“Il risparmio torni ad affluire in aziende e in immobili” Articolo su QN Il Giorno del 22 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

Se la pandemia ha causato dolorose perdite umane ed ha inferto un colpo durissimo all’economia e alla qualità della vita, ha pure avuto pesanti riflessi sul sistema finanziario/bancario che dell’economia è l’ossatura portante.

Se ne è discusso alla prima edizione del “The Global Banking Forum” organizzato da Eccellenze d’impresa, Prometeia, Associazione per lo sviluppo degli Studi di banca e borsa dell’Università Cattolica, con il patrocinio della Commissione Europea e di Borsa Italiana.  

Dal webinar è giunto un messaggio di moderato ottimismo. Covid-19 ha pure accelerato processi di modernizzazione prima impensabili: basti pensare al vaccino creato in meno di un anno, al rinato ruolo dello Stato che sembrava surclassato da multinazionali e globalizzazione, allo sviluppo della tecnologia che investe anche le banche.   

In Italia questo settore sta registrando un rapido cambiamento tanto che si può parlare di una corsa veloce per recuperare il gap con il mondo bancario internazionale. Opportuno sarebbe ora agevolare – con opportuni incentivi – transizione del risparmio italiano, che ha toccato in aprile il nuovo record di 1746 miliardi di euro, o almeno di una parte di esso, dall’economia finanziaria all’economia reale: cioè al sistema produttivo-commerciale  nazionale.  

Dati provenienti da altre fonti mostrano un panorama in bianco e nero. L’esposizione delle banche italiane al debito pubblico nazionale ha raggiunto il record di 712 miliardi di euro lo scorso agosto; mentre i governi della zona euro hanno emesso una quantità record di obbligazioni nell’ultimo anno per finanziare la loro risposta alla pandemia, mandando l’indebitamento sopra il 100 per cento del prodotto interno lordo per la prima volta.

 Sul fronte privato ci saranno conseguenze su prestiti erogati ed erogandi. I danni per l’attività economica potrebbero innescare infatti un incremento delle insolvenze e delle morosità, nonostante gli interventi europei e nazionali. Così le condizioni per i prestiti per famiglie e imprese si stanno facendo più restrittive (indagine trimestrale della Banca centrale europea). 

 E c’è di più. La liquidità dei conti correnti sta scatenando appetiti vari: delle banche stesse che stanno studiando tassi di interesse negativi (in Europa qualche istituto di credito li sta già applicando) ai governi che stanno attuando piani con tassi di interesse passivi e con commissioni extra: un pericoloso precedente.

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