urban planning sector, under the pressure of the EU, a double action is taking place: on the one hand, aimed at directly affecting the causes of climate change policy for the reduction of CO2 emissions and, more recently, of methane). On the other hand, a functional redevelopment process is underway for the existing buildings. In other words, a rethinking of the functionality of urban structures also in light of the centrifugal and deterritorializing trends in progress, which worsened following the pandemic event: let’s think about smart working, distance learning, e-commerce, telemedicine, culture, to entertainment and online leisure, etc. The condition of cloistered life faced during the entire period of the lockdown has accentuated the search for housing solutions aimed at allowing greater contact with light, air and nature. A search for the projection of man outside the housing cell building; a search for an extension of the house in nature. Among other things, it should be noted that in Italy the city problem for ecological purposes is more serious than elsewhere. With the anti-nuclear referendum option, in fact, the choice was made to pollute (through the prevalent use of hydrocarbons – oil, methane – and not electricity, district heating, renewable energy) where energy is consumed, that is within cities (which have become heat islands), and not where it is produced, that is, in the open countryside, a place where the disposal of pollution would be easier.

https://www.italy24news.com/News/amp/57683

18a Edizione del Master PolisMaker – Politecnico di Milano

maggio 18, 2021

A giugno la 18a edizione del Master PolisMaker del Politecnico di Milano, guidato da Angelo Caruso di Spaccaforno   
IN 18 ANNI FORMATI 152 ALLIEVI DI 42 PAESI

Foto: Angelo Caruso di Spaccaforno con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

18a Edizione del Master PolisMaker – Politecnico di Milano

maggio 18, 2021

 A giugno la 18a edizione del Master PolisMaker del Politecnico di Milano, guidato da Angelo Caruso di Spaccaforno   
IN 18 ANNI FORMATI 152 ALLIEVI DI 42 PAESI

Foto: Angelo Caruso di Spaccaforno con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

“L’immobiliare commerciale in sofferenza” Articolo su QN Il Giorno del 15 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

maggio 17, 2021

Il settore immobiliare commerciale, in particolare quello degli uffici e degli alberghi, è stato colpito duramente dalla pandemia. A differenza di quanto si pensa possa avvenire nel comparto residenziale – comunque in evoluzione a causa della tendenza a ricercare nella casa un prolungamento nella natura – l’impatto negativo sugli immobili destinati alla vendita al dettaglio potrebbe risultare permanente, poiché varie attività potrebbero continuare a svolgersi in futuro da remoto e altre potrebbero trasferirsi fuori dalle grandi città.  

E’ quanto afferma il Fondo Monetario internazionale nel Global Financial Stability Report dedicato all’impatto della pandemia sulla stabilità finanziaria e agli effetti delle misure straordinarie di sostegno all’economia in corso.

I prezzi degli immobili commerciali si mantengono stabili. Per ora. Ma nel timore ragionato che nel prossimo futuro si verifichi un crollo che potrebbe minacciare la stabilità finanziaria, danneggiare gli investimenti, ostacolare la ripresa economica, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, recentemente trasmesso alla Commissione Europea, prevede consistenti investimenti nei settori delle costruzioni, immobiliare, dell’impiantistica.  

Quali sono gli interventi che interessano in particolare il settore edilizio previsti nelle sei “missioni” principali? Turismo e cultura: si mira a rigenerare i borghi, migliorare la sicurezza sismica, riqualificare le strutture ricettive. Transizione ecologica: la riqualificazione del parco immobiliare pubblico e privato, la tutela del territorio. Infrastrutture: l’intermodalità e la logistica integrata. Istruzione e ricerca: le strutture scolastiche, le mense. Coesione e inclusione: le infrastrutture sociali, la rigenerazione urbana e l’housing sociale. Sanità pubblica: la realizzazione di strutture intermedie da diffondere sul territorio quali case della Comunità e ospedali di Comunità.

Ma per attuare questo vasto programma è giocoforza realizzare riforme rinviate da decenni, tanto che il Paese è tra i meno competitivi del Continente: la riforma della pubblica amministrazione e la riforma del sistema giudiziario, cui si aggiungono le misure di semplificazione della legislazione e per la promozione della concorrenza. Non sarà un lavoro semplice.

The Global Banking Forum “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato” – EUROPASIA informa

maggio 12, 2021

The Global Banking Forum “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato”
EUROPASIA Informa

Prima edizione del “The Global Banking Forum”

CORSA AL RECUPERO DEL GAP CON IL MONDO BANCARIO INTERNAZIONALE

di Benito Sicchiero

Se la pandemia ha causato dolorose perdite umane ed ha inferto un colpo durissimo all’economia e alla qualità della vita, ha anche accelerato processi di modernizzazione prima impensabili: basti pensare al vaccino anti-Covid creato in meno di un anno invece dei 5 o 6 usualmente necessari, al rinato ruolo dello Stato che sembrava surclassato da multinazionali e globalizzazione, allo sviluppo della tecnologia, dalla telemedicina alle banche e al credito in generale. In Italia questo settore sta registrando un rapido cambiamento tanto che si può parlare di una corsa veloce per recuperare il gap con il mondo bancario internazionale. Opportuno sarebbe ora agevolare la transizione del risparmio italiano, che ha toccato un nuovo record, o almeno di una parte di esso, verso il sistema produttivo nazionale.  

E’ questo il messaggio di sostanziale ottimismo – che non deve trascurare la possibilità di ‘caduti sul campo’ e che necessita di efficaci regolamentazioni –  lanciato  dalla prima edizione del “The Global Banking Forum” con il titolo “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato” organizzato da Eccellenze d’impresa, Prometeia, Associazione per lo sviluppo degli Studi di banca e borsa dell’Università Cattolica, con il patrocinio della Commissione Europea e di Borsa Italiana.  

Il cambiamento del mondo bancario e finanziario, cui le iniziative europee e la Banca d’Italia hanno offerto un notevole aiuto, è dovuto all’ampio uso della tecnologia digitale che da un lato ha offerto alla clientela nuovi servizi, dall’altro ha consentito al sistema di reggere meglio alla crisi pandemica riducendo i costi attraverso smart working, flessibilità di orario, aumentata efficienza. Un nuovo modo di fare banca. Occorre però che, a livello globale, si evitino eccessive concentrazioni del mercato del credito; una preparazione al ripetersi di eventi catastrofici quali la pandemia e un ruolo più attivo dei regolatori di fronte a fenomeni quali monete “aziendali” e alle diverse forme di bitcoin.

I cambiamenti climatici e ambientali, oltre alle conseguenze socio-economiche – basti considerare l’immigrazione – sono anche causa di rischi finanziari: la distruzione di un’azienda ha evidenti effetti. E nonostante gli impegni internazionali, è in aumento l’effetto ‘gas serra’. Inoltre, molti comparti industriali hanno a che fare con soggetti inquinatori. Anche se prospettive parlano di una riduzione dell’utilizzo dei combustibili fossili (82% del carbone, 49% del gas, 33% del petrolio) bisognerà gestire la transizione dell’industria che ancora li usa per evitare inevitabili conseguenze sociali e politiche. Un primo, importante passo, è di carattere culturale: convincere gli imprenditori ad abbandonare l’uso dell’energia inquinante a favore dell’energia pulita, ovviamente con una politica di incentivi.   

Nel mondo finanziario domina il modello anglosassone fatto di concentrazioni, cui si oppone un modello europeo più frammentato. Ma il modello anglosassone sta risentendo della diffusione della digitalizzazione; l’Europa però deve rinnovare il proprio sistema legale, antiquato e inefficiente, tanto da produrre nel Paese leader, la Germania, anomalie bancarie inaccettabili.

I lavori sono stati aperti da Enrico Sassoon Presidente, Eccellenze d’Impresa; Rony Hamaui Segretario generale, ASSBB e docente, Università Cattolica del Sacro Cuore; Massimo Gaudina Rappresentanza di Milano, Commissione europea; Angelo Tantazzi Presidente, Prometeia.

Sono seguite tre sessioni.

L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA BANCARIO IN ITALIA E NEL MONDO Verso nuovi modelli strategici e operativi

Nazzareno Gregori Presidente, ASSBB e Direttore Generale, Credito Emiliano (chairman); Giuseppe Lusignani Vicepresidente, Prometeia; Elena Lavezzi Head of Southern Europe, Revolut;  Patrizia Grieco Presidente, MPS; Davide Serra Amministratore delegato, Algebris Investments; Giovanni Sabatini Direttore generale, ABI; Giuliano Cicioni, KPMG.

 BANCHE E FINANZA NEL VORTICE DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE Nuovi protagonisti, nuova organizzazione, nuovi sistemi di pagamento

Angelo Tantazzi Presidente, Prometeia (chairman); Elena Goitini Amministratore delegato, BNL BNP Paribas; Alessandra Losito Direttrice generale, Pictet Wealth Management Italia; Pietro Sella CEO, Sella Group; Roberto Nicastro Chairman, Aidexa; Ignazio Rocco CEO, Credimi; Ugo Cotroneo Managing Director & Partner, Boston Consulting Group.

LA CANALIZZAZIONE DEL RISPARMIO VERSO IL SISTEMA DELLE IMPRESE Oltre la crisi, quali strumenti finanziari per sostenere lo sviluppo

Ugo Loeser CEO, Arca Fondi SGR (chairman); Monica Mandelli Managing Director, KKR; Ugo Bassi Direttore Mercati finanziari, Commissione europea; Victor Massiah Past President, ASSBB; Giovanni Sandri Country Head for Italy, BlackRock; Giovanni Tamburi Presidente, Tamburi Investment Partners; Raffaele Jerusalmi Amministratore delegato, Borsa Italiana.  

Keynote speaker – Alessandra Perrazzelli Vicedirettrice generale, Banca d’Italia

Le conclusioni sono state di Luigi Consiglio, Presidente GEA s.p.a.

Foto:
Luigi Consiglio e Achille Colombo Clerici di Europasia

Rigenerazione urbana, riuso, recupero edilizio, temi all’attenzione della Commissione Ambiente del Senato. – Intervento del sen. Franco Mirabelli

maggio 12, 2021

INSTAT informa

Rigenerazione urbana, riuso, recupero edilizio, temi all’attenzione della Commissione Ambiente del Senato. – Intervento del sen. Franco Mirabelli

Roma, 11 maggio 2021 – “Parlare oggi di rigenerazione urbana vuol dire mettere in campo le condizioni per ripensare le nostre città dopo la pandemia. Non si tratta soltanto di pensare al riuso di edifici inutilizzati o a intervenire sul degrado, ma avere l’ambizione di rispondere ai bisogni sociali. Grazie allo smart working, pezzi interi di città occupati da immensi uffici dovranno essere riorganizzati, così come i servizi. Il disegno di legge che stiamo discutendo in Commissione Ambiente al Senato è dunque l’occasione per mettere in campo un’idea di città che affronti i nuovi scenari. Si tratta di governare e di non subire le trasformazioni”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo dei senatori del Pd, componente della Commissione Ambiente e Relatore della legge sulla rigenerazione urbana in Senato, partecipando al webinair organizzato dal Sunia. “Il tema della rigenerazione urbana – prosegue Mirabelli – è posto in parte nel PNRR e si incrocia con il decreto Semplificazioni che consente anche di abbattere e ricostruire con una SCIA (avviso di inizio lavori) e con il superbonus del 110% che ci stiamo impegnando a prorogare fino a fine 2023. Il ddl in Commissione Ambiente, al quale la Lega ha presentato 2000 emendamenti, semplifica le procedure, stabilisce i criteri per avere accesso ai fondi, definisce i ruoli tra le diverse istituzioni e i percorsi di coinvolgimento del terzo settore e dei cittadini, stanzia 1 miliardo all’anno per 20 anni, anche attraverso il coinvolgimento dei privati. Una delle priorità è l’edilizia residenziale sociale e la risposta ai bisogni dell’abitare. Ora in Commissione – conclude Mirabelli – stiamo cercando di capire come fare sintesi e arrivare finalmente ad una legge necessaria”.

Foto:
Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici