“L’immobiliare commerciale in sofferenza” Articolo su QN Il Giorno del 15 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

Il settore immobiliare commerciale, in particolare quello degli uffici e degli alberghi, è stato colpito duramente dalla pandemia. A differenza di quanto si pensa possa avvenire nel comparto residenziale – comunque in evoluzione a causa della tendenza a ricercare nella casa un prolungamento nella natura – l’impatto negativo sugli immobili destinati alla vendita al dettaglio potrebbe risultare permanente, poiché varie attività potrebbero continuare a svolgersi in futuro da remoto e altre potrebbero trasferirsi fuori dalle grandi città.  

E’ quanto afferma il Fondo Monetario internazionale nel Global Financial Stability Report dedicato all’impatto della pandemia sulla stabilità finanziaria e agli effetti delle misure straordinarie di sostegno all’economia in corso.

I prezzi degli immobili commerciali si mantengono stabili. Per ora. Ma nel timore ragionato che nel prossimo futuro si verifichi un crollo che potrebbe minacciare la stabilità finanziaria, danneggiare gli investimenti, ostacolare la ripresa economica, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, recentemente trasmesso alla Commissione Europea, prevede consistenti investimenti nei settori delle costruzioni, immobiliare, dell’impiantistica.  

Quali sono gli interventi che interessano in particolare il settore edilizio previsti nelle sei “missioni” principali? Turismo e cultura: si mira a rigenerare i borghi, migliorare la sicurezza sismica, riqualificare le strutture ricettive. Transizione ecologica: la riqualificazione del parco immobiliare pubblico e privato, la tutela del territorio. Infrastrutture: l’intermodalità e la logistica integrata. Istruzione e ricerca: le strutture scolastiche, le mense. Coesione e inclusione: le infrastrutture sociali, la rigenerazione urbana e l’housing sociale. Sanità pubblica: la realizzazione di strutture intermedie da diffondere sul territorio quali case della Comunità e ospedali di Comunità.

Ma per attuare questo vasto programma è giocoforza realizzare riforme rinviate da decenni, tanto che il Paese è tra i meno competitivi del Continente: la riforma della pubblica amministrazione e la riforma del sistema giudiziario, cui si aggiungono le misure di semplificazione della legislazione e per la promozione della concorrenza. Non sarà un lavoro semplice.

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