Forum Ambrosetti di Cernobbio, The European House 2021 – Assoedilizia affronta i temi della fiscalità immobiliare e della riforma catastale

La “Fiscalità immobiliare” al Forum Ambrosetti di Cernobbio
COLOMBO CLERICI: RIFORMA DEL CATASTO, MIOPE E DANNOSA 

In occasione della 47^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este di Cernobbio, 3-5 settembre, il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici affronta un tema di grande attualità: la fiscalità immobiliare in Italia e la riforma del Catasto.

 “L’U.E. – afferma Colombo Clerici – continua a sostenere che gli immobili nel nostro Paese forniscano un gettito che, in rapporto al Pil, è inferiore a quello medio europeo e quindi insiste acriticamente per l’aumento delle relative imposte, in primis riformando il catasto, ignorando quanto sia miope e rischiosa per la nostra economia la riforma catastale che ha in mente il Fisco italiano.” E prosegue:

“Non si tratta di aumentare ancora le imposte (poiché in Italia gli immobili sono più tassati che negli altri Paesi europei) bensì di rivedere semmai l’intera politica della casa e del settore immobiliare dove ben il 60,5% dei fabbricati residenziali non solo non paga l’Imu, ma non concorre nemmeno a pagare l’Irpef, l’Irpeg, l’Imposta di registro, né dà luogo a quel virtuoso meccanismo economico/fiscale derivante dal turn over abitativo.

Una precisa scelta politica è stata fatta, collegata a precipue ragioni ideologiche: penalizzare la locazione privata e favorire l’abitazione in proprietà. Ora l’80% delle famiglie abita in case in proprietà. Su queste, niente prelievo fiscale e niente indotto producente a sua volta imposte. Il gettito fiscale considerato dall’Europa è solo quello prodotto dalla parte rimanente dello stock immobiliare.

Quanto alla invocata riforma del catasto va detto che cambiare il metodo di valutazione catastale degli immobili, introducendo criteri che porteranno ad un innalzamento dei valori imponibili e lasciando di fatto inalterato il sistema delle aliquote che è calibrato sugli attuali più bassi valori, è operazione iniqua, insensata e dannosa.

Occorre spiegarlo bene all’ U.E. (che richiede a gran voce la riforma del nostro catasto, senza averne né capito, né bene valutata la portata) ed a tutte le istituzioni (internazionali e nazionali… ma chi informa l’Europa?) che ne recepiscono il pensiero facendosene pedissequamente portatrici.”

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